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“ Sono l’imperatore della sconfitta. Anche quando cado, io volo.” Teatro OUT OFF Milano

Cari Amici,

Vi proponiamo una promozione speciale per lo spettacolo teatrale “L’imperatore della sconfitta” di Jan Fabre regia Elena Arvigo e Sara Thaiz Bozano, in programma al Teatro Out Off di Milano dal 16 al 27 maggio.

Prezzo speciale Ingresso a 10 euro

Per aderire confermare prenotazione e presenze a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  oppure telefonare allo 0234532140 segnalando di aderire alla promozione “Anche quando cado, io volo”.

 

“ Sono l’imperatore della sconfitta. Anche quando cado, io volo.”

16 > 27 maggio (Prima nazionale)

L’IMPERATORE DELLA SCONFITTA

di Jan Fabre

traduzione di Giuliana Manganelli

regia: Elena Arvigo e Sara Thaiz Bozano

con Elena Arvigo e Marco Vergani

scene Alessandro di Cola

Produzione Teatro Out Off

spettacolo in abbonamento Invito a Teatro

A conclusione delle iniziative e degli spettacoli pensati per i 40 anni dell’Out Off presentiamo in Prima Italiana lo spettacolo “L’imperatore della sconfitta” di Jan Fabre con l’interpretazione  di Elena Arvigo anche co regista insieme a SarahThaiz Bozano.  Il senso delle manifestazioni per i 40 anni non è stato solo quello rievocativo nè tantomeno quello celebrativo, ma la volontà di ricollegarsi alle radici della nostra storia per rilanciare oggi nuovi progetti e indicare obiettivi e percorsi futuri. In questo senso va la proposta dello spettacolo che vede coinvolta una delle artiste più significative del panorama teatrale italiano misurarsi con un autore eclettico come Jan Fabre, artista visivo, regista, scrittore. Per l’Out Off Jan Fabre è stato un punto di riferimento artistico fin dal primo incontro avvenuto nel 1985 quando venne invitato a Milano dall’Out Off per la rassegna Sussurri o Grida con lo spettacolo “Il potere della follia teatrale”. Il rapporto è continuato poi in altre occasioni culminate con l’inaugurazione della nuova sede di via Mac Mahon nel 2004 con lo spettacolo “Cryng body”.

 

“L’imperatore della sconfitta” è un testo per il teatro di Jan Fabre del 1994 che l’artista belga ha dedicato all’ attore Marc Moon Van Overmeir e fa parte di una serie di monologhi scritti tra il 1975 e il 1994 e rappresentati in tutto il mondo. Il testo punta i riflettori sul fallimento, tabù nell’era del successo imperante.

Forza interiore e accettazione dei propri limiti sono gli unici mezzi di cui dispone l’uomo per riscattarsi dalla propria condizione miserevole.

E’ il racconto di un tentativo che non si esaurisce nel fallimento, ma che trova, anzi, nel fallimento la sua forma perfetta.

La sconfitta è azione, atto rivoluzionario, momento di rivincita e possibilità di proseguire. La sconfitta, dunque, come punto di partenza e di arrivo perché se non fossimo sconfitti non avremmo la possibilità di continuare a sbagliare e quindi a esistere nel mondo  (Roberto Traverso)

Partecipiamo numerosi

Francesco Caprini

Ufficio Stampa Divinazione Milano S.r.l.

Via Andrea Palladio n. 16

20135 Milano

Tel. 0258310655 mob. 393 2124576

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"Ddissababà, il nuovo fiore" allo Spazio Teatro NO'HMA Teresa Pomodoro

Spazio Teatro NO'HMA Teresa Pomodoro

presenta

12 e 13 aprile, ore 21.00

Ddissababà, il nuovo fiore 

di Raffaele Masto 


con  

Augusto di Bono

Rufin Doh Zéyénovin

Gabriele Falsetta

Delma Pompeo 

Drammaturgia, regia e spazio scenico  Marco Rampoldi

Allo Spazio Teatro NO'HMA un nuovo appuntamento del ciclo Energia, Soffio Vitale: il 12 e il 13 aprile andrà in scena lo spettacolo Ddissababà, il nuovo fiore, dal testo del giornalista Raffaele Masto, con Augusto di Bono, Rufin Doh Zéyénovin, Gabriele Falsetta, Delma Pompeo, drammaturgia e regia di  Marco Rampoldi.

Culture diverse si confrontano in Ddissababà, spettacolo ambientato nell'Etiopia di fine XIX secolo, che racconta gli incontri e gli scontri, veri o verosimili, fra quattro personaggi reali di grande carattere e con forti convinzioni: l'imperatore Menelik e sua moglie, la regina Taitù, l'esploratore Orazio Antinori e il poeta Arthur Rimbaud. Europei e Etiopi si incontrano in questo territorio in parte inesplorato, dove il grande Menelik, ispirato dall'aria di progresso proveniente dall'Europa, fonda sull’altopiano la nuova capitale Addis Abeba: Ddissababà, il nuovo fiore; insieme a Menelik sua moglie, la regina Taitù, una donna dal carattere fermo e intrattabile, diffidente nei confronti di ogni influsso straniero di cui avverte il pericolo. Tuttavia, gli stranieri sbarcano: sono europei e sbarcano per attaccare battaglia, come nel caso della tragica battaglia di Adua; sbarcano per sete di conoscenza, di ricerca e condivisione, come l'esploratore Orazio Antinori; oppure sbarcano perchè insoddisfatti e critici nei confronti del vecchio continente, come il poeta Athur Rimbaud. Ddissababà affronta il tema della diversità culturale, raccontando come culture differenti possano mirare al reciproco annientamento oppure ad un incontro positivo, occasione di arricchimento e fonte di un'inesauribile energia vitale.

 

Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

Per prenotazioni: 02.45485085/02.26688369 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro

Via Andrea Orcagna, 2 - 20131 Milano

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Danza - Teatro Sala Fontana

Anche quest’anno il Teatro Sala Fontana apre le sue porte alla danza contemporanea inaugurando il festival con le Serate Anticorpi Explo - Tracce di giovane danza d'autore - una due giorni dedicata ai giovani coreografi - per proseguire poi con cinque appuntamenti monografici in cui si alterneranno sul palco diverse compagnie affermate a livello nazionale e internazionale. 

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5 CENTIMETRI D’ARIA - Storia di Cristina Mazzotti e dei figli rapiti

21 – 26 MARZO 2016

produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

in collaborazione con Università degli Studi di Milano – Corso di Sociologia della Criminalità Organizzata

5 CENTIMETRI D’ARIA - Storia di Cristina Mazzotti e dei figli rapiti

 

un progetto di Nando Dalla Chiesa e Marco Rampoldi

con Lucia Marinsalta

drammaturgia Paola Ornati – in collaborazione con il Corso di Sociologia della Criminalità Organizzata - Università degli studi di Milano

si ringrazia Fondazione Cristina Mazzotti, Davide Bianco, Carlo Smuraglia, Giuliano Turone

Nel 1972 nel nord Italia la parola ‘mafia’ evoca più un film di grande successo che una minaccia incombente. Ma il sequestro di Pietro Torrielli Jr, vigevanese, segna l’inizio di una tragica sequenza di rapimenti prevalentemente di giovani, operati dalla criminalità organizzata in Lombardia. In silenzio, dalla defilata provincia ha inizio una storia di violenze; di esorbitanti riscatti che servono alle organizzazioni mafiose per finanziare il nascente traffico di stupefacenti; di condizioni di sopravvivenza sempre più bestiali, mano a mano che a Cosa Nostra si sostituisce la ‘ndrangheta. La società civile, scossa dall’escalation del terrorismo e dei suoi rapimenti “illustri”, si rende conto con troppa lentezza della portata del fenomeno.

Le vittime, prima, sono cognomi conosciuti, Alemagna, Perfetti, Rancilio... poi, diventano solo cose, merci di scambio, e spesso non tornano più a casa. Come Cristina Mazzotti, 18 anni. Muore la sera del pagamento del riscatto, il suo corpo viene abbandonato in una discarica.

5 centimetri d’aria fa rivivere questa tragica stagione, concentrandosi sulla vicenda di “Cricri”, il cui racconto, come quello di tante altre vittime lasciate sole, è stato per troppo tempo lasciato alla voce del silenzio.

IL PROGETTO. Lo spettacolo nasce da un Laboratorio di Scrittura per la scena organizzato dal Piccolo Teatro di Milano, rivolto agli studenti, ai dottori e ai dottorandi del corso di Sociologia della Criminalità Organizzata del Professor Nando Dalla Chiesa, dell’Università Statale di Milano. 5 centimetri d’aria è un monologo per voce femminile in cui convergono, in un flusso continuo, tante voci: quelle delle vittime, quelle dei carnefici, quelle dei giovani spettatori che rimangono attoniti, quelle degli spettatori meno giovani che in un bisbiglio pronunciano: «Io c’ero...».

Il 30 giugno 1975 Cristina Mazzotti, 18 anni, viene rapita a Mariano Eupilio da un gruppo di malviventi legati alla ‘ndrangheta. Il pagamento di un esorbitante riscatto non la salverà da una fine orribile, dopo una lunga prigionia in condizioni inumane. In un lucido e straziante monologo, la ragazza diviene  simbolo e portavoce delle tantissime vittime di un fenomeno solo in parte compreso e rapidamente dimenticato.

 

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