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Invito Allo spettacolo "MICHELANGELO, IL GIUDIZIO" IL 15 GIUGNO AL TEATRO DELL’ALEPH

MICHELANGELO, IL GIUDIZIO

con Diego Gotti

Regia di Giovanni Moleri

 

invito allo spettacolo

 Venerdì 15 GIUGNO 2018

 alle ore 21.00

 

c/o TEATRO DELL’ALEPH

 via De Amicis 6,  Bellusco (MB)

 

 INGRESSO GRATUITO

 

posti limitati

è necessario confermare la propria presenza

 

 ​info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel. 0396020270

 

www.teatroaleph.com   

 

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CANDLELIGHT MEMORIAL: 20 maggio evento free, Teatro Franco Parenti, Milano

International Aids Candlelight Memorial 2018:  U=U - Undetectable = Untrasmittable

Una data per sensibilizzare la prevenzione dell’HIV, in 115 città nel mondo

facebook.com/events/642327072780665/

Domenica 20 maggio 2018, dalle 19.00 alle 23.00 al Teatro Franco Parenti, ASA – Associazione Solidarietà AIDS Milano organizza l’evento “International Candlelight Memorial” una manifestazione nata con l’obiettivo di sensibilizzare le persone sul tema della prevenzione dell’HIV e di altre malattie sessualmente trasmissibili, nonché superare lo stigma nei confronti delle persone sieropositive. L’evento si celebra in contemporanea in 115 città nel mondo, coinvolgendo 1200 comunità.

L’ASA – Associazione Solidarietà Aids, che opera dal 1985 per sostenere le persone con HIV/AIDS, organizza quest’anno un Candlelight event molto speciale, grazie alla partecipazione di diversi artisti che si esibiranno al Teatro Franco Parenti. Il tema conduttore di quest’anno è "U=U - Undetectable = Untrasmittable", un messaggio che invita a superare la diffidenza verso le persone sieropositive ancora soggette a discriminazioni. Sono ormai anni che la comunità scientifica ha sancito che una persona sieropositiva in terapia antiretrovirale e con carica virale non rilevabile non può in alcun modo essere infettiva. La scarsa informazione sull’argomento, nei fatti, alimenta, soprattutto nei giovani, ancora la falsa convinzione che il virus possa essere trasmesso con un bacio o con un abbraccio. Il divario tra realtà e diffidenza deve essere assolutamente colmato, così come l’informazione sulle modalità di trasmissione della malattia. Il "Candlelight" milanese sarà una serata di incontro (con invito gratuito per la cittadinanza) durante la quale si alterneranno performance, reading di attori sul tema, e dj set che accompagnerà la serata.

Il nome stesso ‘Candlelight’ rimanda al concetto di una fiaccolata commemorativa, ma ogni comunità nel mondo declina l’evento a secondo della mission che si propone. ASA, negli ultimi 10 anni, incorpora nell’evento principale una serie di iniziative rivolte ad un pubblico giovane per creare aggregazione e partecipazione. Quest’anno – grazie alla collaborazione con il Teatro Franco Parenti - ASA ha chiamato la compagnia teatrale Animanera che mette in scena lo spettacolo teatrale ”Try Creampie! Vuoi venire a letto con me?”. Una performance interattiva “one to one“ per 10 spettatori ogni 10 minuti, il cui tema ruota proprio intorno alle storie di amori diversi all’insegna dei desideri travolgenti e totali. Amori che scorrono sulla sottile linea rossa che separa vita e morte, eros e violenza, autocoscienza e confusione. Un viaggio attraverso esperienze artistiche e letterarie, dove l’amore viene scandagliato nelle sue pieghe più segrete: dall’ossessione alla gelosia, dall’abbandono all’appagamento dei sensi, dalla lontananza al contatto fisico, dall’immaginazione alla realtà, attraverso parole sublimi ed evocative, a volte dolorose a volte ironiche. La seconda performance vede protagonisti i due attori Angelo Di Genio e Riccardo Buffonini che hanno scelto di interpretare alcune scene da The Normal Heart, film diretto da Ryan Murphy e tratto dall'omonima opera teatrale del 1985 di Larry Kramer, fervente attivista gay, sieropositivo, e fondatore del Gay Men's Health Crisis, la più grande associazione di assistenza per malati di Aids nel mondo. Infine la serata vedrà uno speciale DJ SET di Thomas Costantin, artista e dj resident del Plastic, che si distingue per sonorità elettroniche e sperimentali. Thomas ha da poco lanciato il suo primo EP, Fire, prodotto da Emerald & Doreen Records, EP e vanta già collaborazioni importanti nel mondo della moda e del design.

Commenta Massimo Cernuschi, medico infettivologo dell’Ospedale San Raffaele di Milano e presidente di Asa: “Il Candlelight è nato nel 1983 per ricordare i morti di AIDS. Oggi è anche un modo per sensibilizzare contro la discriminazione e lo stigma che ancora colpisce le persone sieropositive e per diffondere informazioni sulla prevenzione. Due messaggi che in Italia vengono diffusi poco. Siamo davvero entusiasti di poter lavorare con attori e performer al Franco Parenti per coinvolgere le persone con il teatro e far conoscere le attività di ASA”.

ASA Milano punta a trasmettere il messaggio di prevenzione, invitando a superare lo stigma verso le persone sieropositive. Durante tutta la durata dell’evento saranno a disposizione operatori qualificati per fornire informazioni e distribuire materiale informativo.

 

PER INFO:

02 58107084 

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ULTIME NOVITA' DEL TEATRO VASCELLO DI ROMA

Teatro Vascello (Via Giacinto Carini 78 Roma) presenta:

GABRIELE LAVIA

Prezzi 20 euro a persona prezzo intero, 15 euro ridotto over 65 e 12 euro under 26 e studenti universitari, ridotto 20 euro in due nostri convenzionati

065898031 - 065881021 

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Dal 5 all'8 aprile 2018 (prosa) dal giovedì al sabato h 21 – domenica h 18

LAVIA DICE GIACOMO LEOPARDI (5-6 aprile) h 21
di e con Gabriele Lavia

"Le poesie di Leopardi sono talmente belle e profonde che basta pronunciarne il suono, non ci vuole altro. Da ragazzo volli impararle a memoria, per averle sempre con me. Da quel momento non ho mai smesso di dirle. Per me dire Leopardi a una platea significa vivere una straordinaria ed estenuante esperienza. Anche se per tutto il tempo dello spettacolo rimango praticamente immobile, ripercorrere quei versi e quel pensiero equivale per me a fare una maratona restando fermo sul posto". 
Gabriele Lavia

Lavia 'dice Leopardi': dice, perché non legge né interpreta, ma riversa sul pubblico, in un modo assolutamente personale nella forma e nella sostanza, le più intense liriche dei Canti e non solo, da A Silvia a L'Infinito, dal Canto notturno di un pastore errante dell'Asia e Il sabato del villaggio a La sera del dì di festa.

I versi leopardiani ripetono che l'amore, l'intimità rubata ed immaginata fatta di attese e ricordo, i sogni senza sonno, le nobili aspirazioni dell'animo, le speranze che riscaldano lo spirito umano e che a volte svaniscono di fronte alla realtà, sono tutti elementi che rendono faticosa ed impegnativa la vita, ma straordinariamente degna di essere vissuta. Lavia dice Leopardi è un viaggio nella profondità dell'animo umano, un nuovo omaggio al poeta, a quella sua nuova voglia di sondare la parola e il suono in un momento della sua esistenza che si tramutò in esaltante creatività artistica.

 

7 e 8 aprile 2018 | PROSA sabato h 21 – domenica h 18

IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO
di Fëdor Dostoevskij
regia Gabriele Lavia

Il sogno di un uomo ridicolo rappresenta un mondo che si è condannato alla sofferenza, auto-recluso, serrato e costretto in una metaforica camicia di forza, condizione e impedimento di ogni buona azione. Un momento di riflessione profonda e appassionata, in una dimensione sospesa tra fiaba nera e ricognizione psichica.

Dostoevskij concepisce Il sogno di un uomo ridicolo come un racconto fantastico, scritto intorno al 1876 e inizialmente inserito nel Diario di uno scrittore. Si tratta della storia di un uomo, abbandonato da tutti, che ripercorre in un viaggio onirico la sua vita e le ragioni per cui si è sempre sentito estraneo alla società. 
Gabriele Lavia in più momenti della sua carriera si è confrontato con questo testo: "La prima volta lo lessi a degli amici a 18 anni e ancora non ero un attore", ricorda, "oggi è passata una vita e Il sogno è quasi un'ossessione. Ho scelto di rimetterlo in scena per festeggiare la nascita del Teatro della Toscana, riconosciuto Teatro Nazionale, e per riaffermare con forza come l'indifferenza, la corruzione e la degenerazione non possano essere le condizioni di vita della nostra società."
Giunto all'età di 46 anni, il protagonista de Il sogno di un uomo ridicolo decide di metter in pratica l'idea, a lungo corteggiata, del suicidio. Però, si addormenta davanti alla pistola carica. Inizia così un sogno straordinario che lo porta alla scoperta della 'verità'. Approda in un altro pianeta, del tutto simile alla Terra tranne che per l'animo dei suoi abitanti, sono puri, innocenti, e in quella purezza lui, per la prima volta, non viene additato come ridicolo. Ma il suo arrivo non è senza conseguenze: contamina quella gente che in poco tempo acquista tutti i difetti della società da cui lui proviene. 
"È un uomo del 'sottosuolo', cioè di quell'inferno sulla Terra abitato da dannati che vivono in cupa solitudine, indifferenza, livore, odio nei confronti degli altri", spiega Lavia, "essi si sottomettono alle pene di questo inferno come per una fatalità crudele e misteriosa, e, a un tempo, conservano gelosamente un lucido senso della colpa che li condanna a vivere un'esperienza carica di esaltazione frenetica e sofferente. A differenza degli altri dannati, quest'uomo ha scoperto il segreto della bellezza e della felicità, il segreto per 'rimettere tutto a posto'. 'Ama gli altri come te stesso' 'vecchia Verità che non ha mai attecchito'. E appunto nell'assurda proposta d'amore per il prossimo si trova tutta la sua 'ridicolaggine'. Ma, attenzione, quest'uomo ridicolo è consapevole dell'impossibilità di riuscita del suo progetto, eppure nel raccontare, nel 'predicare' la 'vecchia verità' trova il senso più profondo e l'unico scopo possibile della vita: mostrare la via di salvezza agli uomini, pur sapendo che non vi è possibilità di riuscita e di vittoria."

Il sogno di un uomo ridicolo si rivolge, dietro la finzione letteraria, alla società intera e ne denuncia i vizi che la allontanano dalla felicità fondata semplicemente sull'amore e sulla solidarietà, al posto dell'avidità e dell'egoismo. Sulla condivisione incondizionata anziché sulla presunzione della scienza che solo teorizza le leggi della felicità. E questa idea di felicità ci riporta al messaggio evangelico, di puro amore, di Cristo, al di là di ogni religione e prima di ogni potere. 
"Il destino ultimo dell'uomo è quello di realizzare una completa comunione con gli altri uomini", conclude Lavia, "e può avvenire soltanto attraverso l'annullamento della propria individualità e l'amore per il prossimo. Dostoevskij vede nell'individualità l'origine e la causa dello spirito di separazione che c'è tra gli uomini e che ha trasformato la Terra in un sottosuolo."

 

Intervista a Gabriele Lavia
di Matteo Brighenti

Cosa rappresenta per lei Il sogno di un uomo ridicolo?
"La prima volta lo lessi a degli amici a 18 anni e ancora non ero un attore. Oggi è passata una vita e Il sogno è quasi un'ossessione. Ho scelto di rimetterlo in scena per festeggiare la nascita del Teatro della Toscana, riconosciuto Teatro Nazionale, e per riaffermare con forza come l'indifferenza, la corruzione e la degenerazione non possano essere le condizioni di vita della nostra società".
Qual è la forza di questo testo?
"Il sogno di un uomo ridicolo è forse la più sconcertante opera di Dostoevskij. Nella situazione paradossale di un uomo che, decidendo di suicidarsi, si addormenta davanti alla rivoltella e 'sogna' il suicidio e la vita dopo la morte, lo scrittore, con una partecipazione sconvolgente e appassionata ci racconta come l'umanità si sia rovinata per sempre. E la coscienza che l'uomo non può vivere senza individualità significa che la condizione umana è senza via d'uscita."
Chi è 'l'uomo ridicolo'? 
"È un uomo del 'sottosuolo', cioè di quell'inferno sulla Terra abitato da dannati che vivono in cupa solitudine, indifferenza, livore, odio nei confronti degli altri. Essi si sottomettono alle pene di questo inferno come per una fatalità crudele e misteriosa, e, a un tempo, conservano gelosamente un lucido senso della colpa che li condanna a vivere un'esperienza carica di esaltazione frenetica e sofferente."
Perché è 'ridicolo'? 
"Perché a differenza degli altri dannati quest'uomo ha scoperto il segreto della bellezza e della felicità, il segreto per 'rimettere tutto a posto'. 'Ama gli altri come te stesso' 'vecchia Verità che non ha mai attecchito'.. E appunto nell'assurda proposta d'amore per il prossimo si trova tutta la sua 'ridicolaggine'. Ma, attenzione, quest'uomo ridicolo è consapevole dell'impossibilità di riuscita del suo progetto, eppure nel raccontare, nel 'predicare' la 'vecchia verità' trova il senso più profondo e l'unico scopo possibile della vita: mostrare la via di salvezza agli uomini, pur sapendo che non vi è possibilità di riuscita e di vittoria."
Siamo di fronte a un uomo infelice?
"Questo non è il suo 'stato naturale', e la sua 'naturale' condizione non è la solitudine. Questi sono 'stati' e 'condizioni' culturali sopraggiunti quando la cultura della menzogna si è allontanata dalla natura della verità. Ma il destino ultimo dell'uomo è quello di realizzare una completa comunione con gli altri uomini e può avvenire soltanto attraverso l'annullamento della propria individualità e l'amore per il prossimo. Dostoevskij vede nell'individualità l'origine e la causa dello spirito di separazione che c'è tra gli uomini e che ha trasformato la Terra in un sottosuolo."

 

 

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