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Articoli filtrati per data: Dicembre 2015

MaLaVoglia a Rock Targato Italia

Al LegendClubMilano di Milano la rassegna Rock Targato Italia XXX edizione. Cerchiamo di conoscere meglio gli artisti in programma con una intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano

Noi siamo i MaLaVoglia...   la band, il genere, cosa pensiamo dei talent, dei social, della scena musicale e i nostri progetti futuri

Ci siamo tutti avvicinati  sin da piccoli al mondo della musica e ognuno di noi ha portato avanti un suo percorso personale,artistico e di vita, durante gli anni... fino a quando non ci siamo ritrovati a convergere tutti su questa stessa strada.

Siamo in sei. Due chitarre, tastiere, batteria, voce e basso.

Il nostro nome è soltanto un richiamo ai MaLaVoglia di verga. In realtà è inteso proprio come "MaLaVoglia di fare, provarci, crederci, vivere..." e tutto ciò che di bello può esserci per chi insegue un sogno.

La nostra musica deriva dalla nostra voglia di proporre, di fare, di creare e di vivere questa nostra realtà che ci siamo creati col tempo. Come? Raccontando del mondo, di vita, dei paradossi assurdi in cui tutti viviamo la nostra quotidianità...talvolta immaginando contesti surreali, a volte invece soltanto raccontando cio che vedo.

I talent dovrebbero e potrebbero essere una buona via per poter avere visibilità, ormai, in realtà, sono diventati l'unica. O una delle poche. Il talento, inserito in un talent, può avere possibilità di esprimersi.

La musica vera rimane, però, quella al di fuori dei talent. È meno costruita. Secondo nostro modesto parere.

Abbiamo avuto la fortuna di suonare in diversi contesti importanti e in tante situazioni belle, locali o eventi.

Non abbiamo una preferenza di locali. Vogliamo suonare, punto.

Locali da noi, nel Milanese, ce ne sono diversi. Ci piacerebbe il Memoclub di Milano e il live di Trezzo.

Il problema vero è che un'organizzazione non c'è. Si va su ciò che va al momento o cosa fa più comodo proporre e così non si apre nessuno nuovo circolo. L'aria è viziosa, le band (per lo più cover) che si alternano nei locali e nei circoli arci sono sempre le stesse. Non c'è una programmazione  per diversificare e alternare gli artisti dal vivo e anche il pubblico, dopo un po', è sempre lo stesso. Così non si creano i presupposti per creare nuovi giri, mischiare idee, collaborazioni...è tutto un circolo vizioso.

Basterebbe dare più possibilità a tutti, avere un po' più di coraggio.

Oggi i social sono diventati fondamentali.. ma anche lì, come i talent, la cosa è sfuggita di mano. Non si capisce più se conta di più un artista valido o uno con più seguito sui social.

I nostri progetti futuri sono quelli di portare la nostra musica in giro, cercando live e possibilità per farci ascoltare. Abbiamo un Ep pronto e stiamo definendo i brani da inserire in un album. Abbiamo intenzione di fare uscire un singolo in primavera e di portarlo in giro grazie ad un tour. Abbiamo voglia di essere ascoltati. MaLaVoglia di fare musica, è sempre tanta.

 

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Bruschetta Brothers "Anglicismi a Minchiam" videopromo Rock Targato Italia

 

 

Cecio è un grande musicista ma anche un bravissimo attore e un istrione nato. Tutti i componenti dei #BruschettaBrothers sono bravi e avete modo di verificarlo voi direttamente, ascoltando il loro brano "Anglicismi ad Minchiam" sulla compilation di #RockTargatoItalia "Ignoranza e pregiudizio" al Link della compilation su Spotify: @https://goo.gl/hA5mwG

Ufficio stampa @Divinazione Milano

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Bruschetta Brothers "Anglicismi a Minchiam" videopromo Rock Targato Italia

 

 

Cecio è un grande musicista ma anche un bravissimo attore e un istrione nato. Tutti i componenti dei #BruschettaBrothers sono bravi e avete modo di verificarlo voi direttamente, ascoltando il loro brano "Anglicismi ad Minchiam" sulla compilation di #RockTargatoItalia "Ignoranza e pregiudizio" al Link della compilation su Spotify: @https://goo.gl/hA5mwG

Ufficio stampa @Divinazione Milano

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VEGA'S a Rock Targato Italia - Milano LegendClub

Parte dal 22 gennaio al LegendClubMilano di Milano la rassegna Rock Targato Italia XXX edizione. Cerchiamo di conoscere meglio gli artisti in programma con una intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano

- Nome artista: Vega's

- Come vi siete avvicinati alla musica?:

--Andre Vox
<< Dicevano che i cantanti cuccavano un sacco, avevano ragione>>

--Andre Drum (Bison)
<<Mio padre ha sempre ascoltato stazioni radio che trasmettevano musica rock e io ho fatto lo stesso ... nonostante siano passati un po' di anni, non ho mai voluto cambiare genere>>

--Dott Rob
<< ...con cautela! >>

--Ivan
<<È la musica che si è avvicinata a me....la chitarra ha saputo che frequentandomi avrebbe avuto ottime possibilitá di rimorchiare >>

--Mike
<<all'età di 11 anni suonando prima il corno francese"il budello". Poi la tromba fino a 16 anni. A 14 anni il primo cd dei The Clash ed infine a 18 anni il primo basso elettrico >>

- Da quanti da quanti componenti è formato il gruppo, e come vi siete conosciuti?:

--I Vega's sono:
Andrea Spinelli "Andre" voce dei Vega's.
Come membri onorari, Roberto Brigatti e Ivan Arena. Il primo Dott Rob, scrittore e poeta errante, con quel fare scorbutico e sfacciato da vero punkrocker. Il secondo, Ivan "quello studiato", suoi gran parte degli arrangiamenti e pazienti notti di ricerca per suoni e/o rumori.
Al basso Michele Moretti, "Mike" ma senza "fat" anche se ci stiamo lavorando sodo!
Infine ad abbassare l'età media la sezione ritmica il cuore pulsante Andrea Allevi, il maestro Allevi, anche si detto "the Bison".

La radice del gruppo si forma con l'incontro, tramite un social per artisti, tra Dott Rob e il Bison, con larrivo poi di Ivan. I tre hanno scritto e in parte abbozzato delle registrazioni con le idee che Dott Rob teneva nel cassetto da qualche anno.
Poi la ricerca degli elementi mancanti, dopo un po di stalking e provini vennero trovati dei papabili, che poi furono, una voce graffiante ed un basso basseggiante! 

- Con parole vostre come definireste la vostra musica?

--La nostra musica è rock cantato in italiano con varie contaminazioni dovute ai diversi generi che hanno accompagnato le adolescenze e le vite dei compositori. In sostanza se quello che passa per la testa a colui che scrive piace anche agli altri si fa, anche se si trattasse di una canzone liscio.

- Come nasce il nome della band?

--Vega's perchè amo Tarantino e i testi hanno un non so che di pulp qua e là...ed i fratelli Vega mi hanno ispirato 

(Dott Rob)

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

-- il talent è un modo fantastico per farsi conoscere e per imparare, si ha la possibilità di confrontarsi ed essere corretti da artisti veri, ridurremmo però la valutazione tecnica dell'artista per valutare di più il contenuto a livello di messaggio del testo. Il testamento artistico del significato è importante e quasi fondamentale.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

--Nei live la risposta del pubblico è stata ottima,ci ha sinceramente sorpresi.
Anche per questo forse nei molti momenti di difficoltà nessuno di noi ha ancora gettato la spugna.
Abbiamo dei pezzi onesti che chiedono solo di esser suonati dal vivo.

- Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nella vostra regione di origine?

--Dove almeno ti pagano in birra e panini (versione realistica)
Ci piacerebbe suonare nei vari templi del rock dove abbiamo assistito ai concerti delle nostre band preferite...l'elenco è lungo. (Versione utopica)
Non c'è una preferenza particolare, il poter aprire un palco agli artisti per noi fondamentali sarebbe già motivo d'orgoglio. 

-  Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?

-- Per migliorare l'organizzazione a livello nazionale non siamo noi le persone a cui chiedere...non sapremmo!?!?

Noi nel nostro piccolo possiam solo portare in giro la nostra musica in locali dove già per il fatto che non fai cover sei svantaggiato...ma ai Vega's piace partire senza che nessuno si aspetti qualcosa di buono da loro.


- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?

--La musica promossa sui social perde forse un pò del romanticismo che si respirava in un negozio di dischi ma è necessaria e al passo coi tempi.

- Quali sono i vostri progetti futuri?

--visto l'ultimo periodo, di malattie e complicazioni, come direbbe un puro razza Mustang nel Wyoming innevato... <<sopravvivere all'inverno>>

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Lo Stato Delle Cose, in concerto a Rock Targato Italia - Milano

Parte dal 22 gennaio al LegendClubMilano di Milano la rassegna Rock Targato Italia XXX edizione. Cerchiamo di conoscere meglio gli artisti in programma con una intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano. 

Q: Nome artista
A: Lo Stato Delle Cose

Q: Come vi siete avvicinati alla musica?
A: Nel modo più semplice: ascoltandola senza preclusione di generi.

Q: Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?
A: Lo stato Delle Cose è un gruppo di 4 persone dell’Hinterland Milanese, genere Pop - indie Rock nato nel 2015 da un’idea di Valentina Brocadello, Erica Paltrinieri, Davide Ripamonti e dall’incontro con il cantante vicentino Ale Mop.
Vale e Dave si conoscono dalle superiori, pur non suonando mai insieme. Erica è la batterista dell’ultimo progetto musicale di Valentina. Mop è stato contattato dopo che Dave ha visto un suo video pazzo su youtube in cui si cambiava cento magliette in cento secondi.

Q: Con parole vostre come definireste la vostra musica?
A: Lo Stato Delle Cose è un film sul significato del raccontare per immagini e dell’immagine stessa. Sono istantanee di uno stato di fatto, polaroid di resistenze, di malinconie, di immobilismo. Non vogliono descrivere storie, ma soffermarsi solo su alcuni fotogrammi in bianco e nero di istanti ben precisi.

Q: Come nasce il nome della band?
A: Tratto dal titolo di un film di Wim Wenders:“una riflessione sul destino, tutto va scomparendo, dobbiamo affrettarci se vogliamo vedere ancora qualcosa”

Q: Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?
A: I talent probabilmente sono un sistema per le major di lanciare un loro prodotto, spesso già costruito a tavolino ancora prima che inizi il programma.La musica è commerciale, semplice, diretta, usa&getta, da classifica temporanea con una vita breve. E’ un’ottima forma di spettacolo musicale televisiva.

Q: Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?
A: Siamo nati da poco, abbiamo fatto un live: il Garben Sound organizzato dalla Costello e dal media magazine The Submarine. Risposta dal pubblico: il cantante e il tastierista hanno rimorchiato....

Q: Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro     regione di origine?
A: Forum di Assago (MI), Alcatraz (MI) prima di un grande evento, Magnolia (MI), LattePiùLive (BS), Rivolta (VE), New Age Club (Roncade). Ci piacerebbe suonare nei festival all’aperto, ce ne sono troppi da elencare.

Q: Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?
A: Per esempio regolamentare le radio in modo che sia obbligatorio trasmettere piu’ del 50% di musica prodotta in Italia, non solo “proposta” dalle major. Abbassare i costi per i locali che propongono musica originale. Bisognerebbe inoltre creare una cultura musicale fin dai primi anni scolastici permettendo ai giovani studenti di avvicinarsi al mondo musicale in modo più critico e consapevole.

Q: Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?
A: Il negozio virtuale (e streaming) permette di diffondere la propria musica autoprodotta, anche se essendo un grande calderone, potremmo essere una goccia nel mare. L’unico modo per fare in modo che qualcuno ci cerchi e ci ascolti il biglietto da visita è l’esibizione dal vivo, che tra l’altro è anche una maniera gratis per promuoversi.Per quanto riguarda i social sono un ottimo mezzo per raggiungere il maggior numero di persone in modo semplice, come il vecchio passaparola ma con effetti esponeziali.

Q: Quali sono i vostri progetti futuri?
A: Suonare il piu’ possibile dal vivo, pubblicare il nostro EP “Lo Stato Delle Cose” sulle piattaforme online, girare il video del nostro primo singolo “Imperfetti Sconosciuti”, registrare il nostro secondo lavoro.

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Sal & Zef Blues Orchestra in concerto al LegendClub per Rock Targato Italia

Parte dal 22 gennaio al LegendClubMilano di Milano la rassegna Rock Targato Italia XXX edizione. Cerchiamo di conoscere meglio gli artisti in programma con una intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano

- Nome artista: Sal & Zef Blues Orchestra.

- Come vi siete avvicinati alla musica?

Tutto parte nel 2009 da una collaborazione di Sal (Salvatore Burruano) con Moni Ovadia sul versante della ricerca di temi e aspetti legati alla yiddishkeit, animus e cuore della cultura e della spiritualità yiddish, nelle sue diverse forme ed espressioni: umorismo, letteratura, musica, cinema, storia e - qui andiamo a cadere - teatro. Caduti? Speriamo di no. Nel frattempo il suo percorso incrocia la strada del duo comico Lanzoni-Didoni e del Teatro della Cooperativa, dove inizia a lavorare con Renato Sarti alla stesura di testi. Di lì a breve col suo fido compagno di chitarra e di sventure Zef (Giuseppe Savarino), uomo dalle mille risorse (impegnate per pagare la retta di una quadrupla in affitto con Sal, un bulgaro e un indiano presso il Piccolo Cottolengo), comincia a comporre canzoni. Del resto Zef, chitarrista e cantante autoditatta, con tanti live alle spalle fin dall'età di 10 anni, non è di certo nuovo alla musica. A 18 anni partecipa al contest nazionale "Musica nelle scuole", con la sua prima rock band "Senso Unico" arrivando in finale ed esibendosi nel tempio del rock Italiano, il "Piper" a Roma, città dove anni dopo si trasferirà continuando a suonare e cantare abbracciando diversi generi, new wave, hard rock, blues, garage, grunge.

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Di Sal e Zef abbiamo detto sopra. Al gruppo si sono poi aggiunti il Dee Jay Matt (batteria e tastiere) e la metal girl Katia (basso,1.70 cm di Jūjutsu) da poco aggregati.

- Con parole vostre come definireste la vostra musica?

Cantiamo e suoniamo un po' di tutto e un po' di niente, con un occhio alla quotidianità vissuta dal basso (non siamo proprio due giganti) e con un occhio al surreale, stralunato, lunare, metafisico, ma soprattutto scanzonato, sennò che canzoni sarebbero?

- Come nasce il nome della band?

Salvatore Burruano in arte Sal (voce e vagheggiamenti vari) e Giuseppe Savarino in arte Zef (voce fuori campo, Kazoo e chitarre). Blues Orchestra,in quanto il duo è a aperto a chiunque abbia gioia e coraggio, nel suonare con spensieratezza e sperimentare nuovi orizzonti.

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

Perché gira musica intorno e dentro i talent show? Non credevamo, ma buono a sapersi.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico? 

Sì, con risposte positive. 

- Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare? e quali quelli nella vostra regione di origine?

Non abbiamo pregiudizi, ma esigenze.

- Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?

Maggior gusto della sperimentazione e più coraggio da parte di case discografiche e produttori.

- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?

Crediamo costituiscano una piattaforma valida e ormai acclarata.

- Quali sono i vostri progetti futuri?

Non abbiamo pregiudizi, ma esigenze.

 

a cura ufficio stampa @Divinazione Milano

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MOSAICO in concerto a Rock Targato Italia - LegendClub Milano

Parte dal 22 gennaio al LegendClubMilano di Milano la rassegna Rock Targato Italia XXX edizione. Cerchiamo di conoscere meglio gli artisti in programma con una intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione MilanoRisposte MOSAICO per ROCK TARGATO ITALIA

- Nome artista Mosaico -

Come vi siete avvicinati alla musica? Ci siamo avvicinati alla musica grazie alla passione per i maestri cantautori e le grandi rock band. Da queste prime passioni arrivano poi quelle per l’approfondimento di uno strumento e del canto, e la voglia di condividere e comunicare su un palco. -

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Il gruppo è formato da 3 componenti (Chitarra+Coro; Tastiere+Synth+Sequenze; Voce Principale). Ci siamo conosciuti anni fa tramite conoscenze comuni che ruotavano attorno a scuole di musica e progetti di cover rock band. -

Con parole vostre come definireste la vostra musica? La nostra musica potrebbe esser definita una sorta di “Alternative Pop”, che fonde la passione per la scrittura di testi in italiano e l’attitudine ad uscire dai canoni della “musica italiana”. C’è ricerca, sia nei contenuti dei testi che nelle sonorità che si ispirano e aprono al panorama internazionale. Nelle canzoni si cerca di riportare in musica spaccati di vita quotidiana nella sua affascinante o brutale, ma sempre disarmante, semplicità. In ogni brano c’è il nostro punto di vista sincero e un’ostinata voglia di verità. - Come nasce il nome della band? Il nome nasce dalla voglia di fare musica “visuale”, che smuova l’immaginazione di chi ascolta e lo porti a ricrearsi delle immagini proprie riferite alle canzoni. E il nome, appunto, voleva richiamare qualcosa di visuale che si compone piano piano attraverso tanti piccoli frammenti diversi (le tessere del mosaico, o I pensieri, le parole, i suoni). La nostra band poi è proprio così: è una composizione eterogenea, formata da personalità così diverse tra loro, che però insieme riescono a creare un “quadro di senso compiuto”...o quasi. -

Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

Dei Talent Show pensiamo siano una grande giostra televisiva che confonde brutalmente pubblico e artisti…mischiando talenti e ciarlatani, sfruttando la voglia, pura o meno pura, di arrivare di tanti, e le qualità di alcuni, per fare uno spettacolo in tv.
Una macchina che investe principalmente su degli Interpreti (magari anche molto bravi) ma che spesso hanno veramente poco da dire. Tante luci accecanti; tantissima superficie coperta in poco tempo; quasi sempre poca profondità. -

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Si in questi anni, come Mosaico abbiamo fatto diversi live in varie situazioni: dal duo acustico voci e chitarre, alla formazione elettrica classica da rock band, ed ora con questi arrangiamenti “electro-acustici” in trio più drum-machine. La gente presente ai concerti si è dimostrata coinvolta e si è detta piacevolmente stupita e incuriosita da questa nostra proposta di live. Abbiamo avuto dei buoni feed-back anche dagli addetti ai lavori durante concorsi e audizioni. -

Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare?

E quelli nel vostra regione di origine? Potremmo fare molti nomi di locali in Lombardia e in Italia dove ci piacerebbe suonare; ma la questione non è il nome del locale in se. Qualunque locale sarebbe bello per noi se dentro ci trovassimo gente con voglia di ascoltare e scoprire musica nuova. -

Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?

Sicuramente sarebbe interessante e utile che venissero sostenuti e aiutati, con agevolazioni, pubblicità e finanziamenti, dalle regioni o addirittura dallo stato, bei locali di musica live inedita, trovando il modo di rendere la proposta interessante e stimolante per i giovani (anche di età diverse). Inoltre crediamo sarebbe fondamentale un programma televisivo dedicato alle band e ai cantautori emergenti italiani. Infine crediamo vada assolutamente eliminata la possibilità di scaricare gratuitamente musica da internet senza l’autorizzazione del suo autore. In alter parole, per noi la musica ha un valore, quindi e’ giusto abbia un prezzo; va comprata, a prezzi ragionevoli, non scaricata gratuitamente! -

Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali? Crediamo la promozione sia un aspetto fondamentale per poter far arrivare la propria musica alle persone. E anche i Social sono sicuramente una via per diffondere il proprio progetto musicale, anche se ormai molto satura. Personalmente crediamo nel fascino del cd e del vinile, ma la distribuzione della “musica liquida” sulla rete, se avviene in modo giusto e controllato, è  indubbiamente un modo molto comodo ed efficace. -

Quali sono i vostri progetti futuri?

I progetti futuri sono sicuramente scrivere altre canzoni (come già abbiamo iniziato a fare), registrare e far uscire un nuovo disco, fare tanti concerti e portare la nostra musica alle orecchie di più gente possibile. Ci piacerebbe anche qualche collaborazione importante e stimolante, sia a livello di composizione e produzione, che in ambito live, magari come gruppo di supporto per artisti più conosciuti.

a cura dell'Ufficio Stampa @DivinazioneMilano

 

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“MY HEART IS YELLOW” NUOVO SINGOLO E VIDEOCLIP PER GLI ANIMAREA IN RADIO DAL 15 GENNAIO. IL VIDEOCLIP IN ANTEPRIMA NAZIONALE SU IL GIORNALE OFF

“My Heart is Yellow” (“Il mio cuore è giallo”) è il nuovo singolo degli ANIMAREA, che in rotazione radiofonica dal 15 gennaio.

Il videoclip del brano è in anteprima nazionale su IL GIORNALE OFF.

Il link: https://goo.gl/2qgUVp

Un brano che conquista per immediatezza e semplicità di struttura, suggestivo nei suoni vagamente etnici, ma orecchiabile al tempo stesso, che lo rendono, forse, la canzone più pop di “Holidays in Rome”, album uscito a giugno 2017 per l’etichetta discografica IRMA RECORDS.

Parla della rinascita di una donna, della necessità di lasciarsi alle spalle un passato fatto di sofferenze, di una relazione sbagliata che ha portato solo ansia e tristezza. Si tocca anche un tema molto attuale: la prevaricazione sulle donne, la disparità tra i sessi, fenomeni culturali e retaggi storici che ancora faticano a progredire.

Arriva, però, il momento della svolta, dopo la sofferenza si intravede la luce in fondo al tunnel. Bisogna dimenticare, rompere drasticamente con il passato e concentrarsi sul futuro. L’amore nuovo, vero, sincero apre nuovi panorami. Un senso di libertà e di luce invade il cuore. Il cuore cambia colore, ne ha il diritto, il cuore ora è giallo!

Il videoclip del brano “My Heart is Yellow” inizia con una scena di Rossana Bern che rincasa all’alba di una mattina d’inverno. Il cielo è ancora buio, ma si scorgono già le prime luci dell’alba.

Dopo aver varcato la soglia di casa, Rossana si toglie il cappotto e si rilassa sul divano di una veranda. Inizia a cantare, si susseguono primi piani, scene di lei seduta con un abito da sera, alternate ad una passeggiata sul viale di casa. Le ore passano, la mattina avanza; è una bellissima giornata di sole, il simbolo della rinascita, della luce, della libertà.

All’improvviso il passato ritorna e si reincarna in due donne dalle stesse sembianze di lei: rappresentano ciò che la protagonista è stata ma ora non è più.

Il miglior modo per superare il passato è saperlo affrontare, anche ironizzando sullo stesso, esorcizzando gli spettri che, solo così, prima o poi, nel cammino della vita si dissolveranno.

“My Heart is Yellow” è stato composto da Gabriele Toniolo (chitarrista, autore e produttore del progetto), cantato da Rossana Bern (voce e cori) e arrangiato in collaborazione con Michele Bonivento (pianista e arrangiatore); il brano vede, tra gli altri, la collaborazione di Leo di Angilla alle percussioni (attuale percussionista di Jovanotti).

La regia del videoclip è affidata a Riccardo Nardini e Andrea Digiorgio per Video Cultura.

ANIMAREA, nato da un’idea di Gabriele Toniolo – chitarrista, autore e produttore -, e Rossana Bern – voce -, è un progetto musicale fondato nel 2008 dal genere raffinato tra smooth-latin-jazz e pop-soul.

Sito Web: http://www.animarea.it/

Facebook: https://www.facebook.com/animareaofficial/

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SO MUCH a Rock Targato Italia - Milano

 Parte dal 22 gennaio al LegendClubMilano di Milano la rassegna Rock Targato Italia XXX edizione. Cerchiamo di conoscere meglio gli artisti in programma con una intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano. 

-Nome artista

So Much 

- Come vi siete avvicinati alla musica?

Tutti condividono una passione per la musica fin dai primissimi anni, dovuta anche alla presenza di musicisti in famiglia.

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Siamo in quattro, ci siamo conosciuti tramite frequentazione di locali live in comune.

- Con parole vostre come definireste la vostra musica?

Ruvida, minimalista, di impatto.

- Come nasce il nome della band?

Volevamo un nome corto e d'effetto che "arrivasse subito". So Much per noi vuol dire:"con così poco, così tanto"

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

Siamo consapevoli che il mercato detti le regole del gioco. Detto questo consideriamo i talent show uno strumento veloce, un'esposizione forte e  immediata che però, senza basi solide, tende a scomparire.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

15 anni con la stessa line-up ci hanno aiutato a superare i 100 live. Sin dai primi anni 2000 (quando suonavamo cover di White Stripes, Strokes, Queens of the Stone Age...) si è creato un buonissimo seguito. I nostri supporters ci hanno seguito anche quando abbiamo deciso di scrivere brani nostri, presentando il nostro primo EP e il successivo album "Eleven".

- Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nella vostra regione di origine?  

Abbiamo avuto il piacere di suonare la nostra musica in giro per il Nord Italia in locali come: Latteria Molloy (BS) Druso (BG) Rock'n'Roll (MI) Audiodrome (TO) F.O.H. (BO) Viper (FI).
Ci piacerebbe suonare in molti altri locali come: Fabrique (MI) Covo (BO) Cage (LI) New Age Club (TV)...

-  Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?

Valorizzare il lavoro musicale di band emergenti rispetto ad un prodotto improntato quasi esclusivamente a proporre cover. Questo dovrebbe essere svolto sia dai locali sia dal pubblico... spesso poco abituati ad un ascolto di materiale inedito.

- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?

La promozione è sicuramente fondamentale.
Anche i social sono un'interessante mezzo per farsi conoscere ad un pubblico più ampio.
Riguardo ai negozi virtuali rappresentano senza dubbio un'opportunità... nel nostro caso è interessante constatare come i nostri brani siano stati acquistati anche in posti decisamente "lontani" come il Canada.

-  Quali sono i vostri progetti futuri?

Nuovo album (già in lavorazione)
Nuovo video
Nuovo tour

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