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Articoli filtrati per data: Dicembre 2016

Eyelies di Livorno - Ospiti a Rock Targato Italia

La band livornese Eyelies sarà ospite nelle serata di Rock Targato Italia - Finale regionale Toscana in programma negli spazi di Percorsi Musicali il 21 aprile 2018. Un appuntamento imperdibile per gli amanti della musica originale e delle novità. Intervista a cura dell'Ufficio Stampa @DivinazioneMilano  

Eyelies

-Ognuno di noi si è avvicinato alla musica in modo diverso, alcuni grazie alle loro famiglie, altri da soli, ma la cosa che ci accomuna tutti è la profonda passione per la musica considerata da noi sia come arte, sia come sistema per poter comunicare ed aiutare gli altri.

-Il nostro gruppo è formato da quattro componenti: Giada Murru (voce e testi), Tommaso Mariani (chitarre e tastiere), Paolo Lo Giudice (basso), Filippo Bertoli (batteria). Ci siamo conosciuti qualche anno fa tra i banchi di scuola e da subito si è creata una grande sintonia tra di noi.

-Definiremmo la nostra musica come un'eleganza di note malinconiche armonizzate con una punta di innovazione elettronica. Il nostro genere è molto particolare ed un po' sperimentale, ci piace pensare ad esso come un alternative rock molto moderno.

-Il nome della nostra band è un gioco di parole derivato dalla parola “eyelids” che in inglese significa “palpebre”. EYELIES è una parola inventata, che espone la teoria che gli occhi sono lo specchio dell'anima e non mentono mai. Abbiamo appunto associato la parola “occhio” a “bugie”, proprio come opposizione, quasi un ossimoro per ricordare che negli occhi si troverà sempre la verità.

-Generalmente pensiamo che possano essere un buon trampolino di lancio per certi gruppi, ma non per noi. D'altro canto, vorremmo cercare di farci strada e di vivere il nostro sogno con le nostre forze, per fare capire alla gente che il concetto di “band” è totalmente diverso da quello mostrato nei talent show. Gli artisti che escono dai talent show sono molto simili tra di loro, a parte qualche eccezione. La musica che gira attorno ad essi può essere orecchiabile, tuttavia noi preferiamo creare qualcosa che possa rimanere nel tempo e che non diventi “vecchia” dopo un paio di mesi.

-Dal 2013 abbiamo fatto molti live ed abbiamo avuto l'opportunità di esibirci in locali come il The Cage Theatre, dove abbiamo aperto agli Ex-Otago, e a Villa Ormond per Sanremo New Talent nel 2017. Ci stiamo costruendo una fan-base che speriamo sia sempre più vasta. E' sempre una grande emozione vedere il pubblico che canta le nostre canzoni, ed alla fine possiamo affermare che questa è una delle ragioni per cui vogliamo suonare e fare musica.

-Ci sono molti locali in Italia in cui ci piacerebbe suonare, non solo in grandi palchi, ma anche in locali un po' più “intimi”, dove possiamo avere più contatto col pubblico. Abbiamo una vasta lista di palchi dove vorremmo suonare nella nostra regione, speriamo prima o poi di riuscirci!

-In Italia ci sono tantissimi talenti nascosti che purtroppo vengono scartati dal panorama medio italiano, secondo noi sarebbe bellissimo se ci fossero più spettacoli, più esibizioni, più musica ovunque, proprio per dare spazio agli artisti meno conosciuti. 

-I Social possono essere un enorme trampolino di lancio, se bene usati. Nell'era moderna sembra quasi più semplice poter emergere, proprio grazie ai social, però ad oggi ci sono moltissimi artisti che pubblicano le loro opere e può essere ancora più difficile distinguersi. 

Detto questo, è molto comodo poter ascoltare musica ovunque grazie alla distribuzione online, ma niente potrà mai sostituire la bellezza nel poter toccare un disco e rendersi conto che la musica, da astratta, può anche concretizzarsi.

-Il nostro sogno più grande è quello di poter lavorare nel mondo della musica, vorremmo suonare giorno e notte, senza tregua. Ci stiamo impegnando per cercare di rendere tutto questo possibile, partecipando a concorsi e suonando in giro per la nostra regione.

 

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ORGANICO RIDOTTO a Rock Targato Italia - Intervista

A giorni a #Roma prenderanno il via le serate di Rock Targato Italia Finali area Centro e Sud Italia. Diversi artisti e gruppi musicali saliranno sul palco del Quid Centro Culturale, suonando brani propri originali e autentici. Tra loro anche ORGANICO RIDOTTO che si esibirà il 29 #aprile. Di seguito l'intervista a cura dell'ufficio stampa @DivinazioneMIlano

 

Nome della band - ORGANICO RIDOTTO

- Come vi siete avvicinati alla musica? Seguendo l’istinto, e frequentando cantine piene di strumenti

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti? 4; ci siamo conosciuti nel corso degli anni attraverso diverse esperienze musicali

- Con parole vostre come definireste la vostra musica? Folk Contemporaneo

- Come nasce il nome della band? Eravamo in 2, ci siamo moltiplicati

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno? Una bella canzone di Ivano Fossati

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico? Si, molto entusiasta ed incuriosito

- Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro     regione di origine? Teatri, o locali che abbiano palco e dotazione tecnica adeguati alle nostre esigenze

-  Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Ristabilire un sano modo relativamente a metodi, ruoli e professioni dedicati alla produzione musicale

- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali? Non è importante il mezzo, quanto la possibilità di far si che la musica possa avere di nuovo una grande rappresentatività nel tessuto sociale esprimendo solo prodotti di alta qualità

-  Quali sono i vostri progetti futuri? Disco e concerti 

 

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THE TRAVEL MATES a Rock Targato Italia - Roma

Intervista a THE TRAVEL MATES a cura dell'ufficio stampa @DivinazioneMIlano in occasione della loro esibizione live in programma a Rock Targato Italia Finali centro Sud Italia a #Roma 

- Nome artista The Travel Mates

- Come vi siete avvicinati alla musica?
Tramite l'energia che la musica stessa imprime nelle nostre anime.

Abbiamo scoperto questa passione tutti nello stesso periodo iniziando dalle prime cover che segnarono la storia del rock suonate nelle feste del liceo o nei primi locali disposti ad ospitarci.
Ricordiamo tutto questo con molta emozione. E' da allora che questa energia ci è entrata dentro e non ci abbandona più.
Suonavamo ovunque i nostri amici ce lo chiedevano, nei falò in spiaggia, nei compleanni e avevamo la possibilità di provare i nostri brani ed esibirci costantemente in un paio di taverne in aperta campagna.
Sarà stata questa continua aria di festa che legavamo alla musica ad averci dato l' idea di uno stile di vita da inseguire, puro e spensierato al punto giusto.

Questo spirito è rimasto.

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?
Siamo in 4: Christian Tucci Valentinetti voce e chitarra, Davide Di Giovanni chitarra, Ilario Iacoboni basso, Simone D'Ortona batteria.
Tra Christian e Ilario esiste un'amicizia che dura da quasi 30 anni, vicini di casa quando rispettivamente avevano 1 e 2 anni.
Nei tempi delle scuole superiori Ilario svolse la figura del collante del gruppo, facendo nascere amicizia tra tutti i membri della band.

- Con parole vostre come definireste la vostra musica?
Se dovessimo definirci con un genere musicale sarebbe quello della Surf/Rock Music con venature Pop, ma la Surf Music non è un vero e proprio genere musicale, più che altro è uno stile di vita accostato alla musica, è per questo che preferiamo definire la nostra musica come un mezzo per trasmettere spensieratezza parlando di viaggi, di mare, di pace, amore e natura.

Nei nostri testi sottolineiamo spesso quanto sia importante il contatto dell'essere umano con la natura per ritrovare spiritualità ed integrità.

- Come nasce il nome della band?
The Travel Mates significa "I compagni di viaggio". E' stato il suggerimento di un nostro caro amico ad averci dato questa idea e questo nome ci ha colpito da subito perché per noi la musica è un viaggio... un viaggio spirituale che può accompagnarci in qualsiasi parte del mondo e oltre...

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?
Sono degli strumenti per promuovere artisti e musica ma i talent show non devono cambiare la natura degli artisti creando maschere per lo schermo. Il rischio è quello di allontanare reali emozioni cambiando l'attuale panorama musicale rendendo la musica di adesso fredda rispetto a quella di diversi anni fa quando l'artista veniva direttamente collegato alla sua musica, senza veli e senza finzioni.
Spesso adesso si valuta l'artista solamente dal suo singolo o solamente dalla forza del suo personaggio, raramente si valuta tutto nell' insieme e questa non è la giusta direzione per segnare la storia nella musica, la storia di band, musicisti e cantanti che hanno fatto avvicinare intere generazioni ad una chitarra, ad un microfono o ad altro.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?
Abbiamo fatto diversi live e la risposta dal pubblico è sempre la stessa: spensieratezza e voglia di estate.

- Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro     regione di origine?
Ne citiamo alcuni come l'Alcatraz di Milano, il Locomotiv Club e l'Estragon a Bologna, Stazione Birra a Roma, l'Hard Rock Cafe di Firenze che è stupendo, un vero e proprio teatro.

Nella nostra regione, l'Abruzzo, c'è il Loft 128 a Pescara, sicuramente un bel locale dove suonare dal vivo.

-  Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?
Sicuramente partire dalle scuole creando in tutta Italia corsi di musica d'insieme, far conoscere ai più piccoli i numerosi aspetti della musica. I risultati si vedrebbero a lungo termine ma molto probabilmente si arriverà in futuro a dar maggior peso alla musica a livello nazionale.

- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?
Si chiama evoluzione, la musica adesso può arrivare ovunque e a chiunque, questo è un aspetto decisamente positivo.

Alcuni social come Facebook e Instagram ci hanno permesso di farci conoscere ed essere apprezzati da persone in Australia e in Portogallo con diverse condivisioni, adesso alcuni di loro seguono regolarmente le nostre pagine profilo e le uscite dei nostri singoli videoclip... una piccola grande soddisfazione.

-  Quali sono i vostri progetti futuri?
Stiamo preparando l'uscita di altri due videoclip e per il mese di Luglio uscirà il nostro primo disco.

Il primo obbiettivo è quello di trovare date in tutta Italia e partecipare a festival. La passione, la voglia di suonare e di trasmettere emozioni è tanta. Amiamo le spiagge, dell' Italia amiamo tanto il Salento e stiamo cercando di organizzare una tournée questa estate della durata di un paio di settimane tra mare, locali e stabilimenti, il tutto da documentare con la nostra telecamera... una sorta di Endless Summer...

 

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PARMA 360 Festival della creatività contemporanea Parma, sedi varie 14 aprile – 3 giugno 2018

III edizione – LA NATURA DELL’ARTE
Mostre, installazioni, eventi, concorsi, workshop

Per il terzo anno consecutivo PARMA 360 Festival della creatività contemporanea anima la primavera culturale parmigiana con un ricco programma di mostre, iniziative ed eventi che mostrano uno sguardo a 360° sul sistema della creatività contemporanea italiana e un focus sulla creatività emergente.

Dal 14 aprile al 3 giugno 2018, in diversi spazi istituzionali e privati della città, si svolgono mostre di pitturafotografiaarte digitalescultura alternate a concertiperformance e attività formative e laboratoriali che annoverano alcuni tra i nomi più rilevanti dell’arte contemporanea italiana, come Davide Coltro, Francesco Diluca, Franco Fontana, Giovanni Frangi, Pietro Geranzani, Carlo Mattioli, Ernesto Morales, Barbara Nati e Daniele Papuli.
Nella città che è stata designata Capitale italiana della Cultura per il 2020, il Festival PARMA 360 – uno dei 32 progetti del dossier di candidatura – ha il duplice obiettivo di recuperare la naturale vocazione culturale e artistica di Parma, facendone vivere in modo nuovo e sinergico gli spazi espositivi, e di sviluppare la comunità creativa del territorio attraverso l’arte, intesa come motore di crescita e trasformazione sociale.
Alla base della progettualità di PARMA 360, ci sono inoltre i concetti di rigenerazione urbana e di rifunzionalizzazione degli spazi cittadini per un coinvolgimento attivo della cittadinanza.
Il Festival, infatti, mette in rete e promuove il patrimonio artistico già esistente in un vero e proprio museo diffuso sul territorio, valorizzando attraverso l’arte contemporanea chiese sconsacrate, palazzi storici e spazi di archeologia industriale non sempre conosciuti dagli abitanti della città, come il gioiello storico dell’Ospedale Vecchio, le ex Chiese di San Quirino e San Tiburzio e l’area industriale dell’ex SCEDEP.
L’iniziativa, che vede la direzione artistica e la curatela di Camilla Mineo e Chiara Canali, è organizzata dalle associazioni 360° Creativity Events ed Art Company, con il sostegno del Comune di Parma e di “Parma, io ci sto!” e un’ampia rete di partner pubblici e privati.

Il tema
Da diversi anni l’arte contemporanea riflette sui temi della salvaguardia ambientale e del rapporto tra l’uomo e la terra che abita in linea con il crescente senso di responsabilità che l’individuo sta sviluppando nei confronti dell’ambiente in cui vive.
Per questo, attraverso le opere di alcuni dei più autorevoli autori italiani e di artisti emergenti, il Festival PARMA 360 dà vita a un percorso esplorativo visionario e poetico sul tema della sostenibilità ambientale e del rapporto tra uomo, natura e paesaggiofil rouge che unisce tutte le mostre, le installazioni e gli eventi dell’iniziativa.

Le mostre
Tra i progetti di punta della terza edizione del Festival, la mostra Terre Piane, a cura di Chiara Canali, allestita nella Chiesa di San Quirino, mette a confronto le ricerche del maestro della fotografia di paesaggio Franco Fontana (Modena, 1933) e dell’inventore del quadro elettronico Davide Coltro (Verona, 1967).
Nello spazio ottagonale della chiesa le fotografie di Fontana esaltano l’espressione astratta del colore e le strutture geometriche trasformando i paesaggi in quadri astratti. Il colore diventa rivelazione, linguaggio attraverso cui esprimere paesaggi puri, dell’anima.
System di Coltro sono quadri elettronici che propongono un flusso visivo di icone digitali catturate dal mondo e direttamente trasmesse dallo studio dell’artista al fruitore via etere. L’analisi del paesaggio ripercorre luoghi e spazi della natura alla ricerca della “vertigine orizzontale” con immagini caratterizzate dal cosid­detto “colore medio”, risultante dalla media matematica di tutti gli elementi cromatici presenti all’interno di un’immagine.

In occasione del Festival si riaprono le porte di un altro gioiello cittadino: la crociera dell’Ospedale Vecchio in Oltretorrente, monumento dal riconosciuto valore storico, dove sono raccolti i progetti espositivi di quattro importanti autori italiani:

Lotteria Farnese è il titolo della mostra di Giovanni Frangi (Milano, 1959) costituita da venti teleri di grandi dimensioni con motivi paesaggistici disegnati su stoffa, che richiamano il famoso ciclo degli arazzi D’Avalos presenti nella Collezione Farnese al Museo di Capodimonte. Un paesaggio visto a volo d’uccello, una fila di alberi che si rispecchia in un fiume, una serie di ninfee nere sono i riferimenti naturali da cui Frangi trae motivo di ispirazione. I colori dei tessuti cuciti e il segno aspro ci portano invece in una dimensione artificiale in cui le immagini sembrano riflettersi tra loro.

Il pittore argentino Ernesto Morales (Montevideo, 1974) con il progetto La Forma e le Nuvole, a cura di Chiara Canali, riflette sulla natura ambivalente delle nuvole, elemento insieme celeste e terrestre, materiale e simbolico, metaforico e reale. Emblema dell’impermanenza delle cose e dell’incessante divenire del tempo, le nuvole sono testimoni di una temporalità lenta, quasi immobile, dalla lunghissima durata. Ernesto Morales, senza essere un naturalista, parla di natura e di nuvole. Lavora per accumuli e sovrapposizioni di colate e al tempo stesso per sottrazioni e dispersioni di pennellate, in dialogo costante con i pittori del passato come Friedrich, Constable, Turner, Richter, Kiefer e con tutti gli altri disegnatori e contemplatori di nuvole e di cieli.

Le complesse composizioni digitali di Barbara Nati (Roma, 1980), nella mostra Alla Deriva curata da Camilla Mineo, pongono all’attenzione dell’osservatore la drammatica disparità tra le straripanti strutture realizzate dall’uomo con cemento, ferro e asfalto, e i malinconici ritagli di spazio dedicati alla natura. Immagini e paesaggi consueti sono alterati attraverso l’intervento digitale, fino a creare mondi nuovi, affascinanti e insieme inquietanti. Queste opere ci ammoniscono per le storture del presente e al contempo ci indicano una diversa prospettiva per il prossimo futuro. Il linguaggio è sempre teso tra l’ironico e il poetico, senza dimenticare lo studio di temi di carattere sociale, soprattutto in relazione all’ambiente.

Sotto la volta centrale della crociera capeggiano le misteriose figure scultoree di Francesco Diluca (Milano, 1979), rappresentazioni dell’uomo contemporaneo spogliato da ogni orpello e ridotto in estrema sintesi al sistema circolatorio. Figure solo abbozzate, la cui struttura fisica è caratterizza dal dettaglio degli organi interni che si stanno sviluppando, formati da un turbinio di farfalle dorate che, vorticando, vanno a creare ciò che giace all’interno. Le venti figure umane della grande installazione Germina, a cura di Davide Caroli, sono come i germogli di una nuova vita, ci raccontano una nuova storia.

Nella Chiesa di San Tiburzio, che fa parte del palazzo dell’Asp Ad Personam, sono presenti le opere di Pietro Geranzani (Londra, 1964) e Daniele Papuli (Maglie, 1971). L’esplosione dell’Uovo Cosmico di Geranzani cambia la nostra percezione del soggetto. L’uovo è ed è stato in tutte le culture simbolo di perfezione e di vita. Nell’iconografia cristiana evoca la nascita e la rinascita ciclica, la vita nuova che Cristo ha portato. La pittura che ne è portavoce è sinonimo della ri-creazione, del rimescolamento delle forme che ci porta a immaginare una nuova vita.
Nella mostra Visioni Daniele Papuli sperimenta la produzione di carte a mano e dà vita a una grande installazione site-specific con diverse tipologie di materiale cartaceo. La continua indagine intorno alla materia e la sperimentazione di nuovi materiali naturali e di riciclo, affini alla carta, proposti per le loro potenzialità strutturali e tattili, lo portano a continue interconnessioni, dalla scultura al design, all’installazione, agli impianti scenografici.

Presso lo Studio Mattavelli Dottori Commercialisti Associati si svolge la mostra Carlo Mattioli nelle collezioni di Parma, a cura di Alberto Mattia Martini e Anna Zaniboni, in collaborazione con l’Archivio Carlo Mattioli. La mostra attraverso le opere di Carlo Mattioli, evidenzia il legame a doppio filo che l’artista ha sempre instaurato con la città di Parma e il conseguente rapporto privilegiato con i collezionisti parmigiani. Le opere selezionate appartengono ad alcuni dei più significativi collezionisti di Carlo Mattioli, descrivendone ed indagando le tematiche affrontate dallo stesso artista durante gli anni della sua produzione: le nature morte, i nudi, i paesaggi, gli alberi, le vedute di Parma ed i ritratti.

Riqualificazione culturale dell’Ex SCEDEP, via Pasubio 3
Nell’area dell’ex SCEDEP, in via Pasubio 3, nel Quartiere San Leonardo verrà attivato e sviluppato un percorso di riqualificazione urbana e rigenerazione culturale,attraverso un processo di recupero degli spazi e di valorizzazione mediante l’organizzazione di mostre, iniziative, concerti.
In collaborazione con gallerie, enti culturali e associazioni della città di Parma, il Festival organizza e coordina presso lo spazio ex SCEDEP mostre ed eventi, mercatini e wall painting, performance, video arte, nel rispetto del tema della Natura e della sostenibilità ambientale. In contemporanea avrà luogo un programma di concerti ed eventi che permettano l’affluenza di un pubblico nuovo e trasversale.
Di particolare interesse è il progetto Temporary Show Lab che si propone di trasformare lo spazio dell’ex Factory di Via Pasubio 3/b in un punto d’incontro tra le varie attività artistiche, artigianali, produttive e progettuali già esistenti in città creando un nuovo spazio multifunzionale particolarmente attivo in una struttura ora non utilizzata e rilanciando la vocazione produttiva di questi spazi attraverso l’artigianato, la cultura e l’arte.

Tra gli obiettivi del progetto di rivalutazione e riqualificazione dell’area ex SCEDEP ci sono quelli di favorire le relazioni tra il «Sistema Cultura» e il «Sistema Impresa» come azione strategica per il nostro Paese e per i nostri territori.
PARMA 360 rappresenta in questo senso un esempio che coniuga impresa e cultura attraverso la promozione e la valorizzazione di progetti delle aziende partner, con progetti artistici e creativi a loro dedicati. 

360 VIRAL: il circuito off
PARMA 360 è un Festival virale, disseminato in tutta la città: la sezione 360 VIRAL si propone di coinvolgere il pubblico in un percorso artistico diffuso nel centro storico, con l’obiettivo di rilanciare e promuovere la cultura artistica più vitale e presente nel territorio. All’appello sono stati chiamati tutti gli spazi creativi di Parma: gallerie, studi professionali, coworking, enolibrerie, negozi per una ricca e curiosa offerta espositiva.
Il circuito off si concentra soprattutto nella zona dell’Oltretorrente, dove è presente anche la sede espositiva dell’Ospedale Vecchio, un quartiere che negli ultimi anni ha evidenziato azioni di riappropriazione e di partecipazione attiva da parte dei cittadini.
Per offrire un’adeguata ricezione turistica in città, nel periodo della manifestazione verranno attivati speciali sconti e convenzioni con alberghi, ristoranti e bar della città, che a loro volta parteciperanno con iniziative a tema.

Call to Illustrators presso l’Edicola di Piazza della Steccata
La terza edizione del Festival dà il via a una Call to Illustrators intitolata “Parmalat e la sostenibilità ambientale” destinata a creativi, illustratori, grafici, disegnatori e artisti chiamati a proporre un’immagine che interpreti l’attenzione di Parmalat nei confronti delle tematiche della sostenibilità ambientale.
Al concorso è dedicato uno spazio espositivo privilegiato nel centro della città: la storica Edicola ottocentesca di Piazza della Steccata che verrà rivestita, nel periodo del Festival, con le grafiche delle tre opere decretate vincitrici da una giuria di esperti.

PARMA 360 e i suoi partner
Oltre all’importante sostegno del Comune di Parma e dell’Associazione “Parma, io ci sto!”PARMA 360 si avvale del generoso contributo di sponsor privati e aziende delle città, come Chiesi Farmaceutici, Autocentro Baistrocchi, Dodo Gioielli, Parmalat, Confimi Industria, Poliambulatorio Dalla Rosa Prati, Ascom, Studio Livatino e Bedogni Egidio spa.
Per la terza edizione del Festival viene riconfermata l’importanza di attivare una rete sul territorio, creando nuove sinergie con le Associazioni, i Centri di Ricerca, gli Enti della città, al fine di coinvolgere in maniera sempre più attiva tutta la cittadinanza, avvicinandola in modo vitale all’arte contemporanea.

 

Info:
PARMA 360 Festival della creatività contemporanea
Parma, sedi varie
dal 14 aprile al 3 giugno 2018
 
Direzione artistica:
Camilla Mineo, Chiara Canali

Programma mostre:

  • Chiesa di San Quirino, Borgo Romagnosi 1a

FRANCO FONTANA | DAVIDE COLTRO
Terre Piane
A cura di Chiara Canali

  • Ospedale Vecchio, Strada Massimo D’Azeglio 45

GIOVANNI FRANGI
Lotteria Farnese

ERNESTO MORALES
La Forma e le Nuvole
A cura di Chiara Canali
In collaborazione con Area 35 Art Gallery, Milano

BARBARA NATI
Alla Deriva
A cura di Camilla Mineo
In collaborazione con Cubo Gallery

FRANCESCO DILUCA
Germina
A cura di Davide Caroli

  • Chiesa di San Tiburzio, Borgo Palmia 6/a

PIETRO GERANZANI
L’Uovo Cosmico
In collaborazione con Area 35 Art Gallery, Milano

DANIELE PAPULI
Visioni

  • Studio Mattavelli, Str. della Repubblica 66

Carlo Mattioli nelle collezioni di Parma
A cura di Alberto Mattia Martini e Anna Zaniboni
In collaborazione con l’Archivio Carlo Mattioli
Orari dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 18.30
Negli altri giorni previo appuntamento chiamando 348/5823569.

Orari (per tutte le sedi espositive eccetto Studio Mattavelli):
dal venerdì al lunedì, ore 11- 20
Aperture straordinarie: 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno

Ingresso libero

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La recensione di Massimiliano Morelli - VIRTUE dei THE VOIDZ

VIRTUE (THE VOIDZ, Cult Records / RCA – 30 marzo 2018)

Ho deciso di affrontare questa recensione –la mia prima in dieci anni, se non erro– mettendo in discussione in tutto e per tutto il fatto ch'io creda fermamente che sia pubblico che critica abbiano molti più debiti che crediti nei confronti di Julian Casablancas; ho fatto quindi almeno cinque passi indietro e da quando "Virtue" è uscito (30 marzo 2018), cuore, cervello, e timpani lavorano contro di me ogni qualvolta lo ascolto— per intero, da capo a coda, senza soste. Il secondo disco dei The Voidz –e non più Julian Casablancas + The Voidz– è un labirinto in cui è facile perdersi felici e non voler più trovar la via d'uscita; ma, se impreparati, il dedalo sonico-concettuale diventa labirintite pura, tanto che è ancor più facile non (ri)trovarsi proprio e chiedersi straniti cosa stia succedendo e perché. Viene quindi spontaneo, viste anche le recenti dichiarazioni al fulmicotone di Casablancas stesso sull'apparente stato di degrado e confusione culturale del mondo oggi, provare a domandarsi se davvero detto stato possa in qualche modo giustificare una proposta musicale e nondimeno, per estensione, artistica che usufruita senza precauzioni rischia di condannare l'utente al baratro dell'incertezza piuttosto che salvarlo dal mondo e da sé stesso. A complicare ulteriormente le cose è l'apparente disamore dell'(ex?) leader dei The Strokes (ora congelati in favore dei consolidati e più infuocati che mai The Voidz) per i suoi contemporanei, quasi a voler dar ragione a quei cinquanta-sessantenni di oggi –il Nostro ne compirà 40 a luglio di quest'anno– che si ostinano a rimpiangere e venerare Faraoni e Semiramidi, se non mummie e cariatidi, di un mo(n)do –il Rock– le cui epoca e rilevanza hanno conseguito un'onorevole e meritata estinzione secoli orsono ma che vedono proprio in Casablancas e la sua stirpe, in quanto pionieri e luminari della rock renaissance che li portò a una precoce e feroce ribalta agli albori del nuovo millennio, il nemico pubblico numero uno... Quale la via d'uscita— quale la precauzione, quale il rimedio, dunque? Virtute e canoscenza; o meglio, «knowledge» & Virtue, l'album dei The Voidz, appunto, qui recensito. Decidere di aprire un disco partendo dai presupposti di cui sopra con un singolo come "Leave It In My Dreams" –le cui semplicità, autoironia, e spensieratezza di fondo, in fondo, non sono dissimili dai tratti distintivi del volto imbronciato da cherubino di Casablancas–, la dice lunga sul fatto che lo scenario nel 2018 può anche essere tutto fuorché privo di speranza. Certo, bisogna averne voglia e pazienza, e le successive "QYURRYUS", "Pyramid Of Bones" (... avevamo appena detto Faraoni?), "AlieNNatioN" e "One of the Ones" –giustappunto intervallate dalla più docile e affidabile "Permanent High School"– pretendono molto dall'incauto e giovane avventore e non è escluso che suonino come una pernacchia – nell'accezione di deliberato e mirato sfottò– alle orecchie dei più virtuosi (scusate) e smaliziati  ascoltatori d'epoca, ma erudizione e calma alla fine (ri)pagano tanto quanto le più verdi avventatezza e curiosità: i The Voidz suonano, eccome se lo fanno; compongono e arrangiano con gusto, cognizione e sapienza; sperimentano e rischiano come chi prima di loro e tra cambi di tempo, stile, e dinamica repentini quanto ben coniugati (e si noti bene come i testi non facciano che dar voce agli stessi percorsi / intenti), la susseguente "All Wordz Are Made Up" (irriverente nelle trame delle tastiere e dei sintetizzatori ma soprattutto nell'uso volutamente "out of tune" dell'autotune, e mi perdonerete il gioco di parole) chiarisce in maniera diretta e irresistibilmente danzereccia una nozione fondamentale: i Nostri non scrivono rebus o tranelli pestiferi finalizzati ad aumentare le emicranie dell'utente contemporaneo –più giovane o adulto che sia– ma gran belle canzoni, spesso anche molto fruibili, composte da e per esseri pensanti e intelligenti che hanno ancora a cuore il dovere e il piacere di dire qualcosa e dirlo bene. Dopo "Think Before You Drink", spartiacque al limite del folk-rock newyorkese che tanto caro fu a Lou Reed e pari, "Wink" (folle), "My Friend The Walls" (Punk progressivo), "Pink Ocean" (crequscolare tra il liquido e l'abrasivo), "Black Hole" (lo-fi e strafottente), "Lazy Boy" (Pop d'eccellenza e bravura), e la penultima "We're Where We Were" (Punk allucinato), ci introducono e accompagnano, mantenendo e sottolineando il delicato equilibrio fra presente, passato, e futuro, lungo la seconda metà del labirinto (il "Lato B", per chi come il sottoscritto non ha mai smesso di collezionare vinili...) la cui meta –la via d'uscita, finalmente!–, in puro stile Casablancas, porta non a caso il titolo di Pointlessness e suona come un gran finale apocalittico e senza soluzione in cui lo stesso si dichiara perduto ma pronto e si chiede, fino alla fine dei nostri giorni, "What does it matter?". Importa eccome, Julian, oggi più di prima, e Virtue ne è una delle tante prove.

Il Rock è morto (da un po', per carità, e meno male...), evviva i The Voidz.

Massimiliano Morelli

Per Rock Targato Italia

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La Nemesi a Rock Targato Italia - Roma

La Nemesi a Rock Targato Italia in programma a Roma sono tra i protagonisti della nuova scena musicale. Intervista a cura dell'Ufficio Stampa @DivinazioneMIlano

 

tra i protNome artista: La Nemesi

- Come vi siete avvicinati alla musica?

La musica era già dentro di noi

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?  

6  Ci siamo conosciuti casualmente, abbiamo prenotato per errore la stessa sala prove, nello stesso giorno, alla stessa ora....

 - Con parole vostre come definireste la vostra musica?

Non conforme

- Come nasce il nome della band? 

Da innumerevoli brainstorming in birreria

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

E basta con questi cadzo di maneskin!

- Avete già fatto dei live?

No

E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Continuate così!

- Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?

Club ground e underground

e quali quelli nella vostra regione di origine?

Club underground ma anche ground

-  Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?

Chiusura definitiva dei locali i cui titolari ti chiedono "quanta gente portate?"

- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?

Rimandati a settembre

-  Quali sono i vostri progetti futuri?

Invitare a cena Miriam Leone e dopo cena.... un live infinito al Tunnel di Milano

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GECO a Rock Targato Italia - 6 maggio Roma

Geco suonerà nell'ambito delle serate di Rock Targato Italia in programma a #Roma al Quid Centro Culturale il il 6 maggio. Un appuntamento importante per gli artisti emergenti. Intervista a cura dell'ufficio stampa @DivinazioneMilano

il nome del gruppo e' GECO

- IL gruppo è formato da due elementi, da  me (Giulio Tomei) e Loris Regoli. E' la strada che ci ha presentato.                                                       

- I miei genitori mi hanno trasmesso la passione per la musica classica iscrivendomi da piccolo in una scuola privata per iniziare con lo studio del pianoforte. Da adolescente ho voluto intraprendere il percorso musicale da autodidatta. Loris, ispirato da diversi generi musicali, ha iniziato per pura attrazione verso lo strumento. 

- IL nome del gruppo nasce perché un simpatico Geco abita la nostra sala prove e per noi ha rappresento da subito uno spirito guida.                                             

- In generale nella nostra musica amiamo trattare argomenti seri, temi attuali che riguardano tutti. Il nostro genere nasce dalla fusione di vari stili, quindi, definirei la musica dei Geco con il termine ''World''.                             

- Ci piacerebbe suonare naturalmente nei luoghi che contano ma anche in quelli che contano meno,perché a nostro avviso è la musica che fa il posto.                                           

- Si!Abbiamo già suonato dal vivo e sembra sia andata bene o almeno così dicono le persone presenti (che ringraziamo).                   

- Per quanto riguarda i talent, se si tratta di opportunità vere che ben vengano,al contrario, se si tratta di format costruiti a mestiere per illudere persone talentuose allora non fanno per noi.

-  I social network oggi giorno diventano fondamentali per curare l'immagine di una band. 

- Come alzare il livello della musica italiana? Investire per creare reali opportunità così da far emergere chi tra mille difficoltà non riesce a farlo, perchè penso che è proprio nell'underground che si annida la qualità e se rimane sotterrata nessuno mai potrà goderne.                                                 

- Per quanto riguarda il futuro dei Geco ce lo auguriamo roseo e longevo vista la volontà e la quantità di idee che ci frullano per la testa.

 

 

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Negrita, Zen Circus e Volwo: Tre album per aprile 2018

Tre album per aprile 2018: Negrita,  Zen CircusVolwo
[avere vent’anni ieri, oggi e forse mai]
articolo di Roberto Bonfanti

L’ultima volta che ho visto i Negrita in concerto è stato nel 2000 ad Arezzo Wave: io avevo vent’anni e loro, nello stadio della loro città natale, celebravano il culmine del periodo d’oro che aveva seguito l’uscita di “Reset”. Probabilmente hanno ragione Pau e compagni quando cantano che “la rivoluzione è avere vent’anni” e che molte cose non potranno più tornare, tanto è vero che il primo passo per poter apprezzare il nuovo lavoro della band è proprio dimenticarsi di quegli anni, di quell’energia e di quel sound. Una volta liberata la mente da possibili paragoni col passato, “Desert Yacht Club” si fa apprezzare per quello che è: un disco dal gusto metropolitano in cui i Negrita mettono a nudo i propri pensieri in modo onesto ma soprattutto vanno alla ricerca di nuove strade espressive per nulla prevedibili miscelando elettronica, pop inquieto, folk e molte altre contaminazioni che arrivano fino al reggae e al funky.

I ventenni del 2018 sembrano invece il pubblico di riferimento a cui hanno scelto di rivolgersi gli Zen Circus con il loro rock fresco e sbarazzino che, nonostante l’introduzione degli archi in diversi brani, mantiene pressoché inalterato l’approccio musicale a cui la band toscana ci ha abituato negli ultimi anni. Il fuoco in una stanza si presenta come un disco discontinuo ma estremamente sincero in cui Appino e compagni riescono a raccontare in modo immediato un mondo fatto di drammi familiari, tormenti tardo adolescenziali filtrati attraverso l’occhio di chi ha qualche anno in più e riflessioni personali intergenerazionali a cavallo della nuova linea d’ombra dei quarant’anni (“a vent’anni pensavo che non sarei stato mai come voi […] poi un gran mal di testa e gli amici drogati si sposano”).

Il nome dei Volwo difficilmente potrà ricordare qualcosa ai ventenni di oggi, considerato che Pasquale Defina ci ha messo quasi sedici anni a dare un seguito all’esordio del progetto pubblicato nel 2002. “Dieci viaggi veloci” è un disco spigoloso e denso di sostanza che sfugge a ogni etichetta e che, fra loop, sax e chitarre, scorre indolente affascinando con classe e personalità, lasciandosi arricchire anche dalle collaborazioni preziose ma mai invadenti di personaggi come Paolo BenvegnùLuca Gemma e Rachele Bastreghi. Si racconta di viaggi e migrazioni, ma lo si fa in modo disincantato e dolente, con un approccio che non ha per fortuna nulla a che vedere con la melassa riversata abitualmente sul tema dalla “generazione erasmus” ma che, al contrario, sembra richiamare l’immaginario dei narratori del ‘900 e la poesia di Emanuel Carnevali.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

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