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Articoli filtrati per data: Dicembre 2016

SAMU: Il brano “Fuego (Prod. Varis)” È stato inserito nella PlayList, THE URBAN HYPE

SAMU

Il brano “Fuego (Prod. Varis)”

È stato inserito nella PlayList, molto seguita nell’ambito trap italiano,

THE URBAN HYPE

 

Ottimo risultato per “Fuego” il nuovo singolo del rapper di origine albanese Samu. In puro stile Trap. pubblicato su Spotify il 18 luglio

 È da poco la positiva notizia che The Urban Hype ha inserito il brano di Samu nella seguitissima playlist nell’ambito trap italiano.

 

Il brano si apre con la prima strofa che descrive l’importanza di essere veri con se stessi e gli altri per esprimere e trasmettere al meglio le emozioni che si vivono nella quotidianità, criticando chi crea un personaggio basato sugli stereotipi della musica contemporanea Trap. 

La musicalità del brano ha dei richiami pop dalle ritmiche moderne trap, lʼatmosfera è molto estiva con delle sfumature nostalgiche creata dai Synth nella strofa, che rafforzano il contrasto con la grinta del ritornello creata dalla chitarra e dall’ Organ Synth.

“Fuego” affronta diverse tematiche, molto vicine alla sfera personale dell’artista e al mondo trap, descrive l’importanza di impegnarsi per raggiungere i propri obiettivi, rimanendo sempre veri con se stessi e gli altri. “Fuego” è anche una provocazione a sostegno dell’unicità, in una società che giudica chi osa andare controcorrente.

Il brano sarà in rotazione radiofonica e in tutti i webstore dal 18 luglio dalle ore 14.00

SAMU Samuele Hamzai nasce a Sondalo (provincia di Sondrio) il 6 agosto 1997. Di origine Albanese, il rapper cresce in Valfurva, nel valtellinese. 

Samu, trascorre un infanzia burrascosa causata dal divorzio dei genitori e dalla separazione dal fratello maggiore, si scontra fin da subito con la realtà discriminatoria italiana caratterizzata dai paesi di provincia. Vive con la madre, la quale riesce a crescere tre figli con le sue forze.

Gli anni passano velocemente tra gioie e dolori. Durante l’estate del 2014 si trova protagonista in faccende di spaccio per via delle accuse mosse da persone a lui vicine, scontando la pena al Beccaria di Milano.

Nell’ottobre del 2016, Samu decide di lasciare la scuola per inseguire il sogno di realizzare il suo progetto musicale. Si trasferisce da solo a Milano, entra in contatto e inizia a collaborare con il suo vecchio compagno di classe nonché produttore Gabriele Chiapparini, in arte Varis, (diplomato al NAM come produttore, compositore e fonico).

Nel 2017 Samu trasloca assieme a suo fratello Fabian e al suo miglior amico dʼ infanzia Kastriot Meta. I tre ragazzi cresciuti assieme si separano per un paio dʼanni per questioni legali e personali, ma si ritrovano tutti e tre assieme e nel 2018 fondano il collettivo K.F.S. che sta ad indicare “key factors (for) success” nonché le loro iniziali. Ogni membro del team svolge ruoli diversi tra cui, marketing, direzione video, styling, brand, graphic designer

L’obbiettivo del collettivo è di riuscire a trasmettere alla società la loro filosofia: circondandosi di persone positive che credono nei loro ideali e motivandosi a vicenda si può arrivare a realizzare le proprie ambizioni.

Nel Web:

INSTAGRAM: https://www.instagram.com/bandolero_x/

FACEBOOK: https://www.facebook.com/samukfs/?notif_id=1531220571071983&notif_t=page_fan

 

FRANCESCO CAPRINI

Ufficio Stampa DIVI IN AZIONE

Via Andrea Palladio 16 – 20135 Milano

Tel. 3925970778 – 393 2124576

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FABIO MERCURI "I COLORI DELL'ESTATE" Play-List di Rock Targato Italia

 

 

 

Play List

 

“I COLORI DELL’ESTATE”

 

La musica indipendente, by Rock Targato Italia

 

Su spotify: https://goo.gl/ScsQcU

 

Realizzata da: Divinazione MilanoLele Battista e Roberto Bonfanti

La musica non è solo letteratura, storia, comunicazione, è una continua confessione, un modo della vita, di infinite vite di raccontarsi e vivere insieme

15 artisti, un collettivo non ufficiale, nato per dare un contributo forte a celebrare la musica, soprattutto la musica indipendente. La musica indipendente vista da artisti/artiste e band underground, le uniche in grado di generare fermento a fare nascere una nuova scena. Una scossa culturale, in un contesto dominato dalle logiche economiche “prenditoriali” in cui l'ignoranza è forte e legittimata più che mai. Aprite i vostri occhi.

Fabio Mercuri, tra i protagonisti della Play-List nasce e cresce in un piccolo paese della provincia leccese. Durante l'età scolare si interessa alla musica e in poco tempo si ritrova ad imbracciare una chitarra, grazie alla quale scopre un'adolescenziale passione per il blues. La storia di Fabio Mercuri inizia in Puglia e arriva a Milano, ma non si tratta di un viaggio diretto, poiché, quando passa per Roma vi si ferma  per cinque anni. In questo periodo crea il collettivo di sperimentazione musicale Banlieue (attivo per tre anni) e comincia ad arricchire la sua formazione musicale non solo grazie agli ascolti e agli esperimenti musicali, bensì anche e soprattutto agli incontri e alle innumerevoli collaborazioni in cui è coinvolto.  Nel 2002 giunge a Milano e collabora alla realizzazione di musica estemporanea per colonne sonore insieme ad Andrea VitiXabier Iriondo (Afterhours), Enrico Gabrielli (Afterhours, Calibro 35, Der Maurer) e Sebastiano De Gennaro (Der Maurer). Successivamente, grazie al suo eclettismo, si ritrova a realizzare ed eseguire musiche nelle performance teatrali di Walter LeonardiRafael Didoni e, nel frattempo, a lavorare con Francesco Tricarico, Luca Gemma, Dave MuldoonDiego Mancino ,Mauro Ermanno Giovanardi e tanti altri. Come cantautore debutta nel marzo del 2009 col suo primo album "Di tutto quello che c'è", uscito per Novunque. Nel 2012 esce l'ep "La voce della tartaruga" per GraceOrange. Entrambi i progetti vengono accompagnati da lunghi tour per tutta Italia, nei locali, in piccoli festival e per strada, presentati con un set molto particolare: Fabio Mercuri è infatti un one man band che viaggia con una serie di strumenti - a volte insoliti - e la sua fedele loop station.  L’ultimo disco pubblicato ad ottobre 2016 per adesiva discografica, è  stato realizzato con la produzione artistica di Leziero Rescigno e registrato da Max Lotti si chiama "Progetti Per Il Futuro" e racconta della dura lotta tra divano e bicicletta

15 artisti di grande qualità: Martinelli SottoponziopilatoNOTFabio CintiIL FIENO Marian TrapassiGABENAlia Roberto CasanoviUliBeatrice Campisi Fabio MercuriGiuseppe Fiorii, Giacomo Jack AnselmiAndrea DevisMaurizio Icio Caravita

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Il problema ontologico, sangue, zanzare e kebab.

Il problema ontologico, sangue, zanzare e kebab.

Questa è sicuramente un’estate ricca di eventi epocali. Qualche settimana fa, il fatto che il mondo stesse cambiando me lo aveva suggerito questo accadimento: la storia inizia con due simpatiche signore di mezza età, eleganti e passate, recentemente, dal parrucchiere che ho incontrato su un tram. Le due signore si erano inerpicate su un argomento che, evidentemente, stava loro molto a cuore e, cioè: quanto era ingiusto che loro stessero in piedi, abbarbicate agli appositi supporti mentre, una ragazza sudamericana con bimbo neonato era comodamente seduta. Argomentando da esperte del problema dei flussi migratori, spiegavano che non bisogna più farne venire di “questi qui”, perché poi non ci si può far fare nulla. Cosa facciamo? Li facciamo diventare tutti “kebabbari”? Ce ne sono troppi anche di quelli e poi, a loro il kebab neanche piace.

Io che, come sapete, ho un’intelligenza dentro alla media non riesco a capire cosa c’entri il kebab con il Sudamerica. Per carità, magari lo fanno anche lì … ma non credo che sia la specialità del continente. Avrei dovuto chiedere, perché ora questo dubbio mi dilanierà per sempre.

Penso, anche, che a questi discorsi ci si sta assuefacendo. Si abbozza. A volte, ti viene quel sorrisino sarcastico sulla faccia che racconta di profonda indulgenza e compassione per chi fa questo tipo di dichiarazioni. L’indignazione? E’ fuori moda, oggi. Oggi, ci hanno raccontato che quello è un problema e che se, non stiamo benissimo, è colpa loro. “LORO” è pregno di significati sinistri. Loro non sono come noi. Loro chiamano Dio in un altro modo o, addirittura, ne hanno un altro. Loro vogliono portarci via la nostra identità e sostituirsi a noi. Questi sono i discorsi (sic).

Nel frattempo, raggiungo due amici e andiamo all’Ippodromo del Galoppo. Ci sono gli Iron Maiden. L’organizzazione, come al solito (è Vertigo n.d.r.) è impeccabile, le zanzare implacabili. Saranno immigrate, anche queste … Ai miei tempi si paventavano per un’ora al tramonto e poi, all’alba. Queste sono stakanoviste del vampirismo, sono in giostra ventiquattro ore al giorno. Ci sbranano, nonostante i litri di Autan utilizzati.

Lo spettacolo comincia con la Battaglia d’Inghilterra. Sopra la testa dei musicisti appare addirittura un volteggiante Spitfire della RAF in scala 1 a 1. Bruce Dickinson appare sul palco facendo un salto di quasi due metri manco fosse Hussein Bolt ai tempi d’oro. Questi ultrasessantenni sono in forma smagliante e, ancora in grado di competere con un bel po’ di ventenni in energia e carisma. Sono come un vino importante che migliora con l’invecchiamento.

Il popolo dei Maiden è di sedicimila unità, stasera. Tutti attenti e coinvolti. Pronti ad esplodere sui “classici” come quando durante l’esecuzione di The Trooper, Dickinson sostituisce The Union Jack con il nostro Tricolore. Passano anche Run to the Hills, The Number of The Beast e Fear of the Dark. Manca The Rime of The Ancient Mariner alla scaletta, ormai da qualche anno. Brano al quale sono particolarmente affezionato.

Le scene passano dai cieli e i mari della Gran Bretagna del 1940, a quelli dell’interno di una catedrale gotica, allo storico campo di battaglia in Crimea. Le suggestioni sono sempre nel loro inconfondibile stile e, da sempre,  ci piacciono.

Cambia qualche arrangiamento. Secondo me, in meglio. A sorpresa, viene eseguita una intro con chitarra acustica, cosa inusuale per la band britannica. McBrain suona una batteria di 10 metri quadri preciso ed efficace come un metronomo anche sulle parti più complesse, così come Harris. Il concerto finisce dopo due ore e mi lascia con un certo numero di bozzi di zanzare, tre litri di sangue in meno ma felice.

Dopo qualche ora, le due signore mi tornano in mente. Scaccio il pensiero.

Il giorno dopo sono al Carroponte a Sesto San Giovanni, comune dell’hinterland milanese che è definitivamente stato inglobato dalla metropoli e che era famoso per le industrie e ora (più tristemente) è famoso per le dismissioni industriali e come uno degli zanzarifici più importanti della Lombardia. L’attesa è per  Alice in Chains. 

Prima di loro suonano i Rival Sons da Long Beach. Mi sento davvero ignorante perché non li conosco. Non conosco nemmeno i loro pezzi (nel momento in cui scrivo, credo di aver ascoltato tutto o quasi e sicuramente mi sono documentato ma, non farò quello che la sapeva lunga anche prima) ma sono belli, pieni di suggestioni blues e di armonizzazioni molto Anni Settanta (sinceramente, molto più Led Zeppelin che Stati Uniti del Sud). Il cantante ha una voce e un modo di cantare che ricorda molto quello di Plant, più ancora di come lo facesse Chris Cornell (che continua a mancarci terribilmente). Anche le chitarre sono molto vicine a quelle della più grande rock’n roll band ever. Suoni e stesure sono “evolut” dal rock’n blues e hard rock dei favolosi Seventies. Ci ripromettiamo di documentarci su Jay Buchanan e soci.

Le due signore tornano in un pessimo presagio. Cominciano gli Alice in Chains. Per me è la prima volta che li sento live e la primissima volta che li sento con la voce di DuVall (ha sostituito lo scomparso Staley, n.d.r.). L’inizio non è il migliore possibile. Il suono è impastato e la voce non si sente benissimo. Inoltre, questi ragazzi di Seattle sono un po’ ingessati e sembrano più voler officiare messa che coinvolgere il pubblico. Poi il livello della voce viene alzato (troppo …) rivelando che William DuVall non è nella sua serata migliore. E’ poco “in voce” e arriva spesso in ritardo. Il fonico, inoltre, sembra dover rincorrere i musicisti. Complici questi problemi e la loro stitichezza sul palco, la situazione non sembra decollare. Le cose cambiano (migliorando) nella seconda parte, dall’esecuzione di Down in The Hole (al Carroponte la cantano anche le numerosissime zanzare) e degli altri cavalli di battaglia. Il pubblico “scalda” il gruppo che prova a rispondere, con alterna fortuna, fino alla fine. Devo ammettere che sono uscito da lì un po’ deluso. Troppo poco per una band che ha fatto Storia ed è nel gotha di quelle che hanno un seguito planetario vendendo circa 35 milioni di dischi anche, quando i tempi avevano determinato che comprare un disco era un po’ da sfigato (e il sottoscritto era guardato con grande sospetto).

Nella mia testa, tornano ossessivamente le due signore. Mi viene da pensare di essere fuori moda. Eh già, perché io credo che dovrebbe essere proprio la difesa ad oltranza della nostra identità a renderci più aperti, solidali ed empatici. Penso che le due signore dovrebbero sapere che tutti questi sventurati che rischiano la pelle loro e dei loro figli, vengono qui perché i nostri governi e le nostre aziende internazionali (quelle delle economie forti) si sono appropriati delle loro risorse con mezzi sempre discutibili e, in alcuni casi, criminali ( ad esempio, privando intere popolazioni dell’accesso all’acqua). Le due signore dovrebbero sapere che i vescovi (in Italia) hanno (ri)trovato che nel Nuovo Testamento è scritto di amare il prossimo tuo come te stesso e che il Samaritano (infedele) andrà in Cielo perché ha prestato soccorso a chi ne aveva bisogno. Il Corano, anche lui, recita che chi salva un uomo salva tutta l’umanità. Non è che tutte questi benpensanti si approfittano della vacanza della divinità per praticare la più stupida delle superstizioni: che esistano dei noi e dei loro? Le signore dovrebbero, in conclusione,  assaggiare il kebab. Ogni tanto lo mangio perché mi piace.

Torno a casa con il fortissimo desiderio di provare anche quello sudamericano.

di Paolo Pelizza

© 2018 Rock targato Italia.

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"I COLORI DELL'ESTATE" è la PLAY-LIST di Rock Targato Italia - NOT

Il progetto della Play List “I COLORI DELL’ESTATE” nasce dall’unione di due importanti iniziative musicali: Rock Targato Italia (giunta alla trentesima edizione) e VOX BOX, un festival   organizzato in occasione della Festa Della Musica da Lele Battista (produttore e musicista).

Una piccola scintilla musicale 

A mettere insieme le cose e dare ordine al pensiero degli organizzatori ci ha pensato Roberto Bonfanti, scrittore e artista.

15 artisti, un collettivo non ufficiale, nato per dare un contributo forte a celebrare la musica, soprattutto la musica indipendente.

"I COLORI DELL'ESTATE" è la PLAY-LIST di Rock Targato Italia ed è stata realizzata da Divinazione Milano in collaborazione con LeLe Battista e Roberto Bonfanti.

Link Spotify: https://goo.gl/ScsQcU

Oggi vi parliamo dei NOT

NOT, acronimo di Note Oltre Tempo, sono una band di Torino composta da Fabrizio Arini (chitarra), Davide Berneccoli (batteria), Giorgio Ruggirello (basso) e Dario Marengo (chitarra).

Il gruppo debutta nel 2014 con i brani “I Miei Guai” e “Mi Giri Intorno”, realizzati in collaborazione con il produttore Luca Vicio Vicini, bassista dei Subsonica.

La band ha all’attivo l’EP “Il Primo Passo” registrato presso il CSP Studio di Rivoli (TO), album d’esordio autoprodotto e pubblicato nel 2016, seguito dai singoli “Vivere in Semplicità” e “Che gioia”.

Durante la registrazione del nuovo album presso il CSP Studio di Collegno (TO), il gruppo ha collaborato con il chitarrista Enrico Morrone.

 NOT è un contenitore, all’interno del quale risiedono le persone e le idee che danno vita a questo progetto dal colore indefinito, cangiante. Così, note e parole vengono trasportate in suoni ed ambientazioni sempre diverse. Oltre Tempo. Senza convenzioni. Senza bisogno di classificare un genere, uno stile. È “solo” musica, basta lasciarsi andare.

“Sogni e Bisogni” narra di amanti che non trovano il punto di contatto, il linguaggio necessario per viversi e scoprirsi senza barriere o sotterfugi. I due si avvicinano e si allontanano incapaci, di fronte ad un sogno che non si ha la forza di rendere reale.

Il brano anticipa il nuovo album, della band, che porta lo stesso titolo “Sogni e Bisogni”. Una raccolta di canzoni dagli arrangiamenti musicali intriganti, raffinati dal sapore universale e tematiche quotidiane non banali, realizzato con cura e particolare attenzione ai testi. 

15 artisti di grande qualità artistica: Martinelli SottoponziopilatoNOTFabio CintiIL FIENO Marian TrapassiGABENAlia Roberto CasanoviUliBeatrice Campisi Fabio MercuriGiuseppe Fiorii, Giacomo Jack AnselmiAndrea DevisMaurizio Icio Caravita

MusicOff - La grande comunità online per musicisti Corriere Tv Corriere della Sera La Stampa La Repubblica XL Radio Capodistria / Musica Radio Città del Capo IlGiornaleOFF Rai1 Il Messaggero.it Claudio Formisano Radio Popolare Rock Targato Italia (Italian music lovers) musica.com Radio2 Musica LIVE music blog :: Concerts, Festivals, Culture, News & More

Ufficio Stampa Divinazione Milano

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“Fuego (Prod. Varis)”, il nuovo singolo di SAMU da oggi 18 luglio in radio e su SPOTIFY

 Link per l'ascolto su SPOTIFY: https://goo.gl/8F8t12

 

“Fuego” è il nuovo singolo del rapper di origine albanese Samu. In puro stile Trap.

Il brano si apre con la prima strofa che descrive l’importanza di essere veri con se stessi e gli altri per esprimere e trasmettere al meglio le emozioni che si vivono nella quotidianità, criticando chi crea un personaggio basato sugli stereotipi della musica contemporanea Trap. 

La musicalità del brano ha dei richiami pop dalle ritmiche moderne trap, lʼatmosfera è molto estiva con delle sfumature nostalgiche creata dai Synth nella strofa, che rafforzano il contrasto con la grinta del ritornello creata dalla chitarra e dall’ Organ Synth.

“Fuego” affronta diverse tematiche, molto vicine alla sfera personale dell’artista e al mondo trap, descrive l’importanza di impegnarsi per raggiungere i propri obiettivi, rimanendo sempre veri con se stessi e gli altri. “Fuego” è anche una provocazione a sostegno dell’unicità, in una società che giudica chi osa andare controcorrente.

“Fuego” è da oggi in rotazione sulle radio italiane e disponibile su SPOTIFY.

 

SAMU

Samuele Hamzai nasce a Sondalo (provincia di Sondrio) il 6 agosto 1997. Di origine Albanese, il rapper cresce in Valfurva, nel valtellinese.

Samu trascorre un infanzia burrascosa causata dal divorzio dei genitori e dalla separazione dal fratello maggiore, si scontra fin da subito con la realtà discriminatoria italiana caratterizzata dai paesi di provincia. Vive con la madre, la quale riesce a crescere tre figli con le sue forze. Gli anni passano velocemente tra gioie e dolori. Durante l’estate del 2014 si trova protagonista in faccende di spaccio per via delle accuse mosse da persone a lui vicine, scontando la pena al Beccaria di Milano.

Nell’ottobre del 2016, Samu decide di lasciare la scuola per inseguire il sogno di realizzare il suo progetto musicale. Si trasferisce da solo a Milano, entra in contatto e inizia a collaborare con il suo vecchio compagno di classe nonché produttore Gabriele Chiapparini, in arte Varis, (diplomato al NAM come produttore, compositore e fonico).

Nel 2017 Samu trasloca assieme a suo fratello Fabian e al suo miglior amico dʼ infanzia Kastriot Meta. I tre ragazzi cresciuti assieme si separano per un paio dʼanni per questioni legali e personali, ma si ritrovano tutti e tre assieme e nel 2018 fondano il collettivo K.F.S. che sta ad indicare “key factors (for) success” nonché le loro iniziali. Ogni membro del team svolge ruoli diversi tra cui, marketing, direzione video, styling, brand, graphic designer

 

L’obbiettivo del collettivo è di riuscire a trasmettere alla società la loro filosofia: circondandosi di persone positive che credono nei loro ideali e motivandosi a vicenda si può arrivare a realizzare le proprie ambizioni.

 

Nel Web:

INSTAGRAM: https://www.instagram.com/bandolero_x/

FACEBOOKhttps://www.facebook.com/samukfs/?notif_id=1531220571071983&notif_t=page_fan

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IL CANTO VIVO NEL LAVORO DELL' ATTORE: Workshop condotto da Jessica Losilla-Hébrail, assistente di Thomas Richards

 

IL CANTO VIVO

NEL LAVORO DELL' ATTORE 

Workshop condotto da Jessica Losilla-Hébrail, assistente di Thomas Richards 

Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards

 

 Tre sessioni intensive di seminario pratico. Attraverso un lavoro sulla relazione tra precisione e organicità, il workshop punterà a dissotterrare le potenzialità creative di ogni partecipante, concentrandosi su azione, movimento, ritmo, canto e sulla voce vivente. Passo dopo passo, i partecipanti saranno guidati da Jessica Losilla-Hébrail e dai suoi colleghi in una particolare esperienza dell’intreccio fra voce, impulso e azione, che è al centro delle ricerche del Workcenter da più di trent’anni. Verrà infatti proposto un lavoro pratico basato su antichi canti di tradizione, che consentirà di esplorare l’impatto che determinate qualità ritmiche e melodiche possono avere sulla persona che canta. I partecipanti potranno anche essere invitati a lavorare su canti che loro stessi avranno portato all’incontro, per investigare la natura del canto e il suo potenziale come strumento creativo.

 

Luogo: Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito (sala teatro), via Watteau 7 Milano (Bus 81/43)

 

Date e orari: 28-30 settembre 2018; venerdì ore 19-22, sabato e domenica ore 10-14

 

Contributo per l'iscrizione al workshop: 100 euro

 

Si consiglia chi fosse interessato di provvedere all'iscrizione appena possibile, il workshop prevede un numero di massimo 15 partecipanti.

 

Contatti:

Afra: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 3773 081263

Tommaso: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 3477921961

 

 

https://www.facebook.com/ events/208277690012535/

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FORTI VIBRAZIONI IN VILLA ARCONATI

Mercoledì 18 Luglio, ore 21

GOGOL BORDELLO: PURO METICCIATO ALTAMENTE COINVOLGENTE

Gogol Bordello sono un gruppo musicale formatosi in un quartiere di New York nel 1993, che mescola reggae, punk, hip hop e musica tradizionale ucraina, rientrando nel genere del gypsy punk.

Gli strumenti musicali che usano sono i più diversi, dalla fisarmonica al fiddle, un simil-violino, oltre al sax presente in alcuni dischi, il tutto mescolato a cabaret, punk e dub.

Le performance dal vivo sono rese spettacolari dalle coreografie, dalle due percussioniste e dall'estro del cantante.

Molte delle loro canzoni traggono ispirazione dalla musica tzigana, anche perché la maggior parte dei componenti è immigrato dall'Europa orientale, a partire dal loro leader, l’eccentrico e talentuoso musicista e attore, Eugene Hütz, ucraino di origine, allontanatosi dalla repubblica sovietica nel 1986 a causa del disastro di Chernobyl e approdato a New York nel 1993.

Qui conosce Vlad Solofar, Sasha Kazatchkoff ed Eliot Fergusen, quest’ultimo aggiunge una nota rock al suono del gruppo. Successivamente si unisce il violinista Sergei Riabtsev, già direttore teatrale a Mosca e perfetto per dare una ulteriore dose di bizzarria alla band.

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Roberto Bonfanti a Milano con un triplo appuntamento nella Galleria Vittorio Emanuele in compagnia di Vanna Mazzei

Ecco le date:

venerdì 20 luglio – ore 15.00
venerdì 20 luglio – ore 17.30
lunedì 23 luglio – ore 16.00

 

Si concluderà in un contesto particolarmente prestigioso la stagione di Roberto Bonfanti prima della pausa estiva.

L’autore sarà infatti protagonista il 20 e 23 luglio di un triplo appuntamento molto particolare in compagnia della poetessa Vanna Mazzei.

Si tratterà di un triplo dialogo – tre parti completamente indipendenti l’una dall’altra e incentrate su storie e letture diverse – in cui i due artisti, daranno voce ai rispettivi racconti e si confronteranno fra loro e con il pubblico.

Gli eventi si terranno nel cuore della galleria Vittorio Emanuele di Milano, proprio di fronte alla storica Libreria Bocca che patrocinerà i tre incontri all’interno della sua rassegna estiva “Senti chi legge”.

Tre appuntamenti, della durata di circa 40 minuti l’uno, privi di qualunque copione in cui saranno solo il fluire delle storie e il dialogo fra i due artisti a dettare i ritmi nel modo più spontaneo possibile. Un’occasione per scoprire i racconti di Roberto Bonfanti e di Vanna Mazzei attraverso le voci dei rispettivi autori, ma soprattutto per gustare un confronto fra due percorsi artistici apparentemente lontani fra loro ma dal cui incrocio scaturiranno senza dubbio spunti preziosi.

 

Storie Contromano

Cogliamo l’occasione per ricordare che i primi tre racconti del progetto Storie contromano di Roberto Bonfanti, intitolati “Fischio Finale”, “Maurilio” e “Avvocato”, sono già sempre disponibili gratuitamente su www.robertobonfanti.com

 

Roberto Bonfanti

Roberto Bonfanti, scrittore e artista, è nato nell'anno in cui morì Piero Ciampi. Ha pubblicato finora cinque romanzi e un progetto musicale. Da sempre ama raccontare storie che frantumino i confini fra vita e poesia.

 

Sul web:
www.robertobonfanti.com
www.facebook.com/robertobonfanti
www.instagram.com/rob.bonfanti
www.twitter.com/robbonfanti

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FORTI VIBRAZIONI IN VILLA ARCONATI

Mercoledì 18 Luglio, ore 21

GOGOL BORDELLO: PURO METICCIATO ALTAMENTE COINVOLGENTE

I Gogol Bordello sono un gruppo musicale formatosi in un quartiere di New York nel 1993, che mescola reggae, punk, hip hop e musica tradizionale ucraina, rientrando nel genere del gypsy punk.

Gli strumenti musicali che usano sono i più diversi, dalla fisarmonica al fiddle, un simil-violino, oltre al sax presente in alcuni dischi, il tutto mescolato a cabaret, punk e dub.

Le performance dal vivo sono rese spettacolari dalle coreografie, dalle due percussioniste e dall'estro del cantante.

Molte delle loro canzoni traggono ispirazione dalla musica tzigana, anche perché la maggior parte dei componenti è immigrato dall'Europa orientale, a partire dal loro leader, l’eccentrico e talentuoso musicista e attore, Eugene Hütz, ucraino di origine, allontanatosi dalla repubblica sovietica nel 1986 a causa del disastro di Chernobyl e approdato a New York nel 1993.

Qui conosce Vlad Solofar, Sasha Kazatchkoff ed Eliot Fergusen, quest’ultimo aggiunge una nota rock al suono del gruppo. Successivamente si unisce il violinista Sergei Riabtsev, già direttore teatrale a Mosca e perfetto per dare una ulteriore dose di bizzarria alla band.

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il nuovo singolo di SAMU “Fuego (Prod. Varis)” In radio e nei webstore dal 18 luglio 2018 alle ore 14.00

“Fuego” è il nuovo singolo del rapper di origine albanese Samu. In puro stile Trap. Il brano si apre con la prima strofa che descrive l’importanza di essere veri con se stessi e gli altri per esprimere e trasmettere al meglio le emozioni che si vivono nella quotidianità, criticando chi crea un personaggio basato sugli stereotipi della musica contemporanea Trap.

La musicalità del brano ha dei richiami pop dalle ritmiche moderne trap, lʼatmosfera è molto estiva con delle sfumature nostalgiche creata dai Synth nella strofa, che rafforzano il contrasto con la grinta del ritornello creata dalla chitarra e dall’ Organ Synth.

“Fuego” affronta diverse tematiche, molto vicine alla sfera personale dell’artista e al mondo trap, descrive l’importanza di impegnarsi per raggiungere i propri obiettivi, rimanendo sempre veri con se stessi e gli altri. “Fuego” è anche una provocazione a sostegno dell’unicità, in una società che giudica chi osa andare controcorrente.

“Fuego” sarà in rotazione radiofonica e in tutti i webstore dal 18 luglio dalle ore 14.00

 

SAMU

Samuele Hamzai nasce a Sondalo (provincia di Sondrio) il 6 agosto 1997. Di origine Albanese, il rapper cresce in Valfurva, nel valtellinese.

Samu trascorre un infanzia burrascosa causata dal divorzio dei genitori e dalla separazione dal fratello maggiore, si scontra fin da subito con la realtà discriminatoria italiana caratterizzata dai paesi di provincia. Vive con la madre, la quale riesce a crescere tre figli con le sue forze. Gli anni passano velocemente tra gioie e dolori. Durante l’estate del 2014 si trova protagonista in faccende di spaccio per via delle accuse mosse da persone a lui vicine, scontando la pena al Beccaria di Milano.

Nell’ottobre del 2016, Samu decide di lasciare la scuola per inseguire il sogno di realizzare il suo progetto musicale. Si trasferisce da solo a Milano, entra in contatto e inizia a collaborare con il suo vecchio compagno di classe nonché produttore Gabriele Chiapparini, in arte Varis, (diplomato al NAM come produttore, compositore e fonico).

Nel 2017 Samu trasloca assieme a suo fratello Fabian e al suo miglior amico dʼ infanzia Kastriot Meta. I tre ragazzi cresciuti assieme si separano per un paio dʼanni per questioni legali e personali, ma si ritrovano tutti e tre assieme e nel 2018 fondano il collettivo K.F.S. che sta ad indicare “key factors (for) success” nonché le loro iniziali. Ogni membro del team svolge ruoli diversi tra cui, marketing, direzione video, styling, brand, graphic designer

L’obbiettivo del collettivo è di riuscire a trasmettere alla società la loro filosofia: circondandosi di persone positive che credono nei loro ideali e motivandosi a vicenda si può arrivare a realizzare le proprie ambizioni.

 

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