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Articoli filtrati per data: Dicembre 2016

Fabio Scaccabarossi & The Three Point Shots - In programma a Rock Targato Italia

Parte dal 22 gennaio al LegendClubMilano di Milano la rassegna Rock Targato Italia XXX edizione. Cerchiamo di conoscere meglio gli artisti in programma con una intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano. 

 

Nome artista?

 Fabio Scaccabarossi & The Three Point Shots

- Come vi siete avvicinati alla musica?

 Ognuno in maniera diversa, ma tutti da piccoli, prendendo a cuore il proprio strumento.

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

 Fabio Scaccabarossi è un solista, accompagnato da 3 musicisti, conosciuti negli anni tra concerti e amici (musicisti) comuni. I ragazzi sono: 

Matteo Caruso (batteria)

 Antonio Mezzadra (chitarra)

 Paolo Locatelli (basso e cori)

- Con parole vostre come definireste la vostra musica?

Sincera, espressiva, d’impatto: i testi sono potenti, gli arrangiamenti sono d’impatto e l’intenzione è molto espressiva. Puntiamo dritto ai cuori e alle menti del pubblico cercando di coinvolgerli con sonorità interessanti, orecchiabili e testi profondi.

- Come nasce il nome della band?

Fabio ha scelto The Three Points Shots come nome per la band che accompagna perché ha giocato per tanti anni a pallacanestro, e la sua “specialità” era il tiro da tre punti. Per questo ha voluto omaggiare lo sport che tanto ha amato e continua ad amare.

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

 I talent sono delle possibilità che vanno sfruttate in un certo modo, prendendoli con le pinze. Ti buttano davanti ad una cosa più grossa di te e devi saperla gestire. Non è tutto oro quello che luccica!

Il mercato musicale di oggi è cambiato tantissimo, sotto alcuni aspetti in peggio ed è davvero difficile fare musica in un certo modo al giorno d’oggi.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Sono parecchi anni che ognuno di noi fa live, in tante situazioni diverse. Proponendo musica inedita molto raramente, appunto perché i locali sono sempre più indirizzati a far suonare cover band o tributi, ma comunque con feedback positivi. Fabio sta lavorando al suo primo vero album da solista e il pubblico è molto attratto e curioso.

- Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro     regione di origine?

In qualsiasi locale che possa far conoscere la nostra musica, è la cosa fondamentale. Nella nostra regione forse l’Alcatraz potrebbe essere il locale che ci attrae di più.

-  Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?

Promuovere tanta musica emergente e far suonare di meno i tributi/cover. Una sorta di sistema inglese o americano dove vengono valorizzati tutti i musicisti che esprimono la propria musica.

- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?

Cosi come i talent sono una cosa preziosa che va presa con le pinze, ma anche in parte la rovina del mercato musicale.

- Quali sono i vostri progetti futuri?

Fabio sta ultimando le registrazioni dell’album, poi speriamo di trovare qualcuno che possa valorizzare, promuovere e soprattutto farci suonare tanto in tutta Italia. Il nostro obiettivo è far conoscere il più possibile la musica di Fabio perché crediamo fortemente nel suo progetto.

@Rock Targato Italia

 

 

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Generazioni III Parte.

Generazioni III Parte.

Ovvero: il punk e il prog, South Bronx, la musica in scatola, l’inizio di una (o della) fine (?).

La seconda metà degli anni Settanta vede la prolificazione di due generi che potremmo definire antitetici. Il primo è parte di un movimento più ampio che condiziona e condizionerà stili di vita, fede politica, arti visive, letteratura e modo di vestire oltre alla musica: è il punk, letteralmente “ da due soldi” o di scarso valore.  Si tratta di una cultura giovanile volta alla disruption cioè alla demolizione o al superamento di quanto la società borghese impone(va) agli individui. Chi vi aderisce è anarchico, nichilista, abbraccia uno stile nel vestire stravagante (seppur non privo di un codice preciso) coronato da capigliature colorate e bizzarre e ha scarsa attenzione per l’igiene personale. Ne deriva una musica rozza, eseguita (per lo più) da autodidatti o, comunque, da musicisti non particolarmente virtuosi, rumorosa, senza nessuna concessione melodica. Ok, detta così sembra una cosa di poco conto, invece … Invece, quella musica ribelle attraverserà i decenni, si evolverà e vincerà la sfida del tempo. Il movimento, nato negli States e in Gran Bretagna, ben presto si diffonderà in tutta l’Europa continentale sia nella sua forma pura che in quelle (più interessanti) evolute e spurie. Il punk è la punta dell’iceberg di una tensione ribelle volta a sovvertire tutti i canoni precedenti siano essi sociali o estetici. Questa dichiarata intenzione lo rende estremamente appealing. Dai “rumorosi” Sex Pistol , ai Ramones, ai più raffinati Clash, nella musica il genere si arricchisce di esperienze, di suffissi e desinenze come pop, post, reggae, etc.

Vi è un’evoluzione anche per quanto riguarda la fede politica dall’anarchia delle prime band si passerà alla sinistra dei Clash e, addirittura, all’essere per la Regina dei The Jam. Un’evoluzione continua che porterà a ispirare altri generi come, ad esempio, il grunge molto di moda negli anni Novanta. Ma, è nella sua stessa genesi che si può presupporre questa possibilità di crescita e continuità evolutiva: molti gruppi e solisti che erano garage, glam, etc. si sono poi potuti definire proto- punk, in una concezione stucchevolmente anglosassone per la quale le etichette sui barattoli si possono mettere sia durante, sia postume. Il genere è sopravvissuto (a nostro parere) anche per ragioni sociali. Nel Regno Unito già si presagiva l’arrivo di un governo conservatore che avrebbe con grande rigore tagliato “i rami secchi” delle attività produttive nazionalizzate che stavano affossando l’economia britannica. Infatti, la Gran Bretagna, proprio in questo decennio entra nel Mercato Unico Europeo (dopo aver elemosinato questa possibilità dagli anni Cinquanta e aver sempre ricevuto un diniego secco per il veto dell’ingrata Francia). Nel 1979 la signora Thatcher entra a Downing Street e inizia un programma di riforme che (pur salvando il Paese) ebbero una ripercussione sociale pesantissima soprattutto sulla working class. Arriverà anche Reagan per non privarsi di nulla.

L’altro genere è il prog o meglio, progressive rock. Siamo agli antipodi: il termine “progressivo” indica un distaccamento dalla radice blues del rock e la contaminazione (colta, aggiungerei) con altre forme musicali. Una sorta di progresso nelle melodie, nelle armonie e nei temi. Gruppi e musicisti sono (quasi) sempre personaggi che hanno alle spalle scuole di musica frequentate con profitto, appartengono alla middle-high class e sono mediamente colti in generale. Anche l’esperienza del prog si diffonderà dalla grande Isola al continente, generando movimenti simili in Italia (dove costituisce il momento più alto della nostra musica di sempre, a nostro avviso dopo i classici), in Francia e in Germania Ovest. Forse l’eccessiva ricerca nel virtuosismo, l’idea dei concept album (album fatti di pochi pezzi molto lunghi legati da un tema o una storia), la contaminazione e l’ispirazione da forme più colte (sopra tutte: la musica barocca e Bach) resero più difficile una diffusione più ampia. Tuttavia, questa esperienza si può ascrivere tra le pagine migliori della musica del Novecento e, certamente, condizionerà i migliori che negli anni successivi si sono cimentati nel creare e fare musica. Band come Jethro Tull, Genesis, Yes, King Crimson, Emerson Lake & Palmer, Rush tra gli altri hanno  contribuito a costruire modelli stilistici solidi mescolando sapientemente classica, folk, jazz e krautrock diventando i musicisti “fighetti” e, quindi, odiati dagli esponenti del punk. La derivazione dalla psichedelia, tra l’altro, non inquadrava per la maggioranza temi politici o sociali che, quando presenti, erano rappresentati sotto la forma del sottinteso o dell’allegoria.

Nel frattempo, nella zona popolare della Grande Mela chiamata South Bronx, uno sparuto gruppetto di dee jays  sperimentano la tecnica del “campionamento” che si fondava sul prendere una parte di un brano e accoppiarlo ad un’altra parte dello stesso brano o di un altro, in modo da ottenere un segnale continuo. In pratica, ottenere una base da parti di un’altra o di altre.  Questi ragazzi diedero vita ad un genere che, all’inizio, fu chiamato reggaeton   in onore della prevalente origine caraibica degli esecutori che, su queste basi, improvvisavano testi cantati. Questa tendenza uscirà rapidamente dai clubs per diventare parte di una sottocultura di strada. Alla fine degli anni Settanta, non era infrequente incontrare gruppi di ragazzi neri che attaccando grosse casse audio alle loro autoradio o con enormi hi fi portatili si riunivano agli angoli delle vie a ballare e cantare con il tipico e obbligato stile cadenzato. Il potere di aggregazione e la possibilità infinita di basi potenzialmente a disposizione creeranno ben presto una vera e propria street culture che si mescolerà con la street art venendone condizionata e condizionandola.  Questo modo semplice di fare musica diventerà nei decenni successivi la colonna sonora dei ghetti e si propagherà dalla East Coast a Ovest, diventando musica  gangsta (troverete una vasta storiografia sulla genesi di alcuni rapper ex malavitosi) e da lì troverà fortuna anche nel Vecchio Continente dove  diventerà di gran moda (specialmente in Italia e in Francia). Oggi la conosciamo come hip hop o rap (anche se questo temine è più legato alla tecnica di canto che al genere).

Il decennio successivo comincia con la nascita di una teoria industriale diversa sulla musica e con la nascita delle tv musicali. Un colosso come la Warner decide di investire su artisti già famosi e di renderli più pop. Scopo dell’operazione: vendere. Così sguinzaglia Nile Rodgers a caccia di talenti emersi o emergenti allo scopo di far firmare contratti per averli in batteria. Rodgers punta ai bersagli grossi e, forte di un budget impressionante, fa “vittime” illustri. Il più famoso è tale David Bowie che firma un contratto record per l’epoca… I sedicenti informati parlano di diciassette milioni di sterline. E’ l’inizio di un processo di omologazione che, però, non riesce immediatamente. Questo perché i “polli da batteria” rapiti da compensi pesantissimi erano tutt’altro che polli e avevano ancora più di qualcosa da dire e, per raccontarla tutta, i produttori britannici più poveri, avevano ancora assi da gettare sul tavolo. Non si può negare che, a parte i più populars costruiti per piacere a tutti, negli anni Ottanta si fece anche “roba” di qualità. Nel pop e nel rock, nella contaminazione tra i generi: penso a Michael Jackson (non tutto), Gun’s & Roses, allo stesso Bowie, agli Inxs, Depeche Mode, agli immensi The Smiths (a proposito di post punk) … questi solo a titolo di esempio. So cosa state pensando: i Duran Duran? Gli Spandau Ballet? Madonna? Ogni nome che faccio o ometto apre parentesi infinite e ci sarebbe da scriverci fiumi di inchiostro, perciò portate pazienza … ci torneremo ma senza i suddetti fiumi.

La TV musicale e la nascita del videoclip è un’ulteriore arma a doppio taglio. I video che arrivano direttamente a casa tua (alcuni veri e propri film brevi di altissima qualità cinematografica) permettono di conoscere un’artista o un singolo e questo è positivo perché poi si va da Mariposa (un celebre negozio di dischi milanese) a sentire l’LP e si decide se vale la pena o no. D’altra parte, però, la musica passa in secondo piano rispetto alla qualità delle immagini, allo storytelling e (diciamolo) al sex appeal degli artisti e al loro look. E’ la nascita dell’artista/celebrità che deve piacere lui prima della sua produzione. Giochiamoci poi il carico che queste emittenti avevano editori che dovevano raccogliere inserzionisti per stare in piedi e che farsi guardare da più gente possibile faceva la differenza tra vivere o scomparire. Non si possono non comprendere le ragioni di un imprenditore ma, questa attitudine, toglie quell’elemento di simpatia spontanea e di riconoscimento di valore che prima erano gli unici parametri. Categorie che scompariranno quasidel tutto con l’arrivo della rete.

di Paolo Pelizza

© 2017 Rock targato Italia

 

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Da oggi In anteprima nazionale su REPUBBLICA.IT (Firenze) "Buon Natale Mr. Dan” Il nuovo videoclip di DANIELE TARCHIANI

Da oggi In anteprima nazionale su REPUBBLICA.IT (Firenze)

"Buon Natale Mr. Dan” Il nuovo videoclip di DANIELE TARCHIANI

Da oggi, 28 dicembre, in anteprima nazionale su Repubblica.it (Firenze) il è disponibile nuovo videoclip di Daniele Tarchiani “Buon Natale Mr. Dan”.

Guarda l'anteprima: https://goo.gl/2c6c1K

“Buon Natale Mr. Dan”, anticipa l’uscita dell’album “Mr. Dan”, progetto di Daniele Tarchiani in parallelo all’attività con la band Anhima.

Nel brano sono racchiusi i ricordi di un suo viaggio a Singapore, e il profumo d'Oriente è subito evocato dal sound di una citazione musicale di "Ryuichi Sakamoto". L’artista si è lasciato ispirare dai quattro mesi passati suonando a Singapore con una band internazionale per tre ore a sera, sei giorni su sette, davanti a duemila persone di tutte le nazionalità durante il periodo di inattività degli Anhima. 

La canzone racconta una storia d'amore perduta e un'atmosfera natalizia surreale, in cui Babbi Natale girano per le strade della penisola malese in shorts con 40 gradi giorno e notte. Un’ esperienza folle, lisergica, indimenticabile che si meriterebbe le pagine di un libro più che le poche parole di una canzone. 

A Natale siamo tutti più buoni, ma anche tutti più fragili di fronte alla solitudine.

Credits Video:

Distribuzione Audioglobe

Proiduzione esecutiva Luca Amaducci

Casa produzione video Mobilis In Movie

Diretto da Tommaso Morgan Cecinati

Fotografia Andrea Baccetti

Sceneggiatura Daniele Tarchiani

Attori: Laura Bianca Colotto, Lapo Caselli

Girato presso Teatro Effetto Notte gentilmente concesso da Alessandro Brandi

Esterni offerti dalla città di Firenze

Credits Singolo:

Distribuzione: Audioglobe

Autore e compositore Daniele Tarchiani

Produzione esecutiva: Luca Amaducci

Musicisti: Lamberto Piccini (basso), Emiliano Garofoli (piano, tastiere e programmazioni), Filippo Tarchiani (batteria), Daniele Tarchiani voce e chitarre  

Servizio fotografico: Antonio Viscido,

Foto presentazione singolo: Luca Amaducci

Grafica: Gianluca Galletti

Web masters: Giuseppe Intorre, Gianluca Galletti

Registrato al Koan Studio di Firenze

Mixato da Emiliano Garofoli

Mastering, editing Francesco Foderà

Daniele Tarchiani è il cantante degli Anhima, la rockband fiorentina attiva dalla fine degli anni '80. Nel corso della loro ventennale storia hanno pubblicato LP e CD con la Sony, la BMG Ariola, la Flying Records, registrato dischi con Gianni Maroccolo e Francesco Magnelli, scritto canzoni assieme a Piero Pelù, portato la loro musica su MTV e VideoMusic, girato l'Italia e l'Europa. Con la band Anhima ha realizzato cinque album di cui un best of “18Anhima” (distribuito Audioglobe) promosso con tre video e singoli tra i quali nel 2014 “Impossibile Mutazione” in classifica per sei mesi su Virgin Radio.

Ultimo album degli Anhima “La Cruna dell’ago” (2016), arrivato su ITunes al 28° posto della classifica internazionale e all’8° di quella nazionale, porta come tutti gli altri la firma di Daniele Tarchiani come autore e compositore di tutti i brani. Edito da The Garage prodotto da Fabrizio Simoncioni (54 dischi di platino - Ligabue, Gianna Nannini, Negrita... etc e un Grammy Awards come ingegnere del suono) e Fabrizio Vanni dal quale sono stati estratti tre singoli e video di cui l'ultimo “Un Cuore che Vola” è entrato a far parte della compilation “Rock Targato Italia”.

Nel web 

Facebook: http://facebook.com/Mr.DanieleTarchiani

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The Bastard Sons of Dioniso con il brano Rumore Nero" sono nella compilation di Rock targato Italia

The Bastard Sons of Dioniso - official  con il brano "Rumore Nero" sono tra i protagonisti della compilation di Rock targato Italia 

su Spotify l'attesissima

Rock Targato Italia 25 - La compilation 
“Ignoranza e Pregiudizio”

Link della compilation su Spotify https://goo.gl/hA5mwG 

Inoltre vi omaggiamo di una divertente, curiosa e simpatica campagna promozionale con la collaborazione di tutti gli artisti presenti nella compilation, che hanno realizzato per l’occasione, un proprio video-selfie, da vedere sul canale YOUTUBE di Rock Targato Italia, giorno per giorno.

The Bastard sons of Dioniso a Rock Targato Italia https://youtu.be/FIShpMHOUNM

“Cambogia” è il titolo del nuovo album di inediti di The Bastard Sons of Dioniso in uscita a dicembre, in arrivo dopo sei dischi, un EP e quasi 600 concerti.

Nati come power trio nel 2003, The Bastard Sons of Dioniso hanno conquistato un apprezzamento via via crescente: sia in forma hard’n’roll (chitarra/basso/batteria), sia in versione unplugged con chitarre acustiche, nel quale ripropongono pezzi originali.

Con un disco d'oro alle spalle ("L'Amor Carnale"), il trio dei Bastardi ha avuto la fortuna di suonare nei maggiori festival rock italiani e di essere opening act di artisti importanti come Ben Harper, Robert Plant e Green Day.

La loro musica prende spunto dal rock degli anni ’70, con venature hard di matrice zeppeliana e vocalizzi a tre voci che strizzano l'occhio ai Beatles ma anche a Crosby Stills Nash & Young.

Sosteniamo gli artisti che promuovono musica di qualità, originale e autentica

Rock Targato Italia 

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The Bastard Sons of Dioniso con il brano Rumore Nero" nella compilation di Rock targato Italia

The Bastard Sons of Dioniso - official  con il brano "Rumore Nero" sono tra i protagonisti della compilation di Rock targato Italia 

su Spotify l'attesissima

Rock Targato Italia 25 - La compilation 
“Ignoranza e Pregiudizio”

Link della compilation su Spotify https://goo.gl/hA5mwG 

Inoltre vi omaggiamo di una divertente, curiosa e simpatica campagna promozionale con la collaborazione di tutti gli artisti presenti nella compilation, che hanno realizzato per l’occasione, un proprio video-selfie, da vedere sul canale YOUTUBE di Rock Targato Italia, giorno per giorno.

The Bastard sons of Dioniso a Rock Targato Italia https://www.youtube.com/watch?v=FIShpMHOUNM

“Cambogia” è il titolo del nuovo album di inediti di The Bastard Sons of Dioniso in uscita a dicembre, in arrivo dopo sei dischi, un EP e quasi 600 concerti.

Nati come power trio nel 2003, The Bastard Sons of Dioniso hanno conquistato un apprezzamento via via crescente: sia in forma hard’n’roll (chitarra/basso/batteria), sia in versione unplugged con chitarre acustiche, nel quale ripropongono pezzi originali.

Con un disco d'oro alle spalle ("L'Amor Carnale"), il trio dei Bastardi ha avuto la fortuna di suonare nei maggiori festival rock italiani e di essere opening act di artisti importanti come Ben Harper, Robert Plant e Green Day.

La loro musica prende spunto dal rock degli anni ’70, con venature hard di matrice zeppeliana e vocalizzi a tre voci che strizzano l'occhio ai Beatles ma anche a Crosby Stills Nash & Young.

Sosteniamo gli artisti che promuovono musica di qualità, originale e autentica

Rock Targato Italia 

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Roberto Bonfanti, scrittore e musicista - Rock Targato talia

Roberto Bonfanti scrittore e musicista, collabora silenziosamente con professionalità e cultura straordinaria, alla stesura delle bio e delle mini recensioni, durante le finali nazionali di Rock targato Italia, degli artisti in gara. Inoltre è l'autore delle mini presentazioni dei brani raccolti nelle compilation della manifestazione.

Forte dell'esperienza nel mondo musicale e la passione letteraria racconta con efficacia le opere degli artisti e il mondo straordinario e multicolorato della musica indipendente. Le sue recensioni sono immagini precise coinvolgenti ricche di informazioni e descrivono straordinariamente un mosaico musicale in continua mutazione.

...oggi parliamo di lui, lo presentiamo a tutti coloro che amano la musica, originale e di qualità.

un abbraccio da tutto lo staff di Rock Targato Italia ROBERTO BONFANTI

 

Biografia

Roberto Bonfanti è nato in un paesino ai margini della provincia lombarda in un sabato pomeriggio di fine giugno dell'anno in cui morirono Piero Ciampi, Henry Miller e Riccardo Mannerini.
Malinconico per indole, testardo per vocazione, sognatore per dna, disilluso per puro caso, incostante e incoerente per necessità, il suo primo tentativo di scrivere un racconto risale all'età di sette anni.

Dopo una serie di esperienze legate al mondo della musica indipendente (come redattore del webmagazine Kronic e all'interno dell'etichetta discografica Ilrenonsidiverte), ha esordito come scrittore nell'ottobre del 2007 dando alle stampe la raccolta di racconti “Tutto passa invano” (ed. Uni Service).
L'incontro con Falzea Editore è stata la molla per dedicarsi seriamente alla scrittura e lavorare ai suoi primi due romanzi, “L'uomo a pedali” e “In fondo ai suoi occhi”, usciti rispettivamente nel maggio 2009 e nell'ottobre 2010, a cui ha fatto seguito, nel novembre 2012, “Suonando pezzi di vetro", pubblicato da Edizioni Del Faro in collaborazione con il collettivo Neverlab.
Fra il 2010 e il 2012 è stato responsabile del progetto “Nella mia ora di libertà”, che si poneva l'obiettivo di far conoscere ai detenuti del carcere di San Vittore la storia della canzone d'autore italiana, e nel 2014 ha prestato la voce al tour del reading-concerto ispirato a “Nicovid” di Miky Marrocco.
Il suo ultimo libro, "Alice", è uscito per Edizioni del Faro l'11 marzo 2015 e proprio dalle schegge emotive di questo romanzo e dal lungo tour di reading che ne è seguito è nato "Ogni sorso un ricordo", un progetto musicale frutto dell’unione della voce e le parole di Roberto Bonfanti con le Miky Marrocco, pubblicato nella primavera del 2016.

Roberto gira spesso l'Italia per raccontare le sue storie in ogni tipo di contesto, dalle librerie ai bar e dai circoli culturali ai locali alternativi, dando vita a una sorta di "teatro rock".

Pubblicazioni:
2007 – Tutto passa invano (ed. Uni Service – Racconti)
2009 – L’uomo a pedali (Falzea Editore – Romanzo)
2010 – In fondo ai suoi occhi (Falzea Editore – Romanzo)
2012 – Suonando pezzi di vetro (ed. Del Faro – Romanzo)
2015 – Alice (ed. Del Faro – Romanzo)
2016 – Ogni sorso un ricordo (autoproduzione – album musicale)

 

Sul web:
www.robertobonfanti.com
www.facebook.com/robertobonfanti
www.instagram.com/rob.bonfanti
www.twitter.com/robbonfanti

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Roberto Bonfanti, scrittore e musicista - Rock Targato talia

Roberto Bonfanti scrittore e musicista, collabora silenziosamente con professionalità e cultura straordinaria, alla stesura delle bio e delle mini recensioni, durante le finali nazionali di Rock targato Italia, degli artisti in gara. Inoltre è l'autore delle mini presentazioni dei brani raccolti nelle compilation della manifestazione.

Forte dell'esperienza nel mondo musicale e la passione letteraria racconta con efficacia le opere degli artisti e il mondo straordinario e multicolorato della musica indipendente. Le sue recensioni sono immagini precise coinvolgenti ricche di informazioni e descrivono straordinariamente un mosaico musicale in continua mutazione.

...oggi parliamo di lui, lo presentiamo a tutti coloro che amano la musica, originale e di qualità.

un abbraccio da tutto lo staff di Rock Targato Italia ROBERTO BONFANTI

 

Biografia

Roberto Bonfanti è nato in un paesino ai margini della provincia lombarda in un sabato pomeriggio di fine giugno dell'anno in cui morirono Piero Ciampi, Henry Miller e Riccardo Mannerini.
Malinconico per indole, testardo per vocazione, sognatore per dna, disilluso per puro caso, incostante e incoerente per necessità, il suo primo tentativo di scrivere un racconto risale all'età di sette anni.

Dopo una serie di esperienze legate al mondo della musica indipendente (come redattore del webmagazine Kronic e all'interno dell'etichetta discografica Ilrenonsidiverte), ha esordito come scrittore nell'ottobre del 2007 dando alle stampe la raccolta di racconti “Tutto passa invano” (ed. Uni Service).
L'incontro con Falzea Editore è stata la molla per dedicarsi seriamente alla scrittura e lavorare ai suoi primi due romanzi, “L'uomo a pedali” e “In fondo ai suoi occhi”, usciti rispettivamente nel maggio 2009 e nell'ottobre 2010, a cui ha fatto seguito, nel novembre 2012, “Suonando pezzi di vetro", pubblicato da Edizioni Del Faro in collaborazione con il collettivo Neverlab.
Fra il 2010 e il 2012 è stato responsabile del progetto “Nella mia ora di libertà”, che si poneva l'obiettivo di far conoscere ai detenuti del carcere di San Vittore la storia della canzone d'autore italiana, e nel 2014 ha prestato la voce al tour del reading-concerto ispirato a “Nicovid” di Miky Marrocco.
Il suo ultimo libro, "Alice", è uscito per Edizioni del Faro l'11 marzo 2015 e proprio dalle schegge emotive di questo romanzo e dal lungo tour di reading che ne è seguito è nato "Ogni sorso un ricordo", un progetto musicale frutto dell’unione della voce e le parole di Roberto Bonfanti con le Miky Marrocco, pubblicato nella primavera del 2016.

Roberto gira spesso l'Italia per raccontare le sue storie in ogni tipo di contesto, dalle librerie ai bar e dai circoli culturali ai locali alternativi, dando vita a una sorta di "teatro rock".

Pubblicazioni:
2007 – Tutto passa invano (ed. Uni Service – Racconti)
2009 – L’uomo a pedali (Falzea Editore – Romanzo)
2010 – In fondo ai suoi occhi (Falzea Editore – Romanzo)
2012 – Suonando pezzi di vetro (ed. Del Faro – Romanzo)
2015 – Alice (ed. Del Faro – Romanzo)
2016 – Ogni sorso un ricordo (autoproduzione – album musicale)

 

Sul web:
www.robertobonfanti.com
www.facebook.com/robertobonfanti
www.instagram.com/rob.bonfanti
www.twitter.com/robbonfanti

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Roberto Bonfanti, scrittore e musicista - Rock Targato talia

Roberto Bonfanti scrittore e musicista, collabora silenziosamente con professionalità e cultura straordinaria, alla stesura delle bio e delle mini recensioni, durante le finali nazionali di Rock targato Italia, degli artisti in gara. Inoltre è l'autore delle mini presentazioni dei brani raccolti nelle compilation della manifestazione.

Forte dell'esperienza nel mondo musicale e la passione letteraria racconta con efficacia le opere degli artisti e il mondo straordinario e multicolorato della musica indipendente. Le sue recensioni sono immagini precise coinvolgenti ricche di informazioni e descrivono straordinariamente un mosaico musicale in continua mutazione.

...oggi parliamo di lui, lo presentiamo a tutti coloro che amano la musica, originale e di qualità.

un abbraccio da tutto lo staff di Rock Targato Italia

 

ROBERTO BONFANTI

Biografia

Roberto Bonfanti è nato in un paesino ai margini della provincia lombarda in un sabato pomeriggio di fine giugno dell'anno in cui morirono Piero Ciampi, Henry Miller e Riccardo Mannerini.
Malinconico per indole, testardo per vocazione, sognatore per dna, disilluso per puro caso, incostante e incoerente per necessità, il suo primo tentativo di scrivere un racconto risale all'età di sette anni.

Dopo una serie di esperienze legate al mondo della musica indipendente (come redattore del webmagazine Kronic e all'interno dell'etichetta discografica Ilrenonsidiverte), ha esordito come scrittore nell'ottobre del 2007 dando alle stampe la raccolta di racconti “Tutto passa invano” (ed. Uni Service).
L'incontro con Falzea Editore è stata la molla per dedicarsi seriamente alla scrittura e lavorare ai suoi primi due romanzi, “L'uomo a pedali” e “In fondo ai suoi occhi”, usciti rispettivamente nel maggio 2009 e nell'ottobre 2010, a cui ha fatto seguito, nel novembre 2012, “Suonando pezzi di vetro", pubblicato da Edizioni Del Faro in collaborazione con il collettivo Neverlab.
Fra il 2010 e il 2012 è stato responsabile del progetto “Nella mia ora di libertà”, che si poneva l'obiettivo di far conoscere ai detenuti del carcere di San Vittore la storia della canzone d'autore italiana, e nel 2014 ha prestato la voce al tour del reading-concerto ispirato a “Nicovid” di Miky Marrocco.
Il suo ultimo libro, "Alice", è uscito per Edizioni del Faro l'11 marzo 2015 e proprio dalle schegge emotive di questo romanzo e dal lungo tour di reading che ne è seguito è nato "Ogni sorso un ricordo", un progetto musicale frutto dell’unione della voce e le parole di Roberto Bonfanti con le Miky Marrocco, pubblicato nella primavera del 2016.

Roberto gira spesso l'Italia per raccontare le sue storie in ogni tipo di contesto, dalle librerie ai bar e dai circoli culturali ai locali alternativi, dando vita a una sorta di "teatro rock".

Pubblicazioni:
2007 – Tutto passa invano (ed. Uni Service – Racconti)
2009 – L’uomo a pedali (Falzea Editore – Romanzo)
2010 – In fondo ai suoi occhi (Falzea Editore – Romanzo)
2012 – Suonando pezzi di vetro (ed. Del Faro – Romanzo)
2015 – Alice (ed. Del Faro – Romanzo)
2016 – Ogni sorso un ricordo (autoproduzione – album musicale)

 

Sul web:
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Hard Horns per Rock Targato Italia - La compilation

In occasione dell’uscita della compilation della 29esima edizione di Rock Targato Italia, gli Hard Horns inviano i loro saluti. 

HARD HORNS

Sono la sola proposta anglofona di quest’edizione della compilation, i palermitani Hard Horns, e sono probabilmente anche la proposta più muscolare, come testimonia “Just a moment”: una robusta cavalcata hard rock fatta di riff massicci, batteria martellante, assoli taglienti, una voce dal sapore anni ‘80 e un ritornello corale liberatorio.

 

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Contatti

ROCK TARGATO ITALIA
c/o Divinazione Milano Srl
Via Palladio 16 20135 Milano
tel. 02.58310655
info(at)rocktargatoitalia.it

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