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Articoli filtrati per data: Gennaio 2017

Selezioni centro e sud per Rock Targato Italia: intervista ai Vighna

Loro sono i Vighna, si esibiranno a Roma il due marzo alle selezioni centro-sud Italia per Rock targato Italia, per farsi conoscere meglio ecco cosa rispondono alle nostre domande:

  • Come vi siete avvicinati alla musica?

Sicuramente ognuno di noi ha la sua storia da raccontare, siamo cresciuti ascoltando un certo tipo di musica e con l’esigenza di voler comunicare qualcosa tramite la stessa musica. 

  • Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Siamo in cinque! Non è stato facile trovare cinque teste che andassero nella stessa direzione, alcuni di noi si conoscevano già da tempo e in passato avevano suonato insieme in altri gruppi, gli altri sono arrivati dopo ma è nata subito una sana amicizia!

  • Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

Suoniamo un Hard Rock violento, immediato che si basa sull’intensità delle parole, sul disagio sociale e si esprime in modo rabbioso e diretto! 

  • Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Avevamo questa abitudine di prenotare le sale prove a nome ''Vigna’’ che tra l’altro non era nessuno di noi, in modo tale che se ci trovavamo nella condizione di dover disdire la sala all’ultimo non potevano risalire a nessuno di noi! Da li l’idea Vighna! dopo accurate ricerche abbiamo scoperto che nella cultura indo-tibetana Vighna stava a rappresentare uno dei quattro demoni che raffiguravano gli ostacoli della vita dell’uomo, e Vighna significa proprio ‘’ostacolo, disturbo, ostruzione, opposizione’’ ed è diventato ufficiale! 

  • Cosa ne pensate dei talent show?

Purtroppo ormai è una realtà del ventunesimo secolo, ma per noi sono assolutamente da evitare! siamo nati col mito della strada, suonare nei locali, nelle piazze, far ascoltare la tua musica alla gente.. nel bene o nel male ci si diverte e si fa tanta esperienza che poi porta a formare l’artista e la band.

  • Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Abbiamo avuto la fortuna di suonare in molti locali della capitale, facciamo della nostra arma vincete lo spettacolo che diverte il pubblico e la reazione della gente è quasi sempre stata positiva! Ci piacerebbe suonare ovunque ci sia gente vogliosa di ascoltare nuove proposte, nuove band e del sano Rock’n’Roll!

  • Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Negli ultimi anni il Rock sembra si sia come imborghesito, è diventata più un questione di immagine che di sostanza! La sfera musicale attuale, soprattutto nel nostro paese, necessita ogni giorno sempre più di energia e potenza che siano in grado di smuovere gli animi e illuminare le menti con figure che le rappresenti in tutto.

  • Quali sono i vostri progetti futuri?

Abbiamo intenzione di registrare il nostro primo CD che racchiuderà 3 anni di duro lavoro, sudore e sacrifici!

seguiteli su facebook: Vighna

e guardatevi un loro live qui! La profezia - Live

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IL MOSE': Rianimazione di un mito.

IL CAVALIER SERPENTE

Perfidie di Stefano Torossi

30 gennaio 2017

RIANIMAZIONE DI UN MITO

Il Mosè

San Pietro in Vincoli non è il San Pietro vero, quello importante; ed è qui che è andata a finire (un ripiego) la tomba di Papa Giulio II commissionata parecchi decenni prima a Michelangelo, costata liti e discussioni fra l’artista, il papa e i suoi eredi, e, rispetto al progetto originale, terminata con una sistemazione di fortuna, anche piuttosto disordinata.

Nel senso che le due statue al pianterreno, Rachele e Lia sono un po’ sghembe: la seconda ha un piedistallo in più nella sua nicchia, e quindi risulta più alta della compagna. Poi, al piano di sopra, a sinistra abbiamo una sibillona molto più voluminosa del profeta sulla destra, e in mezzo c’è il papa sdraiato che sembra un pupo a cui hanno tagliato i fili.

Intendiamoci, la nostra è una provocazione. Perché poi, in basso, c’è quella meraviglia assoluta che è il Mosè. Sul quale non c’è proprio niente da dire se non ammettere il proprio sbalordimento.

Oggi invece qualcosa di nuovo da dire c’è. Eccola, la novità: un restauro con pulizia e una nuova illuminazione.

A proposito del restauro, leggiamo in un articolo su Repubblica che il Prof Antonio Forcellini ha “recuperato i colori del marmo di Carrara lasciando però la patina del tempo”, il che ci appare quanto meno vago, dato che, propriamente, la patina del tempo su una pietra come lo statuario di Carrara è solo uno strato di sporco. E poi, quali colori, o cronista impreciso?

Sull’illuminazione invece, pare che il tecnico Mario Nanni sia riuscito a ricreare con l’elettricità l’effetto del trascorrere del giorno riproponendo i cambiamenti della luce che una volta rendeva viva la tomba entrando da una finestra in alto a destra dell’opera. Murata un paio di secoli fa e quindi resa cieca e buia, la finestra, spegnendosi, aveva spento anche la tomba.

Non ci resta che andare a controllare.

Il primo colpo per l’occhio, appena entrati in chiesa, è la doppia fila delle venti meravigliosissime colonne, le più belle di Roma, monoliti di marmo imezio, perforati alla base e in cima da ganci sacrileghi usati quando “in occasione delle festività più importanti i canonici le coprono con teli rossi da pochi soldi al metro per far apparire la loro chiesa la più bella possibile, così nascondendo quella che probabilmente è invece la parte più bella dell’edificio” (indignata citazione, nel suo trattato ottocentesco, di Mr Henry William Pullen, il massimo studioso inglese di marmi antichi romani; protestante, ovviamente, e quindi sdegnoso delle tradizioni cattoliche papaline, un po’ primitive, e molto irrispettose della classicità).

Passato lo sbalordimento colonnare, che ci stordisce ogni volta che entriamo qui dentro, ci facciamo strada verso il fondo.

E’ quasi mezzogiorno di una giornata molto scura. La chiesa è in penombra e su tutto è disteso un noiosissimo grigio.

Eccoci al Mosè. Solita folla che viene qui solo per vedere la star e non ha occhi per il resto, che invece meriterebbe.

Pochi efficienti spottini montati in alto ai due lati dell’arco. Il ciclo dell’illuminazione è appena cominciato. Tutto è grigio anche qui, poi un lucore rosato fa emergere il marmo che appare davvero più pulito e lucido. Il vuoto dietro la parete su cui è appoggiata la tomba, si illumina anch’esso, creando un senso di profondità.

In pochi secondi e con grande morbidezza passiamo dall’alba al mattino che avanza, e finalmente al mezzogiorno in cui il marmo brilla di un purissimo bianco; poi l’intensità degrada fino al caldo arancio del tramonto, per scomparire di nuovo nel grigio azzurrino del crepuscolo.

Il tutto in poco più di un minuto. Un po’ hollywoodiano (che male c’è?) ma di bell’effetto emozionale il gioco delle luci, e rassicurante la meraviglia di rendersi conto di quanto bella sia la pietra pulita e di quanto raffinata la lavorazione del maestro che gioca sui vari gradi di lucidatura del marmo per consentirgli di sfruttare in modo diverso la luce ritrovata.

Davvero un buon risultato. Rianimazione riuscita.

Peccato che mentre i nostri occhi si nutrono del nuovo spettacolo i turisti continuino come un sol uomo a fotografare e a fotografarsi con il flash, riuscendo con questa sciocca scelta ad appiattire, insieme alle loro facce (e questo non sarebbe un gran danno), un’opera piena di movimento; e a nullificare un bello e appena recuperato effetto.

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L’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog. Per andare a visitarlo basta un click su questo link: www.ilcavalierserpente.it

 

 

 

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2006 al 2016? Il rap italiano è sbarcato nel mainstream.

il libro di 

Paola Zukar

UNA STORIA ITALIANA

Cosa è successo dal 2006 al 2016? Il rap italiano è sbarcato nel mainstream. Clementino, Fabri Fibra e Marracash hanno contribuito a far uscire il genere dai circuiti underground per approdare al grande pubblico. Dietro a questi artisti c’è il nome di una donna capace di interpretare le regole di un gioco fatto prevalentemente da uomini: Paola Zukar. In questo libro si ripercorre l’esperienza personale di Paola alla guida della sua agenzia di produzione, la Big Picture Management, e il percorso umano e artistico che l’ha portata a trasformare la sua passione in una professione

Visionaria e tenace, sempre concentrata sulla prossima mossa, una delle figure che ha creduto nel rap italiano e nel suo valore aiutando questo genere ad avere una degna esposizione."  Fabri Fibra

"Non c’è niente di più hip hop che inventarsi una professione e portarla ai massimi livelli. Paola Zukar è una vera self-made woman."  Marracash

 

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I Watt in concerto, a Milano il 4 febbraio.

Sabato 4 febbraio, al Barrio’s café,

piazza Donne Partigiane, Milano,  alle ore 21.00,

tornano i Watt. 

Per l’occasione, i giovani musicisti, e la giovanissima ‘front-girl’ Greta, alterneranno i pezzi originali che li hanno fatti risultare band più amata dal pubblico alla scorsa edizione di Rock Targato Italia, ad alcune cover tratte dallo spettacolo (Breve e incompleta) Storia del Rock (che piace a noi) e dal prossimo lavoro sulla storia del pop italiano, oltre ad alcune novità assolute.

Seguirà il concerto dei Cellar Noise, interessantissima formazione di rock progressivo. 

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Selezioni centro e sud Italia per Rock Targato Italia: Intervista ai Nocument. Live a Roma al ‘Na Cosetta’ il 2 marzo.

Loro sono i Nocument, vengono da Napoli e la band è formata da quattro eclettici elementi: Sea Stone alla voce e al basso, Loris Castellano alla voce e alla chitarra, Simon Piccolo alla batteria e Robin Grassi alle tastiere. Si avvicinano alla musica in maniera spontanea e graduale, per esprimere chi sono e quel che hanno dentro. Sea e Loris, i fondatori della band , si sono conosciuti in una sala prove quando suonavano in altre formazioni;  spesso andavano a vedere i concerti l'uno dell'altro e la stima reciproca maturò presto in amicizia e voglia di fare musica assieme. Con Simon è stato un colpo di fortuna: a due settimane dal loro primo concerto erano senza batterista; lui rispose al loro annuncio su un sito e ascoltandolo suonare si dissero: "He's the Man!". Fu scelta a prima vista. Robin invece era una loro amica alla quale piacevano le loro canzoni; è sempre stata molto presente per la band, dava consigli, esprimeva giudizi. Quando la misero alla prova dietro le tastiere fu una grande scoperta. Dopodiché è stata praticamente obbligata a suonare con loro!

Ecco cosa rispondono alle nostre domande:

Come definite la vostra musica?
Carne, sangue, gioia, dolore ed elettricità. Il nostro stile si ispira alla scena Post-Punk/New Wave di fine '70 e inizio '80” ed il nome della band nasce come ispirazione da un libro di Nietzsche, "Al di là del bene e del male".

Cosa ne pensate dei talent show?
Abbiamo sempre adorato le gare di karaoke! Certo, partecipano persone dalle indubbie qualità ma ecco...non è che se riesci a fare 10-20 palleggi di fila col pallone ti meriti di diritto di giocare in serie A...inoltre l'ambiente della TV e dello show business è molto cinico quindi il più delle volte non assicura un successo duraturo a chi vince

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?
Si, la risposta è stata tutto sommato buona. Per alcuni il nostro concerto è stato sconcertante perché da una band new wave ci si aspetta sonorità "fredde", dalle tinte dark; invece noi siamo molto "caldi"..

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?
Semplice: che i permessi SIAE per la musica dal vivo siano gratuiti per quei piccoli club,locali,sale concerti (capienza max 300 persone) che organizzano concerti di band con soli inediti. Sarebbe una mossa intelligente per incentivare a preferire la musica inedita anche sconosciuta, oltrechè aiutare gestori ed associazioni che con la musica dal vivo non dovrebbero rimetterci ancor prima di guadagnarci.

Progetti futuri?
Creare un video per il prossimo singolo!

Seguiteli su facebook: Nocument
e ascoltatevi qui i loro pezzi!

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L’OTTIMISTA, il Candido di Voltaire e la ricerca della felicità - Spazio Teatro NO'HMA Teresa Pomodoro

Spazio Teatro NO'HMA Teresa Pomodoro

invita

 

Stagione 2016/2017 Energia Soffio Vitale 

1 e 2 febbraio, ore 21.00
L’OTTIMISTA

il Candido di Voltaire e la ricerca della felicità

Scritto e Raccontato da Leonardo Manera 

collaborazione ai testi Marco del Conte e Riccardo Piferi  

Regia di 
Marco Rampoldi
assistente alla regia 

Paola Ornati 

illustrazioni di Andrea Santonastaso

elemento scenico di Francesca Pedrotti e Ursula Tavella

musiche dal vivo trascritte e dirette da Dario Garegnani

eseguite da Luca Barchi (fagotto)Dario Garegnani (clarinetto), 

Luca Garlaschelli (contrabbasso)Davide Verga (oboe) 

Si ringrazia per la collaborazione musicale Antonella Piras

 

Allo Spazio Teatro NO'HMA il mese di febbraio ha inizio con lo spettacolo L'Ottimista - il Candido di Voltaire e la ricerca della felicità - che andrà in scena l'1 e il 2 febbraio. Protagonista della pièce l'attore Leonardo Manera, diretto da Marco Rampoldi.

Leonardo Manera propone una personale irriverente interpretazione del Candido di Voltaire, testo pubblicato nel lontano 1759 e subito condannato al macero perchè dissacratorio: un'opera ironica e tagliente, capace di sbeffeggiare il potere, l'ottusità e il fanatismo religioso. In questa versione, Manera porta in scena momenti di racconto che si alternano a brevi caratterizzazioni dei personaggi e a digressioni, che evidenziano la grande modernità del testo, offrendo divertenti spunti di riflessione sulla ricerca della felicità nel nostro mondo, il quale non sempre sembra essere il migliore dei mondi possibili. Sul palcoscenico, insieme a Leonardo Manera, ci saranno Luca Barchi al fagotto, Dario Garegnani al clarinetto, Luca Garlaschelli al contrabbasso e Davide Verga all'oboe.

Leonardo Manera vanta una carriera ventennale nel panorama comico italiano e ha in più occasioni rivelato la sua ecclettica vocazione di artista, non solo in ambito teatrale.


Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

Per prenotazioni: 02.45485085/02.26688369 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Spazio Teatro NO’HMA Teresa Pomodoro

Via Andrea Orcagna, 2 - 20131 Milano

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VASCO, POLVERIZZATI OLTRE 180.000 BIGLIETTI, VENDITA RECORD

PARTENZA DELLA VENDITA LIBERA DA RECORD

POLVERIZZATI OLTRE 180.000 BIGLIETTI

CODE NEI PUNTI VENDITA GIA’ DALLE PRIME ORE DEL MATTINO. ALLE ORE 16:30 E’ STATO MESSO IN VENDITA UN SECONDO CARICO ANDATO ESAURITO IN POCHI MINUTI.

 

27 Gennaio 2017  Il grande pubblico di Vasco non ha mancato l’appuntamento, già dalle prime ore dell’alba si sono create code fuori dai punti vendita.

Questa mattina alle ore 10:00 è partita la vendita aperta a tutti, dopo la fase esclusiva dedicata al Fan Club ed in poche ore sono stati acquistati oltre 100.000 biglietti.

La richiesta è stata talmente alta, da portare all’apertura anticipata della seconda trance di vendita alle ore 16:30, che ha registrato il tutto esaurito in pochi minuti.

PER UN TOTALE DI OLTRE 180.000 BIGLIETTI GIA’ VENDUTI

Non resta che aspettare tutte le future novità sul concerto più atteso dell’anno sul sito ufficiale vivaticket.vascomodena.it , diventato il punto di riferimento per la grande famiglia dei fan.

Luca Montebugnoli, Presidente e Amministratore Delegato di Best Union Company S.p.A., ha commentato: “Una festa epocale come Vasco Modena Park non poteva che suscitare un risultato straordinario come quello di oggi. Oltre 150.000 biglietti distribuiti nella sola giornata odierna senza alcun inconveniente tecnico. Onorati ed emozionati per il risultato ottenuto dal team di Vasco e di Best Union”

 

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Mostra di Elio Borgonovo a cura di Ivo Borgonovo

Mostra del Pittore

Elio Borgonovo

a cura di

Ivo Borgonovo

 

“I MAI VIST” è il titolo in lingua milanese della mostra di pittura patrocinata dal Comune di Milano, nella territorialità del Municipio Sei, coordinato dall’Assessore e Presidente Sergio Meazzi.

L’iniziativa consiste nella mostra delle opere, mai esposte prima, del pittore milanese Elio Borgonovo, curata ed allestita dal figlio dell’artista, Ivo, in collaborazione con l’Associazione “Accademia del Dialetto Milanese”.

L’evento si terrà presso il prestigioso spazio espositivo Ex-Fornace, in Alzaia Naviglio Pavese al numero 16, a due passi dalla Darsena, dal 31 Gennaio al 13 Febbraio 2017.
Assecondando l’architettura della galleria, il percorso artistico de “el pittor de la veggia Milan” come Elio Borgonovo era definito, viene proposto con un ventaglio di opere, da quelle giovanili ed irrequiete agli ultimi lavori, visionari e surreali della sua Milano. Un percorso che si concretizza tramite esperimenti/giochi che l’artista ha realizzato su vari materiali: carte, pergamene, cartoni e legni di recupero.

Il materiale di comunicazione e le didascalie delle opere sono state scritte in lingua milanese e in italiano, per mostrare al visitatore non avvezzo le somiglianze e le differenze lingua milanese e, contemporaneamente, esortarlo ad usare quest’ ultima il più spesso possibile.
Durante il periodo espositivo sono in programma momenti di incontro, con personaggi di rilievo della cultura e dello spettacolo milanese.


Confidando in un vostro interessamento, mi auguro di incontrarla durante la manifestazione. Rimango a disposizione per qualsiasi informazione o chiarimento.

 

Cordiali saluti Ivo Borgonovo

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IL MESTIERE DEL MICHELASSO

IL CAVALIER SERPENTE

Perfidie di Stefano Torossi

                            23 gennaio 2017

                            

       IL MESTIERE DEL MICHELASSO

 

Questa settimana abbiamo fatto il mestiere del Michelasso: mangiare, bere e andare a spasso.

E, in una delle tante occasioni culturali e mondane, stavolta all’Accademia di Ungheria, ci siamo fatti cantare la nostra nuova sciarpa musicale (regalo di Natale) dal Prof. Strinati.

La settimana prossima, se ci riesce, saremo più seri.

 

 

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L’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog. Per andare a visitarlo basta un click su questo link: www.ilcavalierserpente.it

 

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