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Articoli filtrati per data: Gennaio 2017

E’ online dal 16 gennaio “Le incursioni di Alex”, la nuova rubrica di Alex Pierro su Jam TV!

Ad arricchire la proposta di Jam TV (www.jamtv.it) la televisione che integra approfondimento, attualità e informazione musicale, sono state pubblicate online il 16 gennaio 2017 tre nuove rubriche e una web radio: Just Like a Woman (a cura di Jessica Testa), The Vault – Gli Archivi di Ezio (a cura di Ezio Guaitamacchi, direttore di Jam TV), Jam Radio (a cura di Melanie Gemelli) e Le Incursioni di Alex (a cura di Alex Pierro).

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GRINDADRAP è il nuovo video musicale di BlackBeat con Alice Rusconi a sostegno di Sea Shepherd.

Grindadrap
La pratica della Grindadrap è una delle più macabre e violente tradizioni ancora in atto tra le popolazioni delle Isole Faroe nella civile Danimarca Europea durante la quale, ogni anno, vengono massacrati centinaia di globicefali. Le immagini di tale mattanza sono ormai sotto gli occhi di tutti.
Questo video nasce dall'esigenza di diffondere, attraverso canali non necessariamente documentativi, la denuncia contro questa atrocità, utilizzando il linguaggio del corpo.
Elemento fondamentale di questo lavoro è Alice Rusconi Bodin, artista e attivista volontaria di Sea Shepherd, organizzazione da sempre in prima linea per la difesa dei mari. Alice ha un background di danza contemporanea unita ad altre esperienze nel campo dell'arte.
La voce di Romina Salvadori utilizza un testo scritto da Captain Paul Watson, fondatore di Sea Shepherd. Il video di Grindadrap vede inoltre la collaborazione di Luciano Calore alla direzione della fotografia e Lara Guerra al make-up.

 

Blackbeat
È il nome del progetto di Giorgio Ricci, Simone Scarani e Massimiliano Griggio, che spazia dal noise all'ambient, senza rinunciare a melodie vagamente pop. Un vero e proprio collettivo che si occupa di produzioni multimediali e discografiche sotto svariati nomi: First Black Pope, Templebeat, Monosonik, Templezone.
Il gruppo ha collaborato con band europee quali Wumpscut, Suicide Commando, Tying Tiffany, Delenda Noia e altri ancora, mantenendo sempre la musica elettronica come chiave di lettura costante del loro particolarissimo suono.

 

Link del video: https://vimeo.com/185703980

seashepherd.org
www.facebook.com/blackbeatproduction

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Radiofiera! È uscito il video del brano “Fuoco e mitragliatrici”, estratto dal vinile “17.000.000”.

Fuoco e Mitragliatrici
La canzone risale al terribile inverno della guerra italiana, scritta sul fronte dell'Isonzo nei primi mesi del 1916. È un brano unico nel repertorio dei soldati, una risposta dolorosa all'epica celebrativa dei canti più diffusi: vi affiora tutto il risentimento verso l’obbligo del servizio militare e verso la guerra, che ha “flagellato” un'intera generazione.
Il video è stato girato in bianco e nero da Studio TALes, diretto e montato da Luca De Gaspari e Andrea Mondati. Per l'occasione, i Radiofiera hanno collaborato con Giorgio Canali, storico membro di CCCP, CSI e PGR, oggi leader dei Rossofuoco. Nella canzone, incisa in studio e pubblicata in 17.000.000 è facilmente riconoscibile anche l'inconfondibile voce di Angela Baraldi, non presente però nella versione video.

“17.000.000”
Il video di questo singolo rappresenta il punto d’arrivo di un progetto nato nel maggio 2016 con l'operazione "Craunfaundin 2016", una raccolta di fondi per finanziare l'EP in vinile “17.000.000”. Prodotto in edizione limitata, numerata e autografata in sole 199 copie, questo progetto nasce dal desiderio di riportare alla luce quattro rare canzoni della Grande Guerra arrangiate per l'occasione:"Fuoco e mitragliatrici", "Gorizia tu sei maledetta", "Ponte de Priula", "La Tradotta". Quattro grandi capolavori, vecchi di 100 anni, scritti e cantate nelle trincee tra Caporetto e il Piave, che rischiavano di andare perduti.

 

“Siamo onorati di aver potuto suonare queste canzoni: ogni brano di 17.000.000 racconta una parte della nostra storia con cui è fondamentale misurarsi” dice Ricky Bizzarro, frontman della dei Radiofiera. Gorizia tu sei maledetta, ad esempio, è un inno anarchico e antimilitarista, usato durante il ventennio come provocazione antifascista: chi la intonava rischiava l'esecuzione. Ponte de Priula è un brano senza nemmeno un autore, raccolto nel 1970 a Preganziol da un musicologo che lo ascoltò per la prima volta direttamente dalla bocca di un reduce. Racconta il ripiegamento di Caporetto, gli ordini drammaticamente sbagliati degli ufficiali, le fucilazioni sommarie dei soldati per un tradimento che tale non fu.”.

 

I Radiofiera
Nascono nel 1992 nel quartiere popolare di Fiera, a Treviso. Fondatore della rock band è Ricky Bizzarro, assieme al fratello Michele al basso, Giuseppe "Bepi" Fedato alla batteria e Giovanni "Ginko" Schievano alla chitarra. Il successo arriva quasi immediato con Piova, canzone in dialetto veneto che rivela tutto il malumore di chi vive ai margini nella terra più ricca e invidiata d'Italia: il NordEst. I Radiofiera partecipano successivamente a Rock Targato Italia 1994 e Sanremo Rock 1995. Ad oggi, in quasi 25 anni di carriera, la band ha pubblicato 6 album in studio e tenuto centinaia di concerti in Italia, Europa e Cuba. Oggi i Radiofiera sono composti da: Ricky Bizzarro alla voce e alla chitarra; Bepi Fedato alla batteria; Marco Feltrin al basso; Francesco Barbato alle tastiere e alla fisarmonica; Massimiliano Bredariol alla chitarra.

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DALLA FINE DEL MONDO

  IL CAVALIER SERPENTE

 Perfidie di Stefano Torossi

16 gennaio 2017                     

DALLA FINE DEL MONDO

Neanche un albero; solo erba, vento e spruzzi di mare. E qualche casetta vivacemente colorata. Queste sono per noi le Isola Faroe. Dev’essere uno dei posti più inospitali del pianeta, anche perché si trova nel bel mezzo dell’Atlantico del nord, fra l’Islanda e la Norvegia, alla fine del mondo, insomma.

Il clima lo immaginiamo, a dir poco, tosto. La popolazione si dedica all’allevamento delle pecore e, una volta all’anno, a una cruenta mattanza di piccole balene, i globicefali.

Il WWF disapprova. Il resto dell’umanità se ne infischia.

Insomma, non essendoci mai stati, sospendiamo il giudizio.

        Però da lì è arrivato martedì dieci gennaio per manifestarsi al Circolo Scandinavo di Roma il Maestro Kristian Blak, un pianista con la taglia di un boscaiolo del circolo polare e una barba da pescatore di capodogli.

Ora, se le isole Faroe tentiamo di immaginarcele, pur non avendole mai viste, il Circolo Scandinavo invece lo possiamo descrivere nei dettagli, visto che eravamo lì.

L’indirizzo nobile, Via della Lungara, di fronte a Palazzo Corsini, e le finestre che guardano il sontuoso giardino della Villa Farnesina, gioiello del Rinascimento, non riescono a dare neanche un po’ di brio al dimesso appartamento usato come sede per concerti e mostre di artisti svedesi, norvegesi, finlandesi, danesi, islandesi e groenlandesi: scandinavi, insomma; da cui il nome.

Come la star arrivata dal nord a intrattenerci martedì, anche gli ospiti sono massicci, rustici, di assoluta ineleganza. Nelle due salette aperte al pubblico bruciano fiochi stoppini dai quali, e speriamo che non abbia origine invece da qualcuno dei presenti, si innalza un penetrante odore di grasso di tricheco (questa ce la concediamo perché suona pittoresca, alla Melville, ma sospettiamo di essere stati suggestionati dal luogo e dalle persone: in realtà si tratta di candele di più che probabile manifattura romana).

Poltroncine e divanetti con centrini sui braccioli, medaglioni alle pareti, mazzolini di fiori sui tavoli, piastrelle lucide; per completare l’incongruo arredamento da casa della nonna mancano solo le pattine.

C’è invece un pianoforte, davanti al quale (occultandolo a causa della stazza) si piazza il maestro Blak.

Che per prima cosa, e sospettiamo per cameratismo meteorologico, dichiara che neanche dalle sue parti ha mai avuto tanto freddo come a Roma in questi giorni.

La prendiamo come una cordialità, mentre lui va avanti narrandoci la musica naturalistica che suonerà, ispirata alle onde, agli uccelli marini, ai pesci, al vento, con una flemma, una ponderata lentezza di parola, una quantità di pause così estenuanti, che per un attimo abbiamo avuto voglia di balzare in piedi e offrire all’uditorio un’interpretazione personale del famoso “Urlo” (nell’originale, un onomatopeico “Skrik”) di Munch.

Tutti gli altri tranquilli, mentre l’afrore di tricheco si spandeva nell’aere (stessa rischiosa e probabilmente infondata suggestione di prima).

Poi, bisogna ammetterlo, una volta attivatosi, il maestro scandinavo diventa improvvisamente un burlone mediterraneo scodellandoci parecchi bei temi piacevolmente orecchiabili e illustrandoli con magistrali imitazioni di suoni di bestie e fenomeni naturali, da lui stesso prodotti senza farsene accorgere, mentre a testa china smanetta sui tasti.

Squittii, muggiti, bramiti, miagolii, pigolii, chiocciolii, friniti, sibili, bubolii, zirli, sbuffi, tonfi e sciacquii.

Uno spasso.

Purtroppo seguito da un’altra sessione di spiegazioni al rallentatore, perfetta per raffreddare l’atmosfera: non sia mai che si rida troppo. Saremo anche a Roma, ma comunque veniamo da lassù, dalla fine del mondo!

E così via, fino al momento in cui, non resistendo ai ritmi della serata, abbiamo tagliato la corda e rinunciato a saggiare la consistenza del probabile rinfresco.

 

 

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L’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog. Per andare a visitarlo basta un click su questo link: www.ilcavalierserpente.it

 

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“STRINGIMI” è il secondo singolo degli AmanoLibera, estratto dall'album “Crescerai” in radio dal 16 gennaio.

“STRINGIMI” è il nuovo singolo della rock band AmanoLibera, in rotazione radiofonica da lunedì 16 gennaio 2017.

Il brano è estratto dal loro ultimo CD “CRESCERAI”, pubblicato lo scorso 12 dicembre 2016 per l’etichetta TamTam Production di Torino.

“Stringimi” rappresenta una riflessione sull’alternarsi nella vita di momenti indimenticabili e situazioni più difficili da affrontare, nelle quali un forte abbraccio tra due anime che si avvicinano può evitare di farle cadere, nonostante questo non sia sempre possibile.
“Stringimi” racchiude perciò il significato e l'importanza di “sorreggersi” a vicenda, valorizzando la forza che questo gesto trasmette, per affrontare problemi di qualunque entità.

AmanoLibera debuttano nel maggio 2011 in quel di Alessandria. Fin da subito mostrano di avere le capacità necessarie per fare buona musica e, i risultati non tardano; sono vincitori dell’“Open Stage”, che li porta in studio nell’agosto 2011 per la registrazione di una demo di cinque pezzi. Successivamente si distinguono in altre occasioni come “Hangar 19”, “Heineken Jammin Festival”, “Rock Targato Italia” ed “Emergenza Festival”.

La band ha all’attivo due album, “Datevi Tempo” del 2013 e il nuovissimo “Crescerai”.

L’ultimo album “CRESCERAI”, pubblicato lo scorso 12 dicembre, rappresenta una svolta nello stile della band: cambiano sonorità ed atmosfere rispetto al primo lavoro. Il filo conduttore dell’album sono i temi che il nostro paese, ma non solo, sta affrontando in questi anni: la crisi economica, la guerra, e pace. Ma anche ricordare con malinconia e tristezza un amico che non c'è più, e quindi la speranza nell’amore e all’ottimismo.

AmanoLibera sono: Gianluca Boldoni (Voce e chitarra acustica), Andrea Litamè (Chitarra solista), Matteo Stramesi (Basso) e Luigi Fusilli (Batteria).

Per richiedere la cartolina elettronica del singolo “Stringimi”Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Nel web: http://amanoliberaband.wixsite.com/musica

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Rock Targato Italia vi invita a teatro con un’offerta speciale! Partecipate numerosi!

Rock Targato Italia riserva a tutti gli interessati 1 biglietto al prezzo speciale di € 11,50 per tutti gli spettacoli della rassegna "Talkin’ Menotti". Un festival tra narrazioni e contaminazioni, spettacolo, musica, reading, prosa, teatro canzone e comicità, un intreccio tra parole e musica dal 12 gennaio al 28 febbraio al Teatro Verdi e al Teatro Menotti.

10 spettacoli per 30 ospiti di prestigio sulla scena, tra attori e musicisti, da Romina Mondello a Ezio Guaitamacchi, da Alberto Patrucco a Gianni Biondillo, da Paolo Pasi a Massimo Cotto, da Cristina Donà a Syria, senza dimenticare la prosa con un grande autore e regista come Fausto Paravidino.

Inoltre, un'ulteriore, imperdibile offerta: a soli €5.00 la prima nazionale dello spettacolo di apertura della rassegna (e € 10.00 per le altre tre serate):

 

AMAMI O CADO
con Romina Mondello

di Giovanna Mori
regia Giovanna Mori

 

Potrete usufruire della promozione prenotando allo 02.36592544 oppure contattando via mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

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MEROVINGI, I TRADITORI e DAN CAVALCA nella compilation di Rock Targato Italia 23

Ecco dall'Emilia Romagna, la patria della musica italiana - dal Rock al Folk alla canzone d'autore, li c'è veramente il massimo che si possa volere - tre artisti che sono sulla compilation di Rock Targato Italia 23.

I Traditori, Merovingi e Dan Cavalca

 

PRESENTAZIONE ARTISTI COMPILATION ROCK TARGATO ITALIA 23 Giorno per giorno vi parleremo, anzi saranno loro a raccontarsi, dei protagonisti della compilation rock Targato Italia 23, pubblicata in questi giorni 

 

19 tracce originali, (pop rock musica elettronica, folk, crossover) proposte da artisti emergenti di qualità. Ascoltare i loro brani sulle varie piattaforme, è stato una bella emozione, e tutti meritano di essere conosciuti maggiormente.

 

il nostro compito è di sostenerli, promuoverli, farli sentire protagonisti con molta semplicità di un movimento innovativo fuori dallo stagnante sistema quotidiano che domina la scena nostrana.

 

Questi artisti, nel loro piccolo sono giganti, hanno coraggio, girano per l’Italia, suonano in condizioni estreme a volte nei pub e feste di piazza, sono ancora in strada a raccontare cose importanti e cantare canzoni uniche.

 

Da ascoltare con attenzione sulla compilation Rock targato Italia 23. Le sorprese non mancano. Le novità pure.

 

La copertina della compilation è infatti opera del pittore umbro Desiderio, che ha saputo interpretare nel modo migliore la filosofia della rassegna. Per l’occasione, Desiderio ha pensato una cover per la compilation Rock Targato Italia 23, il cui simbolo principale è una colomba.

 

“Susanna” una colomba cyber, fortemente contemporanea, dall’anima profondamente rock”, spiega l’artista, “ma che mantiene il suo carattere di animale-simbolo della pace e dell’amore, due elementi da sempre associati alla musica rock”; che per la copertina di Rock Targato Italia si riveste di un’estetica “metallara” rafforzando quel messaggio, proprio per ribadire che è un “simbolo” forte e resistente nel tempo

 

I TRADITORI

I Traditori debuttano nel dicembre 2013 a San Piero in Bagno, dall'incontro di Matteo Cavallini e Leonardo Forcelli (entrambi Visioni di Cody) con Federico Valgiusti e Francesco Ricci. La loro immagine un po’ sommessa e autoironica e le loro melodie trascinanti che contaminano il pop più scanzonato con rock e il sintetizzatore a fare da traino, li rendono dei potenziali beniamini del popolo indie. I loro ritornelli killer propri dei migliori tormentoni raccontano con ironia un mondo popolato da nerd di provincia ed eterni precari. La band romagnola, che nel marzo 2015 ha pubblicato il primo EP “Novità”, ha le carte in regola per ambire a un posto nell’universo musicale dominato da artisti come I Cani, Lo Stato Sociale o Dente.

Parquet

Il singolo “Parquet” esprime il disagio sociale dei nostri giorni e di una vita costruita sull’apparire diversamente da come si è in realtà: una vita che, alla fine, non ci appartiene e per cui I Traditori cantano la loro opposizione.

Cosa intendete raccontare con il vostro brano, qual è la chiave di lettura?

Il brano si intitola “Parquet” e racconta il disagio sociale della nostra generazione, ragazzi costretti a prendere Finasteride per combattere la caduta dei capelli, fumarsi addosso un pacchetto di sigarette da solo, senza raggiungere alcun risultato.

 

Musicalmente, lo stile del brano come è nato?

 

Quando si compone un brano lo stile viene da sé, noi principalmente iniziamo da una melodia per poi lavorarci tutti insieme. In questo caso è nato tutto dal giro di accordi del piano, costruendoci sopra melodie e arrangiamenti.

 

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

 

Il nome non lo abbiamo scelto noi, ci è stato dato. Il batterista Leonardo Forcelli e il chitarrista Matteo Cavallini hanno già una band, le “Visioni di Cody”. I restanti membri della band “Visioni di Cody” tacciano, simpaticamente, di tradimento Leonardo e Matteo, da qui nasce il nome “I Traditori”.

 

Sul Web: http://itraditori.bandcamp.com

 

Su Facebook: https://www.facebook.com/itraditoriband/

 

 

MEROVINGI

“SUTRA”, il singolo dei MEROVINGI, incluso nella compilation di Rock Targato Italia

Musicisti emiliani dalla forte personalità, i Merovingi sono autori di canzoni dall'atmosfera intima e crepuscolare in cui musica d'autore e rock alternativo si intrecciano sapientemente. I loro testi sono carichi di uno spessore poetico non indifferente e si rifanno ad un immaginario fortemente spirituale e per nulla scontato, con citazioni di rilievo e richiami alle religioni orientali o alla mitologia egizia. Discepoli ideali del maestro Giovanni Lindo Ferretti, si dimostrano una bella scoperta che richiede e merita un ascolto estremamente attento.

SUTRA: cosa intendete raccontare con il vostro brano e qual è la chiave di lettura?

Sutra, che in sanscrito significa “filo”, è un ritorno alle culture e religioni orientali.

La parola indicava infatti un breve scritto o un aforisma utilizzato per tramandare insegnamenti filosofico-spirituali. Il ritornello recita il Mantra del Buddha della Medicina ed è cantato in lingua tibetana. Sutra è dunque un augurio, una dichiarazione di intenti e anche in un certo qual modo una canzone d’amore. 

 

 

“Life time lapse”, il singolo di Dan Cavalca, incluso nella compilation di Rock Targato Italia 23

 

Dan Cavalca
Daniele (in arte Dan) Cavalca, emiliano di nascita, si divide oggi tra Italia e Stati Uniti. Con esperienze rock e pop, i pilastri della sua formazione musicale sono prevalentemente il jazz e la musica classica. Si forma presso il Conservatorio di Parma, l’Accademia Internazionale Della Musica di Milano e la Berklee College fo Music di Boston.

 

Ha collaborato con artisti quali Robin Eubanks e Greg Hopkins e ha condiviso il palco con Annie Lennox e Carole King, durante il Berklee Commencement Concert.
Ha inoltre suonato in una tournée di quattro mesi negli Stati Uniti.

 

Dan Cavalca rappresenta la sintesi maturata del percorso musicale dell’artista che, preso dalla voglia di indipendenza e autonomia, decide di diventare un vero e proprio polistrumentista. La sua passione musicale lo porta a sperimentare inoltre nuovi generi e ad avvicinarsi al mondo della musica elettronica. Le sue più recenti creazioni sono raccolte nell’album “Cinematic”, interamente realizzato e prodotto dall’artista.

 

"Life Time Lapse": titolo del brano e cosa intendi raccontare con questo brano, qual è la chiave di lettura? 

 

Nella musica mi ha sempre affascinato il legame tra suono e immagine. Ogni mio lavoro musicale si ispira a un’immagine o un video immaginario, come se la musica fosse la colonna sonora di un film astratto. "Life Time Lapse" è un gioco di parole tra Life Time (tempo di una vita) e Time Lapse (tecnica video nel quale il tempo sembra scorrere molto più veloce della realtà). Questo brano vuole rappresentare perciò un Time Lapse immaginario di una vita intera.

 

Musicalmente, lo stile del brano come è nato?

 

Nel processo creativo non c'è mai una regola precisa anche se solitamente parto sempre dalla parte melodica, che trovo spesso seduto al pianoforte. Questo brano è nato però già a contatto con i suoni elettronici. Seduto su una tastiera sintetizzatore mi è uscita in maniera molto naturale una progressione armonica, quella che si sente all'inizio del brano, appena dopo la cassa campionata. Da lì la melodia del basso elettrico si è appoggiata molto delicatamente sulla progressione precedente come fosse un cuscino. In seguito si è poi sviluppato tutto il resto.

 

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Desiderio, una cyber-colomba per la cover di Rock Targato Italia

Rock e arte contemporanea hanno una lunga storia di incroci e di collaborazioni: basti pensare alla storica copertina dei Velvet Underground con la banana disegnata da Andy Warhol nel 1967. Ma non c’è solo Warhol: dagli anni Sessanta a oggi, hanno “prestato” la loro creatività per copertine di dischi di gruppi rock artisti come Mati Klarwein (per la mitica copertina dell’lp Abraxas, dei Santana, del 1970), Robert Mapplethorpe (per il disco Horses di Patti Smith, nel 1975), Robert Rauschenberg (per l’lp Speaking in Tongues dei Talking Heads, nel 1983), Damien Hirst (per I’m With You dei Red Hot Chili Peppers, nel 2011), Jeff Koons (per il disco di Lady Gaga Artpop, del 2013). Ma nel gruppo degli artisti che a vario titolo hanno realizzato almeno una copertina d’autore sono da citare anche Jean Michel Basquiat, Roy Lichtenstein, Banksy, Salvador Dalì, Julian Opie, Julian Schnabel, Mark Ryden, Gerhard Richter, Damien Hirst.

Anche restando in Italia, non sono pochi i gruppi musicali che hanno scelto la grafica e la creatività di un artista per realizzare la copertina dei loro dischi. Basti pensare alla celebre copertina che Mario Schifano realizzò per il suo gruppo di musica sperimentale “Le stelle di Mario Schifano”, nel 1967, o a copertine realizzate da celebri autori di fumetti, come Andrea Pazienza (per Roberto Vecchioni, Pfm e altri), Milo Manara (per Lucio Dalla), Tanino Liberatore (per Frank Zappa). Solo di recente, tra gli artisti italiani che hanno prestato la loro creatività per le copertine di dischi sono da annoverare Domenico Dell’Osso (per Museica di Caparezza, nel 2014), Adalberto Abbate (per Lili Marleen dei Baustelle), Fulvio di Piazza (per i palermitani Omosumo) e Nicola Vinci (per Andrea Chimenti).

Così, non è un caso che anche uno dei concorsi più importanti del rock italiano,Rock Targato Italia, da anni si affidi proprio a un artista contemporaneo per realizzare la cover della sua compilation annuale. Tra gli altri, negli scorsi anni vi si sono cimentati Dany Vescovi, Davide Nido, Federico Guida, Felipe Cardeña, Stefano Abbiati. Quest’anno invece la scelta è andata sull’artista umbro Desiderio Sanzi (selezionato proprio in collaborazione concItalian Factory Magazine), che ha scelto di realizzare una colomba dalle connotazioni cyber.

Pittore già molto noto nel panorama nazionale oltre che deejay e filmaker di successo (ha realizzato una decina di pellicole, molte delle quali girate a Cuba, quasi una sorta di sua seconda patria, dove è stato molte volte viaggiando in lungo e in largo, partecipando anche a manifestazioni importanti come il Festival dei cinema latino-americano e la Biennale de L’Avana), Desiderio con la musica ha sempre intrattenuto un rapporto particolare.

“La musica mi ha sempre accompagnato nel mio viaggio artistico, anche quando dipingo utilizzo la musica, così come la utilizzo costantemente nelle colonne sonore dei miei film”, dice l’artista, che di recente ha anche messo in piedi un portale, coocuyo.com, dedicato alla musica elettronica cubana, il primo nel campo. “Quest’anno”, dice ancora l’artista, “il tema della compilation era la pace, così per realizzare la cover ho cercato di unire i toni duri del rock con un simbolo universale come la colomba. Volevo realizzare qualcosa che fosse di grande impatto visivo, e che rappresentasse al contempo un simbolo di purezza ma anche di forza, di resistenza”. Ecco, allora, l’invenzione della “cyber-colomba” che è poi stata scelta come simbolo della compilation. Una colomba pacifica, ma dall’anima rock e dall’estetica… vagamente metallara.

  Articolo tratto da Italian Factory Magazine

 

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Alla Sala Fontana di Milano

Miseria&Nobiltà - Teatro Sala Fontana

Miseria e Nobiltà è prima di tutto un testo farsesco scritto da Eduardo Scarpetta sul finire dell’800. Ma in realtà nel tempo e nel suo stratificato percorso storico, con le facce e le maschere dei grandi interpreti del passato, è diventato molto di più fino ad approdare al territorio della memoria istintiva e ancestrale ; senza perdere il senso originario e mantenendo intatta la sua radice teatrale, la rappresentazione della vita segue le forme del tempo presente con tutte le dinamiche che la società ingloba e restituisce ogni giorno.
La storia di un povero squattrinato, Felice Sciosciammocca, che costretto a vivere di espedienti per rimediare a fatica un tozzo di pane, dà vita a una fitta tessitura di trovate dialogiche e di situazioni che rappresentano la summa dell’arte attoriale italiana e di quanto di meglio la storia del teatro (in particolare quella napoletana) abbia prodotto nel tenere il pubblico inchiodato alla sedia. Questo testo rappresenta la festa del teatro, quanto di più “Felice” un pubblico possa incontrare. Dalle platee Miseria & Nobiltà è poi migrato nel cinema, grazie al film di Mattoli, e nella tv creando veri e propri simboli e immagini vivide nelle memoria collettiva. Totò (lo Sciosciammocca più celebre) che mette in tasca gli spaghetti è divenuto una sorta di tatuaggio, materia di imitazione in gruppi di persone davanti al bar nella vita di tutti giorni. Miseria & Nobiltà è un Mito, è un collante sociale la cui storia oggi è evocata da alcuni passaggi che tutti in Italia ricordano e sarebbero in grado di citare. “Vingenz m’è padre a me”, “lettera a lu compare nepote”, il momento degli spaghetti, Totò che fa il principe in casa di Semmolone, sono le battute di un ritornello che la platea teatrale ripeterebbe all’unisono con la scena, come succede ad un concerto di musica pop. Miseria & Nobiltà ritorna a quel testo del 1888 solo riscoprendosi rito nell’oggi con una straordinaria squadra di attori che s’impossessano della scena. Dice Sciosciammocca nell’ultimissima battura della storia “Torno nella miseria, però non mi lamento: mi basta di sapere che il pubblico è contento.” Miseria & Nobiltà del mestiere del vivere recitando.

NOTE DI REGIA
C’è tutta una grande strada, molto bella con cui noi attori cerchiamo in prova e in replica di sistemarci addosso le parole e le azioni, e contemporaneamente ce n’è un’altra attraverso la quale le storie le raccontiamo riconducendole totalmente a noi stessi o anche generandole a partire proprio da noi. Ogni possibilità sottende comunque il fatto che la nostra umanità sia la vera protagonista della scena, che ci siano o no maschere, testi, le emozioni o le interpretazioni, in presenza o meno di struttura, il dramma anche nel suo rifiuto finisce per farsi sentire, in forme imprevedibili si spera. Beh, per fare tutto ciò resta il fatto che in scena bisogna starci ed è praticamente sicuro che il tutto bisognerà ripeterlo per qualche altra recita, mi auguro: bisogna recitare, da qui non si scappa, se sei a teatro. In alternativa la vita nella verità è più forte e schiaccia la presunzione.
La farsa Miseria e Nobiltà è uno degli spartiti teatrali più affascinanti che un attore possa incontrare. È un fatto già conosciuto. Il dramma di questo testo sta nel suo percorso storico con le facce, le maschere, dei grandi interpreti del passato. Alcuni passaggi del testo sono un collante sociale: Mito. Tutto questo per me è Miseria e Nobiltà. È un dramma che sta contemporaneamente dentro e fuori la scena, un po’ come stare dentro e fuori dal personaggio, o da se stessi: è miseria e nobiltà del mestiere del vivere recitando. (Michele Sinisi)

 

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