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Articoli filtrati per data: Novembre 2017

TU ES LIBRE, al Teatro ì, dal 15 novembre all’11 dicembre 2017

 

Teatro i

dal 15 novembre all’11 dicembre 2017

TU ES LIBRE
di Francesca Garolla
regia di Renzo Martinelli
con Liliana Benini, Maria Caggianelli, Francesca Garolla, Viola Graziosi, Alberto Malanchino, Alberto Onofrietti
testo realizzato in residenza a la Chartreuse-CNES, all’interno del Programme Odyssée – ACCR – avec le soutien du Ministère de la Culture et de la Communication

iniziativa realizzata con il sostegno del progetto DE.MO. – Movin’Up – seconda sessione  2015 e del Premio Speciale DE.MO. – Movin’Up promossi dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali; di GAI  – Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani; Fabulamundi Playwriting Europe – Beyond Borders?

pubblicato da Cue Press

produzione Teatro i

con il sostegno di NEXT - Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo - ed. 2017/18

 

testo finalista Premio Riccione per il Teatro 2017

Tu es libre, il testo che Fancesca Garolla ha scritto durante la sua residenza presso la Chartreuse di Avignone, debutta a Teatro i, con la regia di Renzo Martinelli, il 15 novembre, dopo una prima lettura, avvenuta proprio ad Avignone durante le giornate degli autori del Festival. Lo spettacolo è inserito nel progetto internazionale Fabulamundi Playwriting Europe.

Il testo è una sconcertante riflessione sulla libertà di scelta, sulla possibilità di scegliere qualcosa che sia anche molto distante dalla nostra etica o dalla nostra morale. Protagonista è Haner, una giovane donna francese, che decide di partire per la Siria e aderire a un sistema socio-culturale totalmente diverso da quello a cui apparteniamo.

Haner non ha origini mediorientali, non è un’immigrata, non è un’emarginata, non è stata manipolata e non è pazza. Haner è una giovane donna francese che può fare, ed essere, tutto ciò che vuole. Haner è libera di scegliere, semplicemente mette in atto la propria libertà.

Una libertà che si mostra in tutta la sua violenza. Una libertà feroce, che non si fa controllare, definire o interpretare, che va oltre il valore della morte e della vita, oltre la comprensione e al di là di qualsiasi previsione.

In sette giorni, la madre, il padre, un innamorato e un’amica di Haner tentano di dare un senso alla sua storia e attraverso le loro parole la stessa autrice, in scena, cerca una possibile definizione all’improbabile, oscena, incredibile libertà di Haner.

Lo spettacolo ha due riferimenti fondamentali, uno legato alla contemporaneità e l’altro alla classicità. Il riferimento al contemporaneo prende spunto dal cambiamento epocale - individuale, sociale, politico, economico e di pensiero - che il movimento islamico sta portando nel contesto occidentale, cambiamento che si attua sia in maniera diretta ed evidente sia soprattutto attraverso figure "secondarie", personaggi in qualche modo insospettabili, che non ricoprono ruoli di potere né sono significativi a livello mediatico, persone qualunque che, in nome di un ideale, sacrificano se stesse e la loro vita diventando protagonisti della Storia. Il riferimento classico è invece nell’Iliade di Omero e, in particolare, nella figura di Andromaca, che ispira il nome della protagonista. Il nome Andromaca deriva dai due termini greci ἀνήρ (uomo, combattente) e μάχη (battaglia), un nome del tutto maschile per una figura in apparenza così femminile, ed è proprio questa la sua caratteristica: Andromaca nasconde, nel suo apparente ruolo secondario, l’essenza dell’eroe tragico, la sua forza e la sua straordinaria violenza.

Andromaca, apparentemente, non ha una funzione determinante nello svolgersi degli eventi, eppure è figura necessaria alla guerra, parte nascosta ma essenziale della storia. Andromaca combatte una battaglia silenziosa ed è motore dell’azione drammatica: principio intoccabile, nodo bruciante di tensione e forza che accudisce e al contempo sprona alla guerra.

Molte sono le giovani donne occidentali che si sono unite ai fondamentalisti islamici, giovani donne che combattono una guerra che diventa la loro vita.

Si parla di diverse decine di donne che sono andate a vivere nel Califfato islamico. Si tratta di un fenomeno di cui si è cominciato a parlare dopo che alcune donne occidentali sono state arrestate per reati legati alle attività terroristiche dell’IS e, ancora di più, dopo i fatti del 7 gennaio 2015 a Parigi, con la comparsa alle cronache di Hayat Boumeddiene compagna di Amedy Coulibaly.

La maggior parte delle donne che si sono unite all’IS provengono da Francia e Regno Unito, ma anche da Austria, Belgio e Spagna. Non si può definirne con precisione il numero. La maggior parte di loro ha tra i 18 e i 25 anni.

Nella maggioranza dei casi le giovani donne che cercano il jihad non provengono da famiglie particolarmente religiose: sono semplicemente buone studentesse, che vogliono andare in Siria per sposare un musulmano devoto o fornire aiuto. Giovani donne, andromache contemporanee, che cercano la vita nella morte e spesso nella morte trovano la loro nuova vita.

Lo spettacolo sarà in scena il 19 e 20 gennaio 2018 a Firenze, Cantieri Florida.

 

INCONTRO
Il testo Tu es libre, pubblicato dalla casa editrice Cue Press, sarà presentato all’interno della programmazione di Book City 2017.
18 novembre – ore 11.00 – presso il chiostro Nina Vinchi del Piccolo Teatro, via Rovello 2, Milano

Quanta e quale libertà sappiamo tollerare? L'Occidente mette alla prova i suoi confini
Incontro con Francesca Garolla, Renzo Martinelli, Claudia Di Giacomo (fondatrice di PAV, capofila del progetto europeo Fabulamundi nel quale è inserito il testo).

 

PER INFO E BIGLIETTERIA
TEATRO i
via Gaudenzio Ferrari 11, Milano
biglietti - intero: 18 euro / convenzionati: 12 euro / under 26: 11,50 euro / over 60: 9 euro
giovedì vieni a teatro in bicicletta: 7 euro
Lo spettacolo è inserito nell’abbonamento Invito a Teatro
ORARI: mer/sab 19.30 -  gio/ven/lun 21.00 - dom 17.00 - mar riposo
info e prenotazioni: tel. 02/8323156 – 366/3700770 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.teatroi.org
biglietti disponibili su www.vivaticket.it

 

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TU ES LIBRE, al Teatro ì, dal 15 novembre all’11 dicembre 2017

 

Teatro i

dal 15 novembre all’11 dicembre 2017

TU ES LIBRE
di Francesca Garolla
regia di Renzo Martinelli
con Liliana Benini, Maria Caggianelli, Francesca Garolla, Viola Graziosi, Alberto Malanchino, Alberto Onofrietti
testo realizzato in residenza a la Chartreuse-CNES, all’interno del Programme Odyssée – ACCR – avec le soutien du Ministère de la Culture et de la Communication

iniziativa realizzata con il sostegno del progetto DE.MO. – Movin’Up – seconda sessione  2015 e del Premio Speciale DE.MO. – Movin’Up promossi dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali; di GAI  – Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani; Fabulamundi Playwriting Europe – Beyond Borders?

pubblicato da Cue Press

produzione Teatro i

con il sostegno di NEXT - Laboratorio delle idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo lombardo - ed. 2017/18

 

testo finalista Premio Riccione per il Teatro 2017

Tu es libre, il testo che Fancesca Garolla ha scritto durante la sua residenza presso la Chartreuse di Avignone, debutta a Teatro i, con la regia di Renzo Martinelli, il 15 novembre, dopo una prima lettura, avvenuta proprio ad Avignone durante le giornate degli autori del Festival. Lo spettacolo è inserito nel progetto internazionale Fabulamundi Playwriting Europe.

Il testo è una sconcertante riflessione sulla libertà di scelta, sulla possibilità di scegliere qualcosa che sia anche molto distante dalla nostra etica o dalla nostra morale. Protagonista è Haner, una giovane donna francese, che decide di partire per la Siria e aderire a un sistema socio-culturale totalmente diverso da quello a cui apparteniamo.

Haner non ha origini mediorientali, non è un’immigrata, non è un’emarginata, non è stata manipolata e non è pazza. Haner è una giovane donna francese che può fare, ed essere, tutto ciò che vuole. Haner è libera di scegliere, semplicemente mette in atto la propria libertà.

Una libertà che si mostra in tutta la sua violenza. Una libertà feroce, che non si fa controllare, definire o interpretare, che va oltre il valore della morte e della vita, oltre la comprensione e al di là di qualsiasi previsione.

In sette giorni, la madre, il padre, un innamorato e un’amica di Haner tentano di dare un senso alla sua storia e attraverso le loro parole la stessa autrice, in scena, cerca una possibile definizione all’improbabile, oscena, incredibile libertà di Haner.

Lo spettacolo ha due riferimenti fondamentali, uno legato alla contemporaneità e l’altro alla classicità. Il riferimento al contemporaneo prende spunto dal cambiamento epocale - individuale, sociale, politico, economico e di pensiero - che il movimento islamico sta portando nel contesto occidentale, cambiamento che si attua sia in maniera diretta ed evidente sia soprattutto attraverso figure "secondarie", personaggi in qualche modo insospettabili, che non ricoprono ruoli di potere né sono significativi a livello mediatico, persone qualunque che, in nome di un ideale, sacrificano se stesse e la loro vita diventando protagonisti della Storia. Il riferimento classico è invece nell’Iliade di Omero e, in particolare, nella figura di Andromaca, che ispira il nome della protagonista. Il nome Andromaca deriva dai due termini greci ἀνήρ (uomo, combattente) e μάχη (battaglia), un nome del tutto maschile per una figura in apparenza così femminile, ed è proprio questa la sua caratteristica: Andromaca nasconde, nel suo apparente ruolo secondario, l’essenza dell’eroe tragico, la sua forza e la sua straordinaria violenza.

Andromaca, apparentemente, non ha una funzione determinante nello svolgersi degli eventi, eppure è figura necessaria alla guerra, parte nascosta ma essenziale della storia. Andromaca combatte una battaglia silenziosa ed è motore dell’azione drammatica: principio intoccabile, nodo bruciante di tensione e forza che accudisce e al contempo sprona alla guerra.

Molte sono le giovani donne occidentali che si sono unite ai fondamentalisti islamici, giovani donne che combattono una guerra che diventa la loro vita.

Si parla di diverse decine di donne che sono andate a vivere nel Califfato islamico. Si tratta di un fenomeno di cui si è cominciato a parlare dopo che alcune donne occidentali sono state arrestate per reati legati alle attività terroristiche dell’IS e, ancora di più, dopo i fatti del 7 gennaio 2015 a Parigi, con la comparsa alle cronache di Hayat Boumeddiene compagna di Amedy Coulibaly.

La maggior parte delle donne che si sono unite all’IS provengono da Francia e Regno Unito, ma anche da Austria, Belgio e Spagna. Non si può definirne con precisione il numero. La maggior parte di loro ha tra i 18 e i 25 anni.

Nella maggioranza dei casi le giovani donne che cercano il jihad non provengono da famiglie particolarmente religiose: sono semplicemente buone studentesse, che vogliono andare in Siria per sposare un musulmano devoto o fornire aiuto. Giovani donne, andromache contemporanee, che cercano la vita nella morte e spesso nella morte trovano la loro nuova vita.

Lo spettacolo sarà in scena il 19 e 20 gennaio 2018 a Firenze, Cantieri Florida.

 

INCONTRO
Il testo Tu es libre, pubblicato dalla casa editrice Cue Press, sarà presentato all’interno della programmazione di Book City 2017.
18 novembre – ore 11.00 – presso il chiostro Nina Vinchi del Piccolo Teatro, via Rovello 2, Milano

Quanta e quale libertà sappiamo tollerare? L'Occidente mette alla prova i suoi confini
Incontro con Francesca Garolla, Renzo Martinelli, Claudia Di Giacomo (fondatrice di PAV, capofila del progetto europeo Fabulamundi nel quale è inserito il testo).

 

PER INFO E BIGLIETTERIA
TEATRO i
via Gaudenzio Ferrari 11, Milano
biglietti - intero: 18 euro / convenzionati: 12 euro / under 26: 11,50 euro / over 60: 9 euro
giovedì vieni a teatro in bicicletta: 7 euro
Lo spettacolo è inserito nell’abbonamento Invito a Teatro
ORARI: mer/sab 19.30 -  gio/ven/lun 21.00 - dom 17.00 - mar riposo
info e prenotazioni: tel. 02/8323156 – 366/3700770 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.teatroi.org
biglietti disponibili su www.vivaticket.it

 

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FLAT BIT: “Tutti I Giorni Sorridente” Dal 7 novembre online il nuovo singolo e video

Disponibile dal 7 novembre “Tutti I Giorni Sorridente” terzo singolo estratto dal secondo EP “Imperfette Condizioni” dei marchigiani FLAT BIT, vincitori di Rock Targato Italia nel 201. L'Ep è distribuito e promosso da Alka record label.

Quando saremo grandi, i momenti che ricorderemo con più facilità saranno quelli dove eravamo sorridenti; è vero, talvolta il versante più materialista della vita ci attira come api al miele, e ci fa illudere che la gratificazione dell’uomo sia fatta di case al mare, belle macchine, fama e successo. Prendi un po’ di amici, una GoPro e tira dritto verso il mare, alza lo stereo, canta a squarciagola, in fondo cosa ti serve più dell’estate? Come tutte le cose belle, anche l’estate finisce presto, ma viaggiare ci cambia sempre un po’ e ci insegna qualcosa. Sbiadisce il giallo del sole e l’azzurro cristallino del mare, arriva l’autunno e si parte per l’ennesimo viaggio. Quello dei Flat Bit non è il classico video dell’estate, ma il video di una estate, che scaturisce in un senso di libertà e leggerezza, e contribuisce a farti essere Tutti i giorni sorridente.

Il progetto Flat Bit nasce nel 2010. Dopo alcuni anni di concerti tra Marche, Emilia Romagna e Toscana, nel 2014 esce “Scala di Grigi”, il primo lavoro in studio (autoprodotto), grazie al quale la band si esibisce in più di cinquanta concerti, tra cui diverse aperture ad artisti di rilievo del panorama indipendente italiano, tra cui Levante, Kutso, Management del Dolore Post Operatorio e molti altri. Il primo Aprile del 2016 esce “Imperfette Condizioni”, per l'etichetta Ferrarese Alka Record Label, accolto con larghi consensi dagli addetti ai lavori e dal pubblico, totalizzando in poche settimane 65.000 visualizzazioni su Facebook con il video del singolo “2000 Mode”. Nello stesso anno vengono proclamati Best Arezzo Wave band Marche, e scelti per rappresentare Arezzo Wave all'Exit Festival, a Novi Sad in Serbia, uno degli eventi musicali più grandi e importanti d'Europa con in programma artisti internazionali come Bastille, Prodigy e The Vaccines. Il 2016 è un anno ricco di soddisfazioni per la band marchigiana: Best Band per le selezioni di Emergenza Festival, vincitori di Geometrie Sonore festival, la vittoria di Rock Targato Italia e finalisti di Deejay On Stage (Radio Deejay) esibendosi a Riccione assieme a Calcutta, Tiromancino e Francesca Michielin. Premiati al Super Circus del MEI a Faenza, dopo poco si esibiscono al Roxy Bar di Red Ronnie.

Attualmente i Flat Bit sono al lavoro per la realizzazione del loro terzo disco, che uscirà nel 2018 per Alka Record Label.

Nel web

www.facebook.com/flat.bit

Alka Record Label: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.alkarecordlabel.com

 

 

 

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Sabato 4 novembre Angelo Gaccione presenta: Cassola e il disarmo. La letteratura non basta. Lettere a Gaccione 1977-1974

Sabato 4 novembre - ore 16.30

Sede Pro Loco Pero e Cerchiate

Via Sempione 18 - Pero - Sala del Caminetto

 

A 100 ANNI DA CAPORETTO, A 99 DA VITTORIO VENETO

Angelo Gaccione presenta Cassola e il disarmo. La letteratura non basta. Lettere a Gaccione 1977-1974

Ed. TralerigheLibri 2017, a cura di Federico Migliorati e Angelo Gaccione

Il volume continene 82 lettere, 16 preziosi documenti inediti e alcune foto

 

Angelo Gaccione è stato l'intellettuale più vicino a Cassola nella sua campagna pacifista. Di sicuro è stato il solo, dopo la morte dello scrittore, a tenerne desta nei suoi scritti l'idea del disarmo unilaterale.

A Cassola toccò la stessa sorte vissuta negli anni precedenti da Pasolini, fatta di avversione, ostilità, isolamento.

Con rare eccezioni, questo fu l'atteggiamento dell'ambiente intellettuale al quale era sempre appartenuto, e da cui si aspettava un convinto appoggio al suo impegno per il disarmo.

Disarmo caparbiamente ribadito con scritti e conversazioni, fino a quando ne avrà le forze, dalla fine degli anni Settanta del secolo scorso a oltre la metà degli anni Ottanta; disarmo colto nella sua drammatica urgenza non più dilazionabile, e che lo porterà anche a fondare una lega disarmista. Un'urgenza chele lettere a Gaccione registrano in tutta la loro lucida e spietata consapevolezza.

 

Al termine vin brulè e castagnaccio.

 

 

 

 

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ROCK TARGATO ITALIA
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