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Articoli filtrati per data: Aprile 2017

Selezioni area Veneto e Friuli per Rock Targato Italia: intervista ai "Rèver"

Loro sono i ‘Rèver', si esibiranno il 30 aprile presso il Greenwich Risto Pub & Live Music di Curtarolo (Padova) per le selezioni area Veneto e Friuli di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così:

Come vi siete avvicinati alla musica?

In media abbiamo diciotto anni, ovviamente ciascuno ha la propria storia, ma abbiamo tutti iniziato a far musica circa dieci anni fa. Fra di noi c'è chi è cresciuto con la musica classica, chi con il jazz, e altri che hanno conosciuto la musica suonando quello che sentivano alla radio. Nel gruppo abbiamo preso quelli che secondo noi sono gli aspetti positivi di tutti questi approcci diversi, creando un qualcosa di nostro. Scrivere canzoni nostre ci ha permesso di comunicare cose nuove, con una profondità che prima non conoscevamo. Questo ci ha fatto avvicinare alla musica, ancor più di quanto lo fossimo prima, e ha rafforzato il legame che c'è fra noi. 

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

I Rêver sono formati da cinque elementi. Francesco Cenci (chitara ritmica) e Matej Sancin (batteria) si conoscevano fin​ da piccoli, e hanno sempre suonato assieme in diversi complessi. Ad una festa hanno conosciuto Massimo Bertocchi (basso), si sono chiusi in una stanza e hanno iniziato a suonare. Mancava la voce per poter suonare decentemente assieme, e Massimo ha consigliato una ragazza che aveva sentito cantare su Facebook: Margherita Fonda. I quattro hanno subito iniziato a fare musica, ma mancava ancora qualcosa che potesse rendere il tutto più completo. A settembre 2015 si è unito Gabriele de Leporini (chitarra solista).

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

Definire la nostra musica sta a chi ci vuole ascoltare, dato che la creiamo anche per esprimere qualcosa (oltre che per nostro divertimento). Vogliamo trasmettere potenza ed energia, ma in contemporanea avere suoni puliti e moderni, vogliamo catturare l'orecchio dei giovani, senza però cadere nel banale, come tende a succedere sempre più spesso oggi. I nostri punti di riferimento sono vari, e vanno da Springsteen ai Bring me the Horizon, ai Mumford and Sons ai Kings of Leon; lo stile potrebbe essere definito come una via di mezzo fra gli ultimi due.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

''Rêver'' significa ''sognare'' in francese. Semplicemente è quello che ci piace fare tramite la musica.

Cosa ne pensate dei talent show?

Sono una realtà della musica odierna, per lo meno in Italia, che ci piaccia o no. Evitarli non ha senso, dipenderci ancor di meno. Ci sono tanti giri sporchi all'interno dei grandi talent, ed è molto facile prendersi gioco dei sogni altrui. Tuttavia non è il caso di generalizzare: ce ne sono di musicisti bravi, e c'è gente appassionata di musica, che vuole promuoverne di nuova.

Quali sono i locali nel veneto o in italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

In Veneto c'è il Revolver club che ci interessa, e a volte all’ Alacover fanno degli eventi nei quali lasciano spazio per diverse band. Ovviamente c'è anche il New Age club, dove sarebbe stupendo fare da opening band. 

Ce ne sono poi tanti che ci piacciono, soprattutto a Roma e Milano, come il Lanificio159,il Satellite music club, Orion, il Rock town, ecc... Alcuni accessibili, altri ovviamente di meno. Noi siamo di Trieste, dove purtroppo c'è poco interesse per la musica emergente, ma stiamo organizzando una serata al Tetris, che apprezziamo tanto.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Sì. Per ora sempre abbastanza positivo. Dipendendo dalle occasioni il pubblico può essere più o meno partecipe. Suonare su Sofar ci ha aperto gli occhi alla bellezza di essere molto intimi con il pubblico, sicuramente vorremmo ripetere l'esperienza!

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Dimostrare un po di appoggio in più ai musicisti emergenti, e dare una mano economicamente maggiore nelle serate, potrebbe cambiare molto le cose. Ce ne sono tanti di musicisti bravi, ma lasciar stare perché si perde la speranza è sempre più facile.

Quali sono i vostri progetti futuri? 

Stiamo finendo di registrare il nostro primo EP agli Angel's Wings Recording Studios (UD). I prossimi mesi saranno dedicati alla pubblicizzazione di esso.

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Selezioni area Veneto e Friuli per Rock Targato Italia: intervista alla band "Il Fine"

Loro sono la band “Il Fine”, si esibiranno il 23 aprile presso il Greenwich Risto Pub & Live Music di Curtarolo (Padova) per le selezioni area Veneto e Friuli di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così:

Come vi siete avvicinati alla musica?

Ognuno di noi ha la propria storia: c’è chi ha è stato influenzato positivamente dai propri genitori, estimatori di band leggendarie come Deep Purple e Led Zeppelin, chi ha per caso imbracciato uno strumento perché qualcuno gli ha dato l’idea, chi, affascinato dal sentire e vedere altri musicisti più o meno famosi, si è cimentato con uno strumento imparando a conoscerlo e a suonarlo. La cosa certa è che “non siamo stati noi ad avvicinarci alla musica, ma la musica si è avvicinata a noi”!

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Il Fine sono Francesco Nichele chitarra e voce, Omar Zambon chitarra, Enrico “Cippo” Cipolla basso e voce, Giuseppe “Beppe” Acacia batteria. Omar Francesco e Cippo si sono conosciuti in occasione di un altro progetto musicale, conclusosi dopo un breve periodo di vita. A quel punto ognuno ha preso la propria strada: Omar e Francesco hanno avviato un altro progetto musicale, e lo stesso hanno fatto Beppe e Cippo. Anche questi progetti, però, si sono conclusi. A tutti e quattro, però, era rimasta la voglia di continuare a produrre musica propria. Francesco e Omar erano alla ricerca di una sezione ritmica, Enrico e Beppe cercavano invece cantante e sezione melodica; un incontro fortuito tra Cippo e Francesco ha permesso di ritrovarsi una sera in una sala prove, dove tutti noi abbiamo sentito un feeling particolare mentre suonavamo assieme. E Adesso siamo qui!!  

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

Un “tentacolo” della musica indipendente italiana degli anni ’90: Afterhours, Marlene Kuntz, Ritmo Tribale, C.S.I., e tanti altri.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Innanzitutto noi volevamo un nome italiano. Poi Il Fine perché “il fine” rappresenta un obiettivo, anzi, l’obiettivo, comune a tutti e quattro, di riscattarsi da esperienze musicali passate, vissute, per varie vicissitudini, a metà.

Cosa ne pensate dei talent show?

Controproducenti! Valorizzano la mera tecnica esecutiva, per lo più dei cantanti, senza lasciar spazio ai messaggi che un artista dovrebbe poter esprimere. È una sorta di industria che approfitta delle capacità di una persona (tecniche e di immagine), mettendole a servizio di un progetto, legato per lo più ad un ritorno economico, che viene cambiata quando non ha più niente da offrire, lasciandola letteralmente in mezzo alla strada: praticamente un’industria di meteore.

Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

Principalmente ci piacerebbe suonare nei posti nati per fare musica dal vivo, siano essi locali o festival; a Treviso ci sono New Age, Home rock bar, Home festival, Festa d’estate di Vascon, Suoni di Marca, per citarne alcuni.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Non molti, visto che la band si è formata da poco. Il pubblico però ha apprezzato i nostri testi che trattano argomenti di attualità, supportati da arrangiamenti ben strutturati.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Di più cultura musicale! Bisognerebbe avere il coraggio di investire di più su band che propongono musiche inedite. Quando parliamo di investimento intendiamo investimento diffuso, che coinvolge stato, locali, radio e persone. Lo stato perché tutti sappiamo che follia sono i costi che deve sostenere un locale per dare spazio ai gruppi per suonare (vogliamo parlare di SIAE?). Locali perché tanti gestori hanno solo questa equazione in testa band = portano gente = maggiori introiti. Però magari il locale non è adatto a fare musica per gli spazi, la qualità dell’acustica o l’organizzazione delle serate. Pochissimi locali investono seriamente nelle serate live che propongono (palco, acustica, impianto voce, pubblicità). Le radio: oramai le musiche che si sentono alla radio si ripetono facendo ping pong tra una radio e l’altra. E sono sempre le stesse dei grandi artisti. Certo, ci sono anche stazioni che invece favoriscono e promuovono gruppi emergenti, ma il numero di ascoltatori è molto basso. La radio non è più uno strumento per conoscere qualcosa di nuovo, salvo alcuni casi, ma rappresenta la certezza di ascoltare le hit del momento. Poi le persone; una sana curiosità musicale. Aprire un po’ la mente verso nuovi orizzonti. Ci sono molte band con poco successo che fanno canzoni di gran lunga più belle di quelle dei big, bisogna però avere la curiosità e la voglia di cercarle ed ascoltarle.

Quali sono i vostri progetti futuri? 

Per prima cosa è fondamentale ampliare il nostro repertorio, per fortuna in questo periodo le idee e la voglia di suonare non mancano. Poi registrare un CD professionale, perché in questo modo possiamo ampliare la nostra visibilità facendo conoscere i nostri pezzi. Infine, riuscire a calcare palchi importanti.

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Selezioni area Veneto e Friuli per Rock Targato Italia: intervista ai "Blend"

Loro sono i ‘Blend', si esibiranno il 23 aprile presso il Greenwich Risto Pub & Live Music di Curtarolo (Padova) per le selezioni area Veneto e Friuli di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così:

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Il gruppo è composto da 5 elementi (ultimo innesto da alcuni mesi) composto da 4 componenti dal 2010.  La band nasce da un incontro amichevole tra il cantante ed il chitarrista nel 2001. Gli altri vari componenti si sono inseriti man mano nel corso negli anni dal 2010.

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

Lo stile del gruppo lo definiremo come ''BLEND'' una miscela di stili, vista anche la diversa provenienza di cultura musicale dei vari componenti.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

E' stato scelto cercando una parola che fosse visibile il più possibile ma inerente alla musica. In effetti oltre a miscela (BLEND), in ambito musicale può essere tradotta come armonizzare/accordarsi

Cosa ne pensate dei talent show?

Potrebbero essere una buona opportunità ma sono rivolti ad un ''gruppo'' ristretto di eletti. Sono utili per le case discografiche in quanto la parte di pubblicità/visibilità della band viene gestita da altri.

Quali sono i locali in Veneto o in italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

Sicuramente ALCATRAZ a Milano. Nel nostro paese (Arsiero) non vi sono locali adatti per le band. Il più vicino potrebbe essere il TOTEM a Vicenza

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Cantante e chitarrista hanno esperienze Live dal 2001. Con la formazione attuale abbiamo effettuato poche Date (Emergenza Festival finale Regionale) ed altri live nei vari locali della nostra zona con buona risposta da parte del pubblico

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Ci sarebbe bisogno di più spazio per le band Emergenti anche a livello radio/ascolti. E maggiori eventi per dare visibilità

Quali sono i vostri progetti futuri?

Ultimare la registrazione del secondo Demo autoprodotto e portarlo in live

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Selezioni area Veneto e Friuli per Rock Targato Italia: intervista ai "La Via"

Loro sono i ‘La Via’, si esibiranno il 23 aprile presso il Greenwich Risto Pub & Live Music di Curtarolo (Padova) per le selezioni area Veneto e Friuli di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così:

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Siamo in quattro: le voci e le chitarre di Enrico e Giorgio che oltre ad essere amici di vecchia data sono i fondatori del gruppo e anche gli autori dei brani e Francesco e Giuseppe che sono rispettivamente basso e batteria subentrati di recente al posto degli storici Simone e Vinicio che purtroppo per problemi diversi non hanno più potuto continuare.

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

La nostra musica potrebbe essere definita come "rock intimo" che racchiude la dolcezza di armonie vocali con l'energia del rock, atmosfere profonde create dagli arrangiamenti di chitarre in contrasto con una ritmica d'impatto. 

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

"La Via" è il percorso musicale che abbiamo intrapreso insieme. Una strada che ci porta a scoprire noi stessi attraverso la musica. Un percorso che ad ogni fermata ci permette di conoscere nuovi artisti, modi diversi di intendere la musica, grandi emozioni raccolte in canzoni.

Cosa ne pensate dei talent show?

Riteniamo che siano degli spettacoli televisivi pensati per ottenere audience. 

Anche se all'apparenza può sembrare che possa essere l'unica strada per emergere noi crediamo fortemente che non sia così, per questo cerchiamo di conquistare i nostri successi sul campo.

Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro regione di origine?

In Toscana non abbiamo ancora avuto il piacere di suonare e speriamo di poterlo fare presto ed in generale ci piacerebbe suonare nei locali storici della musica come Le Scimmie a Milano, il Piper a Roma o, tornando dalle nostre parti, al Vapore di Mestre o al New Age di Treviso.

Possiamo dire che nel frattempo qualche soddisfazione siamo riusciti a togliercela calcando il palco centrale di Sanremo in piazza Colombo; il Roxy Bar a Bologna; il palco del Ferrock di Vicenza, L'Asino che Vola a Roma.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Il live è un'esperienza unica e per questo cerchiamo di farne il più possibile. In quest'ultimo anno siamo riusciti a farne molti e sembra proprio che la cosa piaccia.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Ci sarebbe bisogno di un po' di cultura musicale. La voglia e la pazienza di prestare attenzione a qualcosa di diverso dal solito, la curiosità di scoprire qualcosa di inedito.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Al momento vogliamo promuovere al meglio il nostro EP che presto uscirà nei digital store e nelle altre piattaforme digitali e continuare a fare più live possibili. Poi più avanti torneremo in studio perché abbiamo ancora molti pezzi che non hanno ancora visto la luce e vorremmo incidere.

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Selezioni area Veneto e Friuli per Rock Targato Italia: intervista ai "The Crystal Bricks"

Loro sono i ‘The Crystal Bricks’, si esibiranno il 23 aprile presso il Greenwich Risto Pub & Live Music di Padova per le selezioni area Veneto e Friuli di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così:

Come vi siete avvicinati alla musica?

Tutti noi ci siamo approcciati alla musica intorno all'adolescenza, chi un po' prima chi un po' dopo.Bisogna dire che, sempre di più, si trovano strumenti musicali entry-level a costi veramente molto contenuti: l'avvicinamento alla musica suonata è avvenuto per noi quando ci sono stati regalati i primi strumenti, ormai molti anni fa.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Il gruppo negli anni è stato mediamente composto da 4 musicisti. Abbiamo avuto dei momenti di trio e addirittura siamo stati in 5 per un periodo, ma la nostra dimensione è sicuramente cantante chitarrista, chitarrista, bassista e batterista. Ci siamo conosciuti attraverso annunci oppure attraverso conoscenze nell'ambiente musicale padovano.

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

Il nostro disco di esordio, Lies del 2014, era fondamentalmente rock inglese condito da progressive. Un misto di Led Zeppelin, U2, Pink Floyd. Recentemente abbiamo avuto una svolta verso sonorità più moderne e ci siamo avvicinati all'italiano, anche per la potenza comunicativa dell'utilizzo della lingua madre. La nostra musica è in evoluzione continua, cerchiamo di metterci sempre in discussione per far esprimere il potenziale artistico della band. Il modo in cui ci piace definire la nostra musica è un 'percorso': in continua evoluzione.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Stavamo facendo brainstorming per trovare un nome alla band e giravamo intorno al concetto di costruire qualcosa insieme (bricks, mattoni) e ci venne l'idea di accostare la solidità del mattone al cristallo e alla sua fragilità, ma al contempo alla sua trasparenza perché vogliamo che la nostra musica sia trasparente, autentica. Sembra molto profondo, vero? In realtà non è così: abbiamo scelto il nome della band perché suonava bene, dopodiché ci siamo inventati una motivazione in modo che sembrasse profonda e ragionata.

Cosa ne pensate dei talent show?

Francamente non capiamo tutto il rumore contro i talent show: sono una straordinaria opportunità di visibilità per gli artisti. Il problema è che molti non hanno capito che è un programma televisivo.. non è una garanzia di successo come musicista. Il programma racconta la storia di colui che vincerà e al termine del programma gli produce un disco  (che sicuramente venderà perché hanno già fatto promozione al cantante durante lo show televisivo). Quindi di per sé funziona ed è remunerativo per la produzione. Il problema è che molti artisti pensano che sia un modo per lanciare una nuova stella: è una possibilità, ma non lo scopo principale del programma. Se così non fosse ci sarebbero edizioni senza vincitori (non è detto che si trovi ogni anno un artista così talentuoso da diventare una stella). La musica è molto meritocratica: se sai fare musica che piace a molte persone, ce la fai a farti una carriera. Altrimenti no. Anche se hai vinto un talent.

Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

Beh, facile rispondere...i più bei locali! :D The Cage Teatre a Livorno, per dirne uno. Le scimmie a Milano oppure il Legend, La locanda blues a Roma... ce ne sarebbero a bizzeffe.... Oppure Il Mame a Padova, il Vinile a Bassano... Sognare non costa nulla, in fondo.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Abbiamo fatto molti live e anche vari concorsi. Due anni fa ad un noto concorso della nostra zona abbiamo vinto il primo premio della giuria popolare, quindi proprio tanto schifo non dovremmo fare...

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Ci sarebbe bisogno di quello che manca anche a qualunque altro livello: la curiosità culturale e intellettuale. Purtroppo manca la voglia di essere curiosi, di scoprire, di informarsi, di studiare. Guardandoci attorno si nota sempre di più una tendenza media del pubblico ad adagiarsi su quel che già si conosce e a cercare sempre le stesse cose: le tribute band, cioè la copia di quel che già è noto.

Quali sono i vostri progetti futuri? 

Creare, sperimentare e vivere questa esperienza in modo più possibile autentico.

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Vincitori selezioni area Emilia Romagna

ROCK TARGATO ITALIA – XXIX edizione - Selezione area Trentino Alto Adige

In riferimento alla serata organizzata il 1 marzo all' ARCI ZERBINI  di Parma

si comunicano i nomi degli artisti selezionati dalla giuria tecnica

che parteciperanno alla Finale Nazionale in programma a Milano  

Prossimamente saranno comunicate le date e l’organizzazione dell’evento.

Si ringraziano tutti gli artisti che hanno partecipato alle selezioni regionali dell'Emilia Romagna di Rock Targato Italia e tutti coloro i quali hanno contribuito alla realizzazione dell’evento e particolarmente Nicola Pellinghelli, gli Hotel Monroe, Pierangelo Pettenati e tutto lo staff dell' ARCI ZERBINI

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Selezioni area Veneto e Friuli per Rock targato Italia, intervista ai 'Soul's Fire'

Loro sono i ‘Soul’s Fire’, si esibiranno il 23 aprile presso il Greenwich Risto Pub & Live Music di Padova per le selezioni area Veneto e Friuli di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così:


-  Come vi siete avvicinati alla musica?

Tutti noi fin da bambini siamo stati fortemente educati ad ascoltare musica, anche per ore, nei viaggi in auto, durante le vacanze in famiglia. Tuttavia non si trattava di un canale radio generalista, bensì di generi ed artisti scelti attivamente…qualcuno di noi si ricorda le musicassette e qualcun altro invece quasi non ricorda i lettori cd nelle auto! Ad ogni modo ciò che fa la differenza é che chiunque decida di intraprendere la strada della musica lo fa perché non c’é mattina in cui non si svegli senza già diverse canzoni nella testa, che deve assolutamente ascoltare nell’arco della giornata!

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

La nostra band ha i soliti cinque componenti: alcuni di noi si sono conosciuti presso la scuola di musica di Altavilla vicentina mentre alcuni in risposta ad un annuncio su villaggio musicale.

- Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

Il nostro é un rock standardissimo: é caldo, asciutto ed energico. Volutamente non usiamo effetti nella strumentazione e nelle voci.

- Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Dalla nostra indole. I SOUL’S FIRE sono nati come hard rock band con testi in inglese e con forti influenze del sound tipico delle Air Metal band californiane, degli anni 80. Anche se le cose si sono evolute, allontanandosi da quello stile cotonato, abbiamo ritenuto di tenere il nome poiché comunque identifica l’anima di chiunque senta il genere rock come preferenziale.

- Cosa ne pensate dei talent show?

I talent show possono essere un esperienza ma probabilmente nulla più. Purtroppo é il format che decide in toto cosa verrà mostrato di qualcuno, e questo può distruggere una persona..figuriamoci un’artista.

-  Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

Dei locali in Toscana non sappiamo nulla anche se immaginiamo ce ne saranno di veramente spettacolari: la nostra musica si adatta a qualunque tipo di locale e li scopriremo tutti con molto entusiasmo! Alcuni locali dove ci piacerebbe esibirci sarebbero il Blocco Music Hall, il Colony, l’Alcatraz, il Revolution live club, il Vinile, l’Estragon, l’Home Rock Bar e tanti tanti altri

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Fin’ora abbiamo effettuato una quarantina di date ed abbiamo sempre ricevuto attenzione, partecipazione e complimenti dal pubblico.

- Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Sarebbe simpatica una radio FM di soli artisti emergenti, un sindacato degli stessi magari capeggiato anche da qualche big, o l’interesse, da parte di chi manovra il mercato ad alti livelli, ad investire ed influire nell' istruzione musicale dei cittadini italiani, in modo da poter proporre per lo più HITS di musica leggera di qualità. O si dovrebbe semplicemente avere il coraggio,l’interesse e la lungimiranza di evolversi in forme più simili a quelle d’oltralpe, invertendo una piramide di attenzione e guadagno che non é assolutamente meritocratica, come nel caso della ripartizione SIAE denunciata anche su Report. Sarebbe ormai anche ora di rinnovare la tradizione, ormai trita e ritrita, del languido bel canto italiano, stracarico di melodie melense e testi connotati da nostalgici amori persi o cominciati. Lo stato stesso poi dovrebbe patrocinare il ricchissimo patrimonio musicale, al pari di quello architettonico, unico al mondo,invidiato ed esportato, visto che potrebbe ricavarne un guadagno ed un prestigio non trascurabile.

- Quali sono i vostri progetti futuri?

Release party del primo disco e la partecipazione a più manifestazioni estive possibili!

 

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Selezioni area Veneto e Friuli per Rock targato Italia, intervista ai 'Rock Rescue 811'

Loro sono i ‘Rock Rescue 811’, si esibiranno il 23 aprile presso il Greenwich Risto Pub & Live Music di Curtarolo (Padova) per le selezioni area Veneto e Friuli di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così:

Come vi siete avvicinati alla musica?

Tutti noi ci siamo avvicinati agli strumenti in età adolescenziale per puro svago, poi la cosa ci è sfuggita di mano e oggi siamo una band!

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

La Band è formata da 5 elementi, Batteria, Basso, due chitarre e voce. Ci siamo conosciuti in ambito lavorativo.

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

Crediamo che etichettare una forma d'arte sia sempre sbagliato ma sappiamo anche che c'è bisogno di dare una direzione riconoscibile al pubblico. La nostra musica si rifà a quel rock italiano che negli anni 90 si poteva ascoltare persino nelle radio pop.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

I membri della band lavorano in campo sanitario/territoriale (ambulanza) e da qui abbiamo  preso spunto per un nome che potesse rappresentare chi siamo e che in un certo qual modo potesse comunicare una volontà. La volontà di "soccorrere il rock" per riportarlo forte e presente nel panorama musicale italiano.

Cosa ne pensate dei talent show?

I Talent sono il cancro della discografia italiana, pilotati e progettati a tavolino per creare idoli usa e getta per le masse. Da musicisti non possiamo avere una buona opinione di questo sistema.

Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare, e quali quelli nel vostro paese di origine?

Qui a Trieste la situazione "locali musicali" è tristemente disarmante. Per fortuna in Italia ci sono bei posti dove suonare. Non abbiamo preferenze, a noi interessa suonare dove possiamo trovare persone che amano la musica.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Abbiamo fatto svariati live, da concorsi a concerti personali. In tutte le situazioni abbiamo sempre ricevuto dei buoni feedback.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

L'Italia soffre una volontà discografica che non permette a tutti i generi musicali di emergere. Il soldo comanda tutto, le etichette discografiche non vogliono più rischiare e quindi si affidano solo ai talent, per le nuove proposte da offrire in pasto ai media, e a tutti quegli artisti che propongono la canzonetta carina da canticchiare per un mese o due. In Italia ci sarebbe bisogno di una più ampia visione di quello che è la musica come arte.

Quali sono i vostri progetti futuri? 

Dopo il primo LP "Un Mondo Migliore" totalmente auto-prodotto, registrato e mixato da noi, attualmente siamo al lavoro su nuovi brani che faranno parte di quello che sarà il nostro secondo lavoro discografico.

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RTI Tour 29^ Ed. - Finali Lombardia

Finali Area Lombardia
18 aprile, 4 maggio 2017
Legend Club Milano
Viale Enrico Fermi 98 (Angolo via Sbarbaro) Milano

Programma concerti:
18/04/2017 inizio concerti ore 21.00

04/05/2016 inizio concerti ore 21.00

 

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I FLAT BIT, vincitori della scorsa edizione di Rock Targato Italia, sono in radio con "Attacchi di normalità"

ATTACCHI DI NORMALITÀ è il nuovo singolo e video dei FLAT BIT

In radio dal 7 aprile

Con il successo ottenuto a Rock Targato Italia i Flat Bit hanno vinto il premio in palio che consiste nella comunicazione del loro prodotto discografico a cura dell’Ufficio Stampa Divinazione Milano.

"Attacchi di Normalità" è il nuovo singolo dei Flat Bit ora anche video, che sarà disponibile sul loro canale YouTube a partire dal 7 aprile.

I Flat Bit, sono una vera rivelazione tra le band emergenti. Coinvolgenti sul palco, si confermano in studio per capacità espressiva, (energiche sonorità elettroniche di matrice pop), raccontando tic e nevrosi sociali con occhio spesso ironico e malizioso.
Divertenti ma attenti ai particolari con rara sensibilità.

Il brano "Attacchi di Normalità", racconta di come nella vita di tutti i giorni, la normalità si manifesti all'improvviso. Si può fare di tutto per cercare di sentirsi speciali ma lei si presenta sempre, puntuale. Il testo diventa così una denuncia della smania odierna di voler sempre essere superiori agli altri, che porta le persone, inevitabilmente, a godere anche dei fallimenti altrui pur di sentirsi meglio.

 Nel video del singolo, grande spazio è dato alla coppia di ballerini, a simboleggiare la parte romantica della vita. L'energia e l'armonia che emanano i due corpi danzanti diventano così sinonimo di un romanticismo semplice, genuino, autentico teso a creare empatia in chiunque li stia a guardare. Infine, il mare, il sole e il vento che fanno da sfondo al video, rafforzano il concetto di semplicità, che tutti noi cerchiamo e che troppo spesso diamo per scontata.

Il singolo "Attacchi di Normalità" è pubblicato dall’etichetta discografica Alka Record Label.

I Flat Bit, da Pesaro debuttano nel 2010, dall’unione di cinque ragazzi che, seguendo il loro diverso background, decidono di creare un gruppo dalle insolite sonorità che spaziano dal pop al punk-rock. Successivamente, le influenze provenienti dalla musica elettronica fanno il loro ingresso nelle composizione del gruppo. Assecondando questo meltin-pot di sonorità, i Flat Bit hanno pubblicato due album, ottenendo ottimi riscontri nella stampa specializzata e durante i loro numerosi live in Italia e all’estero.

Il loro primo lavoro è "Scala di grigi" del 2013, ma il vero successo arriva con l’EP "Imperfette Condizioni", in cui il video del singolo "2000 mode" totalizza 65.000 visualizzazioni su Facebook.

Per richiedere cartolina elettronica del brano “Attacchi di Normalità”, file MP3, Wav, foto, bio, video, interviste: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Nel web:

https://www.facebook.com/Flat.Bit/

Label: https://www.alkarecordlabel.com/ - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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