Menu

Articoli filtrati per data: Maggio 2017

CAPAREZZA - NUOVO TOUR DA NOVEMBRE

CAPAREZZA

 

NUOVO TOUR DA NOVEMBRE

NUOVO ALBUM IN USCITA IL 15 SETTEMBRE

A tre anni di distanza da “Museica”, Caparezza torna con un nuovo album il 15 settembre e un nuovo tour nei palazzetti che partirà a novembre di quest’anno.

 

Di seguito le dieci date confermate del 2017:

 

17.11 ANCONA, PalaPrometeo Estra

18.11 BARI, PalaFlorio

24.11 FIRENZE, Mandela Forum

25.11 BOLOGNA, Unipol Arena

28.11 NAPOLI, Palapartenope

29.11 ROMA, Palalottomatica

01.12 MONTICHIARI (BS), PalaGeorge

02.12 PADOVA, Kioene Arena

06.12 MILANO, Mediolanum Forum

07.12 TORINO, Pala Alpitour

 

Prezzo del biglietto in prevendita: a partire da €25,00+d.p.

Biglietti in vendita su ticketone.it a partire dalle ore 10.00 di venerdì 12 maggio.

 

  1. vertigo.co.it
Leggi tutto...

OSAKA FLU - di Luca Amaducci

OSAKA FLU

Gli Osaka Flu debuttano ad Arezzo nel 2010 quando i fratelli Daniele (voce e chitarra) e Francesco (basso) conoscono Michele (batteria),la comune passione per la musica li spinge a comporre e suonare insieme.

Nel 2014 esce il primo disco,"Look out Kid", ed il 7 febbraio viene presentato il primo singolo "I Don’t Care If It’s Right Or Wrong".

Il secondo video "Sixteen Tons" (cover di Merle Travis) girato nel carcere di Arezzo, con la partecipazione di Giorgio Canali come attore, viene scelto da Repubblica come video in anteprima.

Da li in poi, grazie al successo di critica e pubblico iniziano un’intensa attività live che si traduce in un centinaio di date in giro per tutta la penisola.

Il 10 novembre 2016 tornano con "KM183",secondo lavoro in studio (questa volta interamente cantato in italiano) anticipato dal singolo "Apocalhipster" al quale fa seguito "Propaganda", brani accolti con entusiasmo dalle emittenti radiofoniche.

Ma il brano che porta al gruppo una vera botta d'energia è il nuovo singolo "La Sindrome Del Giovane Holden", un brano più pop-rock, dal quale viene estratto il nuovo video del gruppo.

Ed ora veniamo alla recensione del disco: "KM183"

Il disco è composto da 10 pezzi, il titolo "KM183" viene da un tour in Sicilia dove la band era rimasta per 3 giorni a Cosenza perché il furgone si era fermato al km 183, con la canzone “La sindrome del giovane Holden” (che parla del uomo moderno, un Peter Pan insicuro, ribelle e in fuga dalle responsabilità della vita ma sempre in cerca di comprensione e affetto) a fare da traino al disco, con un ritmo ben calibrato e l'esplosione nel ritornello corale che farà saltare la gente ai concerti.

Poi si svaria fra pezzi sul Punk tipo "Apocalhipster" (l'ipocrisia di chi si sente anticonformista e alternativo solo per sembrare interessante, ma senza mai rinunciare ai piaceri di un ceto più alto) con la batteria che regna, arrivando ad un ritornello accelerato e "L'Estate del 96" (Le ansie e i timori di un uomo comune, troppo cresciuto per vivere con la spensieratezza dei vent’anni, passati come gli anni ’90. Il rimpianto di quella leggerezza e la costante di un futuro incerto) con la bellissima voce che si muove bene in un ritmo calzante di chitarra.

Si Passa poi a "Camden" (la lettera di un trentenne italiano come tanti, che lascia il proprio Paese e la ragazza amata per cercare nuove possibilità all’estero, salvo poi scoprire che tutto è molto più difficile di quanto immaginato) con il giro di basso ispirato sicuramente a "Bisogna Far Qualcosa" di Celentano, ma con un ritornello che si amplifica ed il basso protagonista.

Nella bellissima "Ma non è colpa del maltempo" (La morsa nella quale vive il giovane uomo moderno ai tempi della crisi) sono protagonisti l'assolo di chitarra e la voce che si uniscono bene al resto degli strumenti e rendono credibile il pezzo.

Ecco poi "Propaganda" (la propaganda disumanizzante che impera nel nostro sistema capitalista. La globalizzazione che divora l’umanità) un pezzo Punk molto Green Day ma con un ritornello più sul Folk.

Arriviamo a due pezzi  "Mentre ero in viaggio" e "Casa, lavoro e minivan" (due canzoni con un filo logico, la crudeltà della società) mente nel primo pezzo voce e basso dominano rendendo il tutto piacevole, sul secondo pezzo si va sulla bellezza dell'insieme dove tutto funziona perfettamente.

In "Cappello firmato vintage a righe blu" (si gioca di sarcasmo sulla storia di una modaiola di città) si gioca con un brano ben fatto,con la voce che gioca sulle note del ritornello (in stile Tre Allegri Ragazzi Morti), pezzo molto divertente.

In "Molly" (Storia di una puttana degli uomini che contano, inerme e incapace di ribellarsi. Molly è tutti noi) troviamo una bella ballata rock ben costruita, con la chitarra che la fa da padrone che chiude un gran bel disco(che bella questa parola! come vinile, musicassetta, cd).

 

In conclusione "KM183" è un album veramente ben fatto e che, se si ascolta  bene,si capisce che la band ci sa fare non solo nel Punk, ma anche in altri generi musicali(che sicuramente troveremo nel prossimo lavoro).

Logicamente devono smussare qualche difettino vista la giovane età,ma sono veramente bravi.

http://www.osakaflu.com/

https://www.facebook.com/TheOsakaFlu/

https://www.youtube.com/watch?v=gexmw17yoy4    canzone  La sindrome del giovane Holden

Etichetta:  Soffici Dischi

Leggi tutto...

Selezioni area Marche per Rock Targato Italia: intervista ai "THE CHAIRS"

Loro sono i ‘THE CHAIRS', si esibiranno il 28 maggio presso il KOKOGENA di Osimo (Ancona) per le finali della Regione Marche di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così:

Come vi siete avvicinati alla musica? 

Siamo in 6 ed ognuno di noi ha percorso strade diverse per arrivare alla musica. L’importante è che queste strade ad un certo punto si siano incrociate e che tutti abbiamo messo qualcosa del nostro vissuto musicale nella creazione di un progetto comune, che è somma ed espressione di ogni “sedia”.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Siamo in 6 e sono stati proprio i The Chairs a farci conoscere ed a farci innamorare gli uni degli altri (2 si sono addirittura sposati!

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

Sostanzialmente è il rock la nostra musica e la nostra vocazione, il suo potere di coinvolgere, stravolgere e liberare. Detto questo, ci piace giocare con gli stili, fare interpolazioni, mescolare i generi in modo da rendere ancora più l’idea di quello che vogliamo dire con i nostri testi.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Quando abbiamo cominciato a suonare insieme, ognuno di noi, per un motivo o per l’altro, suonava da seduto… visto che non è proprio la postura adatta ad un gruppo rock, abbiamo pensato di essere autoironici e chiamarci The Chairs, le sedie… Ormai da tempo ci siamo alzati tutti e non facciamo che saltare, ma abbiamo conservato questo nome “storico”

Cosa ne pensate dei talent show?

Certamente sono delle ottime opportunità per alcuni artisti validi per farsi conoscere ed il fatto di essere basati sul talento di certo è una nota di merito... d’altra parte la tendenza all’omologazione è molto forte, si rischia di appiattire tutto in una dimensione commerciale.

Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare? e quali quelli nel vostro regione di origine?

Amiamo i locali che prediligono la musica inedita e le danno spazio. Purtroppo sono sempre più rari e settoriali.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Certamente, abbiamo un’esperienza di live piuttosto lunga. La cosa più bella è vedere che il pubblico rimane fino alla fine, che ascolta davvero i pezzi e che si crea una comunicazione, un passaggio reciproco, che li vediamo camminare nelle nostre “stanze”

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Diamo una risposta dal basso, perché è la realtà che conosciamo meglio. I locali sono i luoghi in cui i musicisti hanno modo di esprimersi ed il pubblico di conoscere ed appassionarsi anche a nuove cose.
Dovrebbero essere incentivati a fare musica live e non tassati ed osteggiati.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Stiamo componendo i pezzi per il nostro secondo album, che non vediamo l’ora di realizzare. Sono passati ormai 2 anni dall’uscita del primo e nel frattempo ci sono stati dei cambiamenti importanti nella formazione, primo fra tutti l’ingresso di una nuova bravissima cantante. Beh, siamo impazienti di creare qualcosa con questa nuova squadra, perché ci piace un sacco come siamo adesso!

Leggi tutto...

Vincitori finali Puglia

ROCK TARGATO ITALIA – Selezione area Puglia 29^ edizione

In riferimento alle serate organizzate all'Ipogeo Club, si comunica il nome dell'artista che parteciperà alla Finale Nazionale

Prossimamente saranno comunicate le date e l’organizzazione dell’evento.

Si ringraziano tutti gli artisti protagonisti della serata in programma all' IPOGEO CLUB di Torre Santa Susanna (BR) il 6 maggio e tutti coloro i quali hanno contribuito alla realizzazione dell’evento e particolarmente Antonello de Vita.

Leggi tutto...

Vincitori finali Lombardia

ROCK TARGATO ITALIA – Selezione area Lombardia 29^ edizione


In riferimento alle serate organizzate al Legend Club Milano, si comunicano i nomi degli artisti che parteciperanno alla Finale Nazionale

Prossimamente saranno comunicate le date e l’organizzazione dell’evento.

Si ringraziano tutti gli artisti protagonisti delle serate in programma al Legend Club di Milano (PD) il 18 aprile e 4 maggio e tutti coloro i quali hanno contribuito alla realizzazione
dell’evento e particolarmente Federico Refolo.

Leggi tutto...

Selezioni area Marche per Rock Targato Italia: intervista agli "YULA"

Loro sono gli ‘YULA', si esibiranno il 28 maggio presso il KOKOGENA di Osimo (Ancona) per le finali della Regione Marche di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così:

Come vi siete avvicinati alla musica?

La vita è musica, la musica è vita!

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Io (Yann) e Nico abbiamo suonato per qualche anno in una cover band.

Finita questa esperienza abbiamo deciso di fondare un altro gruppo con lo scopo di voler creare brani inediti in lingua madre. A questo progetto ha subito aderito Gabriele e dopo qualche avvicendamento il cerchio si è chiuso con Jonathan alla batteria.

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile? 

Non abbiamo mai voluto identificarci in un genere specifico o farci influenzare troppo da band famose perchè pensiamo che l'essenza della musica soprattutto oggi vada ricercata nel crearsi un proprio stile. Spaziamo tra il rock, funk, progressive ed altro.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Il nostro nome ha preso spunto dalla festa di Yula ossia la festa del solstizio d'inverno....il ritorno della luce dopo il grande buio.

Cosa ne pensate dei talent show?

Pensiamo che i talent show uccidano l'anima della musica..

Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare? E quali quelli nel vostro regione di origine?

Sarebbe un sogno suonare all'Alcatraz di Milano, nella nostra regione un locale molto ambito è il Mamamia di Senigallia.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

E' difficile nei giorni d'oggi trovare spazio per la musica inedita ma al contempo tutte le volte che suoniamo abbiamo una buona risposta del pubblico.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Ci sarebbe bisogno di manifestazioni pubbliche e televisive che ridiano lo spazio alla musica inedita e d'autore

Quali sono i vostri progetti futuri?

Siamo prossimi ad incidere il nostro primo album e grazie a questo contiamo di avere più spazio per i live concert.

Leggi tutto...

Selezioni area Marche per Rock Targato Italia: intervista ai "PROJECT CZAR"

Loro sono i ‘PROJECT CZAR', si esibiranno il 28 maggio presso il KOKOGENA di Osimo (Ancona) per le finali della Regione Marche di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così:

Come vi siete avvicinati alla musica?

Chi per scommessa, chi per emulare un amico, chi per curiosità abbiamo intrapreso ciascuno il nostro percorso verso uno strumento, che magari non è più quello che suoniamo adesso, ma è stato il tramite per entrare nel meraviglioso mondo della musica.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

5 persone. Ci siamo conosciuti appunto suonando in gruppi diversi. Poi alla fine la stima reciproca ci ha fatto incontrare anche per questo progetto.

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile? 

È un rock che tiene conto di elementi classici blues/hard rock, una spruzzatina di metal, colori degli anni ’90.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Ho preso spunto dalla più grande bomba nucleare mai fatta esplodere, russa naturalmente, il cui progetto era chiamato appunto Progetto Tsar, e la bomba si chiamava Ivan, come me. Da un lato perché sono appassionato di aerei militari, dall’altro perché suonare la mia musica dal vivo è appunto un’esplosione di adrenalina.

Cosa ne pensate dei talent show?

Danno alla creatività, da un lato, ed alla “domanda di musica” dall’altro perché viene spenta la curiosità del pubblico televisivo; ma in generale la tv stessa ormai è un mezzo in mano ad un  incantatore di serpenti. Il lato positivo è che molti interpreti, bravi, possono farsi conoscere.

Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare? 

Quelli che fanno suonare i gruppi che propongono la propria musica

E quali quelli nel vostro regione di origine?

Il Kokogena, naturalmente.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

In genere il pubblico apprezza, ma è difficile trovare locali che ti permettano di fare la tua musica; le cover band o tribute band vanno per la maggiore e qui il fenomeno è assimilabile al discorso fatto sopra, circa la tv.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

Radio libere, migliore redistribuzione dei proventi del diritto d’autore, cosicché i singoli artisti, bravi possono far diventare della loro passione, un lavoro. 

Quali sono i vostri progetti futuri?

Suonare, registrare nuovi brani, suonarli dal vivo ad libitum

Leggi tutto...

Selezioni area Marche per Rock Targato Italia: intervista ai "NIJHIDA"

Loro sono i ‘NIJHIDA', si esibiranno il 28 maggio presso il KOKOGENA di Osimo (Ancona) per le finali della Regione Marche di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così:

Come vi siete avvicinati alla musica?
Ognuno ha avuto il suo percorso personale: c'è chi è partito col botto ascoltando Metallica e Iron Maiden, chi si è avvicinato prima ai Beatles e poi ai Queen e anche chi si è avvicinato alla musica grazie ad una playstation e a Guitar Hero (gioco "magggico" che ogni tanto è d'obbligo rispolverare). Poi siamo passati, dagli strumenti finti, a quelli veri ed ora siamo qui.
 
Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?
Nijhida è un trio composto da Nicolò al basso, Giacomo alla chitarra e Davide alla batteria. Suoniamo con questa formazione da ormai 2 anni, anche se il primo gruppo che abbiamo formato insieme risale a circa 7 anni fa. Ci siamo conosciuti più o meno durante gli anni delle scuole superiori, scoprendoci da subito tutti e tre grandi amanti della musica.

Come definireste la vostra musica e qual’è lo stile?
Il nostro è un genere strumentale, un post-rock/ambient che ci permette di spaziare e di toccare un po' tutto. Comunque non ci piace troppo classificare in maniera rigida la nostra musica, nel senso che quello che per noi suona bene poi viene suonato, indipendentemente dal genere a cui potrebbe appartenere quel determinato pezzo.  

Da dove avete preso spunto per il nome della band?
Il nome della band è il risultato dell'unione delle prime due lettere dei nostri nomi, quindi Nicolò, Giacomo (modificato in "jhi") e Davide. In ordine, "Nijhida": molto meno esotico di quello che generalmente la gente pensa.

Cosa ne pensate dei talent show?

Crediamo che ai "talent" sia facilissimo trovare bravi interpreti, ma al contrario molto difficile trovare veri e propri artisti a tutto tondo in grado di scrivere, comporre e raccontarsi senza doversi servire di canzoni altrui. Quello che si crea nei "talent" è un po' un fuoco di paglia, che una volta terminato il programma si spegne in silenzio, ed in fretta: abbastanza triste come cosa.

Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare? e quali quelli nella vostra regione di origine?
Sono tantissimi i locali sparsi per l'Italia in cui ci piacerebbe suonare: il Vidia Club di Cesena, l'Urban di Perugia, il Locomotiv Club di Bologna e tanti altri (la lista potrebbe essere infinta!). Spostandoci più nei dintorni, ci piacerebbe suonare alla Stazione Gauss di Pesaro oppure al Villa'n'Roll, un festival estivo che si svolge da diversi anni a Pesaro e che ha ospitato band quali Verdena e I Cani.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?
Suonando con questa formazione da ormai 2 anni abbiamo già fatto diversi live, principalmente nel centro-Italia passando per Gubbio, Ancona, per arrivare poi sino a Roma e Bologna. In generale la risposta che abbiamo ricevuto dal pubblico è stata quasi sempre molto positiva. Ovviamente la mancanza del cantante si fa sentire all'interno di certi contesti, ma per ora ci riteniamo molto soddisfatti della nostra giovane creatura.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?
A livello musicale servirebbe sicuramente un po' più di apertura mentale verso cose nuove, verso nuovi esperimenti. Ci vorrebbe anche meno paura di mettersi in gioco e servirebbe sicuramente più amore verso quello che si fa, lasciando perdere tutto il resto.

Quali sono i vostri progetti futuri?
Ci piacerebbe molto incidere ancora, un EP o magari un CD, e poi anche girare di più per l'Italia, suonando la nostra musica e portando avanti il nostro progetto.   

Leggi tutto...

Selezioni area Marche per Rock Targato Italia: intervista ai "MOTETTE"

Loro sono i ‘MOTETTE', si esibiranno il 28 maggio presso il KOKOGENA di Osimo (Ancona) per le finali della Regione Marche di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così:

Come vi siete avvicinati alla musica?

Ognuno di noi si è avvicinato alla musica con le sue modalità. Chi da piccolo, chi per esigenza personale e chi perché gli piaceva. Ma se dobbiamo scegliere una risposta unanime è: “Ci siamo avvicinati alla musica perché sentivamo che era la strada giusta da percorrere”

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Dietro al nostro gruppo c’è un demiurgo, ossia il primo insegnante del nostro chitarrista che ha trovato i membri della vecchia e dell’odierna formazione. Alessandra invece, aveva già collaborato con Roberto, il chitarrista, in un altro progetto e da lì è entrata a far parte del gruppo.

Come definireste la vostra musica e qual è lo stile?

La nostra musica può essere definita pop-rock con tendenze progressive; ci piace molto far sentire il suono degli strumenti dandogli il loro spazio e nello stesso tempo, vogliamo fornire alla voce una bella armonia che sia in grado di valorizzarla al massimo.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Abbiamo trovato lo spunto per il nome all’interno della nostra prima sala prove. C’era un oggetto che riportava il nome della band e ci è piaciuto molto. Da quel giorno ha forgiato la nostra identità.

Cosa ne pensate dei talent show?

L’opinione sui talent è molto delicata. Crediamo che ora sia il modo più conosciuto, più egemone e più rapido per emergere nel mondo artistico ma riscontriamo la sua precarietà. Abbiamo tentato in alcune occasioni questa strada ma senza risultati quindi il nostro pensiero rimane una pura opinione senza pretese. Il nostro bassista parafrasa dicendo “il Talent non fa l’artista”.

Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare? E quali quelli nella vostra regione d’origine?

Beh, ci piacerebbe suonare in tutti i locali d’Italia, tra questi il Piper di Roma e il Magnolia di Milano ci stanno più a cuore (specialmente ad Alessandra). Nella nostra regione avremmo piacere di suonare al Florentia Rock Live di San Benedetto del Tronto o al Rewind di Tolentino, ma anche tutti gli altri locali marchigiani sono ben accetti.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Stando insieme da quasi sette anni abbiamo una numerosa serie di live alle spalle, che vanno dalla classica serata in un locale fino alle piazze. Il riscontro del pubblico è sempre stato molto positivo e siamo molto felici di questo.

Di cosa ci sarebbe bisogno in Italia a livello musicale?

D’impulso, la risposta sarebbe che l’Italia ha bisogno di noi! Ma al di là della battuta, crediamo che la musica in Italia, in qualsiasi forma e genere, debba essere presa più seriamente e professionalmente. Se la musica viene rispettata veramente, ogni sua “mancanza” andrà a scomparire.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Ad oggi siamo quattro personaggi in cerca di produttore e come obiettivo abbiamo la realizzazione del nostro primo CD. Crediamo anche nell’importanza del web e del social, per cui stiamo progettando delle sceneggiature per i video delle nostre canzoni. Inoltre, come ciliegina sulla torta, stiamo spingendo per una collaborazione con un altro artista.  

Leggi tutto...

Selezioni area Marche per Rock Targato Italia: intervista ai "FAREY"

Loro sono i ‘FAREY', si esibiranno il 28 maggio presso il KOKOGENA di Osimo (Ancona) per le finali della Regione Marche di Rock Targato Italia!

Rispondono alle nostre domande così:

Come vi siete avvicinati alla musica?

Come tanti nostri “colleghi”, il periodo adolescenziale è stato cruciale per il nostro interesse e crescita musicale. e' il classico caso di quando, una canzone ti rimane in testa e, man mano la si ascolta, si sente crescere l'interesse e la curiosità sull'artista. Per nostra fortuna, siamo cresciuti e formati a livello musicale, principalmente verso la fine degli anni “90, dove la musica aveva ancora sonorità valide e tante innovazioni erano agli albori. Di conseguenza, l'approccio allo strumento, è lo step successivo.

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti? 

I Farey nascono dalle ceneri di una tribute band al chitarrista Slash, dove militavamo tutti. Successivamente dopo un periodo di stop dovuto all'abbandono di un componente, davanti ad una birra ci siamo proposti di riprovare qualcosa di nostro, di inedito. Inizialmente eravamo un terzetto e qualche mese fa è “rientrato” nella line up il quarto componente.

Come definireste la vostra musica e qual’è lo stile?

Ammiriamo molti artisti e musicisti della scena italiana. Non amiamo collocarci in un genere o stile ben preciso. Siamo semplicemente il frutto dei nostri ascolti e preferenze musicali. Siamo un misto indie, rock, hard rock e addirittura qualche spunto che richiama il metal. Il tutto rigorosamente cantato in italiano.

Da dove avete preso spunto per il nome della band?

Ahahah bella domanda!!! Eravamo fuori dalla sala prove, la stessa sera in cui abbiamo strutturato il nostro primo singolo “Istantanea” e non ricordo bene, ma qualcuno di noi 3 ha chiesto rovinosamente “oh, ma sta band come si chiama?...boh..farey...con la y...!!” dopo diverse ripetizioni il nome è suonato bene a tutti e da lì in poi così è stato.

Cosa ne pensate dei talent show?

Non seguiamo questo genere di programmi, e non ci consideriamo neanche un gruppo da talent show...piuttosto ci preoccupiamo di divertirci e far divertire chi ci ascolta e chi partecipa alle nostre esibizioni .. il pubblico è la nostra giuria! Vox populi vox dei!!

Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  E quali quelli nel vostro regione di origine?

Ehm...e' disponibile lo Stadio Olimpico di Roma?? Ahahaha ...no vabbè ...ovunque!! Qualsiasi locale è quello giusto, purchè ci sia un pubblico caloroso e che abbia voglia di divertirsi e di ascoltare musica inedita. Come i grandi gruppi delle nostre zone, credo che una serata al Mamamia di senigallia sarebbe fantastica.

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Con grande sorpresa abbiamo avuto la nostra prima estate, con un'agenda piena di impegni. Festival, aperture e contest hanno contribuito a caricare il gruppo. La nostra politica di rendere partecipe il pubblico è sempre un'arma vincente e la risposta è stata davvero positiva. Sempre più gente ci chiede, quando capita di incontrarci, quando ci esibiremo di nuovo e questo ci dà davvero tanta soddisfazione.

Di cosa ci sarebbe bisogno in italia a livello musicale?

Servirebbero più spazi e una mentalità più aperta. Giorno dopo giorno le tribute band vengono preferite a band e artisti che presentano inediti e il tutto si riduce a una consumazione o al numero di scontrini che si incassa a fine serata, senza poi considerare quanto lavoro e sacrificio, ogni band e ogni singolo componente, mette nel proprio progetto per “far sentire la propria musica e voce”...abbiamo tutti qualcosa da dire nei nostri progetti musicali e senza rendersene conto e indirettamente, queste scelte scontate e di mercato ci “zittiscono”.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Stiamo lavorando sul nostro album e cercheremo di esibirci ovunque. E’ esattamente quello che vogliamo e quello che ci auguriamo per il nostro futuro come band e soprattutto come gruppo di amici.

 

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Contatti

ROCK TARGATO ITALIA
c/o Divinazione Milano Srl
Via Palladio 16 20135 Milano
tel. 02.58310655
info(at)rocktargatoitalia.it

Log In or Sign Up

Password dimenticata? / Nome utente dimenticato?