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Articoli filtrati per data: Gennaio 2018

Bruschetta Brothers "Anglicismi a Minchiam" videopromo Rock Targato Italia

 

 

Cecio è un grande musicista ma anche un bravissimo attore e un istrione nato. Tutti i componenti dei #BruschettaBrothers sono bravi e avete modo di verificarlo voi direttamente, ascoltando il loro brano "Anglicismi ad Minchiam" sulla compilation di #RockTargatoItalia "Ignoranza e pregiudizio" al Link della compilation su Spotify: @https://goo.gl/hA5mwG

Ufficio stampa @Divinazione Milano

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VEGA'S a Rock Targato Italia - Milano LegendClub

Parte dal 22 gennaio al LegendClubMilano di Milano la rassegna Rock Targato Italia XXX edizione. Cerchiamo di conoscere meglio gli artisti in programma con una intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano

- Nome artista: Vega's

- Come vi siete avvicinati alla musica?:

--Andre Vox
<< Dicevano che i cantanti cuccavano un sacco, avevano ragione>>

--Andre Drum (Bison)
<<Mio padre ha sempre ascoltato stazioni radio che trasmettevano musica rock e io ho fatto lo stesso ... nonostante siano passati un po' di anni, non ho mai voluto cambiare genere>>

--Dott Rob
<< ...con cautela! >>

--Ivan
<<È la musica che si è avvicinata a me....la chitarra ha saputo che frequentandomi avrebbe avuto ottime possibilitá di rimorchiare >>

--Mike
<<all'età di 11 anni suonando prima il corno francese"il budello". Poi la tromba fino a 16 anni. A 14 anni il primo cd dei The Clash ed infine a 18 anni il primo basso elettrico >>

- Da quanti da quanti componenti è formato il gruppo, e come vi siete conosciuti?:

--I Vega's sono:
Andrea Spinelli "Andre" voce dei Vega's.
Come membri onorari, Roberto Brigatti e Ivan Arena. Il primo Dott Rob, scrittore e poeta errante, con quel fare scorbutico e sfacciato da vero punkrocker. Il secondo, Ivan "quello studiato", suoi gran parte degli arrangiamenti e pazienti notti di ricerca per suoni e/o rumori.
Al basso Michele Moretti, "Mike" ma senza "fat" anche se ci stiamo lavorando sodo!
Infine ad abbassare l'età media la sezione ritmica il cuore pulsante Andrea Allevi, il maestro Allevi, anche si detto "the Bison".

La radice del gruppo si forma con l'incontro, tramite un social per artisti, tra Dott Rob e il Bison, con larrivo poi di Ivan. I tre hanno scritto e in parte abbozzato delle registrazioni con le idee che Dott Rob teneva nel cassetto da qualche anno.
Poi la ricerca degli elementi mancanti, dopo un po di stalking e provini vennero trovati dei papabili, che poi furono, una voce graffiante ed un basso basseggiante! 

- Con parole vostre come definireste la vostra musica?

--La nostra musica è rock cantato in italiano con varie contaminazioni dovute ai diversi generi che hanno accompagnato le adolescenze e le vite dei compositori. In sostanza se quello che passa per la testa a colui che scrive piace anche agli altri si fa, anche se si trattasse di una canzone liscio.

- Come nasce il nome della band?

--Vega's perchè amo Tarantino e i testi hanno un non so che di pulp qua e là...ed i fratelli Vega mi hanno ispirato 

(Dott Rob)

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

-- il talent è un modo fantastico per farsi conoscere e per imparare, si ha la possibilità di confrontarsi ed essere corretti da artisti veri, ridurremmo però la valutazione tecnica dell'artista per valutare di più il contenuto a livello di messaggio del testo. Il testamento artistico del significato è importante e quasi fondamentale.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

--Nei live la risposta del pubblico è stata ottima,ci ha sinceramente sorpresi.
Anche per questo forse nei molti momenti di difficoltà nessuno di noi ha ancora gettato la spugna.
Abbiamo dei pezzi onesti che chiedono solo di esser suonati dal vivo.

- Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nella vostra regione di origine?

--Dove almeno ti pagano in birra e panini (versione realistica)
Ci piacerebbe suonare nei vari templi del rock dove abbiamo assistito ai concerti delle nostre band preferite...l'elenco è lungo. (Versione utopica)
Non c'è una preferenza particolare, il poter aprire un palco agli artisti per noi fondamentali sarebbe già motivo d'orgoglio. 

-  Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?

-- Per migliorare l'organizzazione a livello nazionale non siamo noi le persone a cui chiedere...non sapremmo!?!?

Noi nel nostro piccolo possiam solo portare in giro la nostra musica in locali dove già per il fatto che non fai cover sei svantaggiato...ma ai Vega's piace partire senza che nessuno si aspetti qualcosa di buono da loro.


- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?

--La musica promossa sui social perde forse un pò del romanticismo che si respirava in un negozio di dischi ma è necessaria e al passo coi tempi.

- Quali sono i vostri progetti futuri?

--visto l'ultimo periodo, di malattie e complicazioni, come direbbe un puro razza Mustang nel Wyoming innevato... <<sopravvivere all'inverno>>

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Lo Stato Delle Cose, in concerto a Rock Targato Italia - Milano

Parte dal 22 gennaio al LegendClubMilano di Milano la rassegna Rock Targato Italia XXX edizione. Cerchiamo di conoscere meglio gli artisti in programma con una intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano. 

Q: Nome artista
A: Lo Stato Delle Cose

Q: Come vi siete avvicinati alla musica?
A: Nel modo più semplice: ascoltandola senza preclusione di generi.

Q: Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?
A: Lo stato Delle Cose è un gruppo di 4 persone dell’Hinterland Milanese, genere Pop - indie Rock nato nel 2015 da un’idea di Valentina Brocadello, Erica Paltrinieri, Davide Ripamonti e dall’incontro con il cantante vicentino Ale Mop.
Vale e Dave si conoscono dalle superiori, pur non suonando mai insieme. Erica è la batterista dell’ultimo progetto musicale di Valentina. Mop è stato contattato dopo che Dave ha visto un suo video pazzo su youtube in cui si cambiava cento magliette in cento secondi.

Q: Con parole vostre come definireste la vostra musica?
A: Lo Stato Delle Cose è un film sul significato del raccontare per immagini e dell’immagine stessa. Sono istantanee di uno stato di fatto, polaroid di resistenze, di malinconie, di immobilismo. Non vogliono descrivere storie, ma soffermarsi solo su alcuni fotogrammi in bianco e nero di istanti ben precisi.

Q: Come nasce il nome della band?
A: Tratto dal titolo di un film di Wim Wenders:“una riflessione sul destino, tutto va scomparendo, dobbiamo affrettarci se vogliamo vedere ancora qualcosa”

Q: Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?
A: I talent probabilmente sono un sistema per le major di lanciare un loro prodotto, spesso già costruito a tavolino ancora prima che inizi il programma.La musica è commerciale, semplice, diretta, usa&getta, da classifica temporanea con una vita breve. E’ un’ottima forma di spettacolo musicale televisiva.

Q: Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?
A: Siamo nati da poco, abbiamo fatto un live: il Garben Sound organizzato dalla Costello e dal media magazine The Submarine. Risposta dal pubblico: il cantante e il tastierista hanno rimorchiato....

Q: Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro     regione di origine?
A: Forum di Assago (MI), Alcatraz (MI) prima di un grande evento, Magnolia (MI), LattePiùLive (BS), Rivolta (VE), New Age Club (Roncade). Ci piacerebbe suonare nei festival all’aperto, ce ne sono troppi da elencare.

Q: Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?
A: Per esempio regolamentare le radio in modo che sia obbligatorio trasmettere piu’ del 50% di musica prodotta in Italia, non solo “proposta” dalle major. Abbassare i costi per i locali che propongono musica originale. Bisognerebbe inoltre creare una cultura musicale fin dai primi anni scolastici permettendo ai giovani studenti di avvicinarsi al mondo musicale in modo più critico e consapevole.

Q: Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?
A: Il negozio virtuale (e streaming) permette di diffondere la propria musica autoprodotta, anche se essendo un grande calderone, potremmo essere una goccia nel mare. L’unico modo per fare in modo che qualcuno ci cerchi e ci ascolti il biglietto da visita è l’esibizione dal vivo, che tra l’altro è anche una maniera gratis per promuoversi.Per quanto riguarda i social sono un ottimo mezzo per raggiungere il maggior numero di persone in modo semplice, come il vecchio passaparola ma con effetti esponeziali.

Q: Quali sono i vostri progetti futuri?
A: Suonare il piu’ possibile dal vivo, pubblicare il nostro EP “Lo Stato Delle Cose” sulle piattaforme online, girare il video del nostro primo singolo “Imperfetti Sconosciuti”, registrare il nostro secondo lavoro.

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Sal & Zef Blues Orchestra in concerto al LegendClub per Rock Targato Italia

Parte dal 22 gennaio al LegendClubMilano di Milano la rassegna Rock Targato Italia XXX edizione. Cerchiamo di conoscere meglio gli artisti in programma con una intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano

- Nome artista: Sal & Zef Blues Orchestra.

- Come vi siete avvicinati alla musica?

Tutto parte nel 2009 da una collaborazione di Sal (Salvatore Burruano) con Moni Ovadia sul versante della ricerca di temi e aspetti legati alla yiddishkeit, animus e cuore della cultura e della spiritualità yiddish, nelle sue diverse forme ed espressioni: umorismo, letteratura, musica, cinema, storia e - qui andiamo a cadere - teatro. Caduti? Speriamo di no. Nel frattempo il suo percorso incrocia la strada del duo comico Lanzoni-Didoni e del Teatro della Cooperativa, dove inizia a lavorare con Renato Sarti alla stesura di testi. Di lì a breve col suo fido compagno di chitarra e di sventure Zef (Giuseppe Savarino), uomo dalle mille risorse (impegnate per pagare la retta di una quadrupla in affitto con Sal, un bulgaro e un indiano presso il Piccolo Cottolengo), comincia a comporre canzoni. Del resto Zef, chitarrista e cantante autoditatta, con tanti live alle spalle fin dall'età di 10 anni, non è di certo nuovo alla musica. A 18 anni partecipa al contest nazionale "Musica nelle scuole", con la sua prima rock band "Senso Unico" arrivando in finale ed esibendosi nel tempio del rock Italiano, il "Piper" a Roma, città dove anni dopo si trasferirà continuando a suonare e cantare abbracciando diversi generi, new wave, hard rock, blues, garage, grunge.

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Di Sal e Zef abbiamo detto sopra. Al gruppo si sono poi aggiunti il Dee Jay Matt (batteria e tastiere) e la metal girl Katia (basso,1.70 cm di Jūjutsu) da poco aggregati.

- Con parole vostre come definireste la vostra musica?

Cantiamo e suoniamo un po' di tutto e un po' di niente, con un occhio alla quotidianità vissuta dal basso (non siamo proprio due giganti) e con un occhio al surreale, stralunato, lunare, metafisico, ma soprattutto scanzonato, sennò che canzoni sarebbero?

- Come nasce il nome della band?

Salvatore Burruano in arte Sal (voce e vagheggiamenti vari) e Giuseppe Savarino in arte Zef (voce fuori campo, Kazoo e chitarre). Blues Orchestra,in quanto il duo è a aperto a chiunque abbia gioia e coraggio, nel suonare con spensieratezza e sperimentare nuovi orizzonti.

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

Perché gira musica intorno e dentro i talent show? Non credevamo, ma buono a sapersi.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico? 

Sì, con risposte positive. 

- Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare? e quali quelli nella vostra regione di origine?

Non abbiamo pregiudizi, ma esigenze.

- Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?

Maggior gusto della sperimentazione e più coraggio da parte di case discografiche e produttori.

- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?

Crediamo costituiscano una piattaforma valida e ormai acclarata.

- Quali sono i vostri progetti futuri?

Non abbiamo pregiudizi, ma esigenze.

 

a cura ufficio stampa @Divinazione Milano

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MOSAICO in concerto a Rock Targato Italia - LegendClub Milano

Parte dal 22 gennaio al LegendClubMilano di Milano la rassegna Rock Targato Italia XXX edizione. Cerchiamo di conoscere meglio gli artisti in programma con una intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione MilanoRisposte MOSAICO per ROCK TARGATO ITALIA

- Nome artista Mosaico -

Come vi siete avvicinati alla musica? Ci siamo avvicinati alla musica grazie alla passione per i maestri cantautori e le grandi rock band. Da queste prime passioni arrivano poi quelle per l’approfondimento di uno strumento e del canto, e la voglia di condividere e comunicare su un palco. -

Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Il gruppo è formato da 3 componenti (Chitarra+Coro; Tastiere+Synth+Sequenze; Voce Principale). Ci siamo conosciuti anni fa tramite conoscenze comuni che ruotavano attorno a scuole di musica e progetti di cover rock band. -

Con parole vostre come definireste la vostra musica? La nostra musica potrebbe esser definita una sorta di “Alternative Pop”, che fonde la passione per la scrittura di testi in italiano e l’attitudine ad uscire dai canoni della “musica italiana”. C’è ricerca, sia nei contenuti dei testi che nelle sonorità che si ispirano e aprono al panorama internazionale. Nelle canzoni si cerca di riportare in musica spaccati di vita quotidiana nella sua affascinante o brutale, ma sempre disarmante, semplicità. In ogni brano c’è il nostro punto di vista sincero e un’ostinata voglia di verità. - Come nasce il nome della band? Il nome nasce dalla voglia di fare musica “visuale”, che smuova l’immaginazione di chi ascolta e lo porti a ricrearsi delle immagini proprie riferite alle canzoni. E il nome, appunto, voleva richiamare qualcosa di visuale che si compone piano piano attraverso tanti piccoli frammenti diversi (le tessere del mosaico, o I pensieri, le parole, i suoni). La nostra band poi è proprio così: è una composizione eterogenea, formata da personalità così diverse tra loro, che però insieme riescono a creare un “quadro di senso compiuto”...o quasi. -

Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

Dei Talent Show pensiamo siano una grande giostra televisiva che confonde brutalmente pubblico e artisti…mischiando talenti e ciarlatani, sfruttando la voglia, pura o meno pura, di arrivare di tanti, e le qualità di alcuni, per fare uno spettacolo in tv.
Una macchina che investe principalmente su degli Interpreti (magari anche molto bravi) ma che spesso hanno veramente poco da dire. Tante luci accecanti; tantissima superficie coperta in poco tempo; quasi sempre poca profondità. -

Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

Si in questi anni, come Mosaico abbiamo fatto diversi live in varie situazioni: dal duo acustico voci e chitarre, alla formazione elettrica classica da rock band, ed ora con questi arrangiamenti “electro-acustici” in trio più drum-machine. La gente presente ai concerti si è dimostrata coinvolta e si è detta piacevolmente stupita e incuriosita da questa nostra proposta di live. Abbiamo avuto dei buoni feed-back anche dagli addetti ai lavori durante concorsi e audizioni. -

Quali sono i locali in Italia dove vi piacerebbe suonare?

E quelli nel vostra regione di origine? Potremmo fare molti nomi di locali in Lombardia e in Italia dove ci piacerebbe suonare; ma la questione non è il nome del locale in se. Qualunque locale sarebbe bello per noi se dentro ci trovassimo gente con voglia di ascoltare e scoprire musica nuova. -

Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?

Sicuramente sarebbe interessante e utile che venissero sostenuti e aiutati, con agevolazioni, pubblicità e finanziamenti, dalle regioni o addirittura dallo stato, bei locali di musica live inedita, trovando il modo di rendere la proposta interessante e stimolante per i giovani (anche di età diverse). Inoltre crediamo sarebbe fondamentale un programma televisivo dedicato alle band e ai cantautori emergenti italiani. Infine crediamo vada assolutamente eliminata la possibilità di scaricare gratuitamente musica da internet senza l’autorizzazione del suo autore. In alter parole, per noi la musica ha un valore, quindi e’ giusto abbia un prezzo; va comprata, a prezzi ragionevoli, non scaricata gratuitamente! -

Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali? Crediamo la promozione sia un aspetto fondamentale per poter far arrivare la propria musica alle persone. E anche i Social sono sicuramente una via per diffondere il proprio progetto musicale, anche se ormai molto satura. Personalmente crediamo nel fascino del cd e del vinile, ma la distribuzione della “musica liquida” sulla rete, se avviene in modo giusto e controllato, è  indubbiamente un modo molto comodo ed efficace. -

Quali sono i vostri progetti futuri?

I progetti futuri sono sicuramente scrivere altre canzoni (come già abbiamo iniziato a fare), registrare e far uscire un nuovo disco, fare tanti concerti e portare la nostra musica alle orecchie di più gente possibile. Ci piacerebbe anche qualche collaborazione importante e stimolante, sia a livello di composizione e produzione, che in ambito live, magari come gruppo di supporto per artisti più conosciuti.

a cura dell'Ufficio Stampa @DivinazioneMilano

 

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“MY HEART IS YELLOW” NUOVO SINGOLO E VIDEOCLIP PER GLI ANIMAREA IN RADIO DAL 15 GENNAIO. IL VIDEOCLIP IN ANTEPRIMA NAZIONALE SU IL GIORNALE OFF

“My Heart is Yellow” (“Il mio cuore è giallo”) è il nuovo singolo degli ANIMAREA, che in rotazione radiofonica dal 15 gennaio.

Il videoclip del brano è in anteprima nazionale su IL GIORNALE OFF.

Il link: https://goo.gl/2qgUVp

Un brano che conquista per immediatezza e semplicità di struttura, suggestivo nei suoni vagamente etnici, ma orecchiabile al tempo stesso, che lo rendono, forse, la canzone più pop di “Holidays in Rome”, album uscito a giugno 2017 per l’etichetta discografica IRMA RECORDS.

Parla della rinascita di una donna, della necessità di lasciarsi alle spalle un passato fatto di sofferenze, di una relazione sbagliata che ha portato solo ansia e tristezza. Si tocca anche un tema molto attuale: la prevaricazione sulle donne, la disparità tra i sessi, fenomeni culturali e retaggi storici che ancora faticano a progredire.

Arriva, però, il momento della svolta, dopo la sofferenza si intravede la luce in fondo al tunnel. Bisogna dimenticare, rompere drasticamente con il passato e concentrarsi sul futuro. L’amore nuovo, vero, sincero apre nuovi panorami. Un senso di libertà e di luce invade il cuore. Il cuore cambia colore, ne ha il diritto, il cuore ora è giallo!

Il videoclip del brano “My Heart is Yellow” inizia con una scena di Rossana Bern che rincasa all’alba di una mattina d’inverno. Il cielo è ancora buio, ma si scorgono già le prime luci dell’alba.

Dopo aver varcato la soglia di casa, Rossana si toglie il cappotto e si rilassa sul divano di una veranda. Inizia a cantare, si susseguono primi piani, scene di lei seduta con un abito da sera, alternate ad una passeggiata sul viale di casa. Le ore passano, la mattina avanza; è una bellissima giornata di sole, il simbolo della rinascita, della luce, della libertà.

All’improvviso il passato ritorna e si reincarna in due donne dalle stesse sembianze di lei: rappresentano ciò che la protagonista è stata ma ora non è più.

Il miglior modo per superare il passato è saperlo affrontare, anche ironizzando sullo stesso, esorcizzando gli spettri che, solo così, prima o poi, nel cammino della vita si dissolveranno.

“My Heart is Yellow” è stato composto da Gabriele Toniolo (chitarrista, autore e produttore del progetto), cantato da Rossana Bern (voce e cori) e arrangiato in collaborazione con Michele Bonivento (pianista e arrangiatore); il brano vede, tra gli altri, la collaborazione di Leo di Angilla alle percussioni (attuale percussionista di Jovanotti).

La regia del videoclip è affidata a Riccardo Nardini e Andrea Digiorgio per Video Cultura.

ANIMAREA, nato da un’idea di Gabriele Toniolo – chitarrista, autore e produttore -, e Rossana Bern – voce -, è un progetto musicale fondato nel 2008 dal genere raffinato tra smooth-latin-jazz e pop-soul.

Sito Web: http://www.animarea.it/

Facebook: https://www.facebook.com/animareaofficial/

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SO MUCH a Rock Targato Italia - Milano

 Parte dal 22 gennaio al LegendClubMilano di Milano la rassegna Rock Targato Italia XXX edizione. Cerchiamo di conoscere meglio gli artisti in programma con una intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano. 

-Nome artista

So Much 

- Come vi siete avvicinati alla musica?

Tutti condividono una passione per la musica fin dai primissimi anni, dovuta anche alla presenza di musicisti in famiglia.

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

Siamo in quattro, ci siamo conosciuti tramite frequentazione di locali live in comune.

- Con parole vostre come definireste la vostra musica?

Ruvida, minimalista, di impatto.

- Come nasce il nome della band?

Volevamo un nome corto e d'effetto che "arrivasse subito". So Much per noi vuol dire:"con così poco, così tanto"

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

Siamo consapevoli che il mercato detti le regole del gioco. Detto questo consideriamo i talent show uno strumento veloce, un'esposizione forte e  immediata che però, senza basi solide, tende a scomparire.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

15 anni con la stessa line-up ci hanno aiutato a superare i 100 live. Sin dai primi anni 2000 (quando suonavamo cover di White Stripes, Strokes, Queens of the Stone Age...) si è creato un buonissimo seguito. I nostri supporters ci hanno seguito anche quando abbiamo deciso di scrivere brani nostri, presentando il nostro primo EP e il successivo album "Eleven".

- Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nella vostra regione di origine?  

Abbiamo avuto il piacere di suonare la nostra musica in giro per il Nord Italia in locali come: Latteria Molloy (BS) Druso (BG) Rock'n'Roll (MI) Audiodrome (TO) F.O.H. (BO) Viper (FI).
Ci piacerebbe suonare in molti altri locali come: Fabrique (MI) Covo (BO) Cage (LI) New Age Club (TV)...

-  Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?

Valorizzare il lavoro musicale di band emergenti rispetto ad un prodotto improntato quasi esclusivamente a proporre cover. Questo dovrebbe essere svolto sia dai locali sia dal pubblico... spesso poco abituati ad un ascolto di materiale inedito.

- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?

La promozione è sicuramente fondamentale.
Anche i social sono un'interessante mezzo per farsi conoscere ad un pubblico più ampio.
Riguardo ai negozi virtuali rappresentano senza dubbio un'opportunità... nel nostro caso è interessante constatare come i nostri brani siano stati acquistati anche in posti decisamente "lontani" come il Canada.

-  Quali sono i vostri progetti futuri?

Nuovo album (già in lavorazione)
Nuovo video
Nuovo tour

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GORDON IN CONCERTO AL LEGENDCLUB PER ROCK TARGATO ITALIA

Parte dal 22 gennaio al LegendClubMilano di Milano la rassegna Rock Targato Italia XXX edizione. Cerchiamo di conoscere meglio gli artisti in programma con una intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano. 

Nome artista

Gordon

- Come vi siete avvicinati alla musica?

In modi molto diversi... chi ha ascoltato per la prima volta una band dal vivo, chi ha sentito un determinato brano su un disco, chi si è innamorato di uno strumento semplicemente provandolo.

- Da quanti componenti è formato il gruppo e come vi siete conosciuti?

6 elementi. Ci siamo conosciuti, in tempi diversi, tramite siti internet come villaggiomusicale.com, oppure per conoscenze comuni.

- Con parole vostre come definireste la vostra musica?

La nostra musica è un rock italiano, stile anni 90, paragonabile ai Timoria, ai primi anni dei Negrita o ad alcuni brani dei Litfiba. Non usiamo campioni o registrazioni, eseguiamo ogni brano rigorosamente dal vivo.

- Come nasce il nome della band?

e, ma il vero banco di prova sarà la stagione estiva 2018.

La band è nata alla fine del 2014, con un duplice scopo: scrivere brnai inediti ed essere una tribute band dei Nomadi. Nel 2016 abbiamo deciso di abbandonare il progetto Nomadi dopo 3 anni di tribute band e dedicarci esclusivamente ai brani originali, ad oggi una quindicina circa.

- Cosa ne pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

Secondo noi l'era dei talent sta per finire, oggi questi programmi "sfornano" artisti che restano sulla cresta dell'onda un anno, se va bene due. Oltretutto la maggior parte di questi artisti non canta quasi mai canzoni proprie, solo una piccola parte. Crediamo, e sopratutto speriamo, che tornino al grande pubblico le band ed i musicisti con una certa gavetta, ovvero almeno uno o due album alle spalle, diversi live etc.

- Avete già fatto dei live? E quale risposta avete avuto dal pubblico?

con i brani inediti siamo relativamente agli inizi, in quanto la formazione attuale si è completata solo verso la fine del 2017. Abbiamo già fatto qualche liv

- Quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro     regione di origine?  per entrambe le domande la risposta potrebbe essere l'Alcatraz di Milano, dato le dimensioni del palco, del locale ed il pubblico milanese, certamente più "aperto" verso la musica nuova.

-  Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale?

qualcosa sta già cambiando, con l'arrivo di Soundreef, dato che purtroppo la siae rimane il più grande problema per gli artisti e sopratutto per i gestori dei piccoli locali, che spesso rinunciano alla musica dal vivo proprio per questo costo, inutile e sicuramente troppo alto per piccole realtà.

- Cosa ne pensate della promozione, dei Social e della musica distribuita dai negozi virtuali?

bisogna stare al passo con i tempi, oggi un musicista deve essere anche un imprenditore di se stesso. Prima di poter accedere ad un'etichetta e farsi supportare professionalmente, deve almeno aver già un piccolo seguito, creato un demo o un ep, o addirittura un album.

-  Quali sono i vostri progetti futuri?

in primavera gireremo due video e verso la fine dell'anno vorremmo realizzare il nostro primo disco.

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Rock Targato Italia 30/a edizione - Selezioni Area Lombardia

Rock Targato Italia 30/a edizione

Selezioni area Lombardia

22, 23, 24 gennaio 2018

LEGEND CLUB MILANO

(viale Enrico Fermi 98 - angolo via Sbarbaro - Milano)

programma concerti:

22 gennaio 2018 - ore 21.30

23 gennaio 2018 - ore 21.30

24 gennaio 2018 - ore 21.30

 

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I grandi ritorni di Filippo Gatti e Giulio Casale.

I grandi ritorni di Filippo Gatti e Giulio Casale.

articolo di Roberto Bonfanti

 

L'ultimo scampolo del 2017 ci ha regalato il graditissimo ritorno discografico di due degli artisti più puri e talentuosi che la musica italiana abbia espresso negli ultimi trent'anni: Filippo Gatti e Giulio Casale. Due artisti dalla sensibilità e lo stile fra loro diversi, ma accomunati dalla coerenza di un percorso iniziato per entrambi con il rock degli anni '90 (con gli Elettrojoyce per il primo e con gli Estra per il secondo) e proseguito fino a oggi fra interminabili silenzi ed enormi dimostrazioni di classe.

S'intitola "La testa e il cuore", il nuovo album di Filippo Gatti: un lavoro in cui il cantautore romano riesce a esprimersi con una delicatezza assoluta tessendo delle trame finissime in cui un'idea molto personale di canzone folk fortemente psichedelica e intimista viene ulteriormente rielaborata grazie a un riuscitissimo intreccio di sonorità acustiche ed elettronica minimale. Nasce così un album fatto di canzoni che incantano, cullano e accarezzano l'ascoltatore insinuandogli sotto pelle un trasognato senso di malinconia su cui Filippo Gatti ricama parole intrise di una poetica altrettanto delicata e intima ma assolutamente incisiva.

E' invece "solamente" un ep di cinque pezzi, "5 anni" di Giulio Casale, ma riesce comunque a condensare parecchi contenuti e confermare l'enorme importanza di un artista che continua a esprimersi con l’urgenza di sempre e con quella sua caratteristica lucidità introspettiva che gli consente di scavarsi nell’anima fino a far sanguinare le proprie parole. Un ep che si muove fra teatro canzone e ben calibrate aperture pop senza però perdere l'anima rock e l’intransigenza poetica che sono da sempre il marchio di fabbrica di Giulio Casale.

Roberto Bonfanti

www.robertobonfanti.com

 

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