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Articoli filtrati per data: Maggio 2019

Mau Nera a Rock Targato Italia. 8 giugno Merula Strumenti Musicali

 

 "Suoniamo tutti fin da giovane età, abbiamo cominciato da ragazzini a strimpellare rock nelle cantine e continuiamo tutt'ora, con grande passione"... Inizia cosi l'intervista ai Mau Nera gruppo piemontese tra i protagonisti di Rock Targato Italia in programma sabato 8 giugno da Merula, magazzino musicale. Inizio ore 14,30. Ingresso gratuit

 

Nome artista Mau Nera


-       Come sei/siete avvicinati alla musica?
Suoniamo tutti fin da giovane età, abbiamo cominciato da ragazzini a strimpellare rock nelle cantine e continuiamo tutt'ora, con grande passione.

-       Qual'è stata la scintilla che ha fatto scattare la fantasia e la necessita di cantare brani propri?
Te ne accorgi mentre stai studiando il brano di un'altro artista e pian piano, per puro gusto, gli modifichi alcune parti, cambi qualche accordo, rifai la melodia delle parole e via dicendo. Alla fine, i tuoi compagni della cover band ti sgrideranno perchè non hai imparato il brano, ma hai la soddifazione di avere un brano tutto tuo.


-       Con parole vostre come definireste la vostra musica?
Istintiva, passionale, senza fronzoli

-       Il nome della band o il nome da artista, come nasce?
Abbiamo preso il nome da una zona vicino alla nostra sala prove, località Maunera. Abbiamo poi separato Mau da Nera e scelto una gatta nera come nostro simbolo.

-       durante i vostri concerti cosa vi stimola a dare di più e cosa cercate dal pubblico?
Ci stimola l'allegria delle persone e la voglia di lasciarsi andare. Tutto il nostro spettacolo è studiato per far trascorrere due ore di spensierata libertà.

-       Qual'e un risultato che maggiormante vi aspettate dalla vostra produzione musicale e cosa non vorreste?
Ci piacerebbe essere identificati, riconosciuti nei suoni e nel tipo di liriche che proponiamo.

-       La musica è relazione condivisione partecipazione, lavoro, economia, svago divertimento, altro?
Soprattutto condivisione e rapporto di amicizia con chi ci segue. Il nostro divertimento è vedere i sorrisi delle persone alla fine dei nostri concerti e sapere di aver realizzato una bella cosa.

-       Realizzare un singolo o CD o EP autoprodotto vi affidate ad un arrangiatore? Contattate lo studio di registrazione?  Una volta realizzato, distribuirlo prevede un piano di lavoro,  come vi organizzate?
Il primo EP l'abbiamo registrato e mixato noi, a casa ed in sala prove. E' stato bello perchè abbiamo dedicato tanto tempo alla scelta dei suoni, registrando con diversi tipi di chitarre ed amplificatori.
Abbiamo poi fatto stampare l'EP in diverse copie da vendere ai concerti. L'album si può ascoltare anche in streaming dalle piattaforme dedicate e scaricare in digitale dagli shop online

-       Il significato di etichetta indipendente? Il suo ruolo è ancora importante?, è diminuito? non serve?  è cresciuto? qual'è la tua opinione
Tempo fa l'etichetta indipendente ti dava la possibilità di sperimentare senza seguire le tendenze di mercato, crescere artisticamente e far nascere qualcosa di diverso. Ora che si considera solo il successo immediato sui social, tanti prodotti indipendenti sono molto simili tra loro come se fossero prodotti da etichette major. Non crediamo che uscirà nulla di memorabile in questo periodo.

-       Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Sale prove, produzione discografica, promozione, organizzazione concerti. Altro?
Veniamo da una zona in cui la passione musicale è considerata veramente poco, prima di migliorare bisognerebbe iniziare a far qualcosa. Noi organizziamo dei piccoli festival con altri gruppi della zona grazie alla compiacenza di pochi appassionati gestori di locali. Facciamo pubblicità sui social, alla fine la gente viene ed anche il locale ha il suo ritorno economico.
Incontriamo molte difficoltà ad organizzare questo tipo di eventi in quanto per la maggior parte dei locali è più semplice ingaggiare un DJ o una cover band

-       Nei vostri sogni quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare?  e quali quelli nel vostro regione di origine?
Ci piacerebbe suonare al Bloom di Mezzago, alla Latteria Molloy di Brescia, Spazio211 e Hiroshima di Torino, Laboratorio sociale di Alessandria, Ohibò di Milano e locali simili sparsi in Italia. Ci piacerebbe molto partecipare ai festival estivi di musica rock italiana, davanti a tanta gente spensierata sarebbe la dimensione migliore per proporre la nostra musica.

-       Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente influenzato
Le sonorità grunge americane e il post-punk britannico anni 80/90

Cosa pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?
I talent sono una valida vetrina per un interprete, sono meno efficaci per i compositori.

    Progetti futuri?
Nuovo album in registrazione ed un certo numero di concerti in giro. Stiamo sperimentando una strumentazione ibrida acustico/digitale per poter suonare anche in locali piccoli.

Intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano

blog www.rocktargatoitalia.eu 

ROCK TARGATO ITALIA

Selezioni Interregionali  PIEMONTE, VAL D’AOSTA

ingresso gratuito

MERULA MAGAZZINO MUSICALE

Via San Rocco, 20 - 12060 Roreto Di Cherasco CN 

Programma:

 

 

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La solitudine del codice binario, di Paolo Pelizza

La solitudine del codice binario.

Il mondo è decisamente un posto strano in cui vivere. Spesso brutture e distorsioni sono maggioritarie rispetto alle cose belle, alle cose per cui vale la pena. La storia di oggi è che stiamo diventando fragili, spaventati e ignoranti rispetto a quello che c’è qui fuori. Anche noi ma, soprattutto, i nostri giovani.

Non voglio generalizzare. Ci sono tanti ragazzi che vivono fuori, che vanno al cinema e a teatro, che leggono libri, vanno ai concerti, che vivono il mondo. Io li sperimento tutti i giorni nel mio lavoro e quando insegno.

Purtroppo, ne esistono altri che sono caduti nella “grande trappola” del mondo virtuale. Senza scomodare quelli che si sono addirittura auto-segregati in camera loro (fenomeno nato in Giappone e noto con il nome di hikikomori), ce ne sono molti che, considerati non patologici, hanno elaborato o elaborano disagi che si ripercuotono su loro stessi e sugli altri. Qualche volta in modo tragico.

 Di fatto il mondo della rete e dei social media è un mondo facile. Un mondo semplificato, potrei dire, per avere una base imponibile più ampia di utilizzatori (seguaci, direi io). Le logiche su cui si basa sono banalissime: mi piace e non mi piace. Cosa c’è di più a prova di idiota? E, anche, di assurdamente acritico, diseducativo e superficiale che chiedere ad una persona un giudizio senza che abbia l’obbligo di argomentare?

I nostri adolescenti non vivono più nella “società”, non conoscono i fatti, non si occupano delle questioni della politica o dell’attualità, etc.

Non devono fare fatica per “approfondire” un argomento che è a portata di click, ora. Ai miei tempi erano lunghe giornate in biblioteca, dovevamo investire tempo e soldi per recuperare quel testo e quell’altro. Probabilmente, nell’era digitale, non ci si rende conto che su internet ci sono delle informazioni (a volte anche false e/o discutibili) ma, sicuramente, su cui non si può contare per costruirsi una formazione specifica o, più semplicemente, per elaborare un pensiero, un’idea propria del mondo e dell’esistenza.

Anche ai miei tempi c’erano le enciclopedie ma, si consultavano non ci si studiava sopra e non erano considerati testi sacri o oracoli.

E, comunque, quella della pubertà è un’età complicata, la confusione esistenziale si mescola a allo scompenso ormonale, acuendo disagi e sofferenza. Chi vorrebbe tornare a quell’età, probabilmente, non si ricorda bene cosa ha passato. Oggi, dentro a questo momento difficile di crescita c’è il carico delle relazioni e delle amicizie virtuali. Nascosti dietro a uno schermo e una tastiera si può dire di tutto e si possono coltivare pensieri morbosi, degradati e solitudini.

Pensate a un ragazzo oggi che viene educato all’affettività e al sesso dalla rete. E’ incredibile credere che elabori comportamenti violenti o deviati? No, ovviamente.

Intendiamoci bene, anche la mia generazione è stata educata dalla pornografia, rendendo, la morale cattolica dominante, impossibile accedere a corsi di (allora si chiamava così) “educazione sessuale” e, in famiglia, essendo un argomento tabù.

Ma, allora, il consumo del porno tra i giovani era una cosa sociale. Si consumava in gruppi misti di maschi e di femmine che stavano scoprendo la loro identità e i loro orientamenti. La faccio breve: si cresceva insieme da tutti i punti di vista. Non si tolleravano comportamenti violenti, di prevaricazione o irrispettosi. Pur essendo tutti diversi, condividevamo (veramente) dei valori (laici, per giunta!).

Volete un esempio, molto recente di come funziona? Eccolo.

E’ successo che una ragazza adolescente, lanciando un grido di allarme ha chiesto ai suoi “amici” se dovesse continuare a vivere o morire. Lo ha fatto con la stessa semplicità che ha imparato: Live/Die al posto di Like or Not.

In un mondo così deteriore, la conclusione della storia può indignare ma non è stupefacente: gli “amici” a larga maggioranza hanno deciso che dovesse morire e lei si è tolta la vita. Non è così tragicamente semplice?

In un gruppo vero, fatto da persone che si frequentano questa cosa non sarebbe mai successa. Per esperienza personale, se uno si vuole togliere la vita davvero, non lo dice a nessuno. Quello della ragazzina era un grido di aiuto, un S.O.S.

A cui hanno risposto con la stessa superficialità e la stessa noncuranza con la quale avrebbero deciso le sneakers di moda fosse meglio averle verdi o rosse.

Il problema che dietro a quella tastiera e quello schermo c’era una persona sola e vera che aveva bisogno di aiuto. La hanno fatta sentire ancora più sola e indesiderata. Non credo che gli “amici” volessero la morte della ragazza realmente. Non voglio.

Dico solo questo: esiste un reale progresso per l’umanità se gli strumenti che usiamo, mediano così tanto le esperienze e relazioni tra noi da non farcele percepire come vere? Se ci privano prima del senso di responsabilità e poi della coscienza? Non sarebbe meglio ridimensionare l’impatto che hanno queste piattaforme sulla nostra vita? Chi le gestisce è davvero lecito che abbia tutto questo potere senza nessun controllo  (tra l’altro, ormai, per loro stessa ammissione) sulle nostre vite?

Ieri, hanno fatto eleggere un presidente al posto di un altro, oggi ucciso una ragazzina.

Voglio fare un appello: il mondo non sarà il posto migliore in cui vivere ma, almeno, scopriamolo per nostro conto.

di Paolo Pelizza

© 2019 Rock targato Italia

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Da oggi in anteprima su All Music Italia "IRENE" dei Nylon, vincitori di Rock Targato Italia 2018

 

IRENE  

il nuovo videoclip dei  

NYLON 

è da oggi in anteprima su All Music Italia  

https://www.allmusicitalia.it/news/anteprima-video-rene-nylon.html 

 

Da oggi è in rotazione radiofonica “Irene”, il nuovo singolo dei Nylon, vincitori di Rock Targato Italia 2018. Per l’occasione All Music Italia ha pubblicato in anteprima nazionale Il videoclip del brano: https://bit.ly/2EhrRXr 

Irene” è una ragazza forte ma allo stesso tempo profondamente sensibile, che ha da affrontare lo scoglio dell’adolescenza.  

Il brano risponde quindi a domande come ‘cosa vuol dire essere adolescente?’ e ‘Come viene percepita la sensibilità di una ragazza che vive sapendo cosa vuole?’.  

Purtroppo la risposta è ‘Volere è dolore’. 

Nel videoclip, alcune fan e grandi amiche degli artisti, interpretano Irene ricordando com’erano e in cosa si sono riconosciute in lei. Le protagoniste, senza essere attrici, esprimono emotivamente loro stesse con la forza che nasce dall'essere cresciute, ma dal forte ricordo di quell'età della vita. 

“Irene” è un ritratto dell'adolescenza, che cambia volto ed espressione rispecchiandosi in ogni comparsa. 

Il progetto è così vero che gli artisti hanno ammesso di essersi commossi alla vista della prima versione del video che è stato realizzato da Il Maestro e Margherita Fotografia

 

NYLON  

Nylon debuttano nel 2000 dalla collaborazione fra Filippo Milani e Davide Montenovi

Per quasi una decade il progetto è consistito in un duo che ha portato nei locali del nord Italia i grandi classici del rock rivisitati in chiave acustica: un tributo culturale che ancora oggi costituisce un riferimento importante nella stesura delle composizioni. 

Nel 2015 l’esperienza ha subito una svolta radicale, abbandonando il fronte delle cover in favore di una scaletta di brani propri inediti. Al duo si è aggiunto il violoncello di Adriano Cancro, portando il nucleo della band a tre elementi.   

Nylon vantano una stretta collaborazione con Roberto Re e Fabio Minelli, strumentisti noti della scena lombarda. Le diverse estrazioni dei musicisti creano un repertorio originale, in cui il genere cantautorato trova sostegno in arrangiamenti più elaborati che spesso hanno riferimenti ai generi più disparati (jazzclassicamanouchefolkrock e hard rock). 

Lo spettacolo ha una forte impronta teatrale, che mira a coinvolgere in modo diretto il pubblico per non lasciarlo semplice spettatore.  

Nel 2016 è stato pubblicato un EP di straculto “Antipasto Crudo”, di solo quattro canzoni distribuito esclusivamente ai concerti. Nel 2018 la band vince Rock Targato Italia. Nel 2019 la band ha vinto il Premio della Fondazione Estro Musicale.  

Nel Gennaio 2019 è stato, infine, pubblicato il primo album dal titolo: “Quasi fosse una tempesta. 

 

NEL WEB 

Official Website: http://www.nylonproject.com  

Instagram:  https://www.instagram.com/nylonofficial/  

YouTube:https://www.youtube.com/channel/UCM5PugHcUt4QwrERpCfd_Sw  

Facebook:https://www.facebook.com/nylonproject

 

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EL CABRON a Rock Targato Italia, selezioni area Emilia Romagna

La Musica è il nostro chiodo fisso, la nostra passione. Tutt'ora è il nostro miglior divertimento in attesa che diventi il nostro lavoro. Il pensiero del gruppo El Cabron è chiaro e condivisibilissimo. Di seguito l'intervista a cura dell'Ufficio Stampa Divinazione Milano in attesa della loro performance al Cambusa Wave per Rock Targato Italia il programma il 26 maggio a partire dalle ore 15,00

Nome artista: El Cabron

Come sei/siete avvicinati alla musica?

Entrambi in tenera età di epoche diverse, ci siamo avvicinati alla musica spinti dalla necessità di distinguerci.

Qual'è stata la scintilla che ha fatto scattare la fantasia e la necessita di cantare brani propri?

Fin dal primo incontro il nostro obiettivo è sempre stato quello di salire su un palco per proporre la nostra musica. Abbiamo subito capito che è l'unico modo per poterci esprimere.

Con parole vostre come definireste la vostra musica?

La nostra musica nasce dall'incrocio di due lontane generazioni. Il buon vecchio grunge incontra l'energia del post punk e quello che ne esce fuori è una sorta di stoner che tanto stoner non è.

Il nome della band o il nome da artista, come nasce?

Cercavamo un nome d'effetto, possibilmente un nome in spagnolo... fattostà che durante una visita alla biennale del fumetto di Rimini ci ha colpito particolarmente la vignetta di El Cafone... subito ispirati è nato El Cabron.

Durante i vostri concerti cosa vi stimola a dare di più e cosa cercate dal pubblico?

L'idea di essere su un palco per proporre la nostra idea di musica è già di per se lo stimolo che ci spinge a dare ogni volta si più. Quello che cerchiamo dal pubblico è un ascolto attento e possibilmente un feedback.

Qual'e un risultato che maggiormente vi aspettate dalla vostra produzione musicale e cosa non vorreste?

Purtroppo anche noi ai giorni nostri godiamo di Like.

La musica è relazione condivisione partecipazione, lavoro, economia, svago divertimento, altro?

La Musica è il nostro chiodo fisso, la nostra passione. Tutt'ora è il nostro miglior divertimento in attesa che diventi il nostro lavoro.

Realizzare un singolo o CD o EP autoprodotto vi affidate ad un arrangiatore? Contattate lo studio di registrazione? Una volta realizzato, distribuirlo prevede un piano di lavoro, come vi organizzate?

Siamo noi stessi arrangiatori e produttori dei brani che abbiamo registrato.
Per la distribuzione ci affidiamo ai vari social.

Il significato di etichetta indipendente? Il suo ruolo è ancora importante?, è diminuito? non serve? è cresciuto? qual'è la tua opinione

Le etichette avevano motivo di esistere quando i vari gruppi emergenti venivano scoperti nei locali dagli scout. Ora la situazione è differente e i gruppi trovano più facile utilizzare i social per diffondere musica piuttosto che rivolgersi ad una etichetta.

Cosa fareste per migliorare in Italia l’organizzazione a livello musicale? Sale prove, produzione discografica, promozione, organizzazione concerti. Altro?

A noi piacerebbe che venisse dato spazio alle band emergenti nei vari media. Per esempio ogni radio potrebbe inserire nella programmazione anche nuove proposte.
Per quanto riguarda i live vale la stessa cosa, inserire nella programmazione dei concerti anche band che propongono inediti piuttosto che le solite tribute band.

Nei vostri sogni quali sono i locali in italia dove vi piacerebbe suonare? e quali quelli nella vostra regione di origine?

A noi piacerebbe suonare al Rock'nRoll di Milano, oppure al Vidia di Cesena. Ma soprattutto ci sentiamo pronti per i grandi festival insieme a band super cazzute.

Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente influenzato?

Ci piace pensare di avere l'energia dei Rage Against the Machine, la melodia degli Incubus e la tecnica dei Royal Blood

Cosa pensate dei talent show e in generale della musica che gira intorno?

I talent show sono una ottima vetrina per chi si vuole mettere in mostra in cerca di una facile e celere ascesa verso il grande pubblico, peccato che spesso altrettanto velocemente chi passa per questi canali viene dimenticato perchè superato dall' ultimo arrivato.

Progetti futuri?

Abbiamo appena registrato due brani in studio di registrazione di cui stiamo per girare i videoclip.

 

APPUNTAMENTO 

 

Cambusa Wave (Via G. L. Bernini 11 - Reggio Emilia) è uno studio multimediale situato a Reggio Emilia. Specializzato in produzioni audio/video il quale collabora attivamente con numerosi professionisti riconosciuti nel settore.

 

Per quanto riguarda la divisione audio, le figure di riferimento per lo studio sono i produttori; Roberto Drovandi e Fulvio Ferrari. I fonici:  Roberto Barillari, Dario Casillo e Nicolò Romani,  ed il fonico per la sezione live e manager Giovanni Pigino.

 

Il dipartimento video è sotto la gestione di Andrea Bonvicini, cinematografo e titolare della struttura

 

Domenica 26 maggio 2019 - inizio concerti ore 15.00

 

Programma:

 

 

 

 

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My Chance Tv il modo più rapido e sintetico per promuovere la tua musica su radio e tv

My Chance Tv il modo più rapido e sintetico per promuovere la tua musica su radio e tv

 

My Chance Tv è il tuo biglietto da visita musicale. My Chance Tv in una sola pagina e con un solo click mostra agli utenti tutto, ma proprio tutto, quello che è più importante sapere di te e della tua musica. Non dovrai più elencare o dire una quantità di siti o di link per far sapere dove vendi, dove guardare, dove seguire o dove ascoltare la tua musica. Con My Chance Tv basta comunicare il nome della tua pagina ed è tutto li a portata di un solo click. My Chance Tv il modo più semplice e rapido per promuoverti gratuitamente. Inoltre la nostra playlist, creata con la tua musica, è consultabile sia da pc che da cellulari e tablet.

 

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IL RITORNO IN ITALIA DI TYCHO

IL RITORNO IN ITALIA DI

TYCHO


"WEATHER", IL NUOVO ALBUM, USCIRÁ IL 12 LUGLIO PER MOM X POP / NINJA TUNE E SARÁ ACCOMPAGNATO DA UN TOUR CHE FARÁ DUE TAPPE IN ITALIA A FEBBRAIO
 

27 febbraio 2020 - Milano - Fabrique
w/ POOLSIDE
Apertura porte ore 19:00
Inizio concerto 20:00
Info: www.fabriquemilano.it

28 febbraio 2020 - Bologna - Estragon
w/ POOLSIDE
Apertura porte ore 19:00
Inizio concerto 20:00
Info: www.estragon.it/

Prevendite disponibili su www.ticketone.it a partire da
VENERDÍ 17 MAGGIO ALLE ORE 10:00
http://bit.ly/TychoIT

 

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“The Mating Season of Frenzy Breeze”, personale di Gioia Di Girolamo

Giovedì 16 maggio la Galleria Bianconi inaugura “The Mating Season of Frenzy Breeze”, personale di Gioia Di Girolamo, artista italiana nata a Pescara nel 1984, trasferitasi negli Stati Uniti, a Los Angeles, dove vive e lavora. 


La mostra in realtà segna anche un momento molto importante per la galleria, con la presentazione al grande pubblico dei locali completamente rinnovati della sede milanese di via Lecco 20. La scelta di inaugurare la nuova veste dello spazio con la personale di una giovane artista intende sottolineare la freschezza e l'energia alla base del processo di trasformazione e crescita della Galleria stessa.
Al centro della personale di Gioia di Girolamo, curata da Andrea Lacarpia, si pone il tema dell'affettività nei rapporti sociali e di come i processi biologici di conservazione e sviluppo degli organismi possano presentare caratteristiche comuni.

La spinta vitale che porta l’uomo a relazionarsi con gli altri creando rapporti interpersonali è la stessa energia che rende ogni essere vivente un sistema aperto e non isolato, animato dal continuo scambio con l’ambiente. La percezione dell’individualità è modellata dal rapporto con l’esterno che ne ridefinisce costantemente i confini, in un confluire di processi chimici e proiezioni mentali.
Con lo sviluppo della tecnologia digitale si è assistito a profondi mutamenti nelle modalità di comunicazione, che da un lato affrancano della presenza fisica e dall’altro ne evocano la presenza enfatizzando la dimensione emotiva. La possibilità di ottenere appagamento affettivo con mezzi fittizi determina nuove nevrosi e dipendenze, portando al progressivo isolamento in un microcosmo senza interlocutori reali, in cui anche la percezione di sé e della propria corporeità è compromessa dalla mancanza di scambio con l'esterno.
 

La solitudine affettiva, condizione esistenziale sempre più attuale, è raccontata da Gioia Di Girolamo attraverso un personaggio immaginario, chiamato Frenzy Breeze, che diviene metafora di una contemporaneità in cui la dimensione fisica è sostituita da immagini e narrazioni facilmente reperibili online, surrogati che procurano appagamento sensoriale sostituendosi all'esperienza reale.  
L'ambiente di Frenzy Breeze è chiuso come una biosfera che si autoalimenta senza alcun contatto reale con l'esterno, in un circolo continuo di appagamento di desideri alimentati artificialmente. Interessata alle attuali trasformazioni nelle modalità di percepire il corpo e gli affetti, in un mondo sempre più connotato dalla pervasività della tecnologia e della comunicazione digitale, Gioia Di Girolamo approfondisce con sarcasmo e capacità critica i fenomeni di dipendenza da internet che accompagnano la diffusione dei social media e dei contenuti che forniscono esperienze sensoriali attraverso stimoli virtuali. La necessità di comunicare con gli altri, di creare rapporti affettivi e di aumentare l'autostima, nell'eccessivo utilizzo di modalità virtuali può assumere connotati grotteschi e paradossali, esprimendo inquietudine dietro l'apparenza più dolce e ovattata.

Gioia Di Girolamo rielabora le ambiguità dell'immaginario web orientato alla soddisfazione del desiderio, dalle chat per incontri ai video di ASMR che procurano piacere e rilassamento attraverso particolari stimoli sonori, mostrandone le criticità per raccontare il presente nelle sue contraddizioni. Con un'attitudine sperimentale nell'utilizzo dei materiali, Gioia Di Girolamo unisce nelle proprie installa- zioni diversi mezzi, tra i quali il video, la scultura e la pittura, attivando esperienze sensoriali che rimandano ad una fisicità impalpabile, in grado di stimolare una sensibilità insieme tattile ed evanescente. Si genera così una realtà inaf-ferrabile, in cui l'unità di corpo e individuo si dissolve generando diverse identità senza peso. The Mating Season of Frenzy Breeze unisce opere realizzate con materiali diversi, come argilla modellata, felpe, tessuti semitrasparenti, pittura ad olio, pigmenti, smalti per unghie, colla vinilica, silicone e ammorbidente, che vanno a formare un microcosmo di forme in cui la dimensione biologica, sia quella elementare delle cellule e dei microorganismi che quella complessa del corpo umano, si fa eterea e dominata dalle tonalità pastello. I limiti della trascendenza spinta all'eccesso dall'utilizzo della tecnologia e il ruolo del corpo in tale processo, tra permanenza e abbandono, sono sondati da Gioia Di Giro- lamo come elementi fondamentali per la comprensione di una contemporaneità in cui la tecnica trasforma l'uomo ibridando gli opposti in forme post-umane.
 

La pelle e la testa, spazi interstiziali tra l'individualità e l'ambiente esterno, sono i soggetti principali. Il colore dell'epidermide risuona in ogni opera, esprimendo una corporeità che diviene membrana senza peso, identità virtuale che può essere cambiata come un vestito. Privata di concretezza fisica, la dimensione tattile assume una valenza spirituale, in cui si trascende la realtà in favore di un mondo magico. Parte del corpo ed insieme strumento della mente, le teste sono modellate da Gioia Di Girolamo con dei lineamenti essenziali che le rendono simili ad ancestrali raffigurazioni di idoli, o figure aliene dall'espressione dolce e sognante, in cui il terzo occhio posto nella fronte rende percepibile il volto anche se sottosopra. La percezione fisica e la dimensione dello spirito si compenetrano ed insieme formano la complessità di una realtà senza coordinate certe e senza gravità, in cui tutto è disposto in uno spazio evanescente come il mondo digitale. Le opere video riprendono lo stile dei filmati di autoguarigione reperibili su you tube enfatizzandone i cliché estetici per mostrane l'aspetto paradossale, insieme rassicurante e conturbante. Nonostante l'immaterialità dei pixel e della comunicazione web, l'essere umano si mostra ancora nella sua fragilità fatta di necessità affettive che lo legano al mondo degli organismi viventi, di cui la tecnologia diviene parte. integrante, tra pulsioni istintive e sublimazione.

Galleria Bianconi  via Lecco 20, 20124 Milano - Italia 
 lunedì - venerdì 10.30-13.00 / 14.30-19.00  sabato su appuntamento  

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.   www.galleriabianconi.com

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STEVE JOBS, UNA BIOGRAFIA ILLUSTRATA

STEVE JOBS

UNA BIOGRAFIA ILLUSTRATA

Kevin Lynch

 

Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e l’intuizione. Loro in qualche modo sanno già cosa volete diventare davvero. Arianna Huffington

Mondadori Electa pubblica Steve Jobs, di Kevin Lync, una splendida guida illustrata alla vita e all’operato di uno dei più influenti innovatori del Ventunesimo secolo.

Questa biografia grafica, ricchissima di informazioni e curiosità, esplora lo straordinario talento e la genialità di Steve Jobs attraverso schede e illustrazioni originali di grande impatto visivo.

Dagli esordi come venditore, che posero le basi per il suo successo, alla competizione con Bill Gates e alla continua spinta verso l’innovazione, questo libro ripercorre le appassionanti – benché purtroppo brevi – vicende del pioniere della tecnologia che ha cambiato profondamente il nostro modo di comunicare e, soprattutto, di vivere.

KEVIN LYNCH È nato a Londra e vive a Dublino, dove lavora come giornalista. Ha lavorato per il “Daily Mirror”, scrivendo di tecnologia, e per GuinnessWorldRecords.com.

 

Mondadori Electa

17 X 23 cm

270 pp.

24,90 €

in libreria il 21 maggio 2019

 

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FANALI DI SCORTA 16 maggio alle ore 21.30 al BAR BAH di Milano

FANALI DI SCORTA

in Concerto

16 maggio alle ore 21.30 al BAR BAH

(Milano, Via Porro Lambertenghi 20)

 

Il 16 Maggio alle ore 21.30 la rockband torinese FANALI DI SCORTA approderà al Bar Bah di Milano in Via Luigi Porro Lambertenghi 20 per esibirsi in un acustico simpatico e sorprendente.

Il gruppo FREAK'N'ROLL più sorprendente della scena indipendente si esibirà in un acustico imprevedibile nel locale più cool della Movida Milanese.

FANALI DI SCORTA

I Fanali Di Scorta sono una band dell’underground torinese con oltre 600 live all’attivo, sempre alla ricerca di stimoli e situazioni nuove dove portare e condividere il loro mood vivace. Guidati dal polimorfico performer Daniele Chiarella, accompagnato dal polistrumentista Carlo Peluso, hanno calcato diversi palchi italiani, sempre rimanendo fedeli al loro “freak’n’roll”.

“Il problema dell’umanità è che gli stupidi sono strasicuri, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi.”  Bertrand Russell

Sito web: www.fanalidiscorta.com

 

FRANCESCO CAPRINI - FRANCO SAININI

Divinazione Milano S.R.L.

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano

Tel. 0258310655 Mob. 3925970778

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

web: www.divinazionemilano.it

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Finali Lombardia 31/a edzione Rock Targato Italia

L' 11 giugno 2019 si terranno le finali Area Lombardia della 31a edizione di Rock Targato Italia presso il LegendClub di Milano. A partire dalle 21.30, gli artisti in gara si alterneranno sul palco ed eseguiranno alcuni brani inediti (no cover), per contendersi l’accesso alle fasi successive della manifestazione.

Caratterista fondamentale di Rock Targato Italia è quella di promuovere artisti emergenti e brani originali inediti. 

Programma Concerti LEGENDCLUB Milano

(Viale Enrico Fermi 98 – angolo via Sbarbaro)

Martedì 11 giugno 2019 - ore 21.30

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Contatti

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c/o Divinazione Milano Srl
Via Palladio 16 20135 Milano
tel. 02.58310655
info(at)rocktargatoitalia.it

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