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Articoli filtrati per data: Gennaio 2020

Mi costringo in tempi di degrado mentale ad un articolo felice.

Mi costringo in tempi di degrado mentale ad un articolo felice.

di Riccardo Autore

Vado subito al sodo: si può avere successo oggi. Facilmente. Anzi mai come oggi abbiamo avuto tanto terreno fertile. Tanto che avere questo terreno fertile  diventa esso stesso il problema.

Nell’intimo dell’italiano, specialmente se musicista, alberga questa funesta paura di fare le cose tanto per farle, perché “tanto non cambia niente, ma poi io… chi sono? Ce ne sono migliori di me un’infinità e guarda come gli è finita, a fare le cover, a suonare per 4 spiccioli, a seguire le canzonette”.

Tralasciando il retroscena depressivo imposto dalla serie tv che chiamano Politica Italiana, il nocciolo della questione è: sei di successo quando ti alzi la mattina? Cioè ti lavi bene i denti o ci metti 10 secondi giusto per prenderti in giro che lo hai fatto? E ancora: sei di successo quando ti vesti, o abbini i vestiti a minchia? Hai buon gusto nel fare colazione o ti cali il cazzo che ti capita perché hai premura o peggio spossatezza? E così via, accendi l’auto e parti subito o le dai almeno un minimo di preliminare…? Saluti e stringi forte la mano, offri un caffè, sdrammatizzi e fai ridire i tuoi cari, hai in mente la giornata, la settimana, il mese, l’anno, la tua vita o di base sei un continuo coitus interruptus?

Ecco, se rientri anche solo in una delle suddette sottospecie di mediocrità, non allarmarti, sei un po’ come me, come i più, quasi tutti. Semmai dovessi avere una preoccupazione, piuttosto, preoccupati del fatto che non ti preoccupi più, appunto, di fare parte della maggior parte delle persone.

In musica si deve essere umili ma anche superbi, specialmente se componi e non soltanto replichi le note altrui. Un artista deve avere esigenza di se stesso, curarlo e accudirlo, proteggerlo e promuoverlo, minuto per minuto, come quando esegue un brano e rispetta tempo, melodia e umore dello stesso. Questa prassi, pignola all’inizio e spontanea col tempo, rende svegli alle proposte del mercato musicale, ai flussi tematici da trattare nei testi, agli investimenti da fare nella più nella promozione del prodotto rispetto che alla realizzazione dello stesso e, a seconda dei casi, al contrario. Insomma, il successo è il riflesso naturale della nostra personalità ed è davvero un peccato che lo si insegue senza se stessi affianco.

La faccenda per ora l’archivio così:  fai le canzoni che ti fanno stare bene ma mostrale al pubblico solo se lo faranno stare bene come a te. Detto gretto. Fuori grammatica. Ma ci siamo capiti…

E tranquillo che anche se sei un cane, puoi migliorare, ci sono tutorial, ci sono plug in, ci sono tempo e calma in abbondanza nell’era della disoccupazione ad oltranza. Il terreno per quanto possa essere fertile, non farà crescere il tuo seme se la stagione non è ancora arrivata.

Riccardo Autore: https://www.youtube.com/channel/UC3oy3BLeR6NnDcff2YqnknA?view_as=subscriber

blog rocktargatoitalia.it

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DIECI RAGAZZE (PER ME)…

DIECI RAGAZZE (PER ME)…

Scusate se mi permetto di parafrasare una delle più note canzoni italiane scritta da Mogol (il testo) ed interpretata da Lucio Battisti. Ma così … quando le luminarie non ancora rimosse dalle città sono scheletri spenti, quando dopo le libagioni rimani prosaicamente con un senso di pesantezza che nemmeno il bicarbonato di sodio può lenire, quando la sbronza ti passa, quando hai appena finito di comprare i regali su Amazon e sei in coda all’antica lungo i corsi per accaparrarti il pantalone in saldo (che sarà esaurito ma tu lo scoprirai solo dopo essere stato al gelo sul marciapiede per sei ore coltivando una bronchite monumentale) … dicevo, in quel momento anche la fantasia ti abbandona e ti lascia con un vago disorientamento.

Questo ti pone di fronte ad un bivio: cominciare ad auto-medicarsi con sostanze psicotrope oppure seguire le inesorabili vicende legate al Festival di Sanremo! Anche quest’anno, ho scelto Sanremo!

Ok, un po’ me lo avete chiesto ma ne avrei fatto a meno? Siamo alla Settantesima Edizione ed il Festival non ne vuole sapere di andare in pensione, anzi… Ringalluzzito dagli ascolti che riceve (negli ultimi anni) anche grazie all’aiutino di una contro-programmazione inesistente, giusto per non urtare la sensibilità di inserzionisti big spender che poi i soldi li danno a tutti, il Festival impazza per i consueti sei mesi: da dicembre a maggio non si parla d’altro.

Incredibilmente, sono uscite delle indiscrezioni … Nello stupore generale, qualcuno ha fatto notare che è da trent’anni che è così imprevedibile che escano delle indiscrezioni tutte le volte!

La prima indiscrezione riguarda i cantanti in gara. Un grandissimo parterre per una manifestazione canora del solito livello: altissimo. Il conduttore attuale ha dichiarato (novità assoluta) che la manifestazione che arriverà nella casa di tutti gli italiani, privilegerà la musica. Cazzo! Ci speravo proprio che lo dicesse anche lui. Mai abbiamo sentito una dichiarazione più disattesa, tutti gli anni.

Comunque, passiamo ai grandi e ai grandissimi nomi: Rita Pavone, Michele Zarrillo, Elodie, Anastasio, Paolo Jannacci, Irene Grandi, Le Vibrazioni, Piero PelùPinguini Tattici Nucleari (nome perfetto per fare il botto), Marco Masini, Levante, Rancore (oh mio Dio!), Junior Cally (un altro rapper), Giordana Angi (un’altra fuoriuscita da talents show), Elettra Lamborghini, Francesco Gabbani (va bene con tutto… Gabbani is the new black), Enrico Nigiotti, Diodato, Bugo e Morgan, Alberto Urso, Riki, Tosca, Raphael Gualazzi ed Achille Lauro.

A parte che mi stanno già mancando Ultimo e Loredana Berté: il primo perché ho trovato la rissa con la Sala Stampa dell’anno passato il momento di televisione più alto dell’ultima decade e la seconda perché è (ormai) l’unico personaggio genuino della musica italiana.

Imperdibili i temi delle canzoni. Giordana Angi canterà una canzone sulle madri o meglio su sua madre, Rancore rapper romano canterà un pezzo su Siria-Iraq-Biancaneve-etc. etc., Elettra Lamborghini parlerà di niente in un brano dal sapore sudamericano ballabile, i Pinguini Tattici Nucleari presentano un pezzo intitolato Ringo Starr (sarà un omeggio?), Achille Lauro canta “Me Ne Frego” con sonorità non proprio contemporanee, Bugo e Morgan si dedicano ad un duetto, Rita Pavone canta “Niente” (e magari!)…

Ma il tocco di nazional popolare che non può mancare è stato dato dalle polemiche che già si sono infuocate senza preliminari. La prima riguarda le idee politiche di alcuni cantanti in gara. Qualcuno ha definito la partecipazione di questi come il festival dei “fascistelli”. Ora, io credo che sia sbagliato discriminare qualcuno per le sue idee politiche, il genere, il colore della pelle, la religione e/o l’orientamento sessuale. Come credo che sia sbagliato, agendo al contrario, farlo vincere.

Meno male che il bravo conduttore ha già calmierato la querelle dichiarando che sono solo canzoni.

Ma Amadeus per tenere calda l’attesa ha anche fatto di più. Niente più co-conduttrici fisse. Così invita alcune personalità femminili. Una decina…

Di due sue colleghe dirà che le ha chiamate perché sue amiche e non perché ottime professioniste della televisione.

Una la vuole perché è capace di stare con un grande uomo, stando due passi indietro e fanculo a decenni di lotte femministe, di parità di diritti. Che ce frega! Sanremo, ancora una volta è Sanremo.

Poi c’è la vicenda della giornalista. La voleva perché poi si poteva non volere più. Ma per poi volerla ancora per parlare della donna e di una condizione che ancora oggi non ha avuto l’evoluzione dovuta, soprattutto ad altre latitudini, costringendola all’argomento, nel senso che non può parlare di altro. Per lei un solo passo indietro! Che grande modernità. Oltre alla questione della parità di genere, qui si ravvisa anche un leggero odore di censura, di violazione alla più inviolabile delle norme: la libertà di espressione. Suvvia, esagero!

Pensate che ha anche invitato un gay dichiarato a cantare tra gli ospiti!

Nel pregare per una beatificazione in vita di Amadeus, mi trovo obbligato a citare un altro grande cantante italiano.

Sono solo canzonette … Non metteteci alle strette.

di Paolo Pelizza

© 2020 Rock targato Italia

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Non plus Ultras, lo spettacolo incentrato sul mondo del calcio e delle sue tifoserie

il 28-29 gennaio alle 20.30

il PimOff vi invita a teatro per lo spettacolo

Non Plus Ultras

incentrato sul mondo del calcio e delle sue tifoserie.


In scena la compagnia NEST Teatro, con il famoso attore televisivo Adriano Pantaleo. Lo spettacolo, unendo cori, proiezioni e musiche, ricostruisce le atmosfere magiche dello stadio per invitare a una riflessione sul mondo del calcio.

Ciro cerca di conquistare la dolce Susanna, figlia del temuto capo Ultras Biagio ‘O Mohicano. La sua strategia è semplice: riuscire, grazie all’aiuto del cugino ultras, ad introdursi nel mondo della curva e a conquistare la benedizione dal padre della ragazza. Ciro nel tentativo di sedurre resta sedotto, completamente catturato da quella mentalità che sembra dare un senso alla sua vita piatta e monotona che ha sempre detestato.
Però.

Cosa vuol dire essere un Ultras? Che responsabilità porta? Che costi ha essere un ultras?

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Il grande Maestro Kayhan Kalhor al Kamanche e il virtuoso Behnam Samani al Tombak in concerto

Il concerto

del grande Maestro Kayhan Kalhor al Kamanche (viella ad arco a puntale)

e del virtuoso Behnam Samani al Tombak (tamburo a calice)

che con l’intensità della loro musica ci condurranno in un viaggio emozionale attraverso la potenza espressiva ed armonica dell’improvvisazione.

 

Milano

Venerdì 07 Febbraio 2020 Ore 21:00

Conservatorio Giuseppe Verdi, Sala Puccini

Via Conservatorio 12

 

Biglietti:

Platea 1° settore: 35 euro

Platea 2° settore: 30 euro

Platea 3° settore: 25 euro

 

Informazioni e Prenotazioni: Cel. +39 3281094656

 

Acquisto e ritiro biglietti:

Negozio HAAS: interno cortile, Piazza Lima, 3 Cell. +39 3470745570

Zafferan Cucina Persiana: Via Tito Livio, 22 Cell. +39 3405811763

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"COMA QUANDO FIORI PIOVE" 23-26 GENNAIO 2020

DI WALTER LEONARDI E CARLO G. GABARDINI

CON WALTER LEONARDI, FLAVIO PIRINI, LUISA BIGIARINI, PAOLA TINTINELLI

REGIA WALTER LEONARDI

UNA PRODUZIONE BUSTER CON La Corte Ospitale

Spettacolo vincitore de I Teatri del Sacro 2017
Spettacolo inserito in abbonamento Invito a Teatro
Rassegna Ridere Non è una cosa seria

...Un’allucinazione coinvolgente e ben architettata, un modo per congfrontarsi giocosamente (non è esclusa la possibilità di sbucciarsi le ginocchia) con il senso della vita. [...] riesce a coinvolgere il pubblico con semplicità parlando del senso della vita in maniera sincera senza perdere mai delicatezza. - La Nouvelle Vague Magazine Emiliana Provenzale

Arriva al Teatro Fontana di Milano Coma quando fiori piove, spettacolo vincitore del bando I Teatri del Sacro 2017 firmato dal regista e comico milanese Walter Leonardi – attore del Terzo Segreto di Satira – insieme a Carlo G. Gabardini.
Un uomo il giorno del suo 50° compleanno si ritrova in macchina assieme a un misterioso autostoppista che lo accompagna a fare un bilancio della propria vita.
Questo compagno di viaggio sembra Dio, ma non è facile credergli al giorno d’oggi.
Si sviluppa così un dialogo, sospeso e stravagante, che porta l'uomo a ripercorrere gli avvenimenti più̀ importanti della sua vita e a rivivere, anche attraverso la lente degli occhi del suo accompagnatore onnisciente, gli amori perduti, i sogni incompiuti e gli attimi rimpianti. Rincontrerà̀ il suo primo amore, parlerà ancora una volta con la madre morta qualche anno prima, ripenserà alle amicizie di una vita e al lavoro mai cambiato nascondendo le insoddisfazioni, in un continuo movimento tra passato e presente, sogno e realtà, possibilità ormai perdute e consapevolezze acquisite, coma e veglia.
Un gioco tra malinconia e speranza, con la leggerezza di chi, pur dovendo fare i conti con l'inesorabile avvicinarsi della fine, in fondo sa che è sempre possibile fare una lista di cose per cui vale la pena vivere.
Un viaggio fisico che si fa viaggio mentale - a tratti lisergico - con la propria coscienza; un pretesto per riflettere e ridere su temi che pesano come macigni sulla vita di tutti i giorni.
Un racconto comico, cinico, onirico, messo in scena con semplici immagini, oggetti ed espedienti che, traendo ispirazione dal nouveau cirque, generano sorpresa e incanto.

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La mostra Anima d'acciaio. Columbus e il design della bicicletta è stata prorogata fino a sabato 22 febbraio 2020.

La mostra Anima d'acciaio

Columbus e il design della bicicletta

è stata prorogata fino a sabato 22 febbraio 2020.

 

 

 

A cura di Francesca Luzzana e Federico Stanzani

Progetto di allestimento a cura di Franco Raggi

Progetto grafico Marco Fornasier

Dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.
Sabato dalle 15 alle 19.

La selezione in mostra muove da 13 serie tubi Columbus (dove “serie tubi” indica il set di tubi necessari a comporre il telaio), con il loro carattere speciale: AELLE, SL, AIR, SLX, MAX, GENIUS, HYPERION, OR, XLR8R, STARSHIP, XCr, SPIRIT HSS e CENTO, la serie celebrativa del Centenario, a tracciare un ideale percorso dell'innovazione tecnologica degli ultimi cento anni del settore.

Un'ampia sezione della mostra non manca di esporre le realizzazioni compiute delle innovative serie tubi: le biciclette che hanno visto trionfare grandi squadre e campioni del calibro di Coppi, Bartali, Anquetil, Ole Ritter, Gimondi, Merckx, De Vlaeminck, Moser, Pantani, Hampsten, Argentin, in ogni ambito e competizione, dai Record dell'ora alle grandi Classiche e Monumento.

 

Il piano superiore ospita i pezzi “fuori concorso”: biciclette da leggenda, telai d'autore, machinerie, strumenti di lavoro e oggetti celebrativi ed evocativi, naturale compendio della prima sezione, a sintetizzare in un racconto e fisicamente in un quadro corale, la celebrazione dei primi cent'anni di un'industria metallurgica milanese.

 

PROSSIMI PROGETTI:

Dal 27 febbraio al 1 marzo saremo a Madrid alla fiera URVANITY ART 2020 con uno stand interamente dedicato all'artista spagnolo Sergio Mora

 

Preview per stampa e collezionisti 

Giovedì 27 febbraio 16:00 - 23:00

Orari di apertura al pubblico
Venerdì 28 febbraio 11:00 - 21:00
Sabato 29 febbraio 11:00 - 21:00
Domenica 1 marzo 11:00 - 19:00

 

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CINEMA

CSC LAB: LABORATORIO ANNUALE INTENSIVO DI PRODUZIONE CINEMATOGRAFICA

Il Laboratorio Annuale Intensivo di Produzione Cinematografica è un corso full immersion che ha l’obiettivo di formare produttori moderni, evoluti sia per la capacità di scegliere i progetti sia per la compilazione di budget, bandi e piani finanziari, sia nel marketing e, last but not least, per la conoscenza delle nuove frontiere della produzione audiovisiva come transmedia storytelling, branded content etc. 

Il laboratorio comincerà a metà marzo e durerà fino a dicembre con una durata di 30 settimane per un impegno di 5 giorni la settimana per 6 ore al giorno. Il lavoro in aula sarà alternato con esperienze sul campo e/o lezioni fuori sede. Potranno essere previsti oltre alle lezioni con i docenti incaricati anche interventi, contributi e/o testimonianze di terzi (sempre eminenti personaggi e/o grandi professionisti).
L’obiettivo ultimo del LAB sarà quello di indirizzare tutti gli studenti che termineranno il percorso formativo presso società di produzione e distribuzione per agevolare il loro ingresso nel mondo professionale.

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'WHOA' A TOUR BY BIRTHH Annunciate le prime date in Italia e all’estero

'WHOA'

A TOUR BY BIRTHH

Annunciate le prime date in Italia e all’estero

 

Fuori il nuovo singolo “Parakeet ”, brano che annuncia il nuovo album "WHOA" in uscita il 6 marzo

Dopo i singoli “Supermarkets” e “Yello / Concrete”, BIRTHH torna con il nuovo singolo “Parakeet” (Carosello Records), anticipazione del suo prossimo album ufficiale “WHOA”, in uscita worldwide il 6 marzo 2020.

Paradigm Talent Agency per l’estero (Billie Eilish, Lewis Capaldi, Shawn Mendes solo per citarne alcuni) e DNA CONCERTI per l’Italia, hanno lavorato al suo prossimo tour in Italia e nel mondo. Ecco le prime date annunciate:

16 - 21 marzo 2020 - Austin, TX - SXSW
27 marzo 2020 - Torino, IT - Spazio 211
28 marzo 02020 - Ravenna, IT - Bronson
02 aprile 2020 - Milano, IT - Serraglio
03 aprile 2020 - Bologna, IT - Locomotiv
04 aprile 2020 - Pisa, IT - Lumiere
17 aprile 2020 - Taranto, IT - Mercato Nuovo
18 aprile 2020 - Terlizzi, IT - MAT
21 aprile 2020 - Padova, IT - TBA
30 aprile 2020 - Modena, IT - Kalinka
01 maggio 2020 - Leno (BS), IT - Primomaggio
02 maggio 2020 - Leeds, UK - Live at Leeds
08 maggio 2020 - Roma, IT - Spazio Diamante

Maggiori info su www.dnaconcerti.com

“Un ritorno che strizza l’occhio al pop, ma sempre con la sua scrittura d’ispirazione folk mischiata ad elementi Jazz.” – Clash

“Se ti piacciono Björk and Nick Cave, prova Birthh.” - Sunday Times Culture

" Birthh offre un mix musicale di suoni che porta pop, folk, jazz ed elettronica al mix."
- American Songwriter

"...Un’esperienza di ascolto infinitamente sorprendente" - Atwood Magazine

 

PARAKEET” è un brano intimistico dove la voce soul di BIRTHH è accompagnata da una chitarra folk acustica e un piano elegante. Birthh non perde mai l’intimità anche quando la canzone si espande con sintetizzatori, ottoni e melodie vocali.

In questo brano BIRTHH ricorda con malinconia brevi istantanee della sua infanzia, creando quello che sembra un collage fotografico sbiadito di oltre vent’anni. L’artwork del brano, infatti, presenta proprio una foto di BIRTHH da piccola. L’artista ha scritto il brano durante la tournée in Canada ed è diventata la prima canzone del suo nuovo album “WHOA”, anche se in circostanze tragiche. Durante il tour, BIRTHH ha ricevuto infatti la notizia da casa dell’improvvisa scomparsa della nonna.

“Sono praticamente cresciuta con mia nonna – afferma Birthh – Ha avuto un infarto e io non ero lì. E questa cosa mi ha spezzato il cuore. Ho scritto Parakeet perché volevo raccogliere I miei ricordi d’infanzia in una canzone. Per me è una canzone speciale, perché fondamentalmente è la mia vita. Sono molto gelosa di questa canzone.”

Il brano è stato presentato in anteprima come “Song of the day” su KEXP, tra le maggiori emittenti radiofoniche statunitensi.

Il brano è un’anticipazione del nuovo disco di Birthh, in uscita worldwide il 6 marzo per Carosello Records. Oltre a Lucius Page, ha lavorato al disco Robert “LB” Dorsey, producer che ha vinto il Grammy per il mixaggio dell’ultimo album di H.E.R.

Ecco la tracklist completa:

1. Supermarkets
2. Yello/Concrete
3. Draw
4. audio 1
5. Ultraviolet
6. audio 2
7. Parakeet
8. Human Stuff
9. reprise
10. Elephants Sing Backwards
11. Space Dog

 

 

BIRTHH - Parakeet

 

Cresciuta a Firenze, Alice Bisi (vero nome di BIRTHH) è stata inizialmente ispirata a suonare musica dall’amore del padre per Tom Waits e Bob Dylan. Ha iniziato a scrivere canzoni da bambina e quell’abilità è cresciuta con lei. Il suo amore per il pop, il soul, l’elettronica le ha fornito le basi che adesso fanno da fondamenta alla sua musica.

BIRTHH oggi è una validissima realtà italiana esportata oltre i nostri confini: ha suonato in spettacoli e festival insieme ad artisti del calibro di PJ Harvey, Mac DeMarco, Andrew Bird, Benjamin Clementine, Nick Murphy and Imagine Dragons.

La musica di BIRTHH è spesso ultraterrena, evoca uno stato d’animo in costante mutamento che fa sentire allo stesso tempo tra le nuvole ma anche con i piedi per terra. Con “WHOA” ha creato un album immersivo che attinge ai più svariati generi: dal jazz al folk, dal soul all’hip-hop – un viaggio che, una volta intrapreso, non vorrete mai finire.

“Spero solo che le persone che ascoltino la mia musica provino qualcosa – dice BIRTHH – Voglio aiutare le persone con questo album. Alla fine, spero che infondi una certa positività”.

“Sono sempre stata affascinata dal concetto di origine”, dice BIRTHH del suo nome d’arte. “Di base è una certezza. La nascita, insieme alla morte, sono le uniche due certezze. Tutto ciò che esiste ad un certo punto è nato”. E come mai la doppia ‘h’? “Avete mai provato a googlare “birth” senza due h?” dice ridendo. Stimolata dalla possibilità di suonare sempre di più in giro, registrò il suo album di debutto, “Born in the Woods”. Scritto tra i 17 e i 19 anni, ispirato da band quali i Daughter, era una lavoro scuro e potente, specialmente il singolo principale “Chlorine”. La musica di Birthh spesso sembra provenire da un altro mondo, un mood in continuo cambiamento che sembra al contempo impossibile da conoscere e radicata nell’umanità. Una testa fra le nuvole, ma con un piede a terra. Fervono i preparativi per il suo nuovo album “WHOA” , in uscita worldwide per Carosello Records il 6 marzo.

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I MARTEDI DELL'ARTE Incontri tra arte e spiritua­lità

La Fondazione culturale San Fedele riprende il ciclo dei Marte­dì dell’arte per approfondire i temi fondamentali dell'arte e della teologia, con Andrea Dall'Asta SJ, presso l' Auditorium San Fedele, ore 18.15

Programma:

11 febbraio, I mosaici di Monreale: la guarigione
10 marzo, Caravaggio: la Maddalena
31 marzo, Le tentazioni di Gesù
5 maggio, Lo splendore della luce nell'arte

Per approfondimenti : La mano dell'angelo. La Vergine delle rocce di Leonardo. Il segreto svelato; Dio chiama con arte; La luce splendore del vero.

 - ingresso 5 euro

- abbonamento per 4 incontri 16 euro

Contatti:

Facebook: https://www.facebook.com/sanfedele.galleria/

Twitter: https://twitter.com/sanfedelemi

Instagram: https://www.instagram.com/sanfedelemilano/

Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCUc1nh9YqqA-mLQWhWQCKuQ

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