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Articoli filtrati per data: Gennaio 2020

Evento finale della mostra L'immagine dei desideri. Un percorso nel mondo dell'incisione.

Ancora un desiderio, espresso con un passo di danza!

Artcore.it vi invita all'evento finale della mostra

L'immagine dei desideri

Un percorso nel mondo dell'incisione.


Il 16 gennaio alle ore 18,30 lo Spazio Arte Tolomeo unirà alle discipline di cinema e incisione la danza, con il rituale coreografico Tempi Intermittenti di Paki Paola Bernardi.


Tempi Intermittenti di Paola Paki Bernardi è un progetto che molto ha a che fare con i desideri, come quelli che esprimono gli incisori Sonia Aloi, Debora Antonello, Matteo Bracciali, Pilar Dominguez, Isabella Dovera, Sara Montani, Mariachiara Pozzi, Caterina Rombolà, Pietro Sganzerla e il regista Federico Osmo Tinelli, protagonisti della mostra L’immagine dei desideri. Un percorso nel mondo dell’incisione.

Si offrirà al pubblico un rituale di liberazione e di espressione attraverso la danza. I movimenti del corpo sui tacchi come punte per l’incisione solcheranno una lastra circolare in ottone che diventerà, come nella ricerca dell’artista, la matrice per un’acquaforte. Sarà presentato anche il risultato finale di stampa realizzato a partire dalla matrice incisa durante una precedente live session.

I desideri suggeriti dal lavoro di Paola Bernardi sono energia ripulita nel gesto, anelito verso la trasformazione. Ciò che si costruisce nel rito coreografico è una mappatura emozionale, che nel momento in cui viene materializzato in senso grafico, resta come testimonianza di un atto in evoluzione.

 

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ANDREA FERRARA

Divinazione Milano S.r.l.

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Rubrica libri

CASSANDRA di Alessandro Pertosa (il libro) 

… il viaggio nella finzione romanzesca dove ci si perde per tornare sempre al punto di partenza.

La Cassandra mitologica rimane sullo sfondo, presupposta, mentre a svelarsi è il suo mondo interiore …

CASSANDRA di Alessandro Pertosa

Testo Teatrale Originale

Postfazione di Andrea Anconetani

Copertina © Geotag Project Edition

Disegni di Massimiliano Orlandoni

Immagini di Luana Morresi

Crac Edizioni © Dicembre 2019

Collana - I Paraventi
Lingua - Italiano
ISBN 978-88-97389-55-2

 

ELLIN SELAE: Rivista con Disegni Originali 

L’opera completa si compone di 700 frammenti da collezione disegnati, numerati e firmati uno ad uno.

I disegni sono suddivisi in 7 tavole; ogni tavola è tirata in 100 esemplari con numerazione crescente da 1 a 100 per la prima immagine, da 101 a 200 per la seconda, da 201 a 300 per la terza e così via.

ELLIN SELAE - Numero 146

Rivista Letteraria Bimestrale

Direttore Franco Del Moro

Redazione Rivamonte Agordino (BL)

0437 667849 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Analogico o Digitale? di Antonio Chimienti

 IL DUBBIO DELLE SCIMMIE 

005 - Analogico o Digitale?  

di Antonio Chimienti

Come più volte promesso ecco un articolo  propriamente tecnico e focalizzato su uno dei più discussi argomenti tecnici del moderno produttore o musicista: devo affidarmi completamente fiducioso alla elaborazione audio all’interno del mio computer o costruirmi un arsenale di costoso hardware analogico?

Ho letto centinaia di articoli in questi ultimi 15 anni su questo argomento.

Ho letto libri che glorificano l’utilizzo ed i nomi dei suoi sostenitori sia in un ambito che nel suo antagonista, sia che sì parli di analogico  sia che sì parli di plugin, ma quello che vi riporterò è la mia esperienza ragionata perché possiate conoscere qualcosa in più sull’argomento.

Qualche riflessione iniziale.

 

Come al solito , e coloro che mi seguono sono ormai abituati a questo mio approccio  prospettico, dobbiamo capire che ogni parere che abbiamo letto o ascoltato deriva dall’esperienza diretta di chi avevamo davanti, Per cui la prima considerazione da fare e dalla quale prendere le distanze sé davvero ci interessa arrivare ed un dunque è razionalizzare che chi oggi ci parla di Digitale , ma al contempo ha meno di 40 anni non va assolutamente preso in considerazione. Poiché il suo parere affonda radici nell’analogico  per non più di un 10% di tutto quello che lui ci narra come sua esperienza. Al contempo non ascoltiamo chi ha più di 70 anni poiché la sua esperienza su un arco di produzione di circa 50 anni consta di una reale conoscenza del digitale per non oltre ( considerando anche il tempo di coinvolgimento attivo , cioè il tempo consumato a “smanettare” e ricercare tipico di quando sì produce attivamente in opposizione a quando sì demanda a d altri nella pratica per l’età che avanza)  il 20% della propria totale opinione sull’argomento. Inoltre altra importante considerazione mentre il mondo digitale è sostanzialmente più facile da avvicinare ed esperienziare , poiché il costo medio di un plugin o software è sempre nell’ordine di qualche centinaio di euro e quindi abbastanza alla portata di tutti quando addirittura a costo zero sé crakkato, l’esperienza nell’analogico è quasi sempre molto rara da costruire poiché è legata al possesso o in alternativa alla frequentazione di studi molto lussuosi, rari e selettivi nei confronti della scelta degli operatori. Nel mondo analogico un compressore non può costare meno di 1500 euro, ma considerate che il limite in alto è intorno ai 15 euro per un compressore che pochissimi di voi vedranno nella loro vita , ma che tuttavia partecipa a pieno diritto nello stabilire cosa sia meglio tra il mondo digitale e quello analogico. In questo momento , quello delle premesse , non possiamo fare finta che esso non esista, esiste eccome e sé vogliamo veramente arrivare ed una verità dobbiamo fare la fatica di trovare qualcuno che lo abbia usato bene , per molto tempo  , perché quello che vogliamo ottenere è un parere REALE sull’argomento. A questo punto vi offro il mio punto di vista perchè è difficile da parte mia rintracciare qualcuno che soddisfi pienamente tutti i requisiti richiesti per essere ascoltato come una fonte autorevole. Vi ricordo che ci vuole qualcuno che abbia vissuto in modo bipolare il mondo digitale e quello analogico, che lo abbia fatto in egual misura temporale ed ed alti livelli di accortezza e sensibilità, meglio sé garantiti dal fatto che lo stesse facendo per qualcuno che lo stava pagando “appieno” e che in qualche modo abbia la capacità di spiegarlo: bene io mi candido per questo scopo, ma vi dico che non sono la persona più autorevole sull’argomento perché io personalmente non ho avuto la possibilità di approfondire per i motivi prima citati il mondo analogico così profondamente come per esempio il mio partner Paolo Mescoli con i suoi +200 artisti registrati tra il 1980 ed 2000 ed i suo 6 golden reels potrebbe parlarvi meglio di me dei vari hardware, ma resto io il compromesso migliore perché per darvi una risposta utile qui quello che conta non è possedere il 100% di uno scenario , ma il massimo tempo trascorso contemporaneamente in entrambi gli scenari.

Poniamo le basi per un affidarsi autorizzato ed un ascolto fiducioso.

Il perché potete fidarvi di me è perché quando Vi parlo di computer a parlarvene è un uomo che quando era ragazo ed aveva 17 anni sì fece regalare un computer Atari dai suoi genitori. Eh sì che frequentavo il conservatorio  G.Verdi a Torino , ma la passione mi faceva seguire già ogni novità che sì affacciava nel mondo digitale , allora veramente una NOVITÀ. Ragazzi; non c'erano i cellulari, ma il telefono con il filo. Ed il primo computer per fare musica fu ATARI. Lo imparai ad utilizzare da allora con il programma Notator e le prime interfacce midi, clock e via discorrendo. I suoni venivano e verranno fino nel nuovo millennio solo con i synth hardware. Ok quanti di voi hanno in attivo 35 anni di esperienza con il computer come me? ok procediamo. Tuttavia quando mi ritrovavo a realizzare un arrangiamento in uno studio della mia città natale Torino , il computer era novità anche per loro, chiamavano me perché ero il nerd di allora, ma le macchine erano nastri da 24 tracce e dovevi interfacciarti con quelli, e comunque come per i synth tutti i vari effetti saranno sempre analogici per moltissimi anni. Solo nel nuovo millennio qualcosa cominciò ed affollare gli slots delle varie mandate efx della nostra Daw digitale fino ed arrivare ad oggi con le varie simulazioni ed hardware dedicati con preziosissimi dsp ecc.ecc Fissiamo l’ultimo segnalino temporale ,,, diciamo dal 2000 ed oggi sono 20 anni che manovro il digitale, chi di voi mi batte? Ecco credo di avere , ma so di non essere l’unico ovviamente,  il pedigree giusto per parlare sull’argomento e quindi cominciamo.

Comincerò con il dirvi il finale: il mio studio gira intorno ed un mixer SONY Analogico a controllo e matrix digitale. I miei riverberi principali nella mia testa quando produco sono tre e tutti analogici. Pur avendo i preamplificatori Sony ho rintracciato il bundle hardware FOCUSRITE originale estratto MIXER FORTE FOCUSRITE dello scorso millennio. Me ne sono fatto costruire uno custom di un altro tipo da un artigiano italiano  ed ho nel cuore di procurarmene un altro replica di un Neve 1073 di fabbricazione spagnola. I compressori analogici non mi mancano tra gli altri ne possiedo due mutibanda provenienti da una Radio di Chigago. Bene ora arriva il meglio… fino a 10 anni fa di hardware avevo solo una interfaccia microfonica per registrare con un microfono in diretta nel computer, ero pieno di schede audio ( pulsar, et similia) quindi diciamo completamente immerso nel solo mondo digitale.  Quando il mio orecchio sì cominciò ad affinare, a volere più soddisfazione mi procurai dei sommatori e riconobbi concetti come la distorsione e la room che avevo ascoltato passivamente per anni nel passato e che pertanto non pensavo mi mancassero. Fermiamoci un attimo , qui è molto importante! Sé vivi in campagna e la tua mamma ti prepara l’uovo appena sfornato dalla gallina ogni giorno, tutto questo per te è scontato. Non è che stai a riflettere su come sia caldo o succoso, no te lo manngi e basta. Quando da grande andrai in città e ti preparerai l’uovo sciegliendolo con cura e senza badare al prezzo sugli scaffali (la corrispettiva gallinaia nel mondo digitale di oggi) del market mica penserai di  stare sbagliando qualcosa, ma no te lo mangerai e basta ma stai sicuro che dopo un pò sé avrai fortuna ( perché di fortuna sì tratta) ti ricapiterà di rimangiare un uovo come allora e in quel momento capirai tantissime cose. Riuscirai a fare la differenza e capire cosa dell’uovo di oggi manca rispetto a quello della campagna. Devi però averlo interiorizzato quello di allora o purtroppo sarai come uno di quelli per cui un like di facebook vale più di un abbraccio.

Capite finchè non riascoltai quella distorsione non potei fare una scelta fra l’averla ed il non averla. Stavo vivendo in un mondo che giorno dopo giorno mi aveva allontanato da un certo ascolto non dandomi la possibilità di scelta. La scelta per intenderci la avrei avuta sé contemporaneamente avessi avuto a disposizione i due ascolti, cioè di fatto due strutture di produzioni perfettamente equipaggiate collocate nello stesso ambiente ed in cui come per magia il brano in lavorazione avesse potuto essere ascoltato per fare delle comparazioni e nel contempo avrei anche dovuto anche avere il presentimento di dover controllare qualcosa per poi poterlo trovare. Troppo Impossibile! 

Dopo i sommatori ( che servono a saltare la somma digitale nel senso che il mix stereo che esce dal computer è il calcolo di un processore, mentre prelevare i canali singoli dal computer, dirottarli in un hardware, un mixer di fatto, e lì sommarli con dei trasformatori escludendo quell’imbuto digitale, conferisce più spinta e maggiore dinamica al suono) il passo a capire che serviva lavorare fuori dal computer,  sé non per registrare di fatto le tracce esclusivamente per comodità, fu molto breve. Le possibilità creative dell’hardware sono innumerevoli, ma prima un’altra considerazione.

Avete notato come in prossimità dell’uscita di un plugin o software digitale la software house produttrice coinvolge come immagine pubblicitaria un grande ingegnere del suono che però guarda caso appare attorniato da tutti i suoi innumerevoli Hardware? Ma come mai? Provate ed immaginarvi il lancio di un Riverbero Hardware da 2000 euri allungatovi nella foto sulle braccia di un DJ con in secondo piano l’immagine di 3 monitor di computer che mostrano dei VST di riverbero digitali..., ma voi lì spendereste quei soldi? Ma no dai è ridicolo,

Ma c’è un importantissimo motivo che ancora non vi ho svelato e che è celato  li dove in realtà vorreste arrivare nella vostra carriera e che spesso immaginate di frequentare. Un  grande studio “ vecchia maniera” con i muri tappezzati di lucine e costellati di apparecchi vintage , un motivo che è anche un modo che caratterizza il nostro mondo ma che tanto ci sta venendo a mancare e cioè: l’Imprevedibilità.

Dietro all’utilizzo di una macchina hardware trovate l’imprevedibilità ed il divenire. Concetti per la cui cancellazione abbiamo trascorso anni a progettare sistemi che la neutralizzassero in nome di una presunta precisione che avrebbe dovuto fare da garante alla qualità ed al successo. Ma quando mai se, come è chiaro per tutti che,  il vero successo non sì può costruire ma solo portare alla luce dove già risiede? Per esempio il groove, cosa ne dite, lo vogliamo istituzzionalizzare? 

In uno strumento analogico sì battaglia con il divenire oltre che con la imprevedibilità e sono presenti anche tutte le altre sotto variabili come i difetti occulti, le  diffrazioni, le asimmetricità, che fanno tutte capolino a loro volta alla costruzione della unicità. Cosa per la quale difficilmente uno strumento della stessa marca o modello può essere considerato uguale ad un altro. A supporto di quanto vi sto dicendo vi riporto la spiegazione commerciale di un noto plugin della Israeliana WAVES che recita : il nostro plugin replica il Mixer SSL  e per farlo ogni canale singolo del mixer è stato copiato poiché solo attivandoli tutti contemporaneamente potrete ottenere quel sound blasonato. Capite loro stessi evidenziano che la imprevedibilità rappresentata da un canale analogico di un mixer partecipa alla costruzione di un qualcosa che ha una valore tale da poter essere rivenduto ( nel loro caso dopo aver tentato di replicarlo) Non trovate questa “Imprevedibilità”  una preziosità? E sbaglitate a non considerarla tale oltre che state mentendo a voi stessi poiché state vivendo ogni giorno della vostra vita nella speranza di fare la differenza fra voi e gli altri, sia nel vostro stile che nei vostri pensieri.  

Ci vuole coraggio a spegnere la sera il proprio studio, sé è analogico come il mio,  con un mix completo solo al 70% nella consapevolezza che il giorno dopo alla riaccensione qualcosa potrebbe suonare diverso, mette i brividi, ma è stato spesso una speranza poiché alle volte suonava molto meglio della sera prima. Cosa dire poi degli svantaggi del software? Tutti a lamentarsi che la musica in televisione , alla radio suona tutta uguale, ma sé già in produzione sì utilizzano per tutti , in tutto il mondo gli stessi strumenti software…e considerando che uno strumento ha il potere di evocare durante il suo utilizzo suggerimenti e scelte al creatore, tutto diventa facilmente spiegabile nella sua bruttura. Nella creatività tutto il presente , nonché i ricordi e le esperienze, ma soprattutto il contorno di dove ci sì trova in quel momento partecipa in grandissima misura al momento creativo. Istante dopo istante , un telefono che squilla, un odore, una immagine influenza ciò che sì sta facendo soprattutto quando a farlo sono delle persone sensibili come noi musicisti. Lì presenti, insieme a noi, ci sono anche i nostri strumenti che vibrano ( lo abbiamo visto in un articolo precedente) ed è un bene che essi vibrino perché le loro vibrazioni ci colpiscono sollecitandoci e per variazione ci fanno scorgere vie nuove e pensieri ad una velocità superiore al nostro vedere , ma recepita dal nostro sentire. I nostri strumenti hardware partecipano a tutto questo. Io possiedo un riverbero di alta fascia che sembra avere una sua volontà nel farmi sentire degli echoes ora sì , ora no frutto di un software ancora troppo instabile e forse indebolito da qualche riparazione di troppo del mio tecnico, ma perfetto per me proprio per questo motivo. Cosa nella musica o in qualsiasi altra manifestazione artistica può essere riconducibile ad un calcolo per giunta preconfezionato come un software umano? Neanche la matematica sì può considerare oggi estranea all’arte ed alla creatività relativa. Oggi la frontiera della industria di software musicali sta andando nella direzione di annullare l’interfaccia operazionale del computer stesso, cioè vengono vendute tastiere, controller ed altro perché la richiesta è potersi mettere al computer e non occupare il tempo a schiacciare tastini e pulsanti a scapito della creatività , ma dico non sarebbe più sbrigativo fare come faccio io o come ha fatto il mio amico Paolo per 20 anni che schiacciava il tasto on dello studio e sollevato il coperchiio del pianoforte stava già registrando TARZAN BOY? Ma comunque a coloro che ancora non sì sono convinti voglio porgere una domanda chiarificatrice: sé vi apparisse un annuncio economico dove allo stesso prezzo di 100 euri poteste scegliere fra una replica software di un Equalizzatore SSL prodotto in 1 milione di copie tutte uguali ed anche piratate e sempre allo stesso prezzo un vero Equalizzatore SSL da cui hanno realizzato la copia del software su citato,  prodotto in 2000 pezzi e assemblato a mano ed ora dismesso da qualcuno …. cosa portereste a casa? 

Eccoci giunti alle conclusioni: il digitale è una foto che ritrae un frammento della realtà. A me suona più come  una sfida personale di qualche industriale a vocazione informatica che per sovvenzionare il suo gioco ci ha convinto che un pianoforte digitale potesse suonare come uno vero. E per riuscire a far passare questa equazione improbabile ha dovuto ridurre le nostre ambizioni riuscendoci con una sorta di ruspa sociale che ha appiattito di fatto la nostra autonomia economica ma nel contempo confortandoci che comunque noi “valiamo” per non farci perdere la voglia di meritarci un pianoforte , di plastica però! L’unico che la maggior parte di noi sì può permettere e neanche sempre. Da qui il passo nel raccontarci di possedere un pianoforte è breve, perché siamo brave persone, non siamo pretenziosi, siamo umili e ci adattiamo però cerchiamo di restare dignitosi o davvero non ci ricorderemo mai più di quell’uovo caldo che la nostra mamma ci cuoceva senza neanche immaginare che non lo avremmo mai più potuto ricevere in futuro. Chiedo scusa ai lettori di meno 30 anni perché salvo eccezioni non lo hanno mai ricevuto quell’uovo e forse mai lo riceveranno nella loro vita, ma potreste sempre comperarvi un compressore hardware o chissà…. una gallina?

Blog RockTargatoItalia.It

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Pittura indeterminabile di Giorgio Griffa con testo di Claudio Cerritelli.

La Galleria Il Milione

è lieta di annunciare la mostra

Pittura indeterminabile di Giorgio Griffa

con testo di Claudio Cerritelli.

 


In mostra le opere eseguite dal 1974 al 2010 interrogano “l’indefinibile complessità della materia” attraverso il “segno anonimo che è solo la traccia del pennello”. Le opere esposte, proponendo una restituzione del percorso artistico di Griffa, rendono la mostra un momento di dialogo tra le fasi che lo caratterizzano: dalle rigorose procedure degli anni ’70 sino alle opere più recenti in cui si rincorrono squillanti cromie, forme matissiane e stralci di narrazione di quella che Cerritelli definisce nel testo che accompagna la mostra come fabula picta.

La figura dell’artista è intesa da Griffa come operaio della pittura: solo l’esecuzione può innescare l’indagine critica e analitica e al contempo la dimensione conoscitiva del sé attraverso il movimento. Dipingere è per l’artista parte del processo conoscitivo di un mondo complesso in quanto contemporaneo. Come scrive Cerritelli: “Griffa ha compreso fin dall’inizio l’impossibilità di rappresentare un mondo ideale compiuto, mentre era possibile “la pittura di un mondo che si realizza man mano che si fa” dunque una pittura che mostra il suo farsi perseguendo passo dopo passo il senso della sua libertà”. Griffa asseconda la logica interna all’opera, l’intelligenza della materia, decidendo di relazionarsi con essa in maniera riflessiva e senza imposizioni, dando vita a una pittura viva e in espansione. In questo senso il segno dell’artista rappresenta l’energia generativa dell’immagine e il germoglio della possibilità dell’opera.


La mostra è accompagnata dalla pubblicazione del Bollettino n° 202 della Galleria Il Milione con testo di Claudio Cerritelli.

 

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Andrea Ferrara

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detto FERRANTE ANGUISSOLA il nuovo album “A OCCHI APERTI”: Tracklist

detto FERRANTE ANGUISSOLA
il nuovo album

“A OCCHI APERTI”
Disponibile su tutti i digital store
Etichetta Terzo Millennio Records

 

 

Ascolta su Spotifyhttps://spoti.fi/2QUvQPp


Ferrante Anguissola (detto) è un Artista, un Poeta da scoprire.

A occhi aperti”: le otto canzoni che compongono il disco raccontano con garbata e elegante ironia storie, aneddoti, viaggi, metafore. I testi e le musiche sono di Ferrante Anguissola esclusa “Il Dromedario e il Cammello” il cui testo è tratto dal “libro degli errori” ediz. 1964 di Gianni Rodari.
La produzione artistica è di Alessandro Boriani.

A occhi aperti”, pubblicato dall’etichetta discografica Terzo Millennio, è disponibile in tutti i webstore nella versione digitale e con un CD a tiratura limitata acquistabile sul sito web: www.terzomillenniorecords.com


Tracklist “A Occhi Aperti”

1) La Neve Nera (the black snow) …già vedo che cade neve nera e confido solo nei giovani di tutto il mondo per fermarla… stop stop stop nein no niet.

2) Il Dromedario e il Cammello (The Cammel and The Dromedary) ...una disputa tra un cammello ed un dromedario. Ovvero come ognuno si crede migliore dell’altro…

3) Piccola Storia Ferroviaria (Short railway history) ...il treno si ferma e non può proseguire. L’altoparlante dice che arriveranno degli autobus come servizio sostitutivo ma, dopo una lunga attesa, ne arriva uno solo e noi eravamo in 300…

4) Il Custode dei Tappeti (the Carpets Gardian) …una metafora su come noi sciocchi “gonzi” crediamo a proposte allettanti…

5) Il Grande Prato Verde (the Great Green Meadovs) …una utopia.

6) Rimedi per una Delusione d’Amore (Remedy for an Hearthbreak) ironico breviario come sopravvivere a una delusione d’amore.

7) Song for Rebecca (Song for Rebecca) …o quando si forma l’amore…

8) Il Fiore di Venezia (the San Marco’s Flower) Venezia è il fiore che ispira sempre poesia e amore…

In questi giorni è in rotazione radiofonica “La neve nera” il primo singolo estratto da “A occhi aperti”.

FERRANTE ANGUISSOLA (detto). Sinossi
Il senso dell'amore, il rispetto degli altri, i sogni, i viaggi, la libertà, il destino. Grandi temi in piccoli racconti dove la vocazione lirica si mescola a una sottile ironia. Poeta e musicista, Ferrante Anguissola ha attinto a episodi di esperienza vissuta per scivolare nelle pieghe della memoria e sublimare i ricordi in una dimensione sospesa, in bilico fra realtà e immaginazione.

«A diciassette anni scrivevo canzoni e inventavo storie» racconta oggi ripensando alla sua infanzia fra Piacenza e Cremona, alla vita contadina in un'antica cascina della Bassa dove i ritmi di un'esistenza agricola e i colori della campagna sono stati lo scenario di un'educazione mitteleuropea. Un nonno concertista, una madre pianista gli hanno lasciato nelle dita i doni della musica. Ferrante non parla. Sussurra. «Timido ma determinato», dice, si divideva fra i primi concerti campestri, negli anni di collegio a Firenze, e una bizzarra pratica ingegneristica che lo vedeva assemblare materiali di recupero bellici per farne stazioni-radio di fortuna, un radio-amatore sognatore in dialogo con l'altro lato del globo.

La sua avventura “on the road” lo ha portato, fra i primi autostoppisti, sulle strade d'Europa nel secondo dopoguerra. Dalla Germania distrutta all'Olanda remota, dalla Londra bombardata agli ostelli della gioventù e alle golette di Stoccolma, l'irrinunciabile colonna sonora dei suoi spostamenti mixava brani di Charles Trenet e Jacques Brel con canzoni della tradizione classica napoletana. Vestito di blu, nei ristoranti di South Kensington, accompagnava alla chitarra i suoi primi testi abbinati a melodie semplici e orecchiabili, parole e versi, adattamento inedito e personale del teatro canzone. Rime, assonanze, metafore hanno cominciato allora a intrecciarsi con la musica, coi tempi dei sonetti e delle ballate. La canzone d'autore incontrava l'eco dei trovatori provenzali.
L'uso attento dei termini, l'affondo su temi amari edulcorati dalla poesia, hanno poi distinto l'album degli esordi “Poligrafici Pensionati Trombai e Santi”, affresco di un'umanità eccentrica e fragile, uscito alla fine degli anni Settanta con lo pseudonimo di Asterix e ispirato alla lezione epocale di Bob Dylan, Joan Baez o Fabrizio de André.
In questa sua giostra dell'umana commedia, dove si muovono amanti e girovaghi, marinai e mercanti, allegoria di stati d'animo e inganni del cuore, Ferrante Anguissola ha nascosto messaggi di pungente attualità che toccano, con polemica garbata, problemi giganteschi: la solitudine, l'incomunicabilità, l'intolleranza, la paura del diverso, l'amore negato. Oggi, a distanza di anni dal primo disco, e dopo l'uscita nel 2018 di “Anima e Vento”, Ferrante torna, con un nuovo album “A Occhi Aperti”, a riflettere sul valore della parola scritta per la musica e della musica scritta per la parola.

Raccogliendo le fila di una vita, non ha smesso di cercare e di viaggiare. Non ha scollegato le antenne del giovane radioamatore in attesa di segnali dal futuro, non ha smesso di onorare il patto che alcuni decenni fa – quando era un ragazzo di provincia con la passione per la musica francese e napoletana – siglò con se stesso: non tradire le sue origini, non dimenticare la fatica, la ricerca di giustizia e verità. Così, dopo mesi trascorsi in studio di registrazione a caccia del verso giusto, inesausto artigiano della canzone, Ferrante Anguissola torna al microfono da eroe maturo, sempre elegante ma combattivo, pronto ad affrontare nostalgie e rimpianti, ma con la stessa immutata energia dei “suoi” anni Settanta, inevitabile dovere di un maestro della sua età: conciliare l'eterna voglia di libertà con la coscienza profonda di un uomo che ha vissuto.

a cura di Chiara B. Gatti

 


detto Ferrante Anguissola nel web:
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FRANCESCO CAPRINI – FRANCO SAININI
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IN A STATE OF FLUX FESTIVAL ON TOUR 2020 17 GENNAIO - MIKASA - Bologna 18 GENNAIO - LIMONAIA club - Fucecchio (Firenze)

Nato da un’idea di Davide de Polo (Soon, The Mystic Morning, The Persuaders DJ set) e liberamente ispirato al glorioso Rollercoaster tour che vedeva in line-up The Jesus and Mary Chain, My Bloody Valentine, Dinosaur jr. e Blur, il festival porta in giro una sintesi di quella scena che all’estero chiamano italo-gaze.

Il festival è sostenuto dagli sforzi congiunti di media partner tra cui Shoegaze Blog e Shoegazin’ Your Waves, Mutiny Collective e il supporto promozionale di Kool Things Promotions e Divinazione Milano Ufficio Stampa.

L’evento ormai arrivato alla sesta edizione ha come base di partenza Milano. Sempre attento alle nuove realtà musicali italiane e sempre in evoluzione, è stato concepito per creare una rete tra le band che condividono generi musicali simili (shoegaze, dream pop, psichedelia e affini) e da quest’anno sarà in tour toccando varie città italiane.

 

Contatti

Facebook: https://www.facebook.com/inastateoffluxfest/

Instagram: https://www.instagram.com/inastateoffluxfestival/

 

PROGRAMMA:

VENERDI’ 17 GENNAIO - MIKASA - via Emilio Zago 14 - Bologna

Bands: STELLA DIANA - CLUSTERSUN - WE MELT CHOCOLATE ELISABETH THE SECOND

Inizio concerti ore 21.30

Evento FB: https://www.facebook.com/events/1098391787172394/

 

SABATO 18 GENNAIO - LIMONAIA club - Parco Corsini - Fucecchio (Firenze)

Bands: STELLA DIANA - CLUSTERSUNWE MELT CHOCOLATE

Inizio concerti ore 21.30

Evento FB: https://www.facebook.com/events/2626124234140470/

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Playlist “I COLORI DELL’INVERNO 2020“ La musica indipendente, by Rock Targato Italia

SPOTIFY: https://spoti.fi/2FHwCdk

Realizzata da: Divinazione Milano e Roberto Bonfanti (scrittore/artista)

Continua anche in questo inverno 2020 la serie delle playlist “stagionali” patrocinate da Rock Targato Italia.

“I colori dell’inverno 2020” è un viaggio fra tutte le sfumature che colorano il sottobosco musicale italiano all’alba di questo nuovo decennio.

C’è spazio per il rock, per la canzone d’autore, per il punk, per l’elettronica, ma anche per il rap. Tradizione e nuove contaminazioni.

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ROCK TARGATO ITALIA, Nuova edizone. ai nastri di partenza

ROCK TARGATO ITALIA

LegendClub Milano inizia la Nuova Edizione

14 – 15 gennaio 2020

(Viale Enrico Fermi 98 - angolo via Sbarbaro. Milano)

Prende il via ROCK TARGATO ITALIA, il contest nazionale giunto alla XXXII edizione.

Il 14 e 15 gennaio 2020 appuntamento live al LegendClub con le selezioni regionali della Lombardia, a seguire, in primavera, le altre selezioni nei locali live della penisola. Le Finali Nazionali si svolgeranno a Milano nel periodo estivo. La rassegna è promossa in collaborazione con RADIO ITALIA ANNI’60.

L’obiettivo del concorso, dalle sue origini, è fare scouting live, sostenere e promuovere artisti sconosciuti che propongono brani propri originali.

Per i vincitori è previsto un PREMIO che consiste nella PROMOZIONE MUSICALE DI 5 MESI presso l’Ufficio Stampa Divinazione Milano e la partecipazione alla compilation di Rock Targato Italia prodotta da Terzo Millennio Records.

Da anni il contest favorisce la crescita e la professionalità di tantissimi artisti, tra i quali basti pensare a Francesco Sarcina (Vibrazioni), Manuel (Subsonica), Marlene KuntzGiulio Casale. Francesco Renga e Omar Pedrini con i loro Timoria. Recentemente i Nylon.

La scorsa edizione hanno vinto le band: EDUCTA FAIS e IL PESCE PARLA (www.rocktargatoitalia.it ), mentre la Compilation 2019 dal titolo “NECESSITÀ & VIRTÙ” è stata pubblicata da Terzo Millennio Records e presente dal 15 dicembre 2019 in tutti gli stores e su Spotify  https://bit.ly/2rX80db.

PREMI/TARGHE e CONVEGNO. Anche quest'anno Rock Targato Italia, parallelamente al concorso tradizionale, assegnerà i Premi/TARGHE alle realtà artistiche già affermate e meritevoli professionalmente e artisticamente. I premi saranno consegnati durante le Finali Nazionali previste per la prossima estate a Milano, nell’ambito del convegno su come è cambiato il mondo della discografia nel corso degli ultimi anni.

I premi assegnati la scorsa edizione sono andati a:

* miglior singolo: Giulio Casale

* miglior etichetta: Wallace Records

* miglior band: RCCM

* miglior tour: PFM (per "PFM canta De André Anniversary")

* miglior album: Francesco Di Giacomo (disco postumo)

* premio alla carriera: Piero Cassano

Appuntamento 14 e 15 gennaio 2020 dalle ore 21.30, dal LegendClub Milano. Sul palco dello storico locale si alterneranno gli artisti (band e solisti emergenti), selezionati dallo staff di Divinazione Milano, per contendersi l’accesso alle fasi successive della manifestazione fino alla finalissima lombarda prevista per la prossima primavera.

Programma serate: www.rocktargatoitalia.it

Eccezionalmente il 14 gennaio saranno ospiti gli HOTEL MONROE.

La band emiliana, ha debuttato con l’EP dal titolo “Alchemica EP” (2016), preceduto dal singolo con videoclip “Cyberia” ottenendo ottimi riscontri sul piano della comunicazione radiofonica e della critica musicale tra cui la recensione di Rockit e All Music Italia e la partecipazione negli studi di Red Ronnie alla trasmissione Optima Red Alert.

Alchemica Tour” ha portato gli Hotel Monroe a esibirsi su numerosi e importanti palchi in tutta Italia. Numerosi anche i riconoscimenti e le collaborazioni (Timothy & Ostetrika Gamberini, Divinazione Milano, Time Machine, ecc.).

Nel 2019 hanno pubblicato il loro primo album dal titolo “CORPI FRAGILI”, - prodotto da ROBERTO DROVANDI (bassista degli STADIO) – con l’etichetta discografica TWINS104/BELIEVE DIGITAL, anticipato dal singolo “Ho Visto L’Amore Cambiare Colore”.

Ufficio Stampa DIVI IN AZIONE

Via Andrea Palladio 16 – 20135 Milano

  1. 02 58310655 – 392 5970778 - 393 2124576

Francesco Caprini – Franco Sainini

 

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  1. divinazionemilano.it
  2. rocktargatoitalia.eu
  3. terzomillenniorecords.com
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ROCK TARGATO ITALIA LegendClub Milano inizia la Nuova Edizione

ROCK TARGATO ITALIA
LegendClub Milano inizia la Nuova Edizione
14 – 15 gennaio 2020
(Viale Enrico Fermi 98 - angolo via Sbarbaro. Milano)



Prende il via ROCK TARGATO ITALIA, il contest nazionale giunto alla XXXII edizione.
Il 14 e 15 gennaio 2020 appuntamento live al LegendClub con le selezioni regionali della Lombardia, a seguire, in primavera, le altre selezioni nei locali live della penisola. Le Finali Nazionali si svolgeranno a Milano nel periodo estivo. La rassegna è promossa in collaborazione con RADIO ITALIA ANNI’60.

L’obiettivo del concorso, dalle sue origini, è fare scouting live, sostenere e promuovere artisti sconosciuti che propongono brani propri originali.

Per i vincitori è previsto un PREMIO che consiste nella PROMOZIONE MUSICALE DI 5 MESI presso l’Ufficio Stampa Divinazione Milano e la partecipazione alla compilation di Rock Targato Italia prodotta da Terzo Millennio Records.

Da anni il contest favorisce la crescita e la professionalità di tantissimi artisti, tra i quali basti pensare a Francesco Sarcina (Vibrazioni), Manuel (Subsonica), Marlene Kuntz, Giulio CasaleFrancesco RengaOmar Pedrini con i loro Timoria. Recentemente i Nylon.

La scorsa edizione hanno vinto le band: EDUCTA FAISIL PESCE PARLA (www.rocktargatoitalia.it), mentre la Compilation 2019 dal titolo “NECESSITÀ & VIRTÙ” è stata pubblicata da Terzo Millennio Records e presente dal 15 dicembre 2019 in tutti gli stores e su Deezer https://bit.ly/2rX80db.

PREMI/TARGHE e CONVEGNO. Anche quest'anno Rock Targato Italia, parallelamente al concorso tradizionale, assegnerà i Premi/TARGHE alle realtà artistiche già affermate e meritevoli professionalmente e artisticamente. I premi saranno consegnati durante le Finali Nazionali previste per la prossima estate a Milano, nell’ambito del convegno su come è cambiato il mondo della discografia nel corso degli ultimi anni.

I premi assegnati la scorsa edizione sono andati a:
* miglior singolo: “Soltanto un video” Giulio Casale
* miglior etichetta: Wallace Records
* miglior band: RCCM
* miglior tour: PFM (per "PFM canta De André Anniversary")
* miglior album: “La Parte Mancante” Francesco Di Giacomo (disco postumo)
* premio alla carriera: Piero Cassano

Appuntamento 14 e 15 gennaio 2020 dalle ore 21.30, dal LegendClub Milano. Sul palco dello storico locale si alterneranno gli artisti (band e solisti emergenti), selezionati dallo staff di Divinazione Milano, per contendersi l’accesso alle fasi successive della manifestazione fino alla finalissima lombarda prevista per la prossima primavera.

Programma serate: www.rocktargatoitalia.it

Eccezionalmente il 14 gennaio saranno ospiti gli HOTEL MONROE.

La band emiliana, ha debuttato con l’EP dal titolo “Alchemica EP” (2016), preceduto dal singolo con videoclip “Cyberia” ottenendo ottimi riscontri sul piano della comunicazione radiofonica e della critica musicale tra cui la recensione di Rockit e All Music Italia e la partecipazione negli studi di Red Ronnie alla trasmissione Optima Red Alert.

Alchemica Tour” ha portato gli Hotel Monroe a esibirsi su numerosi e importanti palchi in tutta Italia. Numerosi anche i riconoscimenti e le collaborazioni (Timothy & Ostetrika Gamberini, Divinazione Milano, Time Machine, ecc.).

Nel 2019 hanno pubblicato il loro primo album dal titolo “CORPI FRAGILI”, - prodotto da ROBERTO DROVANDI (bassista degli STADIO) – con l’etichetta discografica TWINS104/BELIEVE DIGITAL, anticipato dal singolo “Ho Visto L’Amore Cambiare Colore”.

Ufficio Stampa DIVI IN AZIONE
Via Andrea Palladio 16 – 20135 Milano
Tel. 02 58310655 – 392 5970778 - 393 2124576
Francesco Caprini – Franco Sainini

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Del Pero, Barracano, Beretta e Bunnyblack; Quattro album per gennaio 2020:

Quattro album per gennaio 2020:

Del Pero, Barracano, Beretta e Bunnyblack.
articolo di Roberto Bonfanti

Anno nuovo e nuovo dicono sia anche il decennio ma, a giudicare dalle notizie che arrivano da ogni dove, il mondo non sembra essere cambiato granché. Non che ci si potesse aspettare qualcosa di diverso, ovviamente, ma almeno proviamo a portare avanti anche le consuetudini positive consigliando quattro bei dischi per lasciarsi alle spalle le Feste e gettarsi a capofitto in questo 2020.

“Dell'amore animale, dell'amore dell'uomo, dell'amore di un Dio” di Lorenzo Del Pero è un album sontuoso e profondo come purtroppo siamo sempre meno abituati ad ascoltarne. Un disco rock d'autore privo di compromessi in cui arrangiamenti ricercatissimi quasi da opera rock incontrano una voce di altissimo livello e una scrittura incisiva capace di alternare invettive rabbiose, momenti riflessivi e frangenti di autentico raccoglimento spirituale.

Il rap di Barracano è un condensato di rabbia, vita di strada e desiderio di rivalsa. A differenza della gran parte dei suoi colleghi, però, dalle rime del suo album d'esordio intitolato “Il figlio di Scar” sembra trasparire una grande autenticità. Otto canzoni che, attraverso un rap diretto e personale, scattano una serie di fotografie dolorose di disagio, vita ai margini e realtà di periferia al tramonto degli anni '10.

Dopo il romanzo “Leucemia adventure”, “Cara pace” è l'album che segna il ritorno di Yuri Beretta  al pop: una materia che l'eclettico artista lombardo sa maneggiare da sempre con grande naturalezza e intelligenza, come confermano queste dieci canzoni orecchiabili, immediate e apparentemente leggere capaci però di nascondere, dietro l'apparente semplicità, una serie di riflessioni attente, sincere e tutt'altro che scontate.

Bunnyblack sono un duo fuori da ogni schema: un progetto in cui si impastano atmosfere cupe, inquietudini dal sapore new-wave e attitudine electro-punk, con la particolarità che tutte le parti elettroniche sono suonate con un Nintendo Gameboy. Una scelta originale che si rivela non essere un semplice vezzo ma riesce a dare al sound dell'eponimo lavoro d'esordio della band un tocco lo-fi che, a dispetto di ciò che ci si potrebbe aspettare, rende l'impasto finale ancora più incisivo e irrequieto.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

 

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