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Articoli filtrati per data: Dicembre 2020

LA REPUBBLICA articolo di Manfredi Lamartina

Buone Feste !!!
24 dicembre 2020
 #LAREPUBBLICA articolo di Manfredi Lamartina
Le origini di Rock Targato Italia e la playlist dedicata al periodo 1982 - 1992 da ascoltare su Spotify https://spoti.fi/2IPB52A
 
 

FRANCO SAININI 

Divinazione Milano S.r.l. 

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network 

Via Andrea Palladio n. 16 - 20135 Milano 

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Lettera aperta a Marco Castoldi, in arte Morgan, sulla querelle con Amadeus a Sanremo

link  programma "AVERE ANNI 20" https://www.youtube.com/watch?v=FmYifGfIo94

Parte col botto la mostruosa macchina sanremese, con Morgan giurato per gli aspiranti artisti nella tragica categoria “giovani” e successivamente escluso tra i big. Oltre il danno (si fa per dire) la beffa di includere in gara Bugo. Non potevo non parlarne, visto che gli attori di questa vicenda sono nella mia sigla Morgan ha scritto una lettera aperta ad #Amadeus su Instagram in cui pacatamente spiega le sue motivazioni…. non prima (!) di un altro comunicato dal suo profilo in cui lo ricopre di fango e minaccia di rovinargli la serata finale della selezione dei giovani nonchè serata di presentazione dei big. Marco dirà poi che non gli hanno fatto il tampone per il covid per avere la scusa di non farlo entrare, con quel pizzico di complottismo che sempre appaga noi piccoli spettatori mortali.

Ma se tu chiami infame e merda in privato e in pubblico il direttore artistico di un evento, provinciale o nazionale che sia, ti assicuro che non ci serve la scusa per cacciarti. E’ quel nero su bianco che tu esibisci la scusa che serve. E poi voglio discutere due passaggi di ciò che ha detto Morgan: il primo è relativo alla differenza che lui fa tra violenza verbale e violenza fisica ed il secondo è relativo al fatto che uno come #Amadeus, a detta sempre di Morgan, non può essere direttore artistico di un evento musicale, in quanto non musicista. Ed inizio con quest’ultimo punto. De che??

A parte che storicamente i direttori artistici di Sanremo non sono musicisti ma presentatori: #Baudo, Mike Bongiorno, Bonolis, Fazio. Anzi, Amadeus che viene dal mondo del discjokeing e della radio mi sembra più centrato in quel senso. Ma poi, ci sono i consulenti, Morgan non è sprovveduto, sa e conosce il maxilavoro che c’è dietro ad ogni virgola sanremese, dunque è un po’ tirata come argomentazione, non è che distretto di polizia è girata dai poliziotti, Don Matteo dai preti etc…ci avranno i cosulenti no? E poi se non ti sta bene neanche proponi la candidatura, non che ti lamenti dopo che la stessa è stata scartata. A seguire: questione violenza verbale vs violenza fisica Marco Castoldi in arte Morgan inizia la sua argomentazione affermando: “Sgarbi dice che si deve essere assolutamente contro ogni violenza fisica ma favorevole alla violenza verbale”

E grazie, perchè fa comodo a lui, che è un fiume di turpiloquio in piena da trent’anni, ma per il resto mica Sgarbi è la verità in carne, guarda che confusione ha fatto riguardo il covid, pensa a quando ha realizzato una trasmissione tutta sua che è andata malissimo e che ha quasi litigato con te, che ti sei brillatemente sottratto, e che eri lì in veste di ospite. Pensa a quando ha annichilito nel giro di 5 minuti il progetto televisivo di radio belva di Giuseppe Cruciani. Quindi Sgarbi non mi sembra un grande esempio, riguardo il linguaggio. Ovviamente sono d’accordo che non ferisca più la lingua della spada e si può provare. Leccando l’opponente magari si lamenta un po’, emette qualche mugugno, ma trafiggendolo si rischia invece proprio di ammazzarlo. Dunque su questo, come dicevo, siamo d’accordo. Ma non va comunque giustificata la violenza verbale trincerata dietro l’alibi della percepita ingiustizia. Abbiamo la dialettica, l’educazione, usiamo questi, di mezzi.

Io ho sofferto molto quando ti ho visto ringhiare addosso a Bugo “figlio di puttana” prima dell’esibizione dell’anno scorso, non è stato un bel momento, te lo assicuro. Però voglio chiudere con una nota intonata. Perchè non ti fai un canale twitch dove puoi trasmettere dove vuoi quando vuoi e per quanto tempo vuoi tutto quello che ti va? E magari ci fai pure due euro, chè lì ci sono le donazioni e gli abbonamenti. Molti, tra cui me, non aspettano altro che sentirti suonare e parlare di musica per ore. Pensaci, Buon natale Ah, ma poi cos’è sta storia che non ti sei fatto pagare per Sanremo Giovani, cos’è questo orribile vantarsi di lavorare gratis? Fatti pagà, quando uno è richiesto per un lavoro si deve pagare. Questo Sgarbi non te lo ha detto, mi sa.

"Avere anni 20" di @Andrea Ettore di Giovanni per il canale youtube di Rock Targato Italia 

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Lettera aperta a Marco Castoldi, in arte Morgan, sulla querelle con Amadeus a Sanremo

Parte col botto la mostruosa macchina sanremese, con Morgan giurato per gli aspiranti artisti nella tragica categoria “giovani” e successivamente escluso tra i big. Oltre il danno (si fa per dire) la beffa di includere in gara Bugo. Non potevo non parlarne, visto che gli attori di questa vicenda sono nella mia sigla Morgan ha scritto una lettera aperta ad #Amadeus su Instagram in cui pacatamente spiega le sue motivazioni…. non prima (!) di un altro comunicato dal suo profilo in cui lo ricopre di fango e minaccia di rovinargli la serata finale della selezione dei giovani nonchè serata di presentazione dei big. Marco dirà poi che non gli hanno fatto il tampone per il covid per avere la scusa di non farlo entrare, con quel pizzico di complottismo che sempre appaga noi piccoli spettatori mortali.

Ma se tu chiami infame e merda in privato e in pubblico il direttore artistico di un evento, provinciale o nazionale che sia, ti assicuro che non ci serve la scusa per cacciarti. E’ quel nero su bianco che tu esibisci la scusa che serve. E poi voglio discutere due passaggi di ciò che ha detto Morgan: il primo è relativo alla differenza che lui fa tra violenza verbale e violenza fisica ed il secondo è relativo al fatto che uno come #Amadeus, a detta sempre di Morgan, non può essere direttore artistico di un evento musicale, in quanto non musicista. Ed inizio con quest’ultimo punto. De che??

A parte che storicamente i direttori artistici di Sanremo non sono musicisti ma presentatori: #Baudo, Mike Bongiorno, Bonolis, Fazio. Anzi, Amadeus che viene dal mondo del discjokeing e della radio mi sembra più centrato in quel senso. Ma poi, ci sono i consulenti, Morgan non è sprovveduto, sa e conosce il maxilavoro che c’è dietro ad ogni virgola sanremese, dunque è un po’ tirata come argomentazione, non è che distretto di polizia è girata dai poliziotti, Don Matteo dai preti etc…ci avranno i cosulenti no? E poi se non ti sta bene neanche proponi la candidatura, non che ti lamenti dopo che la stessa è stata scartata. A seguire: questione violenza verbale vs violenza fisica Marco Castoldi in arte Morgan inizia la sua argomentazione affermando: “Sgarbi dice che si deve essere assolutamente contro ogni violenza fisica ma favorevole alla violenza verbale”

E grazie, perchè fa comodo a lui, che è un fiume di turpiloquio in piena da trent’anni, ma per il resto mica Sgarbi è la verità in carne, guarda che confusione ha fatto riguardo il covid, pensa a quando ha realizzato una trasmissione tutta sua che è andata malissimo e che ha quasi litigato con te, che ti sei brillatemente sottratto, e che eri lì in veste di ospite. Pensa a quando ha annichilito nel giro di 5 minuti il progetto televisivo di radio belva di Giuseppe Cruciani. Quindi Sgarbi non mi sembra un grande esempio, riguardo il linguaggio. Ovviamente sono d’accordo che non ferisca più la lingua della spada e si può provare. Leccando l’opponente magari si lamenta un po’, emette qualche mugugno, ma trafiggendolo si rischia invece proprio di ammazzarlo. Dunque su questo, come dicevo, siamo d’accordo. Ma non va comunque giustificata la violenza verbale trincerata dietro l’alibi della percepita ingiustizia. Abbiamo la dialettica, l’educazione, usiamo questi, di mezzi.

Io ho sofferto molto quando ti ho visto ringhiare addosso a Bugo “figlio di puttana” prima dell’esibizione dell’anno scorso, non è stato un bel momento, te lo assicuro. Però voglio chiudere con una nota intonata. Perchè non ti fai un canale twitch dove puoi trasmettere dove vuoi quando vuoi e per quanto tempo vuoi tutto quello che ti va? E magari ci fai pure due euro, chè lì ci sono le donazioni e gli abbonamenti. Molti, tra cui me, non aspettano altro che sentirti suonare e parlare di musica per ore. Pensaci, Buon natale Ah, ma poi cos’è sta storia che non ti sei fatto pagare per Sanremo Giovani, cos’è questo orribile vantarsi di lavorare gratis? Fatti pagà, quando uno è richiesto per un lavoro si deve pagare. Questo Sgarbi non te lo ha detto, mi sa.

 

"Avere anni 20" di @Andrea Ettore di Giovanni per il canale youtube di Rock Targato Italia 

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Esce la prima parte della compilation di Rock Targato Italia (1987 - 1992)

Milano, 16 dicembre 2021

Comunicato stampa 

 

 è disponibile la nuova compilation 

ROCK TARGATO ITALIA 1987 -1992 

 A cura di Roberto Bonfanti (scrittore, musicista) 

Pubblicata dall’etichetta Terzo Millennio  

Ascolta su SPOTIFY: https://spoti.fi/2IPB52A 

  

Ci sono tradizioni che non si possono perdere nemmeno in un anno atipico come il 2020, e la compilation di Rock Targato Italia sicuramente è fra queste. 

In unannata così particolare però abbiamo deciso di fare qualcosa in più, trasformando la compilation in un vero e proprio viaggio nella nostra storia. Inauguriamo oggi una serie di compilation che proveranno a raccontare la storia di Rock Targato Italia e, di riflesso, di ciò che è successo nel mondo del rock italiano dagli anni ’80 ad oggi. 

Il primo volume, in uscita proprio oggi, parte dal lontano 1987 e si conclude nel 1992 ma, in segno di continuità con il presente, si arricchisce con 3 brani extra firmati da altrettante band in gara nell’ultima edizione del concorso. 

Rock Targato Italia 1987 – 1992 

Questa storia inizia negli anni ’80. Certo, anche prima di allora nella musica italiana erano successe molte cose fuori dagli schemi: c’era stata una delle scene prog più fervide a livello mondiale, c’erano stati i primi vagiti punk, c’erano state le avanguardie, il teatro canzone e un pugno di cantautori che avevano inconsapevolmente già le stimmate della rockstar. Però è negli anni ’80 che, grazie a una serie di esplosioni apparentemente slegate fra loro, inizia a prendere forma l’idea del rock alternativo italiano così come l’abbiamo vissuto e conosciuto.  

L’esplosione più evidente parte ovviamente da Firenze dove alcuni manipoli di ragazzi folgorati dalla new-wave inglese, dal dark e dal rock americano iniziano a sperimentare strade nuove per far sposare quelle sonorità con la tradizione della miglior canzone d’autore nostrana. Nascono così i Diaframma, I Moda, di Andrea ChimentiBarbacci Neon e i Litfiba (Piero Pelù Gianni MaroccoloGhigo Renzulli, Aiazzi Ringo) e tutte le realtà lanciate dalla IRA Records. 

La seconda esplosione vitale avviene più a nord: a Berlino, dove due ragazzi reggiani sincontrano per caso in una serata anonima e decidono di ripercorrere il Brennero a ritroso per ritornare a casa e sconvolgere le regole del punk dando vita ai CCCP: un’esperienza musicale unica che apre però la strada anche a tutto il movimento post-punk emiliano, dagli Ustmamò ai Disciplinatha. 

Accanto a queste grandi esplosioni se ne susseguono altre come il movimento dei centri sociali torinesi dove iniziano a farsi le ossa alcuni dei personaggi chiave del decennio successivo e si cominciano a contaminare sonorità di ogni parte del mondo (dal rap alla musica etnica)oppure le posse, destinate ad avere grande rilevanza principalmente nel centro-sud ma in realtà attive lungo gran parte dello stivale e capaci di concentrare fortissime energie creative. Nel frattempo nelle Marche i Gang iniziano a miscelare punk, folk e impegno sociale mentre in Sicilia Denovo di Luca MadoniaMario Venuti pongono le basi per il rinnovo della sempre fertile scena catanese, tanto per fare solo qualche altro nome particolarmente significativo. 

E Milano? Milano ovviamente non fa eccezione e si prepara a diventare uno dei fulcri creativi del movimento: fra le sale prove del capoluogo lombardo nasce la Vox Pop e iniziano a muovere i primi passi artisti come gli Afterhours, i Ritmo Tribale, gli Underground Life di GianCarlo Onorato o i futuri La Crus, mentre prendono vita i primi locali rock dedicati alla musica live e sul palco del Magia si mischiano teatro canzone e sperimentazioni rock ospitando, per esempio, le prime esibizioni degli Elio E Le Storie Tese. 

È in questo contesto e per l’esigenza di provare a dare una sorta di coordinamento a tutte queste energie che nel 1987 Francesco Caprini e Franco Sainini danno vita a Rock Targato ItaliaUn festival che già l’anno successivo, per la curiosità di andare a scovare sempre nuovi talenti, si evolve in concorso con una prima edizione vinta da dei giovanissimi bresciani: i Timoria. 

Gli anni ’80 però finiscono ben presto. Nel 1990 Ringo De Palma, fino a un paio d’anni prima batterista dei Litfiba, lascia questo mondo proprio poco dopo aver ultimato le registrazioni delle parti di batteria di quello che è destinato ad essere l’ultimo album dei CCCP ma anche la scintilla primordiale di qualcos’altro. Nello stesso anno Vasco Rossi calca per la prima volta il palco di San Siro e Ligabue esordisce sbancando il Festivalbar: due eventi che danno vigore anche a un rock italiano più improntato al mainstream e che aprono le porte delle grandi radio anche ad altri. 

 

Tracklist: 

Litfiba – CafèMexcal e Rosita (1987) 

Moda – America (1987) 

CCCP – Tu menti (1987) 

Diaframma – Caldo (1988) 

Denovo – Ma che idea (1988) 

Franco Battiato – E ti vengo a cercare (1988) 

Vasco Rossi – Liberi… liberi (1989) 

Eugenio Finardi – Vil Coyote (1989) 

Elio e Le Storie Tese – Cara ti amo (1989) 

Afterhours – How we divide our souls (1990) 

Ustmamò – Vietato vietato (1991) 

Africa Unite – Politics (1991) 

Gang – Bandito senza tempo (1991) 

Timoria – L’uomo che ride (1991) 

Mau Mau – Mostafaj (1992) 

Rats – Fuoritempo (1992) 

 

Apnea – Poco prima di dormire (da Rock Targato Italia 2020) 

VRF Project – C’eravamo tanto amati (da Rock Targato Italia 2020) 

La Stazione dei pensieri – Arrivi tu (Da Rock Targato Italia 2020) 

 

Presentazione brani Rock Targato Italia 2020: 

Apnea – Poco prima di dormire 

Da Pesaro, un susseguirsi di ricordi, confidenze e desiderio di rinascita si intrecciano all’interno di una canzone sincera ed elettrica in pieno stile rock d’autore. 

VRF Project – C’eravamo tanto amati 

La fine di un matrimonio e la rovina di un uomo vengono raccontate in modo ironico attraverso una marcetta sghemba che, da Bari, prova a riabbracciare la tradizione del teatro canzone più pungente. 

La Stazione dei pensieri – Arrivi tu (Da Rock Targato Italia 2020) 

Fra chitarre rock, melodie genuinamente pop e aperture orchestrali, arriva da Milano una canzone d’amore ombrosa e immediata dal buon potenziale radiofonico. 

rocktargatoitalia.eu

 

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ROCK TARGATO ITALIA: LE ORIGINI. Roberto Bonfanti intervista Francesco Caprini

ROCK TARGATO ITALIA: LE ORIGINI

Roberto Bonfanti intervista Francesco Caprini

Disponibile su YouTube al link

https://www.youtube.com/watch?v=WSiKPGH_x4c

 - È disponibile su YouTube il primo episodio di ROCK TARGATO ITALIA: LE ORIGINI, un percorso nella storia della scena underground italiana degli scorsi decenni a cura di Roberto Bonfanti e Francesco Caprini, testimone in prima linea dei vari movimenti che si sono alternati nel microcosmo del rock italiano.

In questo periodo di stop obbligatorio per tutti dovuto all’emergenza Covid-19 nasce dai due curatori l’idea di ricostruire la genesi e la diffusione di quell’ambiente così poco conosciuto all’epoca, ma al tempo stesso tanto vivace da segnare un punto di non ritorno.

Chiacchierando di Skiantos e Timorìa, di Omar Pedrini e Francesco RengaArea e Litfiba, Battiato Finardi si svela il sipario sui nomi più o meno noti che hanno lasciato un’eredità nel panorama musicale che ancora oggi porta i segni del loro passaggio.

Dalla collaborazione con questi e altri artisti – ricordiamo i Moda, di Andrea ChimentiFabrizio BarbacciDiaframma, Denovo di Luca Madonia e Mario Venuti, Elio e le Storie Tese, Ritmo Tribale e il giornalista Stefano Ronzani – si delinea tra il 1985 e il 1986 la nascita di Rock Targato Italia: una rassegna che potesse raccontare in presa diretta gli sviluppi della scena rock nel nostro Paese e che da più di trent’anni assolve questo compito. 

Questo episodio è postprodotto da Andrea Ettore di Giovanni saranno pubblicati altri episodi con sorprese per chi segue il canale YouTube di Rock Targato Italia.

ROBERTO BONFANTI: Artista Scrittore. Ama raccontare storie che frantumino i confini fra vita e poesia.

Bibliografia:

2007 - "Tutto passa invano" (ed. Uni Service)

2009 - "L'uomo a pedali" (Falzea Editore)

2010 - "In fondo ai suoi occhi" (Faleza Editore)

2012 - "Suonando pezzi di vetro" (ed. del Faro)

2015 - "Alice" (edizioni del Faro)

Discografia:

2016 - "Ogni sorso un ricordo" con musiche di Miky Marrocco.

FRANCESCO CAPRINI: General Manager presso Divinazione Milano. Responsabile Comunicazione e Marketing, Ideatore Eventi, Produttore Discografico, Scouting

 

blog RockTargatoItalia.it

 

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in tutti i webstore i singoli brani: APNEA - VRF PROJECT - LA STAZIONE DEI PENSIERI

 in tutti i webstore i singoli brani degli artisti vincitori dei premi Rock Targato Italia dell’edizione 2020

APNEA – VRF PROJECT LA STAZIONE DEI PENSIERI

Pubblicati dall’etichetta: TERZO MILLENNIO RECORDS

ascolta su spotify

APNEA – “Poco prima di dormire” (da Rock Targato Italia 2020)
https://open.spotify.com/album/0mSEaLhd1nn8J8MMydCI5I

VRF Project – “C’eravamo tanto amati” (da Rock Targato Italia 2020)
https://open.spotify.com/artist/7kEHNRo7IdUUVZ5Ch4KTx9

La Stazione dei pensieri – “Arrivi tu” (Da Rock Targato Italia 2020)
https://open.spotify.com/album/5ph4cxmIUDqMZ0RKIc4znW

Ci sono tradizioni che non si possono perdere nemmeno in un anno atipico come il 2020, e la compilation di Rock Targato Italia sicuramente è fra queste.
In un’annata così particolare però abbiamo deciso di fare qualcosa in più, trasformando la compilation in un vero e proprio viaggio nella nostra storia. Inauguriamo oggi una serie di compilation che proveranno a raccontare la storia di Rock Targato Italia e, di riflesso, di ciò che è successo nel mondo del rock italiano dagli anni ’80 ad oggi.
Il primo volume, in uscita proprio oggi, parte dal lontano 1987 e si conclude nel 1992 ma, in segno di continuità con il presente, si arricchisce con 3 brani extra firmati da altrettante band in gara nell’ultima edizione del concorso:
APNEA – VRF PROJECT – LA STAZIONE DEI PENSIERI

Presentazione brani Rock Targato Italia 2020:

APNEA – “Poco prima di dormire” Da Pesaro, un susseguirsi di ricordi, confidenze e desiderio di rinascita si intrecciano all’interno di una canzone sincera ed elettrica in pieno stile rock d’autore.

VRF Project – “C’eravamo tanto amati”
La fine di un matrimonio e la rovina di un uomo vengono raccontate in modo ironico attraverso una marcetta sghemba che, da Bari, prova a riabbracciare la tradizione del teatro canzone più pungente.

LA STAZIONE DEI PENSIERI – “Arrivi tu” (Da Rock Targato Italia 2020)
Fra chitarre rock, melodie genuinamente pop e aperture orchestrali, arriva da Milano una canzone d’amore ombrosa e immediata dal buon potenziale radiofonico.

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Video Rubrica "Avere Anni 20" con Nayt e Vergine

https://www.youtube.com/watch?v=69fzNY6DylY

La rubrica video di @Andrea E. di Giovanni  sul canale youtube di #RockTargatoItalia 

E’ finito X Factor 2020, In Inghilterra è stato vaccinato tal William Shakespeare e il #MEI ha deciso di inserire questa mia umile rubrichina nel suo sito e per questo li ringrazio sigla

Due brani per la puntata di oggi, due brani che finiranno dritti nella playlist “Canzoni emergenti italiane” nel canale youtube di Rock Targato Italia e su Spotify sotto la dicitura “canzoni emergenti dal 2020” La prima traccia è Nayt e 3D - Musica Ovunque Un esercizio di stile rap a chi rima più veloce, però meco…mecomplimento. https://www.youtube.com/watch?v=0Ihyw...

Non mi fermo al fatto che sia un esercizio di stile di quelli che vedi in qualche compilation su youtube di virtuosi, perchè si, questo è, ma è anche fatto bene, e questo è ciò che valuto. Ad un certo punto questo pezzo finisce e ne inizia un altro, con tanto di anacronistica cassetta che esce dal mangianastri. E parte un brano lounge con un arrangiamento accattivante e che va a concludere il minutaggio. Che sia un’ammissione di bipolarità di Nayt? Non lo sapremo ai, anche perchè i realtà sono due a cantare, e c’è questo misterioso 3D con Nayt, di cui non saprò nulla mai perchè se cerco 3d su google non esce come primo risultato, mi sebra evidente, allora per chiamarti 3D non devi volermi bene per niente… passiamo oltre

Vergine - Fragole Questo brano è presente in versione chitarra e voce su youtube, e se lo ascoltate, nonostante il minimalismo strumentale, noterete comunque un’andatura sbilenca, una bella modella che inciampa durante la passerella https://www.youtube.com/watch?v=J62CX... ma non per i tacchi troppo alti, no, lei inciampa volutamente. E allora a questo mood sbilenco aggiungeteci un arrangiamento isterico che pare venire dal sottosuolo di marte! intendo la parte non colonizzata… Un arragiameno da biblioteca di babele musicale, dove tra mille combinazioni musicali possibili è uscita questa, sembra suonata al contrario boh? un inciso impossibile perchè plausibile in tutt’altro pezzo. Per fortuna c’è gente che fa sta roba in italia, datecene di più. Ecco, questo brano è per coloro che sono stufi di vedere esibite le rotondità armoniche perchè sono belli pure gli spigoli, basta usare le orecchie, chiudo.

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"Spazio alle emozioni", l'album d'esordio di Dario Arrabito

Milano, 11 dicembre 2020 

Comunicato stampa 

 

SPAZIO ALLE EMOZIONI 

L’album d’esordio di 

Dario Arrabito 

https://spoti.fi/2Kfjhyo

Disponibile nei web store 

Etichetta: Clou Edizioni 

Produttore: Pino Scarpettini 

 

Il proposito del disco di esordio di Dario Arrabito è chiaro fin dal titolo. SPAZIO ALLE EMOZIONI si presenta come un compendio di sentimenti, riflessioni, stati d’animo e vita vissuta che il cantautore toscano offre a chiunque voglia ascoltarlo. 

Tra suoni più distorti e la ricorrente presenza della tradizione cantautorale italiana, DARIO ARRABITO restituisce al suo pubblico un’analisi profonda della sua intimità: amore, passione, gioia, ma anche rabbia e malinconia. Da questo atomo primigenio esplode la necessità che ognuna delle singole sfaccettature del suo personale microcosmo riceva riconoscimento e dignità sia singolarmente che nella loro somma. 

Dall’amore disilluso de “Il perfetto amante” alla sofferente liberazione di “Una fottuta bugia”, fino all’esortazione a non lasciarsi sopraffare di “Dimmi”, Dario Arrabito dimostra che ogni sentimento va a comporre un disegno perfetto, da vivere fino in fondo e da assaporare in ogni suo più piccolo particolare, al fine di poter conoscere meglio se stessi e, di conseguenza, il mondo che ci circonda. 

L’artista non teme di affacciarsi sui più profondi baratri del dolore, come nel singolo “Marcinelle”: l’ultimo saluto al figlio di un padre morto nel tragico incidente avvenuto nell’omonima località belga, che non si traduce in un addio definitivo e che, anzi, diventa un invito a cercarlo sempre nella volta stellata. 

“È necessità dell’essere umano, in ogni istante della sua esistenza, provare emozioni. Altrimenti è come se vivesse il suo tempo in disparte, in terza persona, lontano dalla pura essenza che ogni respiro porta con sé”. (Dario Arrabito).  

Il disco è prodotto da Pino Scarpettini con Clou Edizioni. 

 

TRACKLIST: 

1) Vattene 

2) Confini 

3) Il perfetto amante 

4) Il mio universo 

5) Il desiderio 

6) Dimmi  

7) Tardi 

8) Il ricordo 

9) Marcinelle 

10) Cronisti del tempo 

11) La casa del sole (ft. Giulia Conti) 

12) Una fottuta bugia – (bonus track) 

 

Contatti: 

Facebookhttps://www.facebook.com/semprenomadi 

Instagramhttps://www.instagram.com/darioarrabito/?hl=en 

YouTubehttps://www.youtube.com/channel/UCXvOojVohoHig6gHoi-rTyQ 

 

NADIA MISTRI - GIOVANNI TAMBURINO 

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LA SINDROME DELLA REALTA’.

“E non voglio che il mondo mi veda

Perché non penso che capirebbero

Quando tutto è fatto per essere rotto

Solo voglio che tu sappia chi sono.”

da Iris (Goo Goo Dolls)

 

 - Oggi, se vuoi fare un video da trapper di successo devi farti vedere come minimo su una Ferrari, se sei un rocker di successo ti basta essere seduto con la giacca sotto la testa come cuscino sul sedile spartano di un autobus.

Perché il rock non è “aspirazionale”, è di tutti e per tutti.

Chi lo fa, ovviamente, deve avere qualcosa da dire (magari di interessante o di importante) e qualche skills per potersi esprimere cosa che per alcuni altri generi non sembra essere fondamentale.

Sembra più importante avere una storia che essere capaci di raccontarla. Un tale che, forse qualche copia in più di un paio dei suoi romanzi l’ha venduta, un giorno disse: “non è mai la storia, è come la racconti!” Quel tale all’anagrafe fa Stephen King. Per carità, averne una di storia, è condizione necessaria ma non sufficiente.

Raccontarsi, alla moda di oggi, non è arte è onanismo. Già perché come diceva Aristotele (no, non è un centravanti brasiliano) la condizione umana è unica e immutabile. Quindi, se la compagna di classe che avevi al liceo non te l’ha data non è che ce la devi menare e, adesso, che sei ricco e famoso e hai fatto (magari) anche un film, devi ammorbarci con il novero delle tue conquiste amorose esponendole come il bucato.

Semmai, il fatto che tu abbia questa modalità di revanscismo nei confronti del genere femminile ci toglie ogni dubbio sul fatto che quella tua compagna di classe avesse ragione oltre ogni ragionevole dubbio. Inoltre, (il tu è ipotetico ma potrebbe coinvolgere più di un soggetto reale) se non sei capace di fare niente perché non suoni, non canti, non scrivi … beli e blateri di facezie, dico io, perché dovrei interessarmi a te. In che modo mi aiuti a capire la realtà, cosa stimoli in me?

Scusate l’integralismo ma la contemporaneità ha sviluppato un’ulteriore svolta che basa il giudizio su apparenza, appartenenza e superficialità. E’ vero che queste deviazioni ci sono sempre state ma, ora, sono elette a sistema. Non credo che ci sia nessuno (ancorché di estrema destra e normodotato dal punto di vista delle facoltà mentali) che , al di là delle diverse posizione, possa aver ritenuto ininfluente il pensiero di Pasolini. Oggi, mi direbbero: Pasolini, chi? Senza sapere che abbiamo avuto due grandi Pasolini: uno campione di motociclismo e l’altro autore, intellettuale poeta e regista. Il tema dell’oggi è che esisti se posti, se twerki, se cazzeggi. Le star sono i campioni della gara di scoregge su YouTube … Quando va bene.

Ok, sono il primo a dire che non ci sia niente di male, tuttavia, questo non può essere tutto quello che c’è a disposizione. Perché, vedete, per scovare qualcosa di qualità bisogna scavare, documentarsi, fare fatica, compiere atti deliberati. Non è a portata di click, la profondità. Non lo è mai stata. Neanche ai miei tempi quando non c’erano questi fenomeni da baraccone ma ce n’erano altri. Allora erano prodotti dalla TV commerciale, non dalla rete. Però, noi avevamo gli anticorpi. Oggi, non sono così convinto che i ragazzi li abbiano sviluppati in una società dove vige il pensiero unico, dove le opinioni sono diverse ma standardizzate, lo stile di vita omologato. Io sono stato molto criticato dai giovani, anche dai miei parenti, perché non sono sui social … ci devi essere, mi dicono. No, rispondo, io non devo fare niente che abbia come motivazione che lo fanno tutti.

Lì, sulla linea di galleggiamento, c’è quello che il marketing vuole farti credere che abbia un valore e, un valore, ce l’ha esclusivamente dal punto di vista del profitto che porterà a qualcuno. L’effetto boomerang è che farà ricco quel qualcuno e più stupidi tutti coloro che lo ascoltano (o, come si dice  adesso, che lo seguono).

Vedete, qualche giorno fa è stato il quarantesimo anniversario della morte di un artista immenso, pensatore e pacifista. Il nome di costui è John Lennon. Come per Pasolini, per favore, non chiedete: John chi?

Perché se fate questa domanda otterrete soltanto la nostra compassione.

di Paolo Pelizza

© 2020 Rock targato Italia

 

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ANNO MUSICORUM MMXX

di Massimiliano Morelli

  - Il primo dicembre appena passato, sette mesi e mezzo dopo la mia peculiare recensione di The New Abnormal, i The Strokes presentano in anteprima su YouTube –regia di Roman Coppola, niente meno– il video di The Adults Are Talking— l’opener del disco, rivelatrice e rilevante quanto il disco stesso, sia detto; sette mesi dopo, dicevamo, ritorno a Rock Targato Italia e riprendo, autoreferenziale e monotematico come convenientemente mi si addice, dagli ora adulti di New York (perdonami, Maestro Pelizza!) per un inciso non così sicuramente prevedibile ma di sicuro non trascurabile: Music Industry-wise, per dirla all’americana, questo bisesto, funesto, nefasto, e nondimeno infausto AD MMXX ha tanto tolto all’industria quanto dato alla musica. Entrare nel merito di cosa o chi abbia recato un così grave danno all’indotto e alla salute, tra le altre cose, del business tutto è comprensibilmente fuori dallo spettro delle mie competenze e della mia volontà –e che Dio mi preservi dal farlo!–, ma da appassionato e pagante, ché i dischi che amo li compro, non posso far meglio del levarmi il poetico cappello e, piuma in mano, vergare una lode all’estro, all’ispirazione, e alla capacità di quegli artisti che nel corso di questa cattività ai confini della realtà hanno saputo (ri)consegnare alla loro arte –e, tramite la stessa, riconsegnare a noi– ciò che la pandemia ha sottratto. O mio Dio quanta ridondanza!— potete sempre contare su un egomaniaco passionale per l’esagerazione stilistica di cui avete bisogno, garantito. Ka, al Secolo Kaasim Rayan, rilascia il primo maggio Descendants Of Cain— il suo sesto album volendo includere Orpheus VS The Sirens (2018), fatto uscire sotto l’ermetico moniker Hermit And The Recluse; è difficile, se non addirittura non necessario, stabilire quanto l’anno d’uscita abbia influenzato l’uscita stessa, ma è di fatto estremamente semplice ringraziare il rapper e produttore di Brownsville (Brooklyn, New York; giusto per non spostarci altrove, per ora) per un capolavoro che, pur intriso di vita e di morte –vere, vissute, vive– di strada e di interrelazioni umane consumate fino a e dalle più estreme intimità, ben si presta ad accompagnare la solitudine, la segregazione, la contemplazione poetica, la preghiera, e il silenzio che, se non altro, il 2020 ci ha fatto riscoprire come necessari. Spostandoci ora in Canada e viaggiando leggermente indietro nei mesi, il 21 febbraio Grimes pubblica a suon di tweet –dichiarazioni (e) smentite– Miss Anthropocene, il suo quinto LP; possibilmente pronto già dal 2018 e costantemente rimandato, l’idiosincratico quasi-concept album dell’artista nata Claire Elise Boucher suona come una raccolta d’oscure profezie dreampop di molte delle possibili sventure prossime venture, ogni singola traccia permeata da una sorta di assenza di gravità che, lungo il corso d’un’emergenza sanitaria e sociale di tali proporzioni, diventa una credibilissma, spesso ispiratissima, metafora musicale –comunque non del tutto scevra di speranza– dell’attuale e mondiale mancanza di qualsivoglia certezza e/o riferimento. Il prossimo balzo spaziotemporale ci riporta a maggio –il 15, per la precisione– ma dall’altra parte dell’Atlantico— Cambridge, Inghilterra: Charlotte Emma Aitchison, in arte Charli XCX, presenta al pubblico how i’m feeling now (tutto minuscolo), il suo quarto album, nato durante –e ispirato da– il lockdown, e siamo dunque e di diritto più che mai dentro il 2020; concepito e fatto (letteralmente) in casa più o meno tra i primi di aprile e l’inizio del mese successivo, in netto contrasto con i discendenti di Caino di cui sopra, il disco vanta una collezione di inni electropop domestici e contemporanei –internet e social media inclusi– in grado di trasformare la casa dell’ascoltatore recluso talora in un dancefloor londinese al culmine del rituale pagano, talaltra, nei momenti più introspettivi e delicati, nella camera pregna d’anticipazione e velleità d’un/a ragazzo/a di oggi alle prese con tutte le promesse non mantenute, gli amori non consumati, le infedeltà, e le distanze del caso. E non a caso, aggiungerei. Volendo restare in Gran Bretagna, ci spostiamo ora nei meandri più remoti e sconosciuti del Galles, facendo un altro salto all’indietro lungo il calendario: il 20 gennaio, quando lo spettro del Covid-19 era ancora verosimilmente confinato nelle estremità del mondo, esce lo spettrale ed estremo Youth In Ribbons di Revenant Marquis, one-man band evidentemente underground che i meglio informati definiscono raw black metal e il cui spettro sonoro (scusate ancora!) sembra quasi il non intenzionale grafico dei suoni e dei rumori degli incubi, delle paure, delle insonnie, delle schizofrenie, delle convulsioni che confinamento e distanza –più che distanziamento– sociale stanno generando da mesi; un capolavoro assoluto, se me lo si domanda. Riemergendo dal sottosuolo/sottoterra del marchese redivivo, ma rimanendo parimenti claustrofobici e malmostosamente metal, ritorniamo negli Stati Uniti (Boston, Massachusetts) e al primo maggio: gli Umbra Vitae –supergruppo over-the-top capitanato dall’eclettico e irrefrenabile Jacob Bannon– debuttano con l’incredibile Shadow Of Life; dieci canzoni tra tecnica chirurgica, passione violenta, e scrittura da capogiro, un solo umbratile, ombroso, e tenebroso tono/colore— quello delle nostre migliori e più profonde (claustro)fobie. Oh, Mastro Bannon, che l’ombra della vita possa uscire alla luce del sole e dal suo attuale stato di progetto e diventare band, (c)attiva e costante! Un mese e due giorni dopo, il 3 giugno, il superduo hip hop americano Run The Jewels (EL-P, rapper e producer, Brooklyn; Killer Mike, rapper, Atlanta) cala il quarto asso consecutivo su quattro con RTJ4; fatto uscire due giorni prima della data ufficiale in segno di vicinanza alle proteste contro violenza e odio razziale in corso e, com’è d’uopo, imbellito da featuring e collaborazioni d’eccellenza, il disco è un trionfo di scrittura e di produzione e, traccia dopo traccia –barra dopo barra– aiuta davvero sapere che nonostante la stasi globale e globalizzata il Tempo può invece avere un Ritmo, il Ritmo un Flow, il Flow dei Contenuti, e che (il) tutto possa evolversi e cambiare— bomba! Ora il dovere –morale, intellettuale– ci riporta in Europa e dalla primavera ci trasporta all’autunno inoltrato per dire grazie a Francesco Bianconi (Milano, Italia) per aver concepito, scritto, e pubblicato Forever (16 ottobre) e per aver colto e sfruttato da vero artista la non scontata e favorevole occasione d’esser prodotto da Amedeo Pace dei Blonde Redhead— c’è tutto: parole, voce, musica, suono, e, nondimeno, Canzone d’Autore. Ci rispostiamo dunque negli States per rimanerci ma, prima del penultimo passaggio –il Penultimo Atto–, faremo una brevissima tappa sonica al di là delle ormai consolidate coordinate spaziotemporali: se, come me, amate il male, la magia nera coniugata ai tempi del 4G (o forse già 5?), e tutta l’angoscia e il risentimento suburbani e metropolitani possibili in musica, allora fate un giro su Spotify e ascoltate l’omonimo EP dei Baader-Meinhof— tre pezzi, nemmeno quindici minuti, incubi che dureranno ore. Se poi vorrete approfondire, digiterete su Google Ghostemane . . . Hollywood, Los Angeles; 11 settembre (!): non avrei davvero voluto scomodare nomi troppo più grandi di e per questo mio artritico e oltremodo articolato articolo (amo la cacofonia, tra le altre cose, l’avrete capito) ma la caratura del lavoro è tale che la necessità, soprattutto quest’anno, deve necessariamente (ri)farsi virtù, e WE ARE CHAOS (tutto maiuscolo) di Marylin Manson va a consolidare e rilanciare gloriosamente la posizione, sia in termini di successo che di prestigio, dell’artista all’interno d’un mercato –quello discografico, si capisce– che già ante-Covid-19 si dimostrava sempre meno incline (ai più esperti e preparati di me l’onere e l’onore di analizzarne i come, quando, e perché) ad accogliere le esigenze e le proposte di big over e mostri sacri vari ed eventuali. Eventualmente, il Nostro-al-Secolo Brian Hugh Warner si riprenderà la fetta di torta che gli spetta con un disco spettacolare, e così sia. Sarebbe infine giunto il momento di chiudere il cerchio e di ritornare a New York viaggiando nuovamente a ritroso nel tempo fino al 10 aprile per dire quindi come i The Strokes con The New Abnormal (per chi scrive, l’album migliore e più importante di questo ANNO MUSICORUM MMXX) abbiano . . . ma non lo farò, lasciandolo aperto (il cerchio, se già vi siete perduti) e al lettore-ascoltatore, oltre ai dovuti puntini di sospensione, la consapevolezza che per ogni album da me citato ne sono usciti almeno altri cento e migliori. Che Musica, il 2020, Maestro!

Milano, 08 12 2020

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