Menu

Articoli filtrati per data: Gennaio 2021

Queer Beauties: il disco d'esordio di Lyre

Esce per Pitch The Noise Records l'EP di debutto di Lyre dal titolo Queer Beautiesi, che vede la luce dopo una lunga gestazione di sperimentazione e ricerca sonoraLyre è il progetto musicale di Serena Brindisi. Un progetto unico nella scena musicale italiana, un nome che si candida ad essere i più interessanti del panorama elettronico italiano. Piacerà ai fan di James BlakePortisheadMassive Attack e Nick Cave, ma anche di FKA Twigs e Arca.

Laghidi luce tenue, in cui forze sottili emergono, contrastanti e misteriose e impossessandosi di un corpo, ne dirigono i gesti, ne plasmano i dettagli del viso e il colore della voce, e ne svelano la bellezza più profonda, intima e pericolosa. Qualcosa fa breccia nella corazza. Una ferita. Rivelazioni che incidono un segno indelebile nel mondo interiore di chi assiste, segnandone per sempre il proprio vissuto. Imponenti come divinità antiche, queste bellezze svelate, femminili, violente e ambigue, col tempo si sono tramutate in specchi in cui ritrovare la propria immagine riflessa da mille angolature. In cui ri-conoscersi ogni giorno. (Lyre)

SCOPRI IL DISCO SU SPOTIFY 

Un tema guida centrale per questo lavoro, è stato il doppio che ci abita, Il contrasto, il maschile e il femminile e la necessità di far vivere e esprimere entrambi, rompendo certe gabbie interiori portate dentro dall’infanzia, insieme a ombre profonde come quella emanata da queste bellezze zoppicanti, in cui mi sono specchiata, strambe, ambigue e regine anch’esse del doppio, al cui interno è nascosta una luce potentissima. Le ombre dorate come le chiamava Carl Jung di questi nostri corpi corazzati.

La ricerca di un costante contrasto inoltre, a livello di produzione musicale, (e in questo Giuliano Pascoe è stato incredibile) per me stato fondamentale per esprimere al meglio questo strappo, questa dualità. Spesso mi sono ritrovata a creare assiduamente ritmiche ossessive, zoppe, taglienti e metalliche, violente a livello sonoro che potessero contrapporsi in modo prepotente su melodie delicate in armonie sospese. Un mondo in cui a un bombardamento violento e costante si schierasse una voce fragile, profondamente intima e disarmata, come per Dorothy, o , come per Broken Flowers, una voce scura e irriverente, severa e tagliente, necessariamente distruttiva che si imponesse e portasse avanti il proprio universo ossessivo, come sacerdotessa spietata di un rito antico , necessario.

 

Lyre è il progetto musicale di Serena Brindisi, un’artista di Milano

 
Il suo progetto musicale nasce ad Edimburgo dove , diversi anni fa, dopo aver lavorato per più di 10 anni come attrice di teatro e performer in Italia, decise di trasferirsi e di rimanere 6 anni, per dedicarsi completamente all'altra passione centrale della sua vita, cioè la musica. É stato un processo naturale per lei lasciare l’Italia e trasferirsi in Uk , riconoscendo le proprie radici musicali, rispetto al songwriting, in artisti prevalentemente appartenenti al mondo anglosassone. Tom Waits, Billie Holiday e Chet Baker erano infatti ascoltati continuamente in casa, e i colori e le ritmiche del Blues, onnipresenti nella sua infanzia. Nacque di conseguenza, il bisogno di cantare e scrivere in Inglese, incantata sopratutto dal phrasing e dall’interpretazione di artiste come PJ Harvey, Beth Gibbons e Goldfrapp. Durante questi anni in UK, Lyre si concentrò nella scrittura del suo debut album, che fu diviso in 2 EP:’Queer Beauties’ e ‘Shadows Walk’.

 

A livello compositivo e di arrangiamento, inizialmente le produzioni visionarie e cinematiche di artisti come PJ HarveyNick CavePortisheadJames BlakeMassive Attack e Radiohead, per nominarne alcuni, furono alla base della sua ricerca musicale e la spinsero a voler collaborare col producer di Bristol, Dan Brown (Massive Attack, Ilya, Karin Park) che inizialmente curò gli arrangiamenti di un brano e fece il missaggiò di tutte le tracce dell’allora autoprodotta prima versione di Queer Beauties. Ma nonostante il lavoro fatto, la sensazione di non aver trovato ancora il giusto mondo sonoro per esprimere appieno la propria personalità artistica, portò Lyre ad un ulteriore processo di ricerca e all’approfondimento di sonorità di artisti come FKA TwigsBjork e Arca che causò un notevole cambio di direzione, mettendo in crisi la produzione artistica conclusasi precedentemente a Bristol.

 

Infine, l'incontro a Milano col produttore Giuliano Pascoe, aka Droven (Pashmak, Clio and Maurice, Milanorovina) è stato infine fondamentale e conclusivo per questa ricerca, così come l’attentissimo lavoro di mixaggio di Antonio Polidoro e di master di Claudio Giussani.
 
 
 
Contatti:
 
All tracks written by Lyre / Serena Maria Brindisi, <mirrors> written by Lyre and Fred Dimitrov
Performed by Lyre. Programming by Giuliano Pascoe. Violins on “Dorothy” by Martin Nicastro 
Produced by Giuliano Pascoe at Santa Clara studio
Mixed by Antonio Polidoro at Blap Studio 
Mastered by Claudio Giussani at Energy Mastering
 
Artwork by Carlotta Origoni 
All pictures were taken from “Broken Flowers” music video directed by Davide Mastrangelo, d.o.p. Stefano De Pieri, Make up Silvia Castellucci, Scenography Ottavia Vedani,
Location; teatro Felix Guattari.
 
Blog: Rocktargatoitalia.eu
Di: Nadia Mistri

 

Leggi tutto...

WILL, il singolo “ESTATE”: oltre 7 milioni di stream sulle piattaforme digitali

WILL

Il singolo “ESTATE”

Oltre 7 milioni di stream sulle piattaforme digitali

 

Link video https://youtu.be/u-w19E5RRDk

 

 

“Estate” è il singolo di Will ora sulle piattaforme digitali su etichetta Polydor/Universal Music.

 

Il brano, presentato all’ultima edizione di X Factor, è liberamente ispirato a “Someone you loved” di Lewis Capaldi. La canzone ha raccolto ben presto il favore dei suoi fan e dopo essere stata pubblicata in sordina su Spotify ha raccolto ad oggi oltre 7 milioni di stream e ha conquistato la cover della playlist “Generazione Z” dedicata alle giovani promesse della musica italiana. A tre mesi dalla pubblicazione il brano è tuttora al numero 28 della classifica italiana singoli di Spotify.

 

“Estate” è una rivisitazione di “Someone you loved” di Lewis Capaldi – racconta Will -
È letteralmente la prima vera canzone che ho scritto, registrata con l’aiuto di un amico, senza pretese e senza nessuna conoscenza tecnica. A me personalmente ricorda un periodo di grande insoddisfazione. La passione per il calcio stava sbiadendo e non sapevo bene dove sbattere la testa, ne ho combinate di tutti i colori in quel periodo. Ora mi sento di poterla dedicare a tutte le persone che si impegnano nel migliorare se stesse con il fine di far star bene chi gli sta vicino.

 

William Busetti, in arte Will nasce nel 1999 a Vittorio Veneto e trascorre la sua adolescenza a Soligo, paesino dove tutt’ora vive. Da bambino pratica il calcio, ottenendo promettenti risultati a livello giovanile, e ascolta tanta musica: il british pop, influenzato dai gusti della madre di origini inglesi, e il cantautorato italiano, spinto dalla passione del padre. Alla fine del liceo la musica prende il sopravvento e Will inizia a scrivere testi, ispirato soprattutto dalle canzoni rap italiane che ascolta come valvola di sfogo per evadere la monotonia della vita di provincia.  Alla fine del 2019 pubblica i suoi primi brani su YouTube seguiti da un EP. Spinto dai risultati positivi dei suoi primi progetti, Will si convince che la sua musica può diventare più che una passione. Pubblica altri tre singoli e nel 2020 partecipa a X Factor arrivando a cantare davanti ai giudici in prima serata. Alle audition Will canta “Estate”, una delle prima canzoni da lui scritte. L’esibizione diventa subito virale sui social e il brano inizia a macinare stream e condivisioni, piazzandosi tra i 50 brani più ascoltati nel mese di novembre.


https://www.instagram.com/will_buse/?hl=it

 

Blog: https://www.rocktargatoitalia.eu/

GIOVANNI TAMBURINO

Leggi tutto...

Le novità di Gallucci Editore

Gallucci editore

 

 

NOVITÀ BAMBINI E RAGAZZI

 

ULTRANOIDI

Gianluca Morozzi

Marlene e il suo migliore amico Miki vorrebbero una vita come quella dei supereroi, solo che i supereroi vivono a New York, mica in un quartiere di periferia a Bologna! Un giorno, però, accade qualcosa di inaspettato e i due ragazzi diventano gli Ultranoidi, un duo di supereroi dai poteri straordinari. Ma come insegnano film e fumetti, da grandi poteri derivano grandi responsabilità, e il primo nemico degli Ultranoidi spunta alle porte della città…

 

Il mondo di Lucrezia 2

Anne Goscinny
disegni di: Catel 

Tra una ricerca di scienze e un cinema con le amiche, Lucrezia trova anche il tempo di partecipare a un concerto e di seguire lezioni di ballo. Casomai corresse il rischio di annoiarsi, c’è sempre la sua famiglia a movimentarle la vita con l’invito a un matrimonio e il fidanzamento della nonna Scarlett! 

 

La casa nella prateria 2

Sulle rive del Plum Creek

Laura Ingalls Wilder

La famiglia Ingalls comincia una nuova vita nel Minnesota. Mamma e papà lavorano sodo per costruire una casa e coltivare la terra, Mary e Laura cominciano la scuola e la piccola Carrie cresce a vista d'occhio. Le difficoltà e i pericoli sono tanti, nella prateria, ma gli Ingalls li affrontano con tenacia e ottimismo. 

 

Sulle tracce di Sherlock Holmes

Naïma Murail Zimmermann
disegni di: Caroline Hüe

Adam è catapultato insieme alla sorella Sofia e al coniglio Oscar nel mondo di Sherlock Holmes e del dottor Watson. Lo aspetta la più pericolosa delle missioni compiute finora: salvare sir Henry Baskerville da un cane demoniaco che sputa fiamme. Un compito reso ancora più difficile dagli attacchi del Malautore, divenuto sempre più potente…

Mulan

disegni di: Yi-Hsuan Wu

Segui Mulan, guerriera coraggiosa, nella sua incredibile impresa. Muovi, tira e scorri i meccanismi per dare vita alle sorprese nascoste nelle pagine!

 

Blog: Rocktargatoitalia.eu

Di: Nadia Mistri

Leggi tutto...

ARTEFIERA Playlist 21/24 gennaio 2021

Leggi tutto...

Questa settimana su ARTSLIFE

Leggi tutto...

NYLON: Appello e una canzone per SPAZIOMUSICA di Pavia –

I Nylon lanciano una canzone di protesta a favore di un locale storico, che come molti luoghi della musica oggi chiude per colpa questioni meramente burocratiche.

I NYLON  gruppo musicale pavese è in prima linea nel difendere l’esistenza di SPAZIOMUSICA storico locale di Pavia  e chiedere, a gran voce, a chi di competenza un Spazio per Spazio. I Nylon denunciano lo stato in cui versa il mondo dello spettacolo e lo fanno intelligentemente con uno strumento culturale, quello a loro più consono, della canzone. Il brano “Una casa per Spazio”  un emozionante e poetico invito, è un appello affinché   si trovi la ragione e la strada per realizzare la “Casa” indispensabile per Pavia, per la cultura urbana, la musica e l’arte nella società italiana

In un secondo video (https://youtu.be/xCBpCsp9hPY), le voci di chi ha vissuto Spaziomusica dagli esordi ai suoi ultimi giorni spiegano cos'è sempre stato “Spazio”: un punto di riferimento che ha inserito Pavia nell'atlante musicale italiano come tappa obbligata per musicisti internazionali e nostrani. Intervengono: Paolo Pieretto: proprietario di Spaziomusica - Daniela Bonanni: storica fondatrice del locale nel 1986 con il compagno di vita Bruno Morani e Filippo Milani: voce dei Nylon. Regia: il Maestro e Margherita - www.ilmaestroemargherita.com

L’ APPELLO per SPAZIOMUSICA di Pavia, promosso dal gruppo musicale NYLON, deve farci riflettere tutti sulle condizioni a cui devono far fronte i lavoratori dello spettacolo da una parte, privati dal proprio lavoro, e i cittadini, derubati dalla cultura musicale e da importanti esperienze umane dall’altra.

Non possiamo stare immobili, inermi e veder negare alle generazioni future, alla contemporaneità e a tutti coloro che si ritrovano a socializzare, di vivere emozioni e condividere esperienze culturali inalienabili indispensabili per la storia individuale e di quella collettiva per la città, per la regione: Per il mondo, per noi.

Segni del tempo e delle disgrazie pandemiche ma non solo. C’è anche l’ignoranza da parte della burocrazia, che asfalta con inqualificabile facilità e incoscienza delle radici fondamentali del vivere sociale come lo  SPAZIOMUSICA, dove hanno preso vita musica, arte, incontri e rassegne di rilevanza internazionali e che ci AUGURIAMO continuerà a produrre arte e cultura nell’associazionismo multimediale.

Vogliamo pensare che questo abuso sia solo uno dei troppi errori di chi, nascondendosi nel proprio SÉ, non vuole assumersi responsabilità per trovare la giusta dimensione e la giusta risposta, affinché Spazio e Pavia abbiano quella casa dove si stava veramente bene.

Ci auguriamo, invece, che si decida presto con coraggio e determinazione di ridare alla gente, alle persone, agli artisti, poeti e musicisti, uno SPAZIO PER STARE BENE

Nell’attesa di positive risposte, domandiamo a gran voce partecipazione e solidarietà di chiunque sia sensibile a musica, arte e cultura affinché al nostro territorio non venga strappata una struttura fondamentale, condannandoci ad una lenta, ma inesorabile morte civile, intellettuale, umana.

Divinazione Milano, Rock Targato Italia, Associazione Culturale Milano in Musica sostengono l’impegno dei NYLON e sono vicini a Daniela Bonanni (Fondatrice di SpazioMusica) e Paolo Pieretto (Gestore SpazioMusica)

 

NADIA MISTRI - GIOVANNI TAMBURINO 

Divinazione Milano S.r.l. 

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network 

Via Andrea Palladio n. 16  - 20135 Milano 

  1. 0258310655 mob. 3925970778
  2. divinazionemilano.it

email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Leggi tutto...

Fuori il video di "Paradise Lost" - Dj Aladyn ft. Meus

 

Paradise Lost di Dj Aladyn ft. Meus ha anche un video!

 

Dopo l'anteprima con Soundwall, è disponibile ovunque il video per Paradise Lost, il nuovo singolo di DJ Aladyn feat. Meus. Il brano nasce con la volontà di raccontare come, in questo caso, anche la figura demoniaca più cattiva dell'Universo, possa, con la dovuta volontà, pazienza, supporto e amore tornare a diventare buona. Un nuovo singolo che nasce con l’intento di sfatare la perenne battaglia tra “bene” e “male”, dove nessuno nasce “buono” o “cattivo”: semplicemente si è amati o meno. Il testo è ispirato a John Milton (Paradise Lost) e a Dante Alighieri (Divina Commedia), per la loro incredibile capacità di narrazione.

Paradise Lost è il frutto della collaborazione tra Dj Aladyn e MEUS, giovane cantautrice di Ravenna, già presente con Colors and Shape e Bad Infections nella colonna sonora di Untradional 2 serie televisiva di Fabio Volo andata in onda su Comedy Central.

 

DJ ALADYN / BIO
Dj Aladyn è un dj e produttore italiano. Nel panorama nazionale di distingue per personalità, forte creatività ed ecletticismo. L’artista performer e l’uomo della radio sono le due anime che compongono la stessa figura. Inizia il suo percorso artistico nel 1990 avvicinandosi all’arte dello scratch. Vince nel 1995 il suo primo trofeo nazionale Dj Trip. Nel 1997 con Dj Myke fonda Men In Skratch e nello stesso anno inizia la sua avventura radiofonica sulle frequenze di Radio Station One. Nel 1999 collabora con Jovanotti e Saturnino nel “Capo Horn Tour”. Nel 2000\2001 con i Men In Skratch vince 2 volte il titolo italiano Dmc Team partecipando alle finali mondiali a Londra. Nel 2002 entra nella squadra di Radio Deejay, storica emittente nazionale, affiancando Alessio Bertallot nel programma “B-Side” e Nikki con “Tropical Pizza”. Nel 2005, insieme al suo socio storico Dj Myke, apre le date del tour italiano dei Prodigy. Poco dopo entra a far parte del progetto Rezophonic fondato da Mario Riso. Nel 2012 arriva il primo disco solista intitolato “Fili Invisibili”, pubblicato da Metatron. E’ in tutto e per tutto il lavoro di un’artista a 360 gradi, come si nota dalle diverse influenze e dalla lunghissima lista di collaborazioni (Jovanotti, Saturnino, Fabri Fibra, Calibro 35, Rancore, Dargen D’Amico, Remo Anzovino, Jack Jaselli, Dj Myke, Diego Mancino e tanti altri).

Contatti:

https://www.facebook.com/djaladyn.meninskratch
https://www.instagram.com/djaladyn/ 

 

Blog: Rock Targato Italia

Di: Nadia Mistri

Leggi tutto...

SELFPORTRAIT AS MYSELF, dialoghi su autoritratto e autobiografia

SELFPORTRAIT AS MYSELF
dialoghi su autoritratto e autobiografia
 
Una serie di incontri online su fotografia e identità
ideata e condotta da Simona Ghizzoni
  

Da mercoledì 27 gennaio al 9 giugno 2021 sui canali social di
Fondazione Forma per la Fotografia

Fondazione Forma per la Fotografia apre il 2021 con un ciclo di incontri online a cadenza mensile dedicati al tema dell’identità e dell’autoritratto in fotografia: Selfportrait as Myselfuna serie di dialoghi ideata e condotta da Simona Ghizzoni.

Fotografa e artista, Simona Ghizzoni nel suo lavoro parte spesso da temi e immagini che affondano le radici nel suo vissuto personale, che l’autrice rielabora e interpreta sfumando spesso i confini tra racconto autobiografico e documentazione. Proprio il desiderio di esplorare il territorio tra fotografia, identità e autorappresentazione è lo spunto per questa serie di incontri in cui Simona incontra sei diverse autrici che come lei hanno scelto la strada della narrazione autobiografica per conoscersi e raccontarsi: Anna di ProsperoAlba ZariSilvia CamporesiSilvia RosiAlessandra Calò e Paola Mattioli.
 

Il primo dei sei appuntamenti, che saranno trasmessi sui canali social di Fondazione Forma, si terrà mercoledì 27 gennaio alle 19.

Da sempre, la fotografia ha rappresentato un mezzo per conoscere e raccontare il mondo. A un certo punto del proprio lavoro, o a volte anche nel primo approccio con il mezzo, si sceglie tuttavia di rivolgere l’obiettivo verso sé stessi. La fotografia diventa così uno specchio con cui indagarsi, scoprirsi, scavare a fondo e definire la propria identità.
Un tipo di ricerca particolarmente declinata al femminile, come nella serie di incontri organizzati da Fondazione Forma, che saranno l’occasione per Simona Ghizzoni di dialogare con sei fotografe alla ricerca del senso e del valore di un gesto: quello dell’autorappresentazione come racconto di sé.
Dal segno introspettivo con cui Anna Di Prospero esplora la relazione con i luoghi e con l’altro, passando per la ricerca delle proprie radici di Alba Zari e i paesaggi interiori di Silvia Camporesi. O ancora, il tema della famiglia sempre presente nel lavoro di Silvia Rosi, che trae spunto dal mito, dalla letteratura, dalle religioni e dalla vita reale, così come la riappropriazione proposta da Alessandra Calò attuata attraverso il recupero e la reinterpretazione di immagini d’archivio, fino ad arrivare alla ricerca di Paola Mattioli, una riflessione lunga una vita sull’identità femminile in relazione al linguaggio fotografico e ai fenomeni della visione.
Gli eventi on line saranno l’occasione per scoprire una storia personale per ognuna di loro, un percorso con motivi e radici diversi.
 
Il ciclo è organizzato con la collaborazione di Federica Muzzarelli e Raffaella Perna del Centro di Ricerca Fotografia Arte e Femminismo - Università di Bologna e della Collezione Donata Pizzi.

CALENDARIO COMPLETO
 

Gli incontri saranno in diretta sulla pagina Facebook di Fondazione Forma per la Fotografia e poi visibili sul canale YouTube Fondazione Forma, sul profilo Instagram @fondazioneformaperlafotografia e sul sito www.formafoto.it

 

Mercoledì 27 gennaio ore 19
ANNA DI PROSPERO
Nata a Roma nel 1987, Anna Di Prospero approda alla fotografia attraverso la scoperta del mezzo fotografico digitale, attratta dagli strumenti di condivisione creativa. Esprime la sua ricerca tramite la fotografia staged e l’autoritratto. I suoi lavori, che si caratterizzano per il segno introspettivo con cui esplora la quotidianità e il rapporto con lo spazio e con l’altro, sono stati esposti in numerose mostre personali e collettive in Italia e Stati Uniti.
 
Mercoledì 24 febbraio ore 19
ALBA ZARI
Nata in Thailandia, Alba Zari sin da bambina conduce una vita  nomade che la porta a vivere in diverse città e paesi. Artista che predilige il mezzo fotografico, con la sua opera The Y - Research of biological father (2017), Zari affonda in un viaggio verso le proprie radici. Vincitrice del Graziadei 2019, è stata esposta in numerose mostre internazionali, tra cui a London Art Fair, al MAXXI di Roma e al Festival Circulation di Parigi. Con i progetti The Y e Occult, fa parte dei FOAM Talent 2020.
 
Mercoledì 24 marzo ore 19
SILVIA CAMPORESI
Nata a Forlì nel 1973, Silvia Camporesi costruisce, attraverso i linguaggi della fotografia e del video, racconti che traggono spunto dal mito, dalla letteratura, dalle religioni e dalla vita reale. Nelle sue realizzazioni si è confrontata più volte con l’autoritratto e con l’autorappresentazione come elemento di indagine e di ricerca. Negli ultimi anni la sua ricerca è dedicata al paesaggio italiano.
 
Mercoledì 21 aprile ore 19
SILVIA ROSI
Vive e lavora tra Londra e Modena. Il lavoro di Silvia Rosi esplora la sua storia familiare, attingendo alla sua eredità togolese. Il tema della famiglia, centrale nel suo lavoro, viene esplorato attraverso gli autoritratti in cui interpreta suo padre e sua madre. Lavora, oltre che con la fotografia, anche con testo e video.
 
Mercoledì 19 maggio ore 19
ALESSANDRA CALÒ
Artista e fotografa, sperimenta fin dall’inizio della sua carriera l’uso di nuovi linguaggi che le permettono di approfondire i temi legati alla memoria, all’identità e al linguaggio stesso della fotografia. Pratica dominante nel suo lavoro è la riappropriazione: il recupero e la reinterpretazione di materiali d’archivio attraverso i quali l’artista non intende attuare una rievocazione nostalgica del passato ma proporre una nuova visione della realtà.
 
Mercoledì 9 giugno ore 19
PAOLA MATTIOLI
Paola Mattioli nasce a Milano nel 1948, studia filosofia con Enzo Paci e si laurea con una tesi sul linguaggio fotografico. Il ritratto, l’interrogazione sul vedere, il linguaggio, la differenza sessuale, le grandi e le piccole storie (dall’Africa alla Dalmine) sono i temi che affronta con uno sguardo lontano dal classico reportage, con una sottile distanza che mette in gioco con leggerezza e rigore. In ogni sua ricerca emerge la riflessione intorno al linguaggio fotografico e ai fenomeni della visione, la domanda sul senso del vedere e del fotografare.

 

Simona Ghizzoni (1977) è fotografa, artista e attivista per i diritti delle donne. I suoi lavori sono radicati nel vissuto personale, che Ghizzoni rielabora e interpreta attraverso la fotografia e il video. Conosciuta per il suo lavoro di oltre dieci anni sui disturbi alimentari, Odd Days, e per le serie di autoritratti che affrontano il rapporto tortuoso e ambivalente tra essere umano e natura, Ghizzoni sfuma i confini tra il racconto autobiografico e la documentazione. Anche nei suoi lavori di ispirazione più documentaria, infatti, Ghizzoni tende ad impiegare una narrazione personale e partecipata, che nasce dall'intimo rapporto che crea con i suoi soggetti.  Le sue opere sono state presentate in mostre personali e collettive, tra cui al Nobel Peace Centre, Paris Photo, Photo España, Athens Photo Museum, Ex Mattatoio e Palazzo delle Esposizioni di Roma e figurano in alcune prestigiose collezioni come la Collezione Donata Pizzi. Il suo lavoro ha ricevuto diversi premi, come The Aftermath ProjectBurn Magazine Emerging Photographer GrantMargaret Mead Film Festival, Leica Oskar Barnack AwardSony World Photography Award e World Press Photo nella categoria ritratti, tra gli altri. Ghizzoni è TEDX speaker e tiene regolarmente lectures in varie scuole ed università italiane ed europee. È co-fondatrice di MAPS Images. In Italia è rappresentata da MLB Gallery.

Fondazione Forma Per la Fotografia
www.formafoto.it
Tel. 02 58118067
Twitter @formafoto
Facebook /FondazioneFormaPerLaFotografia
Instagram Fondazione Forma per la Fotografia

 

Blog: https://www.rocktargatoitalia.eu/

GIOVANNI TAMBURINO

Leggi tutto...

Alla scoperta del nuovo skyline milanese: guarda il video (e ricevi il libro IN OMAGGIO)

Clicca qui

per guardare il video in cui

Massimo Beltrame

introduce alla lettura del suo libro

"Milano guarda in alto"

e scopri sul nostro sito

come poterlo ricevere in regalo

 

Lo sapevi che…

«Una volta gettate le fondamenta, nel 2007,

il Palazzo della Regione Lombardia

comincia a crescere velocemente fino a quando,

l’8 Maggio del 2009, supera, per la prima volta dopo 50 anni,

l’altezza del Grattacielo Pirelli.

È un momento storico, segnato da una cerimonia

fatta di giochi laser, illuminazioni notturne

su entrambi i grattacieli e grande partecipazione di pubblico. Mancano però ancora 6 piani al tetto dell’edificio;

la costruzione sarà ultimata,

sia in altezza che in tutte le sue parti esterne,

il 23 Gennaio 2010, con la prima apertura al pubblico

della terrazza sommitale…»

 

Clicca qui per entrare nel nostro sito

Acquista 29,00 euro
di libri/calendari

e scegli

IN OMAGGIO

 

1 libro-album

+

1 stampa

 Inoltre

SCONTO 5%

e

CONSEGNA GRATUITA

con corriere veloce

 

Per info: 02 92101849

Rimaniamo a disposizione per ogni eventuale informazione.

Grazie

la redazione

 

Blog: https://www.rocktargatoitalia.eu/
GIOVANNI TAMBURINO

Leggi tutto...

ANNO MUSICORUM MMXX parte II di Massimiliano Morelli

   Chi di voi ha avuto la possibilità di leggere la parte prima di questo mio ANNO MUSICORUM MMXX e, sfidando eroicamente la mia disarticolata articolazione, è pure riuscito ad arrivare alla fine dell’articolo, sarà già a conoscenza del fatto che avevo deliberatamente lasciato aperto il sonoro cerchio, nondimeno lasciando intendere che, dato che i dieci lavori (otto LP più uno e un EP) da me citati in quella oltremodo succulenta occasione non rappresentano che una percentuale –per quanto luminosissima– infinitamente piccola del quasi infinito firmamento musicale di questo appena conclusosi 2020, avrei magari, col tempo, riacceso il PC e, cuffie nelle orecchie, ripreso a illuminarvi lungo l’aurale cammino ripartendo, o forse no, dal punto in cui m’ero giocoforza dovuto defilare . . . quel tempo è giunto e veniamo dunque al punto. Il 25 dicembre, un anno dopo la pubblicazione di Jesus Is Born, il gruppo gospel Sunday Service Choir (Los Angeles, California, USA), sotto lo stesso moniker meno Choir, rende più solenni e contemplativi i toni e i colori rilasciando a sorpresa un enigmatico EP –12 minuti circa– dall’ancor più enigmatico titolo Emmanuel (“Dio è con noi” il suo significato secondo la cartella stampa che accompagna l’uscita) e di divina luce –e voce–, opportunamente, quasi quasi si tratta: apparentemente ispirato da musica antica (leggasi: sacra) e latina (!) e interamente composto e prodotto dal ben più famoso se non famigerato nonché spesso redento Kanye Omari West, l’extended play in questione raccoglie cinque nuove rare e rarefatte tracce al limite della rivisitazione in chiave quasi-contemporanea del canto gregoriano e della musica liturgica— cinque tracce tanto eloquenti nei titoli quanto inequivocabili nei modi e nelle intenzioni il cui tema/leitmotiv religioso, spirituale, e forse apocalittico (leggasi: rivelatore) può davvero diventare il modo migliore per salutare a modo e dire addio a un’annata che dei modi e delle intenzioni ivi riportati e qui acclusi, per l’appunto, s’è rivelata pressoché carente se non addirittura scevra. Amen. Rimanendo ancora a Los Angeles ed egualmente liturgici ma invertendo ora le croci, ci accingiamo di converso ad addentrarci nei meandri infernali del sottosuolo californiano e vagare, perduti, per le tenebre più buie, profonde, e profane possibili del panorama musicale odierno: il 28 agosto i Cultus Profano tanto eloquenti e inequivocabili quanto le angeliche voci della funzione domenicale di cui sopra, ma al contrario– pubblicano l’implacabile e meravigliosamente canonico Accursed Possession, la loro pertinentemente appellata second offering— un trionfo in e di altisonanza stilistico-concettuale, tecnica, e scrittura; uscito sotto la gelida egida della Debemur Morti Productions e comprensivo di sette composizioni grondanti acciaio bollente, old school, e magia nera, questo nuovo LP dell’ormai comprovato duo (Strzyga, voci e chitarre; Advorsus, batteria e voci) losangelino riprende con dovute dovizia e devozione la ri-lettura dei principali testi sacri della second wave del black metal di matrice nordeuropea iniziata col debutto discografico ufficiale (Sacramentum Obscurus, 2018) e ne comprende e poi estende il nero messaggio fino a traslarlo, giustappunto, nelle sette offerte –sette sacrifici, sette rituali– che lo compongono e rendono un grimorio di note e di parole più che perfetto sia per l’adorazione del Diavolo (!) che per l’esorcizzazione del diabolico 2020. Horns up, dico io! Ora, se ancora non siete stati asfissiati, tramortiti da tutto l’incenso e da tutto lo zolfo finora sparsi e consumati, è arrivato il momento di dimenticarci per un po’ di acquasantiere e pentacoli e, per mezzo del nostro fedelissimo portale spaziotemporale, cambiare genere, continente, mese e così approdare a Bristol (Inghilterra, Regno Unito) addì 25 settembre: basso e batteria a martello, granitici come il granito, scandiscono una simil-marcia (post-)punk che non suona dissimile da una chiamata alle armi— gli IDLES (tutto maiuscolo) pubblicano Ultra Mono, il loro terzo album, e l’opener, giustamente intitolata War, ci esorta senza perdere battuta a riprendere e indossare giacca di pelle, t-shirt sgualcita, jeans neri stretti, stivali militari ed essere pronti ad assaltare pogando la giungla d’asfalto e cemento mediatico e non dell’anno da poco passato; registrato in Francia nel 2019 e supportato da niente meno di cinque singoli, impegnato ma non impegnativo, il disco si conferma come uno dei migliori del suo tempo e del suo genere (post-punk ad oltranza, Mastro Talbot?) e riconferma in stile, nell’ascolto passivo, tutta l’efficacia della band in qualità di tonico e corroborante per il corpo mentre, in quello attivo, di stimolante per l’intelletto e per lo spirito. Up (post-)punks to arms! Siamo quindi pronti per volare a Edmonton (Alberta, Canada) per un viaggio a ritroso nel tempo ma nel futuro del pop: il 3 aprile il duo futurepop Purity Ring (Megan James, voce e parole; Corin Roddick, musica e produzione) rilascia il meraviglioso, contemporaneamente fluido e compatto, sensualissimo in tutti i sensi WOMB (tutto maiuscolo) e da allora, non inverosimilmente, incubi, sogni, paure, e desideri di molte ragazze alle prese con, per esempio, l’approcciarsi della maturità sessuale –pandemia inclusa, vista la situazione mondiale– potrebbero non essere (stati) più quelli di prima; ora, cosa c’entro io, di fatto, con periodi, preoccupazioni, e aspirazioni d’una giovane donna d’oggi? Tutto, ribadisco e grido, se a cantarne l’esperienza è la voce di Megan James! Scritto e prodotto per intero dalla band stessa, questo terzo e più maturo lavoro ci accompagna lungo un possibile viaggio, sia nell’accezione letterale che in quella metaforica, al centro del grembo (womb in inglese) delle protagoniste delle varie canzoni— un viaggio tematico talmente intriso di viscere, umori e liquidi corporei, organi, ossa, e pelle che non sfigurerebbe se incorporato nel concept di un album d’una band death metal tra le più esplicite; tanto eteree quanto a volte funeree, leggere come l’aria e ponderose come l’oceano, poetiche ma anche crude(li), le dieci canzoni di questo dei Purity Ring, per concludere, varcano le soglie dell’eccellenza nell’incastro, strato dopo strato, tra voce naturale e musica artificiale, tra parola e immagine in un susseguirsi di impressioni il cui costante passaggio sembra essere un rito— un rito di passaggio, e possiamo quindi passare il testimone al prossimo disco tornando negli States in pieno autunno. Avevo poco fa scritto viscere e death metal, giusto? Rochester (New York, USA), 23 Ottobre: gli Undeath esordiscono col loro primo full-length Lesions Of A Different Kind e le lesioni riportate dall’ascoltatore potranno pure appartenere, come quelle nel titolo, a un probabile differente tipo, ma tutta la consolidata solidità e tutta la consistente insistenza del genere sono a maggior ragione presenti e garantite; comprendente dieci tracce relativamente brevi ma decisamente strutturate, se a un primo distratto ascolto il disco, ingannevole, può suonare come il tributo di alcuni compagni di scuola, raggruppatisi per l’occasione in una band, ai loro soliti stranoti musicisti preferiti –c’è tutta la vecchia, ehm, scuola e non solo–, servirà davvero poco all’orecchio meno stanco –meno annoiato, meno corrotto da sé stesso e dal tempo– per coglierne, dalla (de)composizione ed esecuzione delle singole canzoni fino alla produzione del lavoro tutto, quelle peculiarità e pregevolezze, passioni ed energie, credenziali e referenzialità che ne fanno un capolavoro di debutto— e giova davvero alla band, insisto, che i Glen Benton Trey Azagthoth del passato sembrino semidei antropomorfi scesi sui nostri palchi da chissà quale ancestrale tempio mentre i giovani membri degli Undeath moderni idolatri con lo smartphone in mano che da sotto quei palchi scattano foto e, urlando a squarciagola, inneggiano ai loro idoli. Devoti, non derivativi, freschi, talentuosi, contemporanei. Ci siamo— nostalgia del futuro o futura nostalgia? Marilyn Manson, in qualità di big, nel precedente AM MMXX ci aveva dato forza e coraggio e ora, a forza di coraggio, siamo pronti a rompere le catene e oltrepassare, più che abusivamente, il confine. Certo, fare uscire –il 27 marzo, per esser precisi– in un anno di terrore e reclusione un disco disco-pop con una tracklist più che trasparente e singoli che da basso a batteria passando per chitarre e tastiere trasudano contatto fisico, passione, (mal d’)amore, e sesso suona, e in tutti i sensi, quasi come un ossimoro pop, per l’appunto; ma, in difesa della femmina alfa (No matter what you do, I'm gonna get it without ya/I know you aint used to a female alpha, dal ritornello della canzone che dà il nome al long playing) che lo ha partorito, Future Nostalgia era stato concepito, scritto, e registrato ben prima della crisi mondiale che è andata a colpirne l’anno d’uscita. Disco –dove disco può e deve essere letto dance, electro, synth, funk– nel cuore e nell’anima e pop –quello grosso, che rimanda alle Nostre Signore e alle Lady Gaga del globo globalizzato– nel corpo e nella mente, il secondo album di Dua Lipa (Londra, Inghilterra, Regno Unito) reinterpreta e riscrive le regole del gioco raccogliendo undici inediti –undici hit mondiali– così ben scritti, arrangiati, e prodotti da far vacillare, se non crollare, tutta la mascolinità –o presunta tale– auditiva dei vari bellimbusti esperti tutto timpani pompati e cravatta aurale che ancora pensano d’aver ascoltato e capito tutto; del resto, basta ascoltarlo per sentire la fallacia delle proprie presunzioni, Future Nostalgia essendo, oltretutto, una legittima e riuscita dichiarazione d’intenti in un odierno mercato (leggasi: l’industra dello spettacolo, quella che contempla numeri e denari come intelligenza, lungimiranza, presenza, talento, capacità imprenditoriale) di stenti artistici e incertezze discografiche— un manifesto di rivalsa e d’affermazione contemporaneo la cui voce . . . appunto, che voce! Prim’ancora dei soldi (investiti e gudagnati, si capisce), prim’ancora del successo (conseguito e mantenuto), prim’ancora dello status di (nuova) icona –diva– del pop; ancora prima e alla base di tutto questo ci sono solamente due cose e tanto inscindibili quanto imprescindibili: voce e canzone. In Dua Lipa, si sappia, abbiamo entrambe e nel migliore dei mo(n)di pop possibili. Faremo finalmente calare il sipario sull’ANNO MUSICORUM MMXX, se del mio stile non siete plausibilmente già sazi o dallo stesso stati straziati, in grande stile coi Shabazz Palaces (Seattle, Washington, USA) per la scoperta dei quali, circa dieci anni fa, ringrazierò sempre e per sempre la mia celebrity crush (il mio, nemmeno a dirlo, idolo Julian Casablancas) e che il 17 aprile rilasciano The Don of Diamond Dreams, il loro quinto LP di cui non scriverò assolutamente nulla –ma che andrete a cercare subito e ascolterete mentre rileggerete l’articolo da capo– andando così a chiudere il cerchio senza concludere il discOrso (è l’ultima, suvvia) e aprendomi, cuore e orecchi com’è d’uopo in tali istanze, a tutte le vostre numerose e dovute raccomandazioni e rimostranze— stavolta, sì, ho veramente esagerato.

Perdonami due volte, e perdonami davvero, Maestro Pelizza!

Massimiliano Morelli

Milano, 19 01 2021

Blog  rocktargatoitalia.it

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Contatti

ROCK TARGATO ITALIA
c/o Divinazione Milano Srl
Via Palladio 16 20135 Milano
tel. 02.58310655
info(at)rocktargatoitalia.it

Log In or Sign Up

Password dimenticata? / Nome utente dimenticato?