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Articoli filtrati per data: Agosto 2021

Teatro Blu: la ricerca della vera dimensione teatrale

Teatro Blu” è una compagnia che nasce come gruppo di lavoro nel 1989 a Brescia e solamente quattro anni dopo, nel 1993, diventa Associazione Culturale avente sede a Cadegliano. Da sempre Teatro Blu volge tutta la sua attenzione e dedizione all’organizzazione di progetti e spettacoli internazionali a carattere itinerante che si basano sulla creazione di reti fra numerosi Enti pubblici.

Almas” è uno spettacolo eternamente attuale, il quale tratta il tema della schiavitù in tutte le sue possibili forme. Una grande metafora tratta da due storie accadute realmente che Teatro Blu porta in scena come parte di una trilogia sul tema della diversità. Grazie all’abile messa in scena, noi siamo in grado di inoltrarci in un tempo, non molto distante da quello corrente, in cui gli schiavi africani fuggivano dalle piantagioni di cacao, tipiche del territorio brasiliano, per rifugiarsi in luoghi remoti e distanti chiamati “quilombos”, molto difficili da raggiungere in quanto nascosti nel profondo dell’Amazzonia. La storia presentata è un pretesto per raccontare la lotta che ciascuno di noi affronta, quotidianamente, alla ricerca di quel profondo senso di libertà, apparentemente irraggiungibile. Oggi più di ieri, viene percepita la necessità di trovare quella terra promessa dove poter costruire un proprio rifugio personale. Una via per riscoprire e rinascere nel nostro intimo “quilombo”. Il racconto di avvenimenti realmente accaduti si unisce a svariati brani musicali utilizzati per presentare la vicenda, risultato della contaminazione culturale tra gli schiavi africani, i loro discendenti e la popolazione locale.

Lo spettacolo andrà in scena il 30 agosto alle ore 21.00, presso i Giardini Estensi di Varese. Il biglietto avrà un costo unico di 12 euro, ma sarà gratuito fino a 20 anni di età.

 

Blog Rock Targato Italia

Stefano Romano: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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"SINONIMI CONTRARI" Il primo album dei GAZE OF LISA

 

   Pubblicato dall’etichetta: Terzo Millennio Records

Dal 1 settembre sarà disponibile in tutti i digital stores “Sinonimi Contrari”, il primo album della band materana Gaze of Lisa.

L’album contiene dodici tracce inedite composte dalla band e registrato negli studi bresciani Cromo StudioMac Wave Studios con la collaborazione del produttore artistico Valerio Gaffurini.

Il titolo del disco ha preso ispirazione da una fotografia scattata dal fotografo Rosario Genovese nella città di Matera, a metà degli anni 50, che rappresenta un mulo parcheggiato tra delle auto.

L’approccio musicale della band può essere riassunto nel titolo stesso dell’album, un connubio tra strumenti tradizionali e altri più avanguardistici. Lo stile del disco ondeggia su note di musica elettronica ispirata ad artisti quali Thom Yorke e Apparat, unite a un background del classico power trio rock.

Per la stesura dei testi, grande importanza hanno avuti artisti italiani quali Bluvertigo, CCCP, Bluvertigo e Caparezza.

Sinonimi Contrari è un disco che vuole disfarsi di etichette legate al genere e alle forme, mostrare come qualcosa possa cambiare in base al punto di vista.

Il mulo, raffigurato nella foto della copertina, può essere il contrario delle auto ma allo stesso tempo possono diventare sinonimi, in quanto mezzi di trasporto.

Biografia

I Gaze of Lisa sono una band originaria di Matera nata nel 2016 e composta da Pierdomenico Niglio (batteria, voce ed elettronica), Carmelo Fascella (chitarra, voce, live coding) e Damiano Niglio (basso, cori e sintetizzatore). 

Il loro sound, assimilabile al genere Indie elettronico, è caratterizzato dall’unione di sonorità  rock ed elettroniche.

Nel 2018 esce l’Ep “Hidden”, autoprodotto, in lingua inglese e stilisticamente influenzato dalle sonorità del Synth Pop, dell’Alternative Rock e del Funky riuscendo ad ottenere ottime recensioni su giornali e riviste come Traks, Musica Zero, La Gazzetta del Mezzogiorno e Rock Garage. Per la promozione dell’Ep la band si esibisce in eventi e locali tra Basilicata e Puglia. 

Nel 2019 si esibiscono al festival “Matera - Suoni del futuro remoto”, organizzato dal collettivo Onyx Jazz Club. Aprile 2021 viene pubblicato il singolo e videoclip “Bilancia” che con il brano “Logica” anticipano l’uscita del primo album intitolato “Sinonimi Contrari” previsto a settembre.

Nel mese di Giugno del 2021 è hanno pubblicato il singolo “Logica”, brano che è un invito a riconoscere se stessi nelle proprie azioni e a rimanere fedeli alle proprie idee derivanti dalle esperienze personali.

Nel web

Facebook: https://www.facebook.com/gazeoflisa

Instagram: https://www.instagram.com/gazeoflisa/

YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCRJv3WdWjhbQB_ZM-sKldYQ/videos

Spotify: https://spoti.fi/3qjFYRo

STEFANO ROMANO

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Miglior album 2021

Candidati alla Targa Miglior Album 2021

BACHI DA PIETRA – “Reset”
Un album caustico e attuale che colpisce duro senza remore mischiando rock e blues primordiale

Nel web:

https://www.facebook.com/bachidapietra
https://www.instagram.com/bachidapietra/

Ascolta il disco su SPOTIFY: https://spoti.fi/3tzh1Vg

Bachi da Pietra

GIANCARLO FRIGIERI – “Sant’Elena”
Il folk americano più dolente racconta le sconfitte della provincia emiliana più tondelliana.

Nel web:

https://www.facebook.com/giancarlo.frigieri

Ascolta il disco su SPOTIFY: https://spoti.fi/2X7e41X

Giancarlo Frigieri

GIORGIO CANALI – “Venti”
Una certezza. Uno sguardo lucidamente rock sul mondo contemporaneo fra rabbia e disillusione.

Nel web:

https://www.facebook.com/profile.php?id=100044270234461&sk=about
https://www.instagram.com/giorgiocanali_lazlotoz1/

Ascolta il disco su SPOTIFY: https://spoti.fi/3lm2ZT0

Giorgio Canali

LA MUNICIPÀL – “Per resistere al tuo fianco”
L’immediatezza del pop, l’eleganza della canzone d’autore e una scrittura squisitamente letteraria.

Nel web:

https://www.facebook.com/lamunicipalband
https://www.instagram.com/la_municipal/

Ascolta il disco su SPOTIFY: https://spoti.fi/3z99gq9

La Municipàl

PINO MARINO – “Tilt”
Uno degli ultimi cantautori “vecchia scuola”. Immediatezza, sensibilità, raffinatezza e poesia.

Nel web:
https://www.facebook.com/pinomarinoOfficial
https://www.instagram.com/pino_marino_official/

Ascolta il disco su SPOTIFY: https://spoti.fi/3nrudKB

Pino Marino

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Artista Rivelazione 2021

Candidati alla Targa Artista Rivelazione 2021

I Fasti
Fra elettronica e distorsioni, una vetrina ironica e pungente sulle nevrosi dell’uomo moderno.

Nel web:

http://www.ifasti.it/
https://www.facebook.com/ifasti
https://www.instagram.com/ifastiband/

https://spoti.fi/3A8ZrK3

I Fasti

Kokura
Un cantautore sensibilissimo che, giocando con l’indie, ama scavare a fondo nelle proprie fragilità.

Nel web:

https://kokura.bandcamp.com/
https://www.facebook.com/k0kura
https://www.instagram.com/kokura_song/

https://spoti.fi/2Xcte6E

Kokura

Kublai
Raffinatezza estrema, psichedelia e un’attenzione letteraria per le parole e le storie.

Nel web:

https://kublaismusic.bandcamp.com/
https://www.facebook.com/kublaismusic/
https://www.instagram.com/kublaismusic/

https://spoti.fi/2YSDyRC

Kublai

Massimo Paradiso
Canzoni destrutturate, rock notturno, ricerca lo-fi e un approccio personale alla scrittura.

Nel web:

https://www.facebook.com/MassimoParadisoNonCantante

https://spoti.fi/2YHvXFi

Massimo Paradiso

Montmasson
Atmosfere rarefatte, sonorità intime e una scrittura dall’indole malinconica e introspettiva.

Nel web:

https://sites.google.com/view/montmasson
https://www.facebook.com/danielenavamontmasson
https://www.instagram.com/montmasson_/

https://spoti.fi/3A6q2HN

Montmasson

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La “Generazione Zeta” e la scena romana. Deshedus

 La “Generazione Zeta” e la scena romana. Deshedus

 - Cosa sta succedendo di nuovo nella scena musicale nazionale e soprattutto perchè da Roma?:  Calcutta e TheGiornalisti, Ultimo. Fabrizio Moro, Fulminacci,  Gazzelle il rock dei Maneskin.  e tanti altri. Gente che riempie stadi e scala classifiche. Un fenomeno straordinario da analizzare attentamente.  

Se la scalata delle classifiche nazionali ed internazionali dei Maneskin Vi ha sorpresi, se eravate convinti che la “Generazione Zeta” non avrebbe visto nuovi musicisti, sostituiti dall’avvento dei producers di beat, non perdetevi questa band il cui genere udite udite è il Rock Prog.

Si proprio così si tratta di una band romana di quattro ragazzi, poco più che ventenni, con la passione per gli accordi e la musica suonata: Alessio Mieli (Voce, Chitarra, Piano), Gabriele Foti (Chitarra Basso) Federico Rondolini (Chitarra Conduttrice), Federico Pefumi (Batteria e percussioni).

LADY BUTTERFLY il nuovo singolo e videoclip della band DESHEDUS. Prodotto da Mauro Paoluzzi  Edizioni musicali Warner Music - Divinazione Music

Guarda il video: https://youtu.be/V8Ml_TYAD-o

Scoperti e prodotti da uno dei più importanti storici produttori italiani MAURO PAOLUZZI (Gianna Nannini, Bluvertigo) i DESHEDUS sono una piacevole rivincita sul mondo artefatto e plasticoso della musica italiana odierna.  Nella loro musica troverete riferimenti ai protagonisti che hanno dato lustro alla musica italiana a livello internazionale: Banco del Mutuo Soccorso, PFM, Area.

Il riuscitissimo sodalizio artistico compositivo con MAURO PAOLUZZI si può apprezzare in questo nuovo singolo/videoclip “Lady Butterfly”

… Lady Butterfly è la speranza che arrivi qualcuno a salvarci da tutti i guai. Noi lo aspettiamo come il Messia e sempre col sorriso sperando che magari sia la volta buona, che cambi finalmente qualcosa. Invece è sempre e solo un girotondo di pecore, e la neve continua a cadere intorno a noi… (Deshedus)

IL ROCK E’ PIU’ VIVO CHE MAI!!!

FRANCO SAININI

Divinazione Milano S.r.l. 

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network 

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“MARY LOVE” il nuovo videoclip di ANDREA DIECI

  -  “MARY LOVE”

  il nuovo videoclip di
  ANDREA DIECI

sul canale YouTube: https://youtu.be/j_qwLX_wAGQ

Pubblicato dall’etichetta: Terzo Millennio Records

Andrea Dieci torna a far sentire la sua musica con un nuovo videoclip dal titolo “Mary Love”, da oggi disponibile su Youtube.

Un brano che racconta la bellezza e le difficoltà di un sentimento travolgente e vivo come quello dell’amore.

“Mary Love” parla di un ragazzo impegnato alla continua ricerca del suo amore platonico, quello immaginario che sogna da tempo, ma che ancora non ha trovato. Una storia che si avvicina a ciò che succede ancora oggi a molte persone.

Basta stare più insieme / e darci un bacio d’amore / Sotto a un temporale /

Parlami ancora di te / E dimmi i tuoi segreti negli angoli del cuore /

Questo cuore che ci lega / che ci fa sentire fragili /

Io e te

“A volte ci convinciamo che quella persona, o quell’amore che stiamo vivendo, siano davvero ciò di cui abbiamo bisogno, quello che cerchiamo, ma in realtà ci stiamo solo illudendo e innamorando dell’idea che abbiamo di esso. Vorremmo che sia in un modo, ma in realtà alla fine non è mai così” - afferma l’artista. 

BIOGRAFIA

Perché ANDREA DIECI?

Un augurio a fare bene le cose, Andrea il nome di famiglia, me lo sono ritrovato, il 10, invece, perché è il numero che meglio si adatta a me artisticamente, è il numero dei campioni e ho molto fiducia di me stesso. Anche quando mi ritrovavo in compagnia della nazionale cantautori, ero in grado di imitare molte voci, quindi il 10 è il sinonimo di moltitudine, una attitudine che è parte della mia personalità…  10 i campioni, 10 il team di B-Nario, 10 Fargetta.

AMBIENTE

Ho iniziato da adolescente ascoltando musica rap (Sottotono, Articolo 31) e poi Venditti.  Camerini e Baglioni, non amo un genere specifico.  Sono un autodidatta, sono cresciuto per imitazione, sono molto preparato, curioso e dinamico.

Con la Scuola Superiore ho conosciuto la musica americana: Doors, il blues americano. Nel mio peregrinare artistico ho anche fondato il gruppo “I Semplici” e avevo come riferimento i Doors e Dire Straits. Nel tempo “I Semplici” diventano “I Nativa” melodie diverse, distorsori, mi sono avvicinato al mondo dei Nirvana. Belle soddisfazioni feste, gruppi rock, concerti: Morgan. Le Vibrazioni, ero vicino al team dei B-Nario. Per 10 anni assistente (qui ritorna il magico 10) lavoravo spesso con loro come tecnico, tour manager, nei concerti e anche in studio. Ero lì quando capitava, la mia disponibilità era totale, non a livello professionale ma amicale.

ARTISTICAMENTE

Comporre tue canzoni e prendere in mano la chitarra, a vent’anni, cantare brani propri e fare cose mie è stata una scoperta straordinaria, frequentavo lo studio QG studio, B-Nario, a suonare facevo cose mie, poi gli “Indako” in modo più determinato e professionale ho fatto solo cose mie.

Legend, Tunnel, Scimmie, erano i luoghi dove suonavo, Milano è sempre casa mia di riferimento, con esperienza Parma, 7 anni per amore. Milano amore infinito, ci lavoro e  da 17 anni al Panino Giusto svolgo la mia attività con passione.   

Isolarmi stare con me stesso, vedere paesaggi, stare con la gente confrontarsi prendere il treno e passeggiare. Sono cose che amo maggiormente fare, mi rende creativo, riflessivo.

Ho conosciuto Alioscia Arioli (produttore, musicista, amico umano senza confini) persona seria, del giro giusto ha lavorato 7 anni con Gianluca Grignani. Ali ha un ruolo importante nella mia attività artistica.

Nel frattempo, il rapporto di lavoro con il vecchio management è stato complesso quindi ciao. Un ringraziamento speciale va a Gianluca Pecchini della nazionale cantanti (persona straordinaria) che mi ha prodotto diversi singoli e demotape e – anche se non sono mai stati pubblicati – mi è stato di grande supporto.

Il Singolo

La canzone Mary Love è mia con arrangiamenti di Alioscia, è una sorta di favola una metafora dei sentimenti e comportamenti umani chiave musicale rock. Solo su social e YouTube.

Conclusione

Mi sento un ragazzo di strada (una dedica ai mitici Corvi), un autentico rocker dalla vita meravigliosamente autentica e originale. Un poeta urbano innamorato di Morrison e di Gianluca Grignani, Ungaretti e Rimbaud di scrittori, pittori, musicisti e artisti da strada.

Il fuoco arde brucia e la passione è alimentata dalla curiosità infinita.

Andrea Dieci

 

NEL WEB:

Facebook: https://www.facebook.com/andrea.dieci

Instagram: https://www.instagram.com/dieciandreaofficial/

 

IRENE INZAGHI

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Gli ascolti di agosto 2021. Articolo di Roberto Bonfanti

 

  -  Agosto non offre mai molte novità discografiche ma, in compenso, è sempre l’occasione per rispolverare qualche uscita a cui nei mesi passati non si è riusciti, per un motivo o per l’altro, a dedicare la giusta attenzione. E il più delle volte, per reazione alla calura e a tutto quanto il resto, a me viene voglia di tuffarmi proprio fra gli ascolti meno estivi.

È un lavoro dalla raffinatezza estrema, l’album d’esordio di Montmasson, nome con il quale il bergamasco Daniele Nava dà il via al suo percorso solista dopo l’esperienza con i promettenti Mircanto. Le nove tracce de “L’eredità” sembrano fluttuare a un palmo da terra grazie a un equilibrio delicatissimo di atmosfere rarefatte, sonorità intime e una scrittura dall’indole tanto malinconica quanto introspettiva da gustare con molta calma in totale solitudine.

C’è un bel minimalismo sonoro dal sapore crepuscolare e dai richiami nickdrakeiani, ad accompagnare la voce di Emanuele Nidi e le sue melodie pulitissime per gran parte di “Silver Surfer”, secondo album del cantautore parmense. Un disco solitario e intimo che non rinuncia però a un gusto melodico che a volte sembra strizzare l’occhio a una sorta di pop indolente che riesce a spiazzare e intrigare.

“Cenere” di Roberto Angelini è un album dalle tinte decisamente blues. Un disco fuligginoso come il titolo che lo accompagna, impastato di polvere, terra e sonorità scarne che, grazie anche alla supervisione artistica di un personaggio irreprensibile come Cesare Basile, riporta il cantautore romano alle proprie origini e conferma la sua verve di musicista eclettico e curioso.

A ventun anni dal tormentone che consacrò l’inizio della sua carriera, Tricarico sembra essere ormai uscito dai radar della musica mainstream ma si conferma più che mai come un autore pop stralunato e particolare. “Amore dillo senza ridere ma non troppo seriamente” è un disco fatto di canzoni immediate, dal sapore spesso sognante, capaci di giocare con un’ironia e una sensibilità che riconciliano con il concetto di musica leggera.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

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Un anniversario e due tributi.

  -  Sono passati quasi vent’anni. Era il 2001 e la musica si era spostata verso altri lidi che non erano il rock. Il genere sembrava essere scomparso a favore di altre forme espressive, di altri generi. Come spesso succede, il fuoco continua ad ardere sotto la cenere e così in un altro modo, lontano dai riflettori dentro alle “riserve” indie, il genere continua ad esistere. Di più, cerca forme diverse nutrendosi dell’esistente, rielaborando, sperimentando e cercando nuove vie. Da una di queste “riserve”, a New York, si formano The Strokes. Un gruppo che affonda le sue radice nel punk dei Ramones, nella british wave degli anni Settanta ma che cresce dentro a sonorità e composizioni più alternative e garage. Così esce il primo album, Is This It. Approfittando del fatto che il mese prossimo correrà il ventesimo anniversario dell’opera, mi sono sentito in dovere di riascoltarlo per voi e di fare alcune considerazioni. Non me ne voglia, il mio amico Massimiliano Morelli che proprio su questo sito ha splendidamente recensito (molto lucidamente ma con un grande trasporto del cuore) l’ultimo disco della band newyorchese del 2020, The New Abnormal (Grammy Award per il miglior LP nel 2021).

Il lavoro riceve un’ottima accoglienza da parte del pubblico e della critica. Ha, anche, il grande merito di riportare sulla scena del mainstream il rock che sembrava destinato a non tornarci più. Appunto, il mainstream con cui The Strokes troveranno membrane permeabili a tratti e a tratti impenetrabili. Is This It sarà poi croce e delizia per Casablancas e soci. Per la critica diventerà il paradigma con cui verranno giudicati i lavori successivi: spesso battezzati troppo uguali o troppo diversi. Sia come sia, i fan non li abbandoneranno mai.

Mancano i temi impegnati è vero. Siamo lontani dalle critiche sociali o politiche. Non c’è l’eco del disagio della Seattle music del decennio precedente o il giudizio sulle guerre di Bush Jr.

C’è la rabbia, sì. C’è un progetto anche di immagine. C’è un disagio endogeno esistenziale, la società e le sue distorsioni sono sullo sfondo. Ci sono la noia, le feste e la droga. La trattazione di quest’ultima, lontanissima dalle atmosfere di Under The Bridge. Ma, tant’è. Forse quella vacuità, quella  vita riempita di fughe artificiali e facezie doveva e deve essere raccontato senza sputare sentenze, senza negare. Meglio quello della riesumazione della victorian age, del ritorno alla fascinazione impossibile dell’Impero perpetrata dai loro colleghi britannici dell’indie, i Libertines.

The Strokes non saranno mai il mio gruppo preferito ma ha riportato al centro della scena e del dibattito sulla musica, il genere. E l’ha fatto con autenticità, determinazione e qualità. Poco importa che vent’anni dopo, quell’album non è più per millenials ma più per gente della mia età. Qualcuno mi ha detto che, ora, suona vecchio. Dissento: suona classico.

Avrei voluto continuare la disamina del lavoro de The Strokes (e mi ero preparato). Purtroppo due tristi accadimenti, mi costringono a darvi conto di due notizie. Due importanti scomparse ci hanno scosso, la settimana scorsa.

Dusty Hill ci ha improvvisamente lasciato. Uno dei fondatori e l’iconico bassista (in realtà polistrumentista) degli ZZ Top è scomparso mentre dormiva nella sua casa in Texas. Il suo talento e la sua iconica barba ci mancheranno terribilmente.

Nella stessa settimana, Joey Jordison, da tempo malato ed assente dalle scene, ha lasciato le sue bacchette e le sue pelli per sempre. Un terribile male ha, alla fine, avuto ragione di lui. Toccante il ricordo dei suoi compagni di viaggio. Anche lui ci mancherà moltissimo.

Due interpreti diversi ma testimoni del rock che non muore mai, come l’Araba Fenice.

Purtroppo, con questo “pezzo” vi lascio per la pausa estiva. Ci ritroveremo in settembre (salvo eventi particolari).

Credetemi, avrei voluto chiudere diversamente.

Di Paolo Pelizza

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