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Articoli filtrati per data: Gennaio 2022

Gallucci editore: novità bambini

GALLUCCI EDITORE: NOVITA' BAMBINI

Lo sbadiglio (4+ anni)

di Ilan Brenman, Renato Moriconi

Nessuno sa davvero perché la gente sbadigli, ma una cosa è certa: che sia per sonno o per pigrizia, noia, stanchezza o semplicemente per allenare il viso, prima o poi tutti finiamo per spalancare la bocca. Qualcuno accanto a te inizia, ed ecco che anche tu, all’improvviso, senti quella voglia irrefrenabile di…
Oooohhhhh.
Ed è proprio quel che succede ai personaggi di questo libro che, uno dopo l’altro, attraversano la storia sbadiglia… Ooooohhhhhh mamma mia, che sonno ooooohhhhhhhhh...
Con una pagina specchio.

Il gatto Tutù

Il fantasma dell'Opera (7+ anni)

di Nathalie Dargent

disegni di: Colonel Moutarde

Tutù è il micio di Cloe, ballerina dell’Opéra di Parigi. Quando spariscono i dolcetti di Yasmine, lui e l’amico Strap seguono le tracce delle briciole per scoprire chi è stato. La pista li conduce fino al famoso palchetto del fantasma dell’Opera

Che Mito! (7+anni)

di Hélène Kérillis

disegni di: Grégoire Vallancien

Che mito! è una nuova serie narrativa in cui ogni libro è come un mini-romanzo nel quale si racconta una storia, un mito! Aiuta Ulisse nella sua lotta contro i Proci a Itaca o scopri come Zeus ha convinto Ade a liberare Persefone.

Stelle Polari (6+ anni)

Tre nuove proposte per le prime letture! La forza dei classici per stimolare la lettura delle bambine e dei bambini. Un progetto di lettura facilitata per tutti con il carattere ad alta leggibilità EasyReading, andata a capo regolata dal senso senza sillabazione, illustrazioni a colori e a doppia pagina, attività e giochi legati alla comprensione del testo.

 

 

 

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cisco: "bocche inutili"

CISCO: "BOCCHE INUTILI"

DISPONIBILITA' FINO AL 30 APRILE

Un ricordo profondo di uno dei periodi più bui della storia mondiale

“Bocche inutili" è il nuovo brano che Cisco ha scritto e firmato per la colonna sonora dell’omonimo film diretto da Claudio Uberti. La pellicola racconta delle condizioni di vita drammatiche di alcune donne ebraiche all’interno di un campo di concentramento, durante la seconda guerra mondiale e il brano è nato in seguito a un invito sul set del cantautore emiliano. La produzione uscirà con la distribuzione nelle sale in concomitanza con le celebrazioni del “Giorno della memoria” il 27 gennaio 2022. Il brano è arrangiato con suoni folk e tradizionali per ricreare il sound popolare di quel periodo, suonato con chitarre acustiche, fisarmonica e armonica a bocca.

La pellicola è stata registrata a Carpi mentre alcune scene sono state riprese presso l'ex campo di concentramento di Fossoli di Carpi, a circa sei chilometri dal centro modenese. Destinato inizialmente ai militari nemici, nel dicembre del 1943 il sito è trasformato dalla Repubblica Sociale Italiana in campo di concentramento per ebrei. Dal marzo del 1944 diventa campo poliziesco e di transito, utilizzato dalle SS come anticamera dei lager nazisti. Lo scrittore Primo Levi rievoca la sua breve esperienza a Fossoli nelle prime pagine di "Se questo è un uomo" e nella poesia "Tramonto a Fossoli".

C e P Cisco produzioni

Edizioni Impronta

Release digitale: 26 gennaio 2022

BIOGRAFIA CISCO:

Stefano Bellotti, in arte Cisco (nato a Carpi, il 29 luglio 1968), è un cantautore italiano di musica folk rock. Nel 1992 entra a far parte di una band appena formatasi, i Modena City Ramblers, e ci rimane fino al finire del 2005, collezionando oltre 1.200 date in Italia e in Europa e vendendo circa un milione di dischi. Con i Modena realizza 8 album: “Riportando tutto a casa” (1994), “La grande famiglia” (1996), “Terra e libertà”(1997), “Raccolti” (1998), “Fuori campo” (1999), “Radio Rebelde” (2002), “Viva la vida y muera la muerte!” (2004) e “Appunti partigiani”(2005)Nel 2006 inizia la sua carriera da solista pubblicando il disco “La lunga notte”, a cui seguono “Il mulo” nel 2008, “Fuori i secondi” nel 2012, “Matrimoni e funerali” nel 2015, “I Dinosauri” nel 2016 questo in collaborazione con gli amici “ex Ramblers”, Giovanni Rubbiani ed Alberto Cottica. Sono inoltre usciti nel 2009 l'album live “Dal vivo - Volume uno” e del 2013 il “Dal vivo – Volume due”. È del 2019 l’ultimo lavoro musicale “Indiani & Cowboy” registrato in Texas ad Austin insieme a Rick del Castillo, produttore americano. Nei 15 anni di carriera da solista si susseguono concerti in piazze e feste popolari e tour nei teatri e nei club di tutt’Italia. Per citarne alcuni: del 2007 è il “Venite a vedere tour”, del dicembre 2009 è il tour “'40 anni, storie di Ramblers, d'innocenza, d'esperienza in una formazione inedita insieme a Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica, tutti e tre ex Modena City Ramblers; del 2014 è il tour “Oh Belli Ciao” di presentazione dell'autobiografia romanzata scritta a quattro mani con l'amico Carlo Albè che lo accompagna sul palco in uno spettacolo di musica e parole. Nell’autunno-inverno del 2016 c’è una mini tournée de “I Dinosauri” a seguito dell’uscita dell’album omonimo con i due amici ex Ramblers. Tra la fine del 2017 e i primi mesi del 2018 Cisco è impegnato in un fortunato tour teatrale che lo vede sul palco a proporre i suoi pezzi che meglio si prestano alle melodie “in acustico” assieme alle trombe di Simone Copellini e alle chitarre di Max Frignani. Nell’autunno 2018 è nuovamente nei teatri italiani a fianco dello scrittore Carlo Albè con lo spettacolo di teatro-canzone dal titolo “Adda Venì Baffone”. È dell’autunno-inverno 2019 la nuova avventura sul palco di teatri e club di tutt’Italia “Combat Folk Tour”, progetto musicale nato per festeggiare la maggiore età del disco “Novecento”, pubblicato da Cisco e la Casa del Vento nel 2001, assieme a lui sul palco Luca Lanzi, musicista e cantante della Casa Del Vento, e Francesco “Fry” Moneti, violinista dei MCR. Impossibile non citare l’esibizione al Concerto del Primo Maggio a Roma nel 2009, da solo col suo bodhrán davanti ad un pubblico di 800 mila persone. Cisco ha inoltre collaborato in spettacoli e concerti con: la Casa del vento, Ginevra Di Marco, la Bandabardò, le Mondine di Novi, i Nomadi, Giulio Cavalli e il “The Liberation Project ideato da Dan Chiorboli insieme a Phil Manzanera (Chitarrista dei Roxy Music). Durante tutto il periodo del primo lockdown della pandemia, tra marzo e maggio 2020, si collega attraverso i suoi canali social di Facebook e Instagram, quasi quotidianamente regalando “Le canzoni dalla soffitta”, brani tratti dal suo repertorio e alcune cover, in acustico, voce e chitarra, ottenendo uno straordinario numero di visualizzazioni e contatti.

 

 

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EMILIO TADINI: Viaggio in Italia

EMILIO TADINI
Viaggio in Italia 

4 febbraio - 5 marzo 2022

FONDAZIONE MARCONI - OPENING
giovedì 3 febbraio 2022
dalle 18 alle 21

Durante l'opening verrà presentata la nuova pubblicazione Emilio Tadini. La realtà dell'immagine 1968-1972 di Francesco Guzzetti, edita da Fondazione Marconi / Mousse Publishing in collaborazione con l'Archivio Emilio Tadini. 

GióMARCONI

Via Tadino 20

20124 Milano

 

 

 

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Patrizia De Rossi: Maneskin Italian rock 2.0

Una storia di entusiasmo, passione e ribellione.

MÅNESKIN 

Di Patrizia De Rossi

Casa editrice: DIARKOS

La sfolgorante storia di Damiano, Victoria, Thomas ed Ethan, da giovani e talentuosi musicisti come tanti a gruppo rock italiano più conosciuto e amato al mondo, tornati sotto i riflettori di XFactor come ospiti d’onore a soli quattro anni dal loro esordio, sullo stesso palco, nel 2017.

Protagonisti indiscussi della scena musicale di ultima generazione, capaci di offrire al pubblico esibizioni spettacolari, in questo libro il racconto della loro eccezionale carriera e dei loro incredibili successi, con le voci di chi li ha conosciuti sui banchi di scuola o nei concerti improvvisati il sabato pomeriggio a via del Corso, a Roma, quando ancora non erano le superstar che oggi conosciamo. 

PATRIZIA DE ROSSI è nata a Roma, dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Per Diarkos ha pubblicato Luciano Ligabue. Re Start (2020), in occasione dei trent'anni di carriera dell'artista emiliano, Patti SmithLe leggende della Lazio e  Bruce Springsteen (2021). In precedenza ha scritto Certe notti sogno Elvis(1995), Quante cose che non sai di me. Le sette anime di Ligabue (2011), Gianna Nannini. Fiore di Ninfea (2012) e Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (2014). Dal 2006 è direttore responsabile di «Hitmania Magazine», periodico di musica, spettacolo e culture giovanili.

 

 

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Patrizia De Rossi: Maneskin Italian rock 2.0

Una storia di entusiasmo, passione e ribellione.

MÅNESKIN 

Di Patrizia De Rossi

Casa editrice: DIARKOS

La sfolgorante storia di Damiano, Victoria, Thomas ed Ethan, da giovani e talentuosi musicisti come tanti a gruppo rock italiano più conosciuto e amato al mondo, tornati sotto i riflettori di XFactor come ospiti d’onore a soli quattro anni dal loro esordio, sullo stesso palco, nel 2017.

Protagonisti indiscussi della scena musicale di ultima generazione, capaci di offrire al pubblico esibizioni spettacolari, in questo libro il racconto della loro eccezionale carriera e dei loro incredibili successi, con le voci di chi li ha conosciuti sui banchi di scuola o nei concerti improvvisati il sabato pomeriggio a via del Corso, a Roma, quando ancora non erano le superstar che oggi conosciamo. 

PATRIZIA DE ROSSI è nata a Roma, dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Per Diarkos ha pubblicato Luciano Ligabue. Re Start (2020), in occasione dei trent'anni di carriera dell'artista emiliano, Patti SmithLe leggende della Lazio e  Bruce Springsteen (2021). In precedenza ha scritto Certe notti sogno Elvis(1995), Quante cose che non sai di me. Le sette anime di Ligabue (2011), Gianna Nannini. Fiore di Ninfea (2012) e Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (2014). Dal 2006 è direttore responsabile di «Hitmania Magazine», periodico di musica, spettacolo e culture giovanili.

 

 

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teatro dal verme: Concerto di Schumann e la Sinfonia n. 40 di Mozart

IL PIANISTA PIETRO DE MARIA OSPITE DEI CONCERTI DELLA 77a STAGIONE DEI POMERIGGI MUSICALI E DELL’INCONTRO CON GLI UNDER30

Sul podio torna James Feddeck; in programma il Concerto di Schumann e la Sinfonia n. 40 di Mozart

Teatro Dal Verme

giovedì 3 febbraio ore 10.00 – anteprima

giovedì 3 febbraio ore 20.00 – concerto

venerdì 4 febbraio ore 19.30 – Altri pomeriggi under30

sabato 5 febbraio ore 17.00 - concerto

L’Orchestra I Pomeriggi Musicali torna al Teatro Dal Verme per i consueti due concerti settimanali della 77a Stagione dei Pomeriggi Musicali intitolata “Racconti senza parole: la musica tra mito, letteratura e poesia” e preparata dal direttore artistico e generale Maurizio Salerno.

Appuntamento quindi giovedì 3 febbraio (anteprima ore 10 – concerto ore 20) e sabato 5 febbraio (ore 17) ma con un cambio di interpreti: a causa di una improvvisa indisponibilità di Louis Lortie, il concerto avrà sul podio il direttore principale James Feddeck, mentre solista del previsto Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54 di Robert Schumann sarà Pietro De Maria. A completare il programma la Sinfonia in sol minore n. 40 K550 di Wolfgang Amadeus Mozart.

Biglietti disponibili (da euro 9 a euro 20) sul sito ipomeriggi.it e in biglietteria.

Pietro De Maria, considerato fra i più importanti interpreti della scuola pianistica italiana di Maria Tipo – premio della critica al Concorso Čajkovskij di Mosca, Primo Premio al Concorso Internazionale Dino Ciani di Milano e al Géza Anda di Zurigo, oggi docente al Mozarteum e Accademico di Santa Cecilia – sarà protagonista dell’incontro con i giovani under30, nuovo appuntamento venerdì 4 febbraio (ore 19.30) della rassegna Altri Pomeriggi. Si tratta di un’attività nata per aprire sempre più il teatro e la programmazione dell’Orchestra ai giovani di età inferiore ai 30 anni, per fargli vivere un’esperienza musicale insolita, conoscendo gli artisti da vicino, dialogando con loro in un clima conviviale e rilassato. Per questo incontro che, secondo le normative vigenti non potrà concludersi con il consueto aperitivo, l’ingresso è gratuito con prenotazione su eventbrite. Per ulteriori dettagli Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il programma musicale col più romantico dei concerti pianistici, quello in la minore op. 54 di Robert Schumann, la cui moglie, straordinaria pianista Clara Weick, si dichiarò subito entusiasta preparando il debutto nel 1845: «Com’è ricco di invenzione, com’è interessante dal principio alla fine; com’è fresco, e quale insieme ben connesso! Studiandolo, provo un vero piacere». Con queste parole il compositore informava l’amico Mendelssohn del lavoro compiuto: «Il mio Concerto in la minore si divide in allegro affettuoso, andantino e rondò. I due ultimi brani vanno eseguiti senza interruzione; forse lei potrebbe indicarlo nel programma di sala» e così scriveva anche alla moglie «Quanto al concerto, ti ho già detto che si tratta di un qualcosa a metà tra sinfonia, concerto e grande sonata». Oggi il Concerto in la minore è universalmente riconosciuto come una delle espressioni più autentiche della personalità, della qualità e varietà di invenzione di Schumann. È una delle sue opere più dense, il tentativo più ardito di fondere in una singola composizione tutte le emozioni e le ansie espressive che lo assillavano: la creazione finale è di vaste proporzioni, costretta a confrontarsi con la tradizione classica ma, allo stesso tempo, a superarla e trascenderla. La scrittura pianistica amplifica le possibilità tecniche ed espressive già inventate e utilizzate prima e tende ad accentrare su di sé il peso del dialogo con l'orchestra, nello spirito di una reciproca libertà.

Penultima pagina sinfonica mozartiana, la Sinfonia in sol minore n. 40 K550 è scritta nell’estate del 1788 insieme alla n. 39 e alla n. 41 “Jupter”. Nelle note di sala, Raffaele Mellace ricorda che «già nel 1793 la si giudicava “una delle più belle di questo maestro”: titolo meritato per l’intensità espressiva, l’imprevedibilità armonica, il cromatismo, l’ambiguità del significato e pertanto della collocazione estetica, in seno a un classicismo dalle insopprimibili tensioni preromantiche. […] La Sinfonia è prodotto di quel laboratorio viennese di idee ed esperienze umane e culturali che fruttò i capolavori della maturità mozartiana».

Teatro Dal Verme

giovedì 3 febbraio ore 20.00

sabato 5 febbraio ore 17.00

Orchestra I Pomeriggi Musicali 

Direttore James Feddeck

Pianoforte Pietro De Maria

Robert Schumann (1810-1856)

Concerto in la minore per pianoforte e orchestra op. 54

Allegro affettuoso, intermezzo, andantino grazioso.

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)

Sinfonia in sol minore n. 40 K550, molto allegro, andante.

Manuetto: allegretto

Pietro De Maria pianoforte

Dopo aver vinto il Premio della Critica al Concorso Čajkovskij di Mosca nel 1990, Pietro De Maria ha ricevuto il Primo Premio al Concorso Internazionale Dino Ciani di Milano (1990), al Géza Anda di Zurigo (1994). Nel 1997 gli è  stato assegnato il Premio Mendelssohn ad Amburgo. La sua intensa attività concertistica lo vede solista con prestigiose orchestre e con direttori quali Roberto Abbado, Gary Bertini, Myung-Whun Chung, Vladimir Fedoseyev, Daniele Gatti, Alan Gilbert, Eliahu Inbal, Marek Janowski, Ton Koopman, Michele Mariotti, Ingo Metzmacher, Gianandrea Noseda, Corrado Rovaris,Yutaka Sado, Sándor Végh. Nato a Venezia nel 1967, De Maria ha iniziato lo studio del pianoforte con Giorgio Vianello e si è diplomato sotto la guida di Gino Gorini al Conservatorio della sua città, perfezionandosi successivamente con Maria Tipo al Conservatorio di Ginevra, dove ha conseguito nel 1988 il Premier Prix de Virtuosité con distinzione. Il suo repertorio spazia da Bach a Ligeti ed è il primo pianista italiano ad aver eseguito pubblicamente l’integrale delle opere di Chopin in sei concerti. Recentemente ha realizzato un progetto bachiano, eseguendo i due libri del Clavicembalo ben temperato e le Variazioni Goldberg. Ha registrato l’integrale delle opere di Chopin, il Clavicembalo ben temperato e le Variazioni Goldberg per la Decca, ricevendo importanti riconoscimenti dalla critica specializzata, tra cui Diapason, International Piano, Music Web-International e Pianiste. Ha inciso inoltre le tre Sonate op. 40 di Clementi per l’etichetta Naxos, un recital registrato dal vivo al Miami International Piano Festival per la VAI Audio, l’integrale delle opere di Beethoven per violoncello e pianoforte con Enrico Dindo per la Decca e un cd con opere di Fano per Brilliant Classics. Pietro De Maria è Accademico di Santa Cecilia e insegna al Mozarteum di Salisburgo. È nel team di docenti del progetto “La Scuola di Maria Tipo” organizzato dall’Accademia di Musica di Pinerolo.

James Feddeck direttore  

Nato a New York e acclamato dal Chicago Tribune come “un talentuoso direttore di cui si sentirà parlare per molto tempo”, James Feddeck è stato vincitore del Solti Conducting Award, dell’Aspen Conducting Prize ed è ex-Assistant Conductor della Cleveland Orchestra. La stagione attuale comprende debutti con la BBC Scottish Symphony Orchestra, con la Filarmonica di Varsavia, con la Staatskapelle di Weimar e con la Oregon Symphony Orchestra, oltre a collaborazioni con l’Orchestre Symphonique de Montreal, l’Orchestre Natrional de Belgique, la Residentie Orkest, la Bournemouth Symphony Orchestra e l’Orquestra Sinfónica de Tenerife. Le ultime stagioni hanno visto performance con molte delle più importanti orchestre europee e americane, tra le quali la Sinfonica della Radio di Vienna, la Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino, l'Orchestre National de France, la BBC Symphony Orchestra, la BBC Philharmonic, la Royal Philharmonic di Liverpool, la Sinfonica di Barcellona, la Royal Stockholm Philharmonic, la Filarmonica di Helsinki, l’Orchestra Sinfonica della città di Birmingham, la Hallé Orchestra, la Sinfonica di Chicago, la Cleveland Orchestra, la Sinfonica di San Francisco, la Sinfonica di Seattle, la Sinfonica di Detroit e la Sinfonica di Toronto. Esperto organista, James Feddeck si è esibito in recital in Europa e Nord America. Ha studiato oboe, pianoforte, organo e direzione al Conservatorio di Musica di Oberlin ed è stato il primo vincitore del loro Outstanding Young Alumni Award.

Informazioni e biglietteria

Teatro Dal Verme

via San Giovanni sul Muro, 2 - 20121, Milano

Tel. 02 87 905 – www.ipomeriggi.it

Il servizio informazioni presso il Teatro Dal Verme è aperto dal martedì al sabato dalle 11 alle 19

Per “Altri pomeriggi” l’ingresso è gratuito con prenotazione su eventbrite 

Per ulteriori dettagli Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

I biglietti per i concerti della 77a Stagione hanno un costo da 9 a 20 euro.

La biglietteria del Teatro Dal Verme è aperta da martedì a venerdì ore 10:30 – 18:30; sabato ore 10:30 – 14:00

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / tel 02 87905201

In ottemperanza alle normative vigenti, gli abbonamenti e i biglietti sono nominativi; all’ingresso viene controllato il Super Green Pass ed rilevata la temperatura corporea; è obbligatorio disinfettare le mani, indossare sempre le mascherine e seguire le indicazioni del personale e della segnaletica. In servizio bar è momentaneamente sospeso. 

Vendita online

 

 

 

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L'orchestra di Padova al teatro dal verme

L’ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO OSPITE DELLA 77A STAGIONE DEI POMERIGGI MUSICALI AL TEATRO DAL VERME NEL GIORNO DELLA MEMORIA

Sul podio Yaniv Dinur impegnato in pagine di Mendelssohn, Saint-Saëns con la violoncellista Natalie Clein e Schubert

Teatro Dal Verme

giovedì 27 gennaio ore 20.00

Ci saranno l’Orchestra di Padova e del Veneto – diretta da Yaniv Dinur – e la violoncellista Natalie Clein, sul palcoscenico del Teatro Dal Verme giovedì 27 gennaio (ore 20), per l’unico concerto previsto questa settimana nel cartellone della 77a Stagione dei Pomeriggi Musicali intitolata “Racconti senza parole: la musica tra mito, letteratura e poesia”.

Come già accaduto nei mesi scorsi, mentre l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali è impegnata nella stagione di Opera Lombardia, il palcoscenico milanese ospita una compagine “sorella”, in questo caso l’Orchestra di Padova e del Veneto.

Nel Giorno della Memoria, per non dimenticare, il programma si apre con la celebre ouverture Die Hebriden (“Le Ebridi”) di Felix Mendelssohn-Bartholdy uno dei più illustri rappresentanti del Romanticismo tedesco che i nazisti rimossero e denigrarono insieme ad altri musicisti più moderni come Gustav Mahler o Arnold Schönberg, Alban Berg, Alexander Zemlinsky, Kurt Weil ecc, colpiti non solo dal pregiudizio raziale ma anche dal sistematico oscurantismo del regime.

Dalle coste scozzesi dipinte musicalmente da Mendelssohn negli anni Trenta dell’Ottocento, il programma presenta il Concerto n. 1 in la minore per violoncello e orchestra op. 33 di Camille Saint-Saëns, la più celebre pagina sinfonica del compositore francese, eseguito per la prima volta a Parigi nel 1873, autore di un catalogo però vastissimo e abilissimo «nell’individuare formule efficaci capaci di soggiogare le platee più vaste. Tale è il gesto violento e rapinoso con cui il solista apre il concerto, che trascorre senza soluzione di continuità dall’appassionato Allegro non troppo all’elegantissimo Allegretto con moto in punta di piedi, al conclusivo “Un peu moins vite”» (Raffaele Mellace).

In chiusura la Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore D 125 di Franz Schubert, pagina scritta a diciotto anni nell’inverno fra il 1814 e il 1825 – mentre Vienna ospitava lo storico Congresso – caratterizzata da uno spiccato dinamismo “giovanile”, quasi una frenesia che non perde mai la tipica compostezza della scrittura schubertiana.

Teatro Dal Verme

giovedì 27 gennaio ore 20.00

Direttore Yaniv Dinur

Violoncello Natalie Clein

Orchestra di Padova e del Veneto

Felix Mendelssohn-Bartholdy (1809-1847)

Die Hebriden (“Le Ebridi”) ouverture

Camille Saint-Saëns (1835-1921) 

Concerto n. 1 in la minore per violoncello e orchestra op. 33 

Allegro non troppo 

Allegretto con moto 

Un peu moins vite 

Franz Schubert (1797--1828) 

Sinfonia n. 2 in si bemolle maggiore D 125

Largo

Andante

Allegri vivace

Presto

Yaniv Dinur direttore  

La personalità del direttore Yaniv Dinur è emersa nel corso di importanti affermazioni in concorsi internazionali per direttori d’orchestra. Nel 2009 ha ottenuto il secondo premio e il premio della giuria al Concorso Internazionale Eduardo Matha a Città del Messico. Nel 2005 aveva ottenuto il primo premio nella prima edizione del Concorso Internazionale per direttori dedicato alla memoria di Yuri Arhonovitch a Tel Aviv. Nell’anno 2011 è stato scelto dall’Associazione delle Orchestre Americane per esibirsi con la Louisiana Philharmonic Orchestra nel corso della rassegna dedicata ai futuri talenti della direzione d’orchestra, intitolata alla memoria di Bruno Walter. Yaniv Dinur ha ricevuto il sostegno della Fondazione Israelo-Americana Zubin Metha per un periodo di studio di tre anni negli USA con i professori Kennet Kiesler e Gerhard Markson, al termine del quale gli è stato conferito il dottorato in direzione d’orchestra dall’Università del Michigan. L’artista ha iniziato l’attività direttoriale all’età di 19 anni, su invito della Israel Camerata Orchestra di Gerusalemme: il più giovane direttore a salire sul podio di un’orchestra dello Stato d’Israele. Da allora l’artista ha diretto la National Symphony Orchestra d’Irlanda, l’Orchestra Sinfonica del Portogallo, l’Orchestra Giovanile Italiana, la New World Symphony Orchestra di Miami, l’Orchestra del Festival di Sofia, l’Orchestra Sinfonica di Stato di San Pietroburgo, la Sinfonietta di Cracovia, la NAC Orchestra di Ottawa, la Jerusalem Symphony Orchestra IBA, la Sinfonietta d’Israele, il Tel Aviv Solists Ensemble e recentemente la Israel Philarmonic, su invito di Zubin Mehta. Nel corso della stagione 2012/13 ha diretto negli USA le orchestre di Tallahassee, la Filarmonica della Louisiana e, in qualità di direttore principale, l’orchestra dell’Università di Washington. La formazione artistica del direttore si è andata consolidando grazie ai periodi di studio e di lavoro con personalità rilevanti del mondo musicale quali Lorin Maazel, Micheal Tilson Thomas, Pinchas Zukerman, Kurt Masur, Jorma Panula e Daniel Barenboim. Nato a Gerusalemme nel 1981, Yaniv Dinur ha ricevuto le prime lezioni di pianoforte dalla zia, Olga Shachar, all’età di 6 anni. Si è diplomato in pianoforte all’Accademia della Musica e della danza di Gerusalemme, ottenendo anche il diploma in direzione d’orchestra con Yevgeny Zirlin e perfezionandosi successivamente con il direttore Mendi Rodan.

Natalie Clein violoncello

Nata nel Regno Unito, si è imposta all'attenzione del mondo musicale internazionale all'età di 16 anni con la vittoria del premio BBC Young Musician of the Year e del Concorso per giovani interpreti Eurovision Competition. Si è perfezionata a Vienna con Heinrich Schiff. La sua attività discografica si è consolidata con l'etichetta Hyperion, con cui lavora regolarmente e per la quale ha inciso recentemente i concerti per violoncello di S.Saens e alcuni lavori di Bloch e Bruch con la BBC Scottish Symphony Orchestra, riscuotendo entusiastici consensi. Collabora con importanti orchestre e direttori a livello internazionale. Entusiasta musicista da camera e recital, ha eseguito recentemente le Suite per violoncello solo di Bach a Londra, Southampton e Oxford e ha curato una serie di 4 concerti per la BBC Radio3. È direttore artistico di un proprio Festival di Musica da Camera a Purbeck. Interpreta molte opere di compositori contemporanei, con cui lavora regolarmente, coinvolgendo anche in progetti interdisciplinari il ballerino Carlos Acosta, la scrittrice Jeanette Winterson e il direttore Deborah Warner. Dal 2015, è stata nominata dall'Università di Oxford Artist in Residence e Director of Musical Performance per un periodo di 4 anni, nel corso dei quali ha sperimentato inediti percorsi didattici. È docente al Royal College of Music di Londra e suona il violoncello 'Simpson' di Guadagnini (1777). 

Orchestra di Padova e del Veneto

Fondata nel 1966, l’Orchestra di Padova e del Veneto realizza circa 120 tra concerti e recite d’opera ogni anno, con una propria Stagione a Padova e concerti in Regione e per le più importanti Società di concerti e Festival in Italia e all’estero. La direzione artistica e musicale è stata affidata a Claudio Scimone, Peter Maag, Bruno Giuranna, Guido Turchi, Mario Brunello, Filippo Juvarra. L’OPV annovera collaborazioni con i nomi più insigni del concertismo internazionale, tra i quali si ricordano M. Argerich, V. Ashkenazy, I. Bostridge, R. Chailly, R. Goebel, P. Herreweghe, S. Isserlis, L. Kavakos, T. Koopman, R. Lupu, M. Maisky, Sir N. Marriner, V. Mullova, O. Mustonen, A.S. Mutter, M. Perahia, I. Perlman, S. Richter, M. Rostropovich, K. Zimerman. Dal 2015 il direttore musicale e artistico è Marco Angius. Su sua ideazione, l’OPV ha ospitato Salvatore Sciarrino come compositore in residenza realizzando il primo ciclo di Lezioni di suono, esperienza che si è poi rinnovata nelle Stagioni successive con Ivan Fedele, Giorgio Battistelli, Nicola Sani e Michele dall’Ongaro. L’Orchestra è protagonista di una nutrita serie di trasmissioni televisive per Rai5 e vanta una vastissima attività discografica che conta più di 60 incisioni per le più importanti etichette. È sostenuta da Ministero della Cultura, Regione del Veneto e Comune di Padova. 

Informazioni e biglietteria

Teatro Dal Verme

via San Giovanni sul Muro, 2 - 20121, Milano

Tel. 02 87 905 – www.ipomeriggi.it

Il servizio informazioni presso il Teatro Dal Verme è aperto dal martedì al sabato dalle 11 alle 19

I biglietti per i concerti della 77a Stagione hanno un costo da 20 a 9 euro.

La biglietteria del Teatro Dal Verme è aperta da martedì a venerdì ore 10:30 – 18:30; sabato ore 10:30 – 14:00

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / tel 02 87905201

In ottemperanza alle normative vigenti, gli abbonamenti e i biglietti sono nominativi; all’ingresso viene controllato il Super Green Pass ed rilevata la temperatura corporea; è obbligatorio disinfettare le mani, indossare sempre le mascherine e seguire le indicazioni del personale e della segnaletica. In servizio bar è momentaneamente sospeso.

Vendita online www.ticketone.it

Floriana Tessitore

Ufficio stampa I Pomeriggi Musicali

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+ 39 3387339981

 

 

 

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COORDINAMENTO STAGE: LA FILIERA DELLA MUSICA E SPETTACOLO INDIPENDENTE ED EMERGENTE CHIEDE DI RICONOSCERE IL “LOCKDOWN DI FATTO” CON INTERVENTI IMMEDIATI E URGENTI.

COORDINAMENTO STAGE: LA FILIERA DELLA MUSICA E SPETTACOLO INDIPENDENTE ED EMERGENTE CHIEDE  DI RICONOSCERE IL LOCKDOWN DI FATTO” CON INTERVENTI IMMEDIATI E URGENTI.

Servono sostegni e ristori a tutta la filiera, il rinnovo dei bandi Extra Fus per tutti, semplificazioni burocratiche, sgravi e ripartenza in regola a brevissimo con una data certa. Si convochi un Tavolo di Crisi della Musica e dello Spettacolo dal Vivo. Tutte le altre richieste.

 Il Coordinamento StaGe!, la filiera della musica e spettacolo dal vivo indipendente ed emergente , che raduna oltre 100 associazioni di imprese, artisti e lavoratori del settore, esprime prima di tutto i disagio e la delusione di tutto il comparto perche’ le risposte del Governo alla nostra chiusura sono al momento totalmente insoddisfacenti e carenti e disattendono nella parte economica le giuste richieste di risarcimento- da parte delle imprese, degli artisti, dei lavoratori e delle associazioni di rappresentanza  del settore. Per questo chiediamo un incontro urgente al Ministero della Cultura e ai Ministeri competenti come il Ministero del Lavoro e il Ministero dell’Economia e delle Finanze e gli altri Ministeri coinvolti per aprire un Tavolo di Crisi di questo settore che ha urgente necessita’ di interventi straordinari.

Il Decreto Sostegni appena uscito e il Bando del FUS in scadenza, oltre ad altri bandi di cui si attende l’esito finale e l’uscita di nuovi bandi richiesti a gran voce ancora assenti, non soddisfano in alcun modo la filiera tutta della musica indipendente ed emergente e di intrattenimento del nostro paese che realizza  circa il 70/80% delle produzioni con migliaia di realta’ imprenditoriali e centinaia di migliaia di artisti e lavoratori coinvolti direttamente e indirettamente  e riceve al massimo il 20/30 % dei fondi che vanno quasi sempre a poche grandissime realta’, spesso straniere, con bilanci in positivo in questa fase, che in questi due anni di pandemia rischiano di avere in mano tutto il mercato cancellando tutta la filiera della musica indipendente ed emergente, che per almeno il 50% sta rischiando la chiusura totale.  

In questi giorni, segno di una situazione veramente gravissima, abbiamo visto gli appelli lanciati anche da alcuni grandi artisti italiani piu’ sensibili, provenienti dal settore indipendente e quindi ben consci della realta’,  come Coez, Salmo, Piotta, Ultimo e Tommaso Paradiso, che stanno toccando con mano la mancanza di una reale ripartenza del settore della musica, dello spettacolo e delle arti che sta rischiando di fare chiudere tutta questa filiera di scouting, innovazione e ricerca del nostro paese e di consegnarla nelle mani di aziende straniere.

Oggi siamo di fronte ad un “Lockdown di Fatto”, per di piu’ non dichiarato dal Governo, che con l’utimo Decreto Sostegni non risarcisce i danni derivanti dalla chiusura improvvisa di Natale e Capodanno. Tutta la filiera del settore si e’ dovuta fermare all’improvviso con una perdita che va da un minimo del 20% di fatturato fino al 100% dei festival,  eventi di piazza, discoteche, club, balere e locali da ballo oltre a tutti i lavoratori, organizzatori, artisti e maestranze, che hanno perso gli ingaggi.  
Chiediamo quindi come prima cosa che vengono attivati tutti i Bandi Extra Fus, fatti in modo semplice e immediato, che risarciscano tutte queste figure, nel piu’ breve tempo possibile visto il danno irreparabile che hanno ricevuto dal punto di vista economico e di prospettive del futuro lavorativo.  

Chiediamo di ripartire subito con i Concerti e gli Spettacoli dal Vivo in ogni luogo con Green Pass, Mascherine e Controllo Temperature, ove necessario, con il 100% delle capienze, ripartendo magari tutti dal vivo  dai primi giorni di febbraio in contemporanea con il Festival di Sanremo che si realizza infatti a pieno regime e che  invitiamo a ricordare durante i cinque giorni tutte le imprese, gli artisti e i lavoratori fermi mentre si svolge la kermesse musicale.

Ribadiamo, dunque, insieme a tutta la filiera e a tutte le associazioni  di settore, che servono, oltre a una immediata convocazione di un Tavolo della Musica e Spettacolo dal Vivo con i principali rappresentanti del settore i punti qui elencati, gia’ presenti in nostri precedenti comunicati:

  • Nuovi e importanti ristori, sostegni a fondo perduto e bandi Extra-FUS, semplificati e facili, abolendo il modello selvaggio e spesso sbagliato dei Codici Ateco, per tutti gli enti e le imprese del settore dello spettacolo e dell’intrattenimento, parametrati alle riduzioni dei ricavi 2020 e 2021 rispetto a quelli prodotti nel 2019, a prescindere dai periodi di decretata chiusura delle attività.


            - Nuovi e significativi ristori per tutti i lavoratori discontinui settore dello spettacolo e dell’intrattenimento (autonomi, subordinati a tempo determinato o           intermittenti), che abbiano avuto un numero minimo di sette prestazioni nel 2019, come già previsto per i precedenti ristori

  • Credito d’imposta di almeno il 50% delle spese sostenute nel 2021 per la realizzazione di qualunque attività di spettacolo dal vivo.
  • Estensione della cassa integrazione in deroga e dei bonus previdenziali e di welfare per intermittenti e autonomi,con decorrenza immediata per tutto l’anno in corso.
  • Innalzamento della percentuale per Tax Credit  Musica e Videoclip  con facilita’ di accesso per le piccole realta’ diminuendo i volumi di lavoro da presentare e Art Bonus con estensione a tutti gli enti e le imprese dei comparti della cultura e dello spettacolo, con particolare riferimento ai Festival.
  • Nuovo Bonus e Bandi per Autori ed Editori, Artisti Interpreti ed Esecutori, Produttori senza limiti in basso per sostenere tutta la filiera artistica compresi gli artisti, autori ed editoti, interpreti musicisti ed esecutori e produttori piccoli, esordienti ed emergenti del circuito indipendente,  che non hanno ricevuto praticamente quasi nulla in questi due anni
  • Incentivi per la partecipazione del pubblico agli spettacoli, manifestazioni ed eventi in presenza, quali ad esempio il riconoscimento di una detrazione significativa dalle imposte sul reddito per l’acquisto di biglietti per spettacoli musicali, teatrali, coreografici, cinematografici, festival e intrattenimenti danzanti e concerti (discoteche, club, sale da ballo) e per l’acquisto di prodotti culturali
  • Un rilancio dei bandi, gia’ effettuati nel 2021 , con maggiori risorse, specifici sulla musica e spettacolo dal vivo e intrattenimento per una prossima grande primavera e estate  di ripartenza
  • La piena disponibilita’ del servizio pubblico radiotelevisivo della Rai a realizzare programmi e festival di musica indipendente ed emergente , su tutte le varie e diverse piattaforme, ad aprire l’ospitalita’ negli spazi dei talk e dei programmi gia’ in essere ad artisti nuovi del circuito indipendente affinche’ possano proporre a una piu’ ampia platea quella musica che riempie i festival ma non si trova quasi mai nel servizio pubblico
  • Incentivi per la partecipazione a corsi di musica, teatro, danza, ballo e arte e l’acquisto di dischi e strumenti musicali e per la creazione di Centri di Produzione e Ricerca Musicale.
  • Bonus Cultura di 500 euro allargato a una ancora piu’ vasta platea attiva nel settore della cultura, come ad esempio, tutti gli studenti delle scuole medie superiori e delle Universita’.
  • L’applicazione immediata dell’Emendamento proposto dagli Onorevoli Gribaudo e Rossi per i Ristori  a tutta la Filiera e la messa a disposizione di un fondo extra per programmare e distribuire i prodotti gia’ realizzati dal circuito indipendente ed emergente sulle tv, web tv, radio e web radio e sulle piattaforme di streaming
  • Il voto favorevole e l’avvio dell’iter conclusivo nella legislatura attuale alla proposta di legge per gli spazi culturali dal vivo e i festival, con particolare riferimento a quelli storici,come proposto dall’On.le Matteo Orfini primo firmatario della proposta di legge.
  • La conclusione nella legislatura attuale degli iter del Codice dello Spettacolo dal Vivo e della Riforma del Welfare dello Spettacolo  per sistematizzare il settore quanto prima, una cosa che oramai si attende da oltre 25 anni.
  • L’attivazione di nuove linee di finanziamento per il settore ,  ad esempio attraverso il PNRR, che facilitino con bandi ad hoc la partecipazione di tale segmento culturale (musica e spettacolo dal vivo) fondamentale per il nostro paese attraverso l’Innovazione, il Digitale, il Green e altre tematiche sempre strettamente connesse al mondo della musica
  • La massima attenzione nei Bandi del FUS che si stanno presentando per l’apertura massima ai Festival di Musica Popolare Contemporanea abbandonando la discriminazione di fatto esistente fino a poco tempo fa in tale bando tra Musica Classica e Musiche Attuali.

In una tale situazione di grande difficolta per un settore che rappresenta centinaia di migliaia di imprese, artisti e lavoratori ci aspettiamo di essere convocati quanto prima e di aprire formalmente insieme un Tavolo di Crisi per il Settore Musica e Spettacolo dal Vivo come avviene con gli altri settori.

Coordinamento StaGe!

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Libertà & rock’n’roll - Intervista ai Circus Punk, vincitori di Rock Targato Italia 2021 articolo di Roberto Bonfanti

Circus Punk sono i vincitori dell’ultima edizione di Rock Targato Italia e la loro musica è una scarica enorme di puro e veracissimo rock’n’roll. Abbiamo voluto saperne di più su di loro, così è nata una lunga e interessante chiacchierata virtuale con Arianna, voce e chitarra del duo, che ci ha fatto scoprire con nostro grande piacere che l’approccio rock per loro non è assolutamente solo una posa.

Partiamo con una piccola presentazione? Chi sono i Circus Punk? Come sono nati?

I Circus Punk sono un duo rock nato dall'intesa tra Antonio Squillante (batteria) e Arianna Muttoni (chitarra, voce). I due si conoscono al Rock'n Roll di Rho nel corso di una jam session e fin da subito riscontrano una grande sintonia. Decidono così di suonare insieme e dopo svariate situazioni live in cui si presentano come cover band con una bassista in formazione oppure come duo blues acustico, decidono di affittare un piccolo box insonorizzato dalle parti di Seregno e iniziare a scrivere pezzi originali.

Come avete vissuto, sia musicalmente che umanamente, il delirio degli ultimi due anni?

Rispondendo in ordine: per quanto riguarda la musica, questa pausa brusca e forzata dall'attività concertistica ci ha costretti a cambiare i piani e anche la prospettiva, con risvolti molto positivi visto che il nostro primo EP “Fuori Tutto” è il frutto di quei mesi trascorsi chiusi in casa (e in sala prove). Anzi, oserei forse dire che, sempre dietro la scusa che non si poteva fare pressoché nulla se non andare a comprare le sigarette, abbiamo avuto modo di lasciare andare la creatività senza troppi limiti di tempo, suonare parecchio, e di studiare anche. Personalmente mi alzavo la mattina presto, bevevo il caffè e studiavo scale e accordi con la chitarra fino a mezzogiorno. Mai fatto nella vita. Una goduria.

Umanamente, beh, come detto sopra, dateci una chitarra, due tamburi e un po' di vino e possiamo affrontare tutte le pandemie del mondo. E stare a casa non è poi così male, a volte. Poi c'è la parte meno divertente: quella in cui vedi con i tuoi occhi una società andare a rotoli e tutte le persone che la compongono farsi riempire il cervello di cazzate e obbedire ai sacri ordini come una mandria di pecore. Le conseguenze di questo “delirio degli ultimi due anni” sono amare e le pagheremo per diverso tempo. Ho visto persone dare di matto, altre piangere per bancarotta, senza contare il fatto che sono riscontrati moltissimi suicidi, e ho l'amaro in bocca perché c'è qualcuno in tutto ciò -qualcuno che potrebbe risolvere la situazione schioccando le dita- che siede con le gambe sotto al tavolo e rimane invisibile. E mentre là fuori la gente perde il senno e si sbrana a vicenda, mentre là fuori la gente muore, questo diventa sempre più grasso. Stiamo andando via via verso una società sempre meno a misura d'uomo, con tutte le conseguenze del caso. Potrebbe mai l'uomo perdere l'umanità? Che genere di individuo sarebbe? E che tipo di realtà si verrebbe a creare? Ho come la sensazione che ci siamo molto vicini. Per questo bisognerebbe svegliare le pecore e fare qualcosa: una rivoluzione, per esempio. Oramai non va più di moda e non sappiamo nemmeno cosa sia, una Rivoluzione. Sarebbe il momento giusto, no?

Venite dalla famosa Brianza velenosa. Che rapporto avete con la vostra terra d'origine?

Per la verità ci definiamo brianzoli importati. Lo diciamo per ridere ma in effetti è la verità: Anto ha origini salernitane e venete, io bergamasche e venete. Difatti non siamo entusiasmati dalla vita brianzola così frenetica e caotica: questa cosa di dover entrare necessariamente all'interno di un processo produttivo ed essere sempre belli, puliti e profumati va un po' a stonare con la nostra attitudine punk fino al midollo. Diciamo che si sopravvive. Si trova una soluzione, sempre. C'è da dire che vivere in Brianza ha anche i suoi vantaggi: tra Milano e dintorni si riscontrano milioni di influenze diverse, stili diversi, etnie, serate musicali di qualunque genere in qualunque angolo. Almeno, intendiamoci, pandemia a parte. Soprattutto Milano è una città in fermento che sicuramente ha tanto da offrire per due musicisti affamati di vita underground. È giusto spezzare una lancia a favore della movida e di tutte le attività musicali e non che una città come Milano ha da offrire. La medaglia ha sempre due facce. In realtà mi piacerebbe vivere in un posto sperduto nella natura, lontano dalla frenesia, ma credo che in fin dei conti un po' di caos mi mancherebbe.

Le vostre radici musicali affondano evidentemente negli anni '70 e nei '90: come vedete il mondo della musica contemporanea?

Credo che dire “musica contemporanea” oggigiorno voglia dire tutto e niente. Ci sono tonnellate di musica sparsa in giro per il mondo, bisognerebbe vivere cento volte per conoscerla tutta. Sicuramente prediligo la musica underground a quella diciamo mainstream, non per una questione di partito preso ma più per un fatto di cuore. Ci sono artisti contemporanei sconosciuti ai più che regalano perle, mentre spesso e volentieri gli artisti che fanno grandi numeri subiscono l'impronta di un business spudorato, con conseguenze sul prodotto artistico stesso, e ciò porta inevitabilmente sul mercato una serie di prodotti tutti perfetti e tutti uguali. Credo molto nella libertà di espressione, concetto molto confusionario nell'epoca che stiamo vivendo... nel senso che, sì, siamo tutti liberi di dire quello che pensiamo (su Facebook, ad esempio, vergognoso) ma siamo allo stesso tempo limitati nei contenuti. E limitare i contenuti per un discorso di vendite è come trasformare l'arte in una macelleria.

Il rock è morto?

Che scherzi? Assolutamente no. Non finché c'è qualcuno a questo mondo che crede nella libertà, e non in dogmi e regole che soprattutto ora come non mai stanno moltiplicandosi, che si spinge oltre ai limiti, che non ha paura di alzare la voce per farsi sentire, e non ha paura di passare per pazzo, stronzo, casinista, masochista, scellerato e chi più ne ha... Il rock è morto? Non finché ci saranno pecore nere in giro per la città. Due sono garantite.

Siete un duo ma riuscite ad avere l'impatto di una band ben più numerosa. Essere solo in due credete sia più un limite o una risorsa?

Il punto non è essere in due, tre, cinque o sessanta: la cosa più importante è il feeling, umano e musicale, che si crea tra persone che suonano insieme. L'alchimia dal punto di vista musicale è fondamentale perché è da quella connessione speciale che si crea tra le persone che inizia la ricerca di quella formula per far funzionare tutto il discorso musicale. Certamente il fatto di essere in due comporta una ricerca musicale (a livello di suoni come di arrangiamento) diversa da quella che può avere un'orchestra, e di conseguenza “risultati” anche diversi. Il fine resta però lo stesso: stupire, colpire, trasmettere un messaggio, creare qualcosa che unisca le persone.

Che importanza hanno le parole all'interno della vostra musica? E di cosa parlano le vostre canzoni?

Le parole hanno un'importanza fondamentale poiché sono il veicolo più diretto per trasmettere un messaggio. Sono importanti almeno tanto quanto la parte musicale. I nostri pezzi parlano di quotidianità fondamentalmente. Parlano di quello che viviamo tutti i giorni, di quello che vorremmo cambiare, di un mondo freddo e inospitale fatto di piazze deserte e persone automatizzate, parlano di amore e follia, di quella fame di vivere che viene continuamente schiacciata da contingenze esterne e che si tramuta in un grido pazzo, libero.

Sono da poco usciti il vostro primo singolo e il vostro EP d’esordio. Volete parlarci un po' di questi due progetti?

“Salutami i tuoi”, il singolo, è stato il primo pezzo che abbiamo scritto. Ci abbiamo messo un bel po' prima di finirlo. Si può dire essere il punto di partenza dei Circus Punk. Da quel momento siamo entrati nel vivo della scrittura e quindi nella ricerca di quella famosa formula di cui parlavo prima. E uno dopo l'altro abbiamo scritto una decina di pezzi, tra i quali abbiamo scelto i più significativi per noi ed ecco “Fuori Tutto”, il primo lavoro ufficiale dei Circus. Siamo contentissimi e non vediamo l'ora di poterlo suonare ovunque non appena la situazione storica momentanea ci darà un po' di tregua.

Sogni, ambizioni o propositi per il 2022? E per il futuro della band?

Questo 2022 si apre con l'uscita del nostro primo lavoro in studio! Credo si prospetti un anno frizzante. Più che tutto vogliamo portare la nostra musica in giro, quindi fare più show possibili. E ovviamente continuare a scrivere pezzi e cercare la musica. E beh, dopo un EP di cinque pezzi si potrebbe parlare di registrare un album....

Roberto Bonfanti
www.robertobonfanti.com

blog www.rocktargatoitalia.it

 

 

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teatro fontana: Stagione 2022

TEATRO FONTANA: STAGIONE 2022

TUTTI GLI SPETTACOLI

ALDST: Al limite dello sputtanamento totale

2-4 febbraio, da mercoledì a venerdì alle ore 20.30

Di e con Viola Marietti
Regia Matteo Gatta, Viola Marietti
Dramaturg/Supervisione artistica Gabriele Gerets Albanese

Compagnia Tristeza Ensemble

Un manifesto generazionale con innesti da stand-up comedy

Figlia d’arte e diplomata al Piccolo Teatro di Milano, Viola Marietti dà corpo a un monologo polifonico popolato da diversi personaggi, quelli che abitano la quotidianità di tutti i suoi coetanei. Familiari che fanno da specchio distorto, amici dentro la doccia e amori sghembi prendono vita attraverso l’attrice, acccompagnata sul palco solo da pochissimi, essenziali, oggetti di scena: una sedia, qualche lucina, alcol e sigarette.

LE RANE

Fino al 30 gennaio

Da Aristofane, progetto®ia Marco Cacciola, con (in o.a.) Giorgia Favoti, Matteo Ippolito, Lucia Limonta, Claudia Marsicano, Francesco Rina e un coro di cittadini ogni giorno diverso. Produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale, Teatri di Bari, Solares Fondazione delle Arti.

Spettacolo inserito in abbonamento Invito a Teatro

Le Chicche Fontana Kids: SONATA PER TUBI

5-6 febbraio

Spettacolo tout public per bambini e famiglie

Di e con Ferdinando D’Andria, Maila Sparapani, Marilù D’Andria
Scenografie Ferdinando D’Andria
Produzione Compagnia Nando e Maila ETS

LA GRANDE ABBUFFATA

10-20 febbraio

Dall’omonimo film Di Marco Ferreri
Drammaturgia Francesco Maria Asselta, Michele Sinisi
Regia Michele Sinisi
Scenografie Federico Biancalani
Produzione Elsinor Centro di Produzione Teatrale/teatro Metastasio di Prato
Spettacolo inserito in abbonamento Invito a Teatro

LIVORE. Mozart e Salieri

24-27 febbraio

Con Michele Altamura, Francesco d’Amore, Gabriele Paolocà
Drammaturgia Francesco d’Amore
Regia Michele Altamura e Gabriele Paolocà
Produzione VicoQuartoMazzini, Gli Scarti, Festival delle Colline Torinesi
Con il sostegno di Armunia e Teatri associati di Napoli/C.Re.A.Re Campania

IL TEATRO FONTANA APPLICA - PER QUANTO POSSIBILE E IN BASE ALLA DISPONIBILITÀ DI POSTI - IL DISTANZIAMENTO TRA NUCLEI DIVERSI. SEGNALATECI LE VOSTRE PREFERENZE IN FASE DI PRENOTAZIONE.

 

 

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