Menu
Eleonora Marcone

Eleonora Marcone

THE DICE: Intraprendenti

Intervista ai THE DICE , che si esibiranno il 28 maggio al WOPA Temporary di Parma per le finali regionali dell'Emilia Romagna della 28^ edizione di Rock Targato Italia

Un aggettivo per descrivervi?
Intraprendenti

Cosa differenzia la Vostra musica, qual è la Vostra originalità?
Forse questa domanda andrebbe posta ad un ascoltatore e non all'artista, poiché a nostro avviso l'autore probabilmente non potrà mai avere un punto di vista oggettivo sulle proprie creazioni per quanto concerne l'originalità, essendo ben cosciente del proprio background musicale. Sicuramente ancora non ci è capitato di trovare un gruppo qui in Italia che sia esattamente sul nostro filone. Possiamo riferire ciò che la gente dice dopo averci visto: sia per quanto riguarda il nostro look che il nostro stile musicale, potremmo essere un gruppo rock Californiano, dove si sentono però le influenze della musica leggera e del rock 'n' roll delle origini, che vanno a creare un particolare e piacevole equilibrio ed impatto sonoro.
 
Qual è il vostro processo creativo, come scrivete le canzoni?
Non c'è un vero e proprio iter per quanto riguarda la scrittura delle canzoni; a volte l'idea di un pezzo può nascere da un riff o una melodia, piuttosto che un giro di accordi o l'esigenza di comunicare qualcosa a livello ideologico a cui va poi ricamata sopra la musica. Ogni nostra canzone ha una sua personale genesi che può essere completamente diversa da un' altra, ma ciò che conta è il risultato.

Progetti futuri?
Il progetto principale a cui stiamo lavorando è la realizzazione di un album di inediti, con l'ausilio di un produttore-arrangiatore di nome Lorenzo Sebastiani, il quale ha già collaborato con artisti del calibro di Celentano, Jovanotti, Kelly Joice e Pavarotti. Abbiamo un programma estivo e primaverile abbastanza impegnato per quanto riguarda i live, tra festival ed esibizioni private. In novembre anche la possibilità di esibirci in un evento in California. Una cosa che ci farebbe comodo, magari in concomitanza con l'uscita dell'album, sarebbe trovare un'etichetta.
 
Cos’è che più vi piace e quello che meno vi piace del fare musica?
La musica è sempre stata una nostra passione ed è sempre stata in grado di fornirci forti emozioni sia come ascoltatori che come esecutori. Da un punto di vista personale noi siamo molto amici ed uniti, cosa fondamentale quando si fa musica e si vuole trasmettere quel senso di unione sul palco. La cosa che più ci piace di fare musica forse è proprio il poter coltivare questa passione che tutti abbiamo e soprattutto il fatto di condividerla tra di noi quando suoniamo di fronte ad un pubblico o semplicemente in sala prove. E' puro divertimento, non esistono altre spiegazioni. Che meno ci piace...forse il facchinaggio, ma fa parte del gioco.
 
Siete iscritti alla SIAE?
Si, due componenti del gruppo sono iscritti come autori di musica e testi.

Come vi sentite prima di un concerto, avete un rito scaramantico?
Ci sentiamo pronti a dare il meglio nel fare ciò che più ci piace, senza tanti giri di parole. Credo che nessuno di noi abbia un rito scaramantico, non c'è spazio per la superstizione in una mente razionale.
 
Quali sono gli artisti che vi ispirano maggiormente?
Ogni componente della band ha i propri “idoli” e le proprie fonti di ispirazione ed essendo tutti ascoltatori abbastanza onnivori sarebbe davvero difficile fare un semplice elenco. Possiamo dire che la nostra musica è influenzata sicuramente dal rock, ma che a tratti si unisce ad una vena un po' più soft ed emotiva. Siamo sempre pronti ad inserire influenze nuove all'interno dei nostri brani, purché il risultato finale sia piacevole e con un pizzico di novità. Suoniamo e componiamo al servizio dell'orecchio.
 
Ci consigliate un locale nella vostra zona dove vedere concerti di band emergenti?
Ce ne sono un po': sicuramente i circoli Arci, il Patchanka, lo Scaramouche e senza dubbio il Buskers Festival che invade letteralmente le strade della nostra città in estate.
 
C’è una band o artista emergente italiano che vi ha particolarmente colpito?
Tra gli artisti emergenti, anche se emergenti in realtà non sono più, ma potremmo definirli magari indipendenti, prendiamo spunto da alcuni gruppi come gli Zen Circus, Tre Allegri Ragazzi Morti e tutta la scena indipendente, non tanto dal punto di vista prettamente musicale, ma per quanto riguarda la costruzione della loro carriera. Sono band che si sono create il loro seguito in modo appunto indipendente ed hanno trovato la loro strada a loro modo pur non comparendo in televisione e sui maggiori canali mediatici in cui siamo abituati a vedere gli artisti “famosi”. Per questo li prendiamo ad esempio, poiché sono riusciti a trovare la loro ricetta per il successo.
 
Il Vostro sogno?
Semplice: far sì che la band ci permetta di suonare come professione, venendo apprezzati per la nostra musica originale e per il nostro stile.

JOURNEY TO GEMINI: siamo incendiari!

Intervista ai JOURNEY TO GEMINI, che si esibiranno il 28 maggio al WOPA Temporary di Parma per le finali regionali dell'Emilia Romagna della 28^ edizione di Rock Targato Italia

Un aggettivo per descrivervi?
Incendiari.

Cosa differenzia la Vostra musica, qual è la Vostra originalità?
Rock duro e voci morbide. Alternanza fra piano e forte,chiari e scuri ,calma e rabbia.

Qual è il vostro processo creativo, come scrivete le canzoni?
Partiamo da un’idea singola di un qualsiasi strumento e poi la sviluppiamo tutti e 4  assieme, componiamo prima la musica e poi ci concentriamo sul cantato.

Progetti futuri?
Abbiamo un sacco di concerti in questo periodo, ci stiamo concentrando molto sui live, in più il prossimo mese uscirà per l'etichetta PMS studio il nostro primo album lanciato dal nuovo singolo Rivolta. A proposito avete visto il video?

Cos’è che più vi piace e quello che meno vi piace del fare musica?
A dir la verità ci piacciono un sacco di cose nel fare musica, comporre, registrare, i live, gli strumenti e tutti i vari equipaggiamenti musicali.

Siete iscritti alla SIAE?
Non ancora.

Come vi sentite prima di un concerto, avete un rito scaramantico?
Ognuno scarica la tensione in maniera diversa, ma di solito scherziamo fra di noi.

Quali sono gli artisti che vi ispirano maggiormente?
Deftones, Bring me the horizon ,Radiohead, Placebo.

Ci consigliate un locale nella vostra zona dove vedere concerti di band emergenti?
Sicuramente il locale dove suoneremo, il Wopa, offre spazio a band emergenti ed è un posto dove le rock band possono esprimersi con tutta la loro forza.

C’è una band o artista emergente italiano che vi ha particolarmente colpito?
Bella domanda. I concerti sono pieni di piccole band che fanno a spallate per emergere un po’.Davvero infinite.

Il Vostro sogno?
Il nostro sogno è semplicemente la cosa che ci piace più fare, suonare!

Nel web:

https://www.facebook.com/JourneyToGemini/app_2405167945

https://www.youtube.com/watch?v=eJpZzdAqpFU

 

MEROVINGI: Indie Rock Post Antico

Intervista ai MEROVINGI, che si esibiranno il 28 maggio al WOPA Temporary di Parma per le finali regionali dell'Emilia Romagna della 28^ edizione di Rock Targato Italia

Un aggettivo per descrivervi?
Non un aggettivo, ma la definizione che abbiamo coniato per la nostra musica: “Indie Rock Post Antico”.

Cosa differenzia la vostra musica, qual è la vostra originalità?
Senza parlare di originalità, la nostra musica è una commistione dei generi cari a tutti i componenti della band. Un crogiuolo di cantautorato, post-rock, jazz e prog che da forma  a uno stile misto con testi in italiano che si rifanno alle varie culture filosofiche e spirituali di tutto il mondo. “Indie Rock Post Antico”  appunto, come l’abbiamo ironicamente definito.

Qual è il vostro processo creativo, come scrivete le canzoni?
Solitamente le scrivo io voce e chitarra o voce e piano e poi lavoriamo tutti insieme in sala prove stravolgendole radicalmente. Dell’originale alla fine rimane solo la linea melodica e le parole. Alcuni brani nuovi invece (ancora inediti) portano la firma del sassofonista Gabriele Fava a cui poi io ho aggiunto il testo. Ognuno ha una parte fondamentale nell’arrangiamento (che è quasi una riscrittura appunto) e ognuno lavora sia in solitaria sulle proprie parti sia in gruppo con consigli, suggerimenti, proposte.

Progetti futuri?
In questo momento, dopo l’uscita del nostro primo LP “Merovingi” (autoproduzione, Settembre 2015), stiamo cercando il modo (leggi “i fondi”) per incidere nuovi brani che abbiamo già praticamente pronti. E poi suonare il più possibile in giro (cosa non facile)!

Cos’è che più vi piace e meno vi piace del far musica?
Posso parlare solo per me, ma quel che più mi piace del far musica è il far musica in toto. Avere avuto il dono di frequentarla e viverla quotidianamente. La parte brutta o comunque difficile viene dal cercarti una strada lavorativa nel mondo intricato, complesso e casuale della musica leggera moderna.

Siete iscritti SIAE?
Sì, io sono iscritto come autore da molti anni e i brani dei Merovingi, finora, sono tutti depositati.

Come vi sentite prima di un concerto, avete un  rito scaramantico?
No, niente rito. E direi che ci sentiamo bene, di solito non vediamo l’ora di salire e suonare.

Quali sono gli artisti che vi ispirano maggiormente?
Anche qui posso parlare solo per me. Amo molto Battiato, Giuni Russo e Juri Camisasca e poi Ferretti e Zamboni in tutte le loro (re)incarnazioni e tutto il cantautorato italiano da De Andrè a de Gregori a tutti gli altri. La musica popolare della nostra penisola ha avuto la sua grande parte di influenza nel mio modo di scrivere. Pensando all’estero direi di getto Velvet Underground, Tom Waits, Brian Eno, Bob Dylan e il blues delle origini. Insomma tutta musica moderna… Ma so bene che gli altri componenti della band hanno gusti ben diversi dai miei, da John Coltrane a Madonna e da John Zorn fino al Black Metal più spinto. E fortunatamente direi.

Ci consigliate un locale della vostra zona dove vedere concerti di band emergenti?
Non saprei proprio. Anche perché bisogna capire di che livello di “emergenza” stiamo parlando. A Parma, dove abitiamo, ci sono alcuni locali che fanno suonare e soprattutto ci sono molte realtà musicali più o meno emergenti (gente che magari suona da molti anni, ma ancora non è conosciuta fuori dalla città o dalla provincia). Il problema più che altro sono i cachet e le poche opportunità legate a una città di provincia come la nostra.

C’è una band o un artista emergente italiano che vi ha particolarmente colpito?
A me personalmente son piaciuti I cani (il primo disco) e anni fa Le luci della centrale elettrica (gli altri probabilmente potrebbero uccidermi per questo). E poi conosco vari cantautori qui in città che hanno forti potenzialità secondo me, come ad esempio Rocco Rosignoli, Emanuele Nidi o Attilio Poletti degli EUA.

Il vostro sogno?
C’è da chiederlo?

L'associazione culturale TERRAMADRE presenta "Portraits"

Associazione Culturale

TERRAMADRE

presenta

Inside Jazz Quartet
In concerto

Sabato 21 maggio
Cinema Teatro Aurora di Parma
(Piazza Vittorio Veneto n.14 – Traversetolo - PR)


Sabato 21 maggio 2016 l’Associazione Culturale TERRAMADRE  organizza “Portraits” al Cinema Teatro Aurora di Parma con gli INSIDE JAZZ QUARTET  (Piazza Vittorio Veneto n.14 – Traversetolo - PR).

“Portraits” è un progetto basato sulla ricerca di brani raffinati di autori significativi nella storia del jazz. In questo primo capitolo gli INSIDE JAZZ QUARTET interpretano Thelonious Monk, Wayne Shorter, Jusef Lateef, Steve Swallow e Carla Bley.

INSIDE JAZZ QUARTET  sono: Tino Tracanna (sassofono tenore e soprano), Massimo Colombo (pianoforte e Fender Rhodes), Attilio Zanchi (contrabbasso), Tommaso Bradascio (batteria). Musicisti di fama internazionale, ciascuno dei quali con un curriculum d’eccezione, si cimentano in un nuovo quartetto creato e voluto fortemente dai quattro jazzisti, appassionati come non mai da questa musica così viscerale,creativa e sempre imprevedibile.

Questo quartetto abolisce il tradizionale concetto di leader e sideman e favorisce il contributo dei singoli membri in modo equiparato. Essi interagiscono tra loro in un interplay naturale e fluido, con scambi di frasi ritmiche e armoniche che si ripetono e si inseguono l’una con l’altra. Tutto questo in un comune sentire che abbraccia la forza del jazz in un’unica strada.

L’Associazione Culturale TERRAMADRE si propone di diffondere la cultura musicale nelle sue diverse forme e generi e raccogliere attorno a sé diversi musicisti ed artisti, per proporre performance curiose, intriganti e di grande professionalità.

Il progetto musicale TERRAMADRE  è ideato e creato da Dimitri Costa (voce), Tommaso Galvani (tastiere), Paolo Signifredi (basso) e Leonardo Cavalca (batteria), vanta la partecipazione di artisti nazionali ed internazionali come Emiliano Vernizzi (Ligabue, Enrico Ruggeri, Gianluca Grignani, Mario Biondi), Giordano Gambogi (Ladri di biciclette, Notre-Dame de Paris di Cocciante, Nomadi, Mario Biondi), Erik Montanari (Nada, Caravane de Ville, Massimo Zamboni, Graziano Romani), Roberto Gualdi (PFM, Vecchioni, Lucio Dalla), Niccolò Bossini (Ligabue), Lucio Boiardi Serri (Mietta, Lucio Dalla, fonico Ligabue, Zucchero) e altri.

 

Nel web: www.terramadremusic.it

Sottoscrivi questo feed RSS

Contatti

ROCK TARGATO ITALIA
c/o Divinazione Milano Srl
Via Palladio 16 20135 Milano
tel. 02.58310655
info(at)rocktargatoitalia.it

Log In or Sign Up

Password dimenticata? / Nome utente dimenticato?