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Gli ascolti di aprile 2021.

Gli ascolti di aprile 2021.
articolo di Roberto Bonfanti

Ogni giorno, aprendo internet, scopriamo che è la “giornata mondiale” di qualcosa, esattamente come succedeva un tempo con le celebrazioni dei santi. È come se quest’epoca moderna avesse creato una vera e propria nuova religione laica che venera cose diverse ma che di fatto copia pari pari le dinamiche sociali più becere dei culti tradizionali: si punta tutti insieme l’indice contro l’infedele di turno che non rispetta le regole del credo di massa o che mette in dubbio i dogmi imposti, si celebra la sacra ricorrenza del giorno e si sta ben attenti a non trasgredire i principi che ci rendono accettabili agli occhi degli altri adepti. Ultimamente sembra essere spuntata anche la promessa della salvezza finale. È strano, no? Ed è curioso come tutto questo stia influenzando anche il mondo della musica e della cultura.

La Rappresentante Di Lista è da sempre una realtà anomala: una band che sembra trovarsi perfettamente a proprio agio nel politicamente corretto contemporaneo ma che al tempo stesso continua a sviluppare un proprio linguaggio lontano da ogni corrente e a portare avanti uno stile personale di alta qualità. “My mamma”, il nuovo lavoro del gruppo, si presenta come un album elegantissimo in cui approccio pop, malinconia, raffinatezza d’autore, ricerca e teatralità riescono a trovare un punto d’incontro estremamente coerente e riconoscibile che rappresenta la conferma definitiva di una band che è ormai una certezza per la musica italiana e che sembra piacere potenzialmente a tutti senza però inseguire nessuno.

Fra canzone d’autore, psichedelia, introspezione, rock, venature elettroniche ed eleganza estrema si muove l’esordio eponimo di Kublai. Un concept album avvolgente, profondo, affascinante e molto personale capace di accompagnare realmente l’ascoltatore in un viaggio evocativo tanto musicale quanto letterario confezionato con una cura d’altri tempi e con riferimenti culturali per nulla banali. Una vera sorpresa che merita di essere approfondita.

Non è certo uno che si cura delle mode, Paolo Fattorini, come si può facilmente intuire già dalla scelta di cantare in latino i brani del suo “Sùstine impetum”: un ep che è in realtà solo una parte di un progetto più ampio fatto anche di altre canzoni, arte visuale e web-art. Un progetto tanto spigoloso quanto inquieto e affascinante, con il suono del basso acustico che sposa un’elettronica di classe per andare a comporre canzoni profondamente cupe che, con un’atmosfera quasi sacrale, riflettono sul presente con un’ottica decisamente fuori da ogni schema.

“1982” di rOMA è un disco punk d’autore nel senso più autentico del termine: un concentrato di riff graffianti di chitarra e desiderio di raccontare nel modo più sincero e diretto il proprio pezzetto di verità. Otto canzoni fresche, sincere e intelligenti all’interno delle quali il cantautore ebolitano, con un approccio fortemente anni ’90, intreccia momenti narrativi e riflessioni mai banali sulla vita, le relazioni, i propri sentimenti e le proprie insicurezze.

A volte anche la classicità è un modo per sfuggire agli schemi e Ivan Francesco Ballerini deve saperlo bene. “Ancora libero” è un disco di canzoni. Canzoni d’autore nel senso più puro e classico del termine. Canzoni eleganti, dalla scrittura curatissima, in cui l’autore ricama i propri pensieri con maestria e spontaneità per proiettarli in un universo musicale intimo fatto di sonorità prevalentemente acustiche e aperture orchestrali che non rubano mai il centro della scena alle parole e alla voce del cantautore.

Chiudiamo i consigli del mese con un progetto diverso: “Cantautonomi vol.1” si può definire come qualcosa che va oltre la compilation per diventare un vero e proprio progetto collettivo. Sette cantautori diversi fra loro, ognuno con il proprio stile e le proprie peculiarità, che hanno però scelto di collaborare in modo stretto e condividere qualche pezzetto di strada, oltre alle tracce di questa prima raccolta collettiva. In quest’epoca di individualismo galoppante e distanziamento sociale, sembra qualcosa di rivoluzionario.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

blog www.rocktargatoitalia.it

 

 

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L’UOMO A PEDALI.

L’UOMO A PEDALI.

In questo periodo folle e disperatissimo, ci sono poche cose che si possono fare per provare a “mettere a terra” una serenità difficile. Certamente, una di queste cose è l’amore. E cosa c’è di meglio che riscoprirlo?

Così il ritorno di Roberto Bonfanti in sella alla sua amata bicicletta coincide (più una prova che un sospetto!) con la “riedizione” di un suo romanzo del 2009. A onor del vero, il romanzo, edito da Edizioni del Faro, è stato riscritto, senza modificarne la storia, con uno stile diverso. Sulla cartella stampa è scritto “più incisivo” ma io non ho letto la versione precedente, quindi ve la consegno così come me l’hanno venduta. Detto questo, siccome non sono qui a smaltare le unghie alle tigri, una recensioncina quasi quasi ve la faccio.

Sergio è stato alle prese con una chimera giovanile, riuscire nello sport che ama di più: il ciclismo. Ma succede qualcosa. Tra i suoi sogni da ragazzo e la realtà si mette di mezzo un brutto incidente. Ginocchio KO. Sergio tornerà in bici e ripercorrerà su quella sella, su quei pendii, su quelle pianure i suoi ricordi, le sue aspettative deluse, i sogni da archiviare. Il romanzo comincia con l’ultima salita, con il ginocchio che fa male e quel dolore che è il ricordo del sapore del sangue e dell’asfalto. Ma è anche l’inizio del racconto di una vita consumata tra passione e ordinarietà. Sono i frammenti delle passioni, dei treni persi, di un mondo mutato, di amici cambiati e di amori finiti. Frammenti dolorosi per un’anima inquieta come quella di Sergio.

Così tra i capitoli, che hanno i titoli mutuati dal gergo ciclistico, il lettore ripercorre la vicenda di Sergio fino al suo epilogo attraverso i ricordi della sua esistenza ma anche il fluire delle sue emozioni.

Il romanzo ha più il formato di pamphlet, breve e denso che si legge in pochissimo tempo (purtroppo).

Bonfanti, da par suo, racconta la vicenda con sobrietà e bello stile: un sarto inesorabile.  Quando si va in profondità, au contrair, diventa uno dei migliori palombari, un grande esploratore dell’abisso di pulsioni, sensazioni, gioie e dolori. Lì c’è il suo straordinario talento. In quel suo modo così immediato e potente di raccontare tutto un universo interiore, nel portarci in un attimo dentro il mondo di felicità perdute o irraggiungibili di Sergio. Come ho detto, non ho letto la prima edizione del romanzo, ma il Bonfanti di questa stesura è uno scrittore in grande spolvero. Ho solo un piccolo neo da imputargli … Quanto dovremo ancora aspettare per un nuovo romanzo? Dopo Alice (che sempre qui ho recensito) stiamo aspettando troppo, caro Roberto.

Come dirlo, diversamente… Hai voluto la bicicletta?

di Paolo Pelizza

© 2021 Rock targato Italia

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"Avere Anni 20" con Joan Thiele, VV ft. Memento e Puro e Noá ft. Marco Evangelista

vedi il video 

https://www.youtube.com/watch?v=cdjzSdPuCEI&t=258s

 

Biden accusa Putin, poi scivola sulle scalette dell'aereo presidenziale, Ibra non si sa se gioca, e Serse Cosmi rivendica il diritto alla bestemmia.
sigla
Avere Anni 20 torna in modalità classica con tre brani di cui due doppiette, la prima è quella firmata da Joan Thiele - Cinema
 
Prosegue il percorso stilistico di Joan Thiele che porta in dote delle sonorità molto poco italiane
Boris - Messaggio di Stanis a Wim Wenders - YouTube
 
La cantante è riconoscibile, la canzone è valida e molto ben orchestrata, se proprio devo rompere il mazzo il titolo è un po' fuorviante, ma è un peccato veniale.
 
In base ai due brani che ho selezionato sono convinto che un album di Joan Thiele lo ascolterei, quindi fila dritto dentro la playlist "canzoni emergenti italiane 2020" presente su youtube indicizzato tra i primi venti risultati col filtro playlist (meno male) e altresì presente su Spotify ma difficilmente trovabile, devo capire perchè. Cmq, doppietta per Joan Thiele quindi a presto approfondiventi su di lei.
 
VV feat. Memento - Paranoie Anche VV firma la doppietta, questo brano l'ho selezionato perchè durante l'ascolto è successo qualcosa di insolito, che non so neanche se sia del tutto capitato per volontà dell'artista, anche se qualche indizio in questa direzione c'è, ma non mi interessa, quello che m'interessa è che io l'abbia ricevuto.
 
C'è da specificare che io per compilare le puntate di avere anni 20 in modalità classica ascolto dai 50 ai 100 brani, ed ho selezionato già un bel po' di brani, siamo quasi a 100, perciò non ricordo tutti gli artisti. Non mi diceva nulla il nome VV, lo confesso, ma quando ho avviato l'ascolto ho subito riconosciuto lo stile e mi è immediatamente tornato in mente il titolo del brano che avevo già selezionato: "Pizza Boy"; e mi è parso quasi che il discorso iniziato lì stesse qui proseguendo, perfino quando entra in voce Memento sembra quasi come se ci fosse sempre stato. Quindi ho vissuto una specie di viaggio nel tempo tra i due brani, questo per me vale la pena segnalarlo.
 
GRANDE GIOVE!! - Ritorno al Futuro, Doc Emmett Brown tribute - short - YouTube Puro & Noa' - Mo Better Blues (feat. Marco Evangelista) A proposito di musica poco italiana, quanta ambizione questo brano di quasi 4 minuti con un tiro micidiale, un tappeto di fiati e ritmi jazz che sembrano proprio usciti dall'omonimo film di Spike Lee e forse è stato proprio campionato da lì, tanto che spezzoni del film compongono il videoclip che ho postato. Un testo molto impegnato sul tema musica non solo tecnicamenta ma anche a livello filosofico, con un sacco di citazioni che aprono la mente e ci mettono spunti. Questo, per un ascoltatore curioso, è oro colato.
MOSTRA MENO
 
 
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Marzo, il mese delle donne!

È marzo e la primavera è ormai alle porte. Qua e là vediamo comparire i mazzetti di mimosa che portano allegria e ci offrono l'opportunità di ringraziare tutte le donne della nostra vita.

Come sapete, qui al Teatro Out Off stiamo curando una serie intitolata "Tutta Casa Letto e Chiesa?" che pubblichiamo sui nostri canali
YouTube, Facebook ed
Instagram
ogni lunedì e venerdì alle 18.30.

Le puntate sono pillole di 6-8 minuti che presentano lo spettacolo "Tutta Casa Letto e Chiesa" di Dario Fo e Franca Rame insieme ad interviste a donne, autrici, giornaliste, studentesse, attrici, attiviste, etc.

Ecco tutte le protagoniste della serie:

Episodio 1 con Diana De Marchi
Episodio 2 con Monica Faggiani
Episodio 3 con Sabina Negri
Episodio 4 con Ilaria Mura
Episodio 5 con Eliana Rotella
Episodio 6 con Romana Petri
Episodio 7 con Cristina Battocletti
Episodio 8 con Elisa Greco
Episodio 9 con Gaia Calimani

Se vuoi aiutare il Teatro Out Off, iscriviti ai nostri social e aumenta la nostra platea digitale. Il prossimo episodio verrà pubblicato domani alle 18.30!

 

Blog: Rocktargatoitalia.eu

Giulia Villani

email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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