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015a - Le Casse Acustiche

015a - Le Casse Acustiche di Antonio Chimienti

prima parte

Questa volta ci butteremo a capofitto in un articolo, anzi una serie di puntate su un unico enorme argomento : le casse acustiche. Dopo tanti voli pindarici sulla teoria e sulla spiritualità conseguente...ritorniamo con un argomento tecnico. 

Certamente non mancherà occasione che io faccia qualche riferimento alla introspezione e consapevolezza, ma credo che vi stia bene così altrimenti non sareste qui ad alimentare la schiera del mio pubblico lettore.

 

Nella musica  e ovviamente in maniera allargata per quello che riguarda ogni suono il collo di bottiglia è rappresentato dalle nostre orecchie. Inutile sottolineare che questo mondo è relativo ( ecco che ci risiamo con le mie riflessioni ) al nostro sentire. Infatti è facile accettare il concetto di relatività se pensiamo ad un cane che con i suoi 40mila Hz di capacità ricettiva ha una consapevolezza del mondo , capite , molto diversa da noi, più del doppio degli esseri umani. Quindi senza divagare diciamo che il nostro “mondo acustico” ha come punto di riferimento il nostro apparato uditivo. Il nostro apparato uditivo registra una realtà udibile che va dai 30 hertz ai 20k hertz ( qualcosa di meno), ma ovviamente i limiti non ci interessano poiché sono legati a troppi fattori personali. Diciamo che da quando nasciamo a quando moriremo ..sicuramente il mondo dai 60 hertz ai 15k herts non ce lo perderemo mai.

Bene fin qui ci siamo e siamo tutti d’accordo. 

Nella musica tuttavia , esclusa quella acustica dei concerti dal vivo con strumenti reali ( No Chitarre elettriche o strumenti amplificati, ma solo strumenti come violini, chitarre acustiche , pianoforti , arpe ecc ecc flauti, corni, clarini, la voce umana…… ci siamo capiti!)  fra il nostro orecchio e questa benedetta  MUSICA ci saranno sempre le casse acustiche.

E questa verità proietta questi oggetti in una posizione di assoluta preminenza nel vasto mondo della cosiddetta musica “riprodotta”.

Attenzione in realtà c’è un’altra cosa , invisibile e più importante delle casse acustiche : l’ambiente in cui ascoltiamo. Questo ambiente è per sua natura non solo determinante, per cui due casse identiche suoneranno differentemente in due ambienti differenti, ma soprattutto , l’ambiente non è costante nel suo comportamento e questo lo rende oltre che determinante anche imprevedibile, insomma non solo sta in mezzo al tutto , ma difficilmente lo sì può interpretare o prevedere. Ecco già a questo punto il “caos” e la dinamica naturale suggerirebbe che ogni sforzo umano proteso ad analizzare, predire e controllare la natura è seriamente destinata a fallire, ma noi , compreso me , siamo umani e quindi ostinati e cocciuti e pertanto io continuo il mio articolo sulle casse tentando di profilare una “verità” assoluta che però essendo di natura umana è istantaneamente da considerarsi “fallibile”. Ricordatevi comunque che ogni cosa che vi spiegherò è traballante perche l’ambiente non lo potrete controllare… probabilmente quasi mai.

Ancora una parola su questa affermazione, perché mi è venuto in mente che qualcuno fra voi , più umano di me avrebbe da ridire sulla sua concezione di infallibilità, ma tranquillo ...l’ambiente non lo puoi controllare perché fra le variabili delle condizioni alla base dell’ipotetico controllo ci sarebbe la temperatura che influisce non poco sulla divulgazione delle onde sonore sia nella velocità che nella diffrazione (quindi direzione). Il calore non sì può controllare sé non a scapito della innaturalezza del suono medesimo. Le condizioni di un buon suono infatti sono legate alla possibilità che esso “risuoni” , cioè che esso possa impattando nell’ambiente generare   a sua volta una serie di armoniche.

Possiamo dire che perciò ci sono ambienti più “musicali di altri, questo si, ma non possiamo dire che essi siano controllabili nel senso che ho spiegato. Il controllo , sé anche fosse possibile, non sarebbe auspicabile, poiché alla base di una grande musicalità troviamo la creatività in tutte le sue forme, comprese quelle non auspicabili, ma che a loro volta indicano la strada per quelle auspicabili. Complicato da capire? Ma no .. sé non vedessimo il brutto, non sapremmo che strada cambiare per incontrare il bello. Dai non era difficile!

Le casse acustiche. Il concetto di efficenza.

Il principio di funzionamento di una cassa acustica sì basa sulla sua capacità di spostare l’aria. E’ un pò come sé con una mano spingessimo l’aria e questa come fosse acqua , investisse il nostro orecchio , muovendo a sua volta il timpano e a questo punto muovendo i nervi,  ci regalasse il suono prodotto dalla nostra mano. Il suono è una onda. Per produrla sì sposta l’aria.

Semplicemente nel vuoto non sì può produrre un suono. Ecco Semplice semplice.

Nel produrre il suono, tuttavia , il cono della cassa ( quella circonferenza che sì vede su ogni casse con in centro un cerchio solitamente a cupola) sì deve spostare. Lo fa attraverso il meccanismo di un magnete. La corrente dice al magnete di muoversi ora in avanti , ora indietro e le onde prodotte arrivano al nostro orecchio magicamente regalandoci il motivetto che tanto ci fa piacere ascoltare, MA…….il movimento che produce il suono è corrotto dalla meccanica presente a livello del magnete ed anche della membrana stessa. In altre parole il cono riproduce delle onde il cui limite è rappresentato dall'efficienza di spostamento e di funzionamento del magnete stesso e delle altre componenti che non sì possono escludere dal funzionamento medesimo.

 E’ un pò come sé per produrre la copia di un quadro di Monet chiamaste uno studente del primo anno piuttosto che un grande artista. Il quadro da riprodurre  ed i colori sono gli stessi per entrambi, ma il grado di efficienza dei due esecutori porterà ed una realizzazione assai diversa.

La qualità di questi magneti ed anche quella di tutti i componenti della cassa acustica determinano la fedeltà di ciò che state ascoltando. Ricordatevi anche dell’ambiente, che è sempre accovacciato là nell’angolo...  non sì fa vedere, ma regna sovrano come un capo supremo nella torre del signore degli anelli.

Scientificamente l’efficienza della cassa è rappresentata dallo sforzo che deve compiere la membrana per spostarsi ed il consumo di energia che essa utilizza per il movimento stesso. Il magnete è il motore che sposta e mentre lavora “sporca” il lavoro della membrana, Vi faccio un esempio esemplificativo. Per produrre un “bel suono” devo avere una membrana  di almeno di 35 cm di diametro. Non chiedetemi perché sé no davvero non ne usciamo più ( la larghezza dell’onda prodotta dipende dal diametro della membrana). Diciamo che una membrana di diametro di 35 cm sarà in grado di spingere l’aria a sufficienza per creare un’onda di 40 hz, quindi per farci ascoltare quello che possiamo godere. Ma , attenzione qui, per muovere una membrana di 30/40 cm di diametro , capite che ci vuole un certo sforzo. Questo sforzo è sviluppato da un motore, Questo motore nella casse acustiche sì chiama magnete. Il magnete è un gomitolo di filo di rame che deve avere una certa consistenza e che sarà proporzionata al lavoro da compiere. Ora viene il bello. Sé questo magnete per muovere quella membrana deve avere 4kg di avvolgimento di rame per riuscire a smuovere la membrana a sufficienza considerando anche l’influenza che esso ( il magnete) ha sul segnale elettrico….capirete che più il magnete sarà costruito in maniera “leggera”, “ininfluente” ( poi vi spiegherò meglio questo passaggio) più il segnale arriverà alla membrana depurato dall’influenza del magnete stesso.

Come  sì fa realizzare questo grado di efficienza? Costruendo un magnete più privo di altri di influenza sul segnale elettrico. Come sì fa? Per esempio riuscendo a concentrare i 4kg di rame in uno spazio più piccolo. E’ lo stesso risultato ottenuto sé riuscissimo ad utilizzare lo stesso motore di una macchina in una carrozzeria che però pesa molto meno, perché magari sì sono usati altri metalli per la carrozzeria, ed esempio dell’alluminio ( Il motore di una Ferrari montato su una 500. Quale sarà il risultato? Maggiore efficienza. Con lo stesso motore la macchina ( la 500)va più veloce ( di una Ferrari). Stessa cosa nella cassa acustica. Creare un magnete a mano dove il gomitolo viene fatto  a mano intrecciando i fili di rame in maniera più compatta permette al costruttore di produrre una cassa di minori dimensioni  con una membrana che dissipa meno energia per spostarsi  e che quindi potrà usufruire di tutta l’energia che il magnete produce.

fine prima parte

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014 - Una etichetta discografica

014 - Una etichetta discografica

di Antonio Chimienti

Viene un giorno in cui ti domandi sé è più importante la tua musica, quella che fai o la musica a prescindere. Viene un giorno in cui tu cominci a contare meno, l’immagine di te sì fa ombreggiata sbalzata indietro rispetto alla realtà che hai davanti ai tuoi occhi. Le persone intorno a te cominciano a diventare amiche nella tua mente, smettono di essere avversarie, ti senti più quieto più sorridente. Quel giorno capisci che la musica esiste da sempre e per sempre e che tu la hai tenuta stretta nelle tue mani pensando di possederla ed invece Lei sì era fatta addomesticare per darti conforto ed essere una via perché tu imparassi a conoscerti. Nel cercare di perfezionarla hai imparato molte cose e scoperto tutti i tuoi difetti. La musica in questo ambito è stato lo strumento che hai scelto per fare inconsapevolmente della meditazione lungo tutto il percorso della tua vita. Tuttavia hai trascorso una vita nella musica. Da quando eri piccolino hai creduto che la musica fosse una lepre da afferrare un successo in cui incorniciare il tuo nome e magari ti è anche capitato, ma Lei , la musica aveva un altro piano nella tua esistenza: insegnarti la disciplina, l’umiltà e l’accettazione dei tuoi limiti.

Bene questa è la sublimità della musica!

Poi c’è la prostituzione della musica, tutto quello che viene ottenuto attraverso l’illusione delle emozioni che la musica a prescindere concede. E la cosa va di pari passo con la mediocre sensibilità di chi la consuma…. la musica. Sì arriva a pagare di tasca propria la realizzazione della propria gloria, sì produce e sì autocomprano i propri dischi o le proprie visualizzazioni o like o qualsiasi altra simulazione di successo. Ma in questa opzione la musica non c’entra nulla. Solo la parola del vocabolario è la stessa, ma non il suo principio.

E allora cosa può accadere in un epoca in cui a giudicare un’opera d’arte sono commercianti di copie d’autore e a fare da direttori artistici o presidenti della SIAE ritroviamo personaggi politici?

Accade che coloro che avevano la testa china su una carta da musica o sulla tastiera di un pianoforte o la mente surfeggiante su una arborea nube di magia sì ritrovano scollegati di colpo dalla loro dimensione provocati dall’urlo di aiuto invocato dalla musica e decidono di mettere ordine nel caos. Coloro che sé la sentono fondano una etichetta discografica.

Una etichetta discografica nata in questa modalità porta in grembo tutte le più alte potenzialità che una creazione possiede. Oggi come nel dopo guerra una etichetta discografica nasce su delle ceneri. Non ha velleità. E spoglia e sì erige sulla singolarità dei suoi fondatori. E’ il riflesso diretto di coloro che la animano e coloro che ne fanno parte non possono che esserne una parte midollare e preistoricamente destinata alla stessa organizzazione. Cioè intendo dire predestinati alla stessa. Non mi riferisco a coloro che sì aggiungeranno, ma a coloro presenti nelle prime ore della sua nascita.

Per ogni domicilio di spiritualità la morte non è la fine di nulla. Anche nella scienza sì afferma che nulla  sì crea e nulla sì distrugge. Ma il passo è diverso a seconda delle stagioni ed esso cambia in tutto, dai colori alle emozioni, dalle sensazioni ai pensieri. Per ogni stagione la vita prevede delle regole, per la primavera ...la rinascita.

Oggi stiamo cominciando una nuova primavera. 

I tempi sono quelli delle generazioni , non sono quelli delle stagioni annuali e pertanto sé volete seguirmi in questo ragionamento dovete usare un metro diverso. Immaginatevi di avere davanti un dinosauro e provare a spiegargli che un giorno  ci sarà il cellualre e avrete capito a cosa mi sto riferendo.

Sono fiero di aver fondato la mia etichetta discografica, oggi, ma non credo  mi appartenga più di tanto. Ho provato a realizzarla tante volte nella mia vita per capire che sé questa volta ci sono riuscito non è per merito tutto mio, sarebbe come dire che non ero riuscito a centrare con la pallina la bolla con il pesce rosso dentro le cento volte prima semplicemente perché non avevo voluto…..

No la ho centrata ora perché ora era giunto il momento, perché lei lo ha voluto.

Vi sto spronando ad intercedere verso voi stessi per ottenere oggi quello che avevate spesso immaginato. Non siate paurosi. Siete stati in fila per molto tempo ed aspettare un segnale forse fino a credere di essere sulla banchina sbagliata, forse quella di un binario morto, ma non è così.

Non era il momento del cambiamento strutturale, ma quello del risveglio. Già una volta vi ho parlato delle malattie e della loro ingerenza su questo mondo….non lo avrete letto o lo avrete letto con distacco, ma quella che sia la motivazione da voi colta….approfittate di questo momento ed intendetelo come un momento di rinascita non diverso da quello vissuto dai nostri antenati a ridosso di qualche guerra.

Non vi sentite abbastanza coraggiosi per aprire una vostra etichetta? Non importa cercatevene una qualsiasi, saliteci a bordo e fate questo viaggio. Ora è tempo di salpare.

Un consiglio: non curatevi troppo di fare dei confronti con quello che già esiste….è vecchio e nato in un’altra epoca, su altre basi ed altre regole. Oggi voi siete quelli di oggi… usate le vostre regole e lasciate che esse divengano vecchie per poi morire… altrimenti come potranno quelli che ci seguiranno a fare anche loro lo stesso gioco?

Un abbraccio a tutti ed uno speciale a Francesco Caprini.

Antonio Chimienti 

per www.rocktargatoitalia.it

 

 

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013 - Sogno o son desto?

013 - Sogno o son desto? 

di Antonio Chimienti

 

Amici musicisti e non, ma comunque miei lettori, sono infinitamente grato di questa possibilità che ho nello scriverVi. Certo alle volte vorrei potermi confrontare direttamente con voi, ma questo desiderio ha a che fare con il sogno perché confrontarsi fra uomini è quasi una utopia.

Sì lo è e diciamocelo senza veli, con coraggio e sincerità. Confrontarsi ha a che fare con l’accettarsi. Non c’è confronto sé non sì da per scontato , prima ancora di cominciare il proprio turno nel parlare, che comunque vadano le cose , comunque sì sta sbagliando qualcosa. Sé così non fosse, cioè sé riuscissimo a sostenere che nei riguardi di una qualsiasi cosa non stiamo sbagliando nulla, dovremmo anche accettare l’idea di aver appena sostenuto il binomio “io = infallibile”. Capite che già con questo presupposto il desiderio di confrontarsi è in valori oggettivi impossibile, ma comunque il gioco della nostra vita è chiudere un occhio e giocare ed immaginarsi metà della realtà. Evviva quindi il gironzolare con travestimenti luccicanti per questo frangente di esistenza che misuriamo in quella che è la nostra permanenza su questo tavolo da gioco che consuetudinalmente chiamiamo Mondo.

Vorrei attrarre la vostra attenzione sulla ridondanza di segnali che opportunamente osservati, sé dalla giusta prospettiva, riveleranno la nostra quasi totale anonima presenza su questa terra.

Voglio farlo parlando di musica, ma credetemi la cosa funzionerebbe anche analizzando qualsiasi altra manifestazione umana.

Sopra ogni cosa, cioè buttando fuori dalla finestra tutto quello di cui è composta la nostra stanza per poi passare ed abbattere i muri e poi rimosse le macerie di tutta la casa e dopo ancora esserci accorti che la casa continua sottoterra con le sue fondamenta e dopo quindi aver rimosso alla fine ogni piccolo pezzetto della nostra stanza e dopo esserci tolti di mezzo anche noi …..quello che resterebbe sarebbe solo il tavolo da gioco. Un pianeta in perfetto equilibrio, nel quale ai giocatori sì concede l’emozione di sentirsi padroni solo per ottenere da loro la collaborazione sufficiente alla millenaria manutenzione ordinaria del gioco.

La musica non è solo infatti il suono che noi scarichiamo da internet e non esiste pertanto perché l’abbiamo creata noi, ma perché non quella musica , ma le onde che la compongono risultano essere dei veri e propri equilibratori energetici dell’armonia che ci circonda. Non è diverso dalla funzione che svolge il vento. Visto , ma non compreso, il vento è fastidioso, casuale e probabilmente anche considerato di cattivo auspicio, ma in verità esso trasporta la vita e regola i flussi di molte nature diverse. Ce ne eravamo accorti? Bah chissà?!?

La musica che ascoltiamo sono la nostra stanza e sé andiamo ad analizzare tutte quelle macerie ci rendiamo conto , che presa in palmo di mano una qualsiasi di quelle briciole essa è in realtà terra, un pezzettino del tavolo da gioco a cui qualcuno aveva dato la forma di una casa.

La musica è fatta con il tavolo da gioco e pertanto , per quanto noi ci sforziamo di “inventare” non inventeremo mai nulla, ma semmai reinterpreteremo il tavolo da gioco.

E’ deludente? No è meraviglioso! Scoprire di appartenere a qualcosa di incommensurabile ci autorizza ad avere grandi aspettative da noi stessi. Il coraggio di porre dei limiti oggettivi a ciò che siamo è la strada per vedere quello che possiamo davvero fare, quello che abbiamo davanti a noi. Nel momento in cui non cerchiamo l’opera d’arte, ma la cogliamo da quello che è dentro di noi, riconoscendola già intorno e dentro di noi , ci siamo meritati il grado di esseri umani senzienti.

Bach, M. Jackson, l’uomo delle caverne non vengono da Marte e non sono stati punti da un supereroe di un altro mondo. Io non lì ho mai conosciuti personalmente, ma so quanta differenza passa fra quello che produco artisticamente ed il livello di quello che questi signori produssero.

Non sono disposto a credere che la differenza di livello stia nella preparazione tecnica quanto invece nella preparazione umana. Conoscete la storia Johan Sebastian Bach? E quella del signor Jackson? Ultimamente la Rai sta passando a raffica alcuni bellissimi documentari su  grandi musicisti contemporanei della musica, cercate di intercettare quello sulla storia dei fratelli Gibbs (Bee Gees). Nessuno di questi cercava di inventare nulla. Sono stati chiaramente tutti delle specie di guide turistiche che però invece di rivelare le curiosità di un museo hanno rivelato quelle dell’incommensurabile usando le energie del pianeta e producendo anzichè mattoni ...la musica del mondo. Perché è accaduto a loro? Di certo so perché sì attarda a capitare a me.

Sono figlio di una cultura fasulla ed ipocrita, per niente spirituale e totalmente telecomandata da persone che giocano ed ostruirmi l’istinto e i miei sensi primordiali. Stavo mediamente bene quando sono nato e sto mediamente bene adesso. Tenuto in questa sorta di limbo insieme alla maggior parte di voi l’unica cosa che posso fare è ammettere i miei limiti e solo dopo rendermi disponibile al confronto.

Giovani musicisti, credetemi: non sentitevi mai sconfitti pensando al confronto con qualcuno. La musica non sì misura ed i giudici, i veri giudici sarebbero le anime delle persone sé potessero giudicare alla pari voi e tutti gli altri, ma il “SISTEMA” di gioco ovviamente non prevede questa sorta di democrazia. Guai sé sì verificasse!

di Antonio Chimienti

blog @Rock Targato Italia 

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012 - Rock Targato Italia Rai 1

012 - Rock Targato Italia Rai 1

di Antonio Chimienti

  - Il prossimo  2021 dal 25 al 28 Febbraio avrà luogo su Rai 1 la 36 edizione di Rock Targato Italia.

La vetusta manifestazione di San Remo infatti, dopo l’ultimo scoop sul coinvolgimento in vincitori pilotati e contenuti politicizzati, fuorvianti e fortemente lontani da una rassegna dei frutti di quella che dovrebbe essere una ricerca onesta e vissuta di talenti della nostra musica italiana…...chiude i battenti e verrà definitivamente archiviata a favore appunto del maturo ( 35 anni) , ma per definizione giovanile e travolgente concorso musicale nazionale di R.T.I.

Vediamo nel dettaglio le motivazioni che riassumono questa decisione da parte del ministro della cultura.

San Remo nasce come l’incrocio dove una volta l’anno gli editori sì davano appuntamento con l’italia intera per portare alla ribalta il loro lavoro di ricerca e recruiting di poeti, compositori e cantanti , in pratica il meglio fra noi italiani nel campo delle arti musicali e che più di altri secondo una preselezione realizzata appunto dagli ESPERTI editori avrebbero potuto ambire al premio conferendo a noi tutti la certezza che ascoltando questi ultimi noi potessimo avere coscienza di quale fosse la nostra capacità in queste arti.

E così fu per molti anni.

La musica in Italia cresceva pertanto così bene in qualità che veniva cercata oltre oceano anzi ...GLI oceani da tutti gli artisti di successo.

Artisti come il papà del mio partner Paolo, Gino Mescoli,  doveva fare più tournè addirittura in Giappone per soddisfare le richieste e i suoi interlocutori e colleghi e quindi amici con i quali colloquiava attraverso il telefax o il telefono a disco di allora erano compositori del calibro di Bachara et similia.  Sono moltissimi i successi italiani di allora tradotti e riarrangiati in tutto il mondo. E dobbiamo accettare che il successo in vendite totali di artisti come i Beatles o Metallica o ABBA o altri non raggiungono in valori oggettivi l’equivalente del successo di una cultura artistica come quella Italiana. Nel senso che quelli non sono circoscrivibili in un insieme culturale ( infatti dobbiamo andare a leggere fra le righe del disco di quale nazione sono i musicisti perchè potrebbero esserlo INDISTINTAMENTE di qualsiasi posto in sui sì parli la lingua anglosassone) mentre la melodia italiana è solo italiana. Un parallelismo potremo farlo con la musica Greca o Sud Americana, ma appunto rispetto a questi ne usciremmo vincitori.

Bene , ma poi cosa accadde per esserci ritrovati oggi ed essere spettatori di un concorso in cui al contrario ogni cantante sgomita per somigliare ad un qualsiasi mezzo fenomeno ( perché ad uno intero non potrebbe mai arrivarci) proveniente da fuori del nostro paese Italia?

 E’ accaduto quello che accade sempre da noi, alla fine di una scalata dove pochi al mondo avrebbero avuto le carte in regola per finirla, lì raggiunta la vetta , dove solo la dignità e la spiritualità avrebbero la forza di farci resistere alla tentazione della STRA-FAMA e STRA-RICCHEZZA….la nostra infinita paura del perdere qualcosa, come sé quello che avessimo potessimo portarcelo per sempre con noi o che peggio ci appartenesse attraverso la morte, ci porta inesorabilmente nelle stalle. Come disse qualcuno siamo i più grandi stupidi del pianeta in questo, dalle Stelle alle Stalle è un percorso in cui noi siamo eccelsi.

Il campanello di avviso fu quando la Rai tolse la gestione dell’orchestra di San Remo al mio defunto amico e mentore M° Gianni Berlendis per utilizzare l’orchestra Rai di Roma.

Bravi veramente bravi….standing ovation.

Senza nulla togliere all’orchestra Rai, ma quella del M° Berlendis era costituita da musicisti professionisti che ogni giorno guadagnavano o non guadagnavano solo in virtù della loro capacità e qualità tecnica. Erano i musicisti della discografia milanese in primis e poi emiliana e qualcosina romana, ma soprattutto erano i musicisti che con i loro riffs avevano fatto diventare successi famosi brani di tutti gli artisti che poi partecipavano al concorso di San Remo. Perché accadde? L’ho detto prima e continus sd accadere anche oggi nella nostra economia. Sono un pasticcere, creo un cioccolatino, piace molto mi arrichisco, creo una catena di pasticcerie, sono ricco ho da sfamare i miei figli ed i figli dei miei figli per quattro generazioni, ma non conta apro una fabbrica, poi due, poi tre, poi muoio e mio figlio che non sono io e soprattutto non ha dentro quello che permise a me di inventare quel cioccolatino ...stabilisce che per LASCIARE ANCHE LUI UNA IMPRONTA SU QUESTA MERAVIGLIA trasferisce per guadagnare anche lui qualcosa la sede in un paese dove costando meno potrà rivendicare di aver portato profitto. Ecco questo signore ha il cognome che comincia con Ferre e conosco anche la sua storia perché abitava diciamo “dietro casa mia” e l’altro quello di San Remo sì chiama “Politica Ammazza Italia” che non essendo esperto in nulla strappa di mano al contadino i frutti più belli spacciandoli per suoi.

Ora mi chiedo perché mai un direttore Artistico di allora dovrebbe metterci la faccia oggi, e lavorare di cuore ( perché per certe cose i soldi non bastano) quando chi amministra, chi deciderà saranno persone che neanche decidono con il proprio gusto, ma lasciano il verdetto dietro la linea del totale di cose di tutt’altro genere come per esempio le nomine Rai o come soluzione di pagamento o scambio di un favore in un altro ambito?

Sto parlando di San Remo come un riflesso dell’epoca in cui esso viene offerto. Ricordate come sì esprimeva il compianto PRESIDENTE della REPUBBLICA Sandro Pertini? Era libero, ve lo ricordate in piazza a dare l’esempio? Bene lì a San Remo c’era ancora il M° Berlendis. Vi ricordate i presidenti dopo? Dopo Craxi vi ricordate? L’orchestra era diventata quella di Roma.

Bene in tutti questi anni Rock Targato Italia , protetto dalla genuinità intellettuale e sostenuto dall’amore per la musica di Francesco Caprini, continuava parallelamete quella missione con cui San Remo era stato concepito: scoprire talenti nel campo della nostra musica. E’ Rock Targato Italia che ci ha donato artisti come LIGABUE, LITFIBA, ELIO e molti altri e ci sarebbero stati anche tutti gli altri notissimi sé ovviamente Rock Targato Italia avesse potuto concorrere alla stessa stregua di San Remo contando su soldi gratis a pioggia e con strumenti divulgativi già pagati alla fonte come la televisione nazionale. Ma questa è un’altra storia. Chi ci garantisce che sé RTI fosse stata finanziato dallo stato non sarebbe diventato la macchietta teatrale che è San Remo? Ve l’ho spiegato prima con la storia del cioccolatino, Francesco Caprini lo ha inventato lui e per questo è ancora un concorso protetto dalla dignità del suo creatore mentre di San Remo per accertarne la paternità sì devono guardare i seggi in Parlamento, ma non credo  che sarebbe sufficiente.

Bene quindi appuntamento al prossimo Febbraio con Rock Targato Italia e voi musicisti ….sotto con la penna ed in bocca al lupo a tutti.

Beep, beep….uff la sveglia ….che giorno è?  

Antonio Chimienti

blog Rock Targato Italia 

 

 

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