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Articoli filtrati per data: Febbraio 2021

Avere un’immagine di successo: il ruolo dello stylist in un progetto musicale

È vero: l’abito non fa il monaco. D’altra parte, per un artista non è sufficiente saper cantare, suonare e scrivere pezzi che funzionano. Ad oggi avere un’immagine coerente e originale, che possa colpire il pubblico, è fondamentale.

Achille Lauro sarebbe rimasto impresso nella memoria degli italiani se avesse presentato “Me ne frego” in un semplice smoking nero piuttosto che negli iconici costumi indossati durante le esibizioni del Festival di Sanremo? Probabilmente no.

La figura a cui rivolgersi è lo stylist, un professionista in grado di analizzare la personalità e la direzione artistica del cliente, affiancandolo nelle sue scelte di stile. Seppur possano risultare simili, lo stylist non è da confondere con lo stilista: il primo affianca il cliente, indirizzando in modo preciso la sua immagine e selezionando capi già esistenti, mentre il secondo li disegna e li realizza.

Lo stylist quindi si prenderà cura dell’immagine dell’artista in ogni suo minimo dettaglio. I fattori da prendere in considerazione riguardano i tratti specifici del cliente - come personalità, gusto, stile, fisicità - ma non solo: dovrà tener conto anche dell’occasione, del messaggio che si vuole trasmettere, delle tendenze stagionali e dei rapporti commerciali che l’artista intrattiene con determinati brand. Le sue scelte non sono mai casuali, ma sempre frutto di un’attenta analisi di tutti questi elementi, in modo che il personaggio pubblico possa apparire sempre al meglio di sé, nella sua rappresentazione estetica più opportuna e coerente, creando così un’immagine in linea con il progetto artistico.

Quando rivolgersi a uno stylist? Questa figura professionale affianca l’artista in occasione di qualsiasi apparizione pubblica, che siano concerti, presentazioni, eventi, ma anche pubblicità, videoclip, editoriali, spesso collaborando con il resto del team creativo. Lo stylist è in grado di selezionare in modo accurato il look più adatto, mettendo sempre a suo agio il cliente. Per le occasioni più importanti si confronta con hair stylist e make-up artist, proponendogli ispirazioni e riferimenti fotografici esplicativi di quello che dovrebbe essere il risultato finale. Andando più nello specifico, lo stylist, partendo da una moodboard che comprenda parole chiave, tonalità e immagini d’ispirazione adatte all’occasione, selezionerà abbigliamento, trucco e parrucco, restituendo al cliente e al team creativo un progetto chiaro e coeso.

Un’immagine attentamente studiata, curata e coerente può effettivamente fare la differenza: artiste internazionali come Lady Gaga, Rihanna, Beyoncé, Dua Lipa, o personaggi italiani come Ghali, Mahmood, Achille Lauro, JovanottiLevante sono tutti contraddistinti da uno stile specifico, adatto alla loro personalità e al loro progetto artistico.

Senza alcun dubbio il talento artistico è innato, ma per affermarsi nel mondo della musica è necessario strutturare nel minimo dettaglio un progetto, affidarsi e circondarsi da professionisti del settore che possano far risaltare al meglio le potenzialità di ogni artista.

 


 

Blog: Rocktargatoitalia.eu

Di: Nadia Mistri (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

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Storia Rock Targato Italia 1993/96 - Intervista di Roberto Bonfanti a Francesco Caprini (I^ Parte)

Rock Targato Italia 1993 – 1996 - ANNI STRAORDINARI

VideoIntervista di Roberto Bonfanti (Scrittore e artista) a Francesco Caprini (Ideatore e promoter di Rock Targato Italia. Postproduzione Andrea E. Di Giovanni

 Quando il riff iniziale di “Senza vento” dei Timoria risuona per la prima volta con la sua forza dirompente si ha la netta impressione di trovarsi di fronte a un vero spartiacque, non solo per la carriera della band bresciana ma per l’intero universo musicale del nostro Paese.

Corre l’anno 1993, nell’aria si respira una grande energia e i tempi sono ormai maturi perché il rock italiano possa uscire dalle cantine e proiettarsi in una dimensione diversa: i Litfiba sono una realtà ormai affermata, le major iniziano a interessarsi alle nuove contaminazioni aprendo etichette dedicate (si veda per esempio la BlackOut), le radio alternative e le riviste di settore iniziano a dare sempre maggiore spazio alle band nostrane e anche Videomusic capisce che il fermento giovanile non è da sottovalutare dando una spinta importantissima all’intero movimento.

Nel giro di quattro anni, fra il 1993 e il 1996 esordiscono band fondamentali come i Marlene Kuntz, i Modena City Ramblers, gli Estra, i Bluvertigo, i Negrita, i Radiofiera, gli Yo Yo Munde i Massimo Volume, tanto per fare solo i nomi più in vista. A queste si aggiungono gli Afterhours, che proprio in quegli anni decidono di dare una svolta alla propria carriera passando dall’inglese all’italiano, e altre realtà come i Ritmo Tribale, i Casino Royale, i Gang o gli Ustmamò che, dopo aver navigato per anni nella polvere dell’undergound, troveranno casa presso case discografiche più blasonate.

Discorso a parte meritano gli ex CCCP che, dopo essersi sciolti nel 1990 ed essere tornati fugacemente sul palco due anni dopo, in questi anni rinascono col nome di C.S.I. incarnando una delle realtà più importanti della nostra storia musicale e dando vita anche a un’enorme fucina di talenti chiamata Consorzio Produttori Indipendenti che, insieme alla neonata Mescal, diventerà una delle etichette di riferimento del mondo indipendente.

Nel 1995, mentre Ligabue impazza in tutte le radio, nel tentativo di coordinare e dare una rilevanza istituzionale alle tante piccole realtà che sgomitano nell’underground più profondo, nasce il MEI, che nel corso degli anni assumerà un’importanza sempre maggiore.

Chiudiamo questo capitolo della storia nel 1996, quando una giovanissima rocker catanese di nome Carmen Consoli sale sul palco del Festival di Sanremo compiendo così un altro passo verso il riconoscimento del movimento rock italiano anche agli occhi di un pubblico più nazionalpopolare.

di Roberto Bonfanti (Scrittore e artista)

 

vedi sul canale youtube di Rock Targato Italia

https://www.youtube.com/watch?v=lOFD5k4xiEc

ascolta la playList  su SPOTIFY: https://spoti.fi/3pem8qc

 

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Il carnevale del Teatro Out Off

Purtroppo quest’anno il Carnevale è costretto a festeggiamenti minimi: le avete già mangiate le chiacchiere? Vi state cimentando in un trucco carnevalesco da sfoggiare nel salotto di casa o per le vie del quartiere?

In qualsiasi modo voi festeggiate, il Teatro Out Off vi augura un sorriso tra i coriandoli e le stelle filanti che caratterizzano queste giornate.

Sui nostri canali YouTubeFacebook ed Instagram, continuano i nostri appuntamenti bisettimanali (ogni lunedí e venerdí alle 18.30!) della serie "Tutta Casa Letto e Chiesa?"

Se ci avete seguito live, avrete visto il nostro quarto episodio con la studentessa Eliana Rotella. Il prossimo episodio arriva questo venerdí, con un’intervista a Romana Petri, scrittrice e traduttrice. 

 

Ti sei perso i nostri episodi precedenti? Eccoli qui:

 

 


 

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Di: Nadia Mistri

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Tutta l'energia del nuovo rock romano: l'intervista ai Capitale

"Brucialoè il terzo singolo in uscita della band rock romana Capitale: dopo "Inverno" e "23 giugno", tornano con un pezzo di protesta, contro un mondo che rende l'uomo sempre più vittima della società dei consumi. Il fuoco diventa quindi una speranza, uno strumento di liberazione, per riprendere in mano il proprio destino. 

Abbiamo deciso di intervistare la band per capire meglio la loro prospettiva, anche rispetto al panorama musicale attuale.   

Chi sono i Capitale? Qual è la vostra miglior definizione?

I Capitale nascono dalla nostra esigenza di suonare, per il gusto di farlo e per provare a dire ancora qualcosa attraverso il Rock. Un genere che esiste da mezzo secolo, e che continua ad esistere cambiando e rinnovandosi di continuo.
Noi in questo ambito diciamo la nostra suonando questo genere come ci piace e come ci viene.

Come vi siete conosciuti?

Noi 5 ci conosciamo, chi più chi meno, da una quindicina d’anni. Tutti suonavamo in varie band del panorama rock/punk/alternative di Roma e le strade di alcuni di noi si sono intrecciate tante volte nel passato.
Ad inizio 2020 abbiamo provato a scrivere qualche pezzo insieme, di getto, e ne è uscito fuori un disco che abbiamo pensato subito di registrare e pubblicare, senza troppi indugi.

Quali sono i vostri artisti di riferimento?

Indipendentemente dai nostri gusti personali, come band nella scena italiana i nostri riferimenti potrebbero essere i Ministri, Zen Circus, Teatro degli Orrori o Giorgio Canali per citarne alcuni, se dovessimo guardare al panorama internazionale abbiamo gusti molto disparati, ma a tutti quanti piacciono i Foo Fighters, Biffy Clyro, Idles e Muse ad esempio.

La vostra band nasce nel 2020, un anno particolarmente difficile soprattutto per il mondo della musica: com’è stato avviare un nuovo progetto in questo clima difficile?

Io ribalterei il discorso, probabilmente quest’anno così particolare e difficile è stato lo stimolo a cominciare qualcosa di bello, qualcosa che ci facesse sentire vivi.
L’idea di partire con un nuovo progetto ci frullava nella testa da un po’, ma solo ad inizio 2020 abbiamo trovato gli stimoli giusti per iniziare concretamente il progetto “Capitale”.

Il 13 febbraio avete partecipato al Verona Digital Music Fest, in streaming su Twitch. Vi era già capitato di esibirvi in questa modalità? Cosa ne pensate dei concerti online? 

Per il progetto “Capitale” in effetti è stato proprio il debutto ufficiale ed è anche stata la prima volta per tutti a suonare chiusi da soli in uno studio senza pubblico. É stato una strana boccata d’aria fresca.
I concerti online non sono il massimo, e credo che il rock dia il peggio di sé in questo setting, ma al momento sono necessari. Sono necessari perché tutti abbiamo bisogno di andare avanti e di spingerci verso la fine di quest’incubo.
Abbiamo bisogno della musica, dell’arte, dello spettacolo e di tutte quelle cose che danno un senso alla vita.

Come vedete il panorama del rock italiano attuale?

Al momento lo vediamo abbastanza sofferente, non ci si può nascondere dietro un dito. È sofferente perché altri generi vanno molto di più, ma soprattutto perché il rock vive sui palchi, con gli amplificatori accesi e le frequenze basse che ti fanno tremare le ossa.
Al momento abbiamo scelta? No, quindi andiamo avanti ed aspettiamo tempi migliori per tornare a suonare e vivere questa musica come si deve!

In “Brucialo”, uscito il 12 febbraio, denunciate un mondo in cui l’uomo non è più protagonista ma comparsa: com’è possibile liberarsi da questa condizione di passività?

Nella nostra vita siamo sommersi di bisogni indotti, sono la chiave su cui si basa la vita dell’uomo medio nel 2020, in cui, come giustamente dicevi, non siamo più protagonisti ma comparse.
Probabilmente per uscire da questo meccanismo bisogna maturare un po’ di consapevolezza ed avere la forza di ragionare sui nostri bisogni, su quello che per noi è necessario e non su quello che sembra necessario.
Purtroppo in un momento in cui la socialità, la cultura e molte attività sono paralizzate, sfuggire diventa ancora più difficile ma è necessario rompere lo schema del nasci-produci-consuma-muori che rischia di risucchiarci come sabbie mobili.

In primavera uscirà il vostro album di debutto: volete darci qualche anticipazione?

Sarà un album molto sincero e diretto, senza troppi fronzoli e scritto senza farsi troppe domande in qualche mese. É il nostro album dei ricordi del 2020, anche perché tra scrittura, registrazione e lavorazioni varie, sicuramente rappresenta i momenti più belli che abbiamo passato insieme lo scorso anno.
Speriamo solo di poterlo suonare in giro il prima possibile, insieme a qualche pezzo nuovo che è già pronto ai box.

BIOGRAFIA

I Capitale sono Daniele Brian Autore (Vanilla Sky), Michele Grieco, Filippo Grossi, Leonardo Leonori e Antonio Falconi.

La band nasce agli inizi del 2020 da un'idea nata qualche anno prima. Un'idea creata, masticata, immaginata e quasi lasciata in un cassetto. Ma, come spesso accade nella vita, a volte le cose succedono.

Capitale è una finestra affacciata sulla vita di una città rumorosa, viva, a volte feroce ma spesso sincera. Una città solcata da tante vite che si intrecciano e si guardano negli occhi, da sagome stanche che lasciano poco più di un'ombra sul marciapiede.

Capitale è un racconto senza trama, una storia vista attraverso degli occhi qualsiasi, una storia presente e sincera.

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Di: Nadia Mistri



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Musica per ritrovare un equilibrio: l'interivsta a Francesco Luz

Venerdì 22 gennaio è uscito il secondo singolo del nuovo progetto musicale di Francesco Luz: dopo "Surf", pubblica "Ago di bilancia", uno sfogo dell'inconscio che tenta di riprendere il controllo sul proprio destino. 

«Con questa canzone volevo gridare disperatamente il bisogno di libertà, nella sua accezione più ampia, alla quale ognuno di noi aspira. Libertà dai preconcetti, dalle costrizioni, dalle paure».

Abbiamo deciso di intervistarlo per indagare più a fondo nel suo nuovo progetto musicale. 
 
Come nasce la tua passione per la musica? Quali sono i tuoi principali artisti di riferimento?
 
Probabilmente è innata. Da che ho memoria mi ricordo a canticchiare qualche canzone. Da bambino quelle dei cartoni animati e poi, con più cognizione, quelle dei grandi gruppi rock del passato. All'età di 10 anni rubavo le audiocassette dei miei cugini più grandi per cercare di ascoltare più musica possibile e un giorno ebbi una letterale folgorazione con una cassetta dei Queen. Da li in poi la crescita di questa passione è stata esponenziale.
 
"Surf" e "Ago di bilancia" rappresentano un netto cambiamento di rotta per la tua carriera: perché hai deciso di passare dall'inglese all'italiano? Hai riscontrato delle differenze in termini di scrittura?
 
Sicuramente perché volevo sperimentare generi diversi dal rock del mio primo disco "Extraordinary Men". Lo stile delle canzoni di quel disco era prettamente "british" e un testo in italiano sarebbe stato troppo lontano dal senso musicale dei pezzi. I pezzi nuovi hanno un'anima più pop/cantautoriale perfetti per dei testi in italiano. Aggiungo che la lingua inglese mi ha un po' stufato; non la trovo più così musicale nè tantomeno affascinante, ma è un limite mio.
 
Nei tuoi ultimi due singoli emerge il bisogno di ritrovare un equilibrio e una stabilità emotiva: da dove nasce questa necessità?
 
C'è da dire che i testi delle mie canzoni sono scritti da un mio collaboratore, amico e scrittore che risponde al nome di Luigi Abramo. In questa nuova produzione di singoli, che sfocerà poi con l'uscita dell'album, volevo trattare (a modo mio) un argomento piuttosto delicato: la depressione. Luigi mi ha proposto alcuni testi e io ho cercato di selezionare quelli che meglio sposassero il mio intento. L'equilibrio che trattiamo in "Surf" è l'equilibrio che ci serve nella vita per non sprofondare, mentre in "Ago di bilancia" il fondo probabilmente è già stato toccato dal protagonista della canzone. L'ago del titolo è quello della siringa e il grido d'aiuto per tornare libero è quello di un tossicodipendente, che darebbe tutto quello che ha per uscirne fuori
 
"Ago della bilancia", uscito il 29 gennaio, rappresenta uno sfogo dell'inconscio di fronte alla perdita di controllo sul proprio destino. Questa sensazione deriva dalla situazione attuale di emergenza sanitaria o fa parte di un disegno più grande?
 
No, sono testi scritti molto tempo prima dell'emergenza sanitaria. Come dicevo prima, il senso generale di "Ago di bilancia" è la ricerca della libertà. In questo caso specifico la ricerca è disperata.
 
Il videoclip, attraverso l'allegoria della recita, vengono messi in contrapposizione sogno e realtà. Come nasce l'idea?
 
L'idea è di Damiano Brogna, un mio vecchio amico sceneggiatore e regista. Quando l'ho contattato per proporgli la direzione del videoclip, non ho dato nè suggerimenti, nè chiarimenti in merito al significato del testo, ma ho voluto che lui trovasse una sua spiegazione e sviluppasse una sua tematica. Ha messo in contrapposizione le due anime che ognuno di noi ha: quella "da copione" che mettiamo in mostra ogni qual volta la società ce lo richiede e quella un po' pazza che celiamo a tutti e che rimane troppo spesso dentro di noi. Tutto questo dando una tono piuttosto ironico al video
 
Hai già altri singoli in uscita? Vuoi darci qualche anticipazione?
 
Sì, ce ne sono altri due che vorrei far uscire prima di pubblicare l'album. Uno è la classica canzone pop all'italiana che però a un certo punto prende una strada tutta sua e l'altro è di matrice più pop dance stile anni '80. Le tematiche, soprattutto di uno dei due brani, navigano sempre nel macro discorso legato alla depressione. Riguardo ai videoclip, sto già lavorando con un disegnatore perché mi piacerebbe fare un video con illustrazioni animate particolari. Abbiamo terminato lo storyboard giusto ieri...
 
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Biografia

Francesco Luz, musicista romano classe 1982, dopo 15 anni di concerti in Italia e nel mondo con diverse band, pubblica il suo primo album, “Extraordinary Men” nel 2019. Dall’album, cantato in inglese, vengono estratti 3 singoli accompagnati da 3 Video clip diretti da Ari Takahashi che ricevono vari riconoscimenti in diversi film festival in tutto il mondo (“Outstanding Achievement Award” al Berlin Flash Film Festival, “Best Music Video, Honorable Mention” al Los Angeles Independent Shorts Awards, miglior video musicale al New York Film Awards e al London Independent Film Awards).

Artista indipendente al 100% canta, scrive, suona, arrangia e produce le sue canzoni con l’aiuto ai testi di Luigi Abramo, giornalista e scrittore. Anche questo singolo viene proposto in lingua italiana come il precedente “Surf” a testimoniare il cambio di direzione artistica e linguistica rispetto al primo album di sonorità più rock ed interamente in inglese.

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Di: Nadia Mistri

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Il coraggio di essere felici - De Agostini

Ichiro Kishimi e Fumitake Koga

Il coraggio di essere felici
L'autentico cambiamento è nelle nostre mani

 Prezzo 16,90 € | 288 pp 

 In uscita il 2 marzo
 

Dopo il successo da oltre quattro milioni di copie di Il coraggio di non piacere
arriva in libreria Il coraggio di essere felici, conclusione di quest'opera in due parti che esplora l’essenza del pensiero di Alfred Adler e la sua psicologia del coraggio.

Ichiro Kishimi e Fumitake Koga riprendono il loro dialogo sul
segreto dell’autentica felicità: nessuno può essere felice restando dov’è, 
la felicità si raggiunge alla fine di un percorso. 
Serve solo il coraggio di intraprenderlo.

 A distanza di tre anni dal loro primo incontro, il giovane allievo e il saggio maestro si ritrovano: il giovane non ha esaurito tutte le sue domande sul senso dell’esistenza e la ricerca dell’autentica felicità. Anzi, è ancora più frustrato e insoddisfatto: il suo mestiere di insegnante – e i problemi sempre più complessi che lo tormentano – lo hanno messo a dura prova nell'applicazione quotidiana dei principi appresi dal maestro. Il saggio filosofo ascolta pazientemente lo sfogo, ma poi prende a parlare. Nel corso di un intenso dialogo, lungo un’intera notte, il maestro spiegherà al giovane che il metodo delle lodi e punizioni non serve, perché quello che occorre sviluppare nei ragazzi è la cooperazione, e non la competizione. Quello che occorre insegnare veramente è il rispetto, l’empatia, l’amore disinteressato per l’altro. Solo sentirsi parte integrante di una comunità e dare il proprio contributo all’esistenza degli altri è la via per essere felici. Una via che si percorre imparando ad accettare l’altro per come è e ad amare incondizionatamente, senza aspettarsi nulla in cambio: perché amare davvero è la scelta più ardua e coraggiosa di tutte.

Ichiro Kishimi (classe 1956) è nato e vive a Kyoto. Laureato in filosofia, con una specializzazione in filosofia classica occidentale, è anche psicologo e counselor. 

Fumitake Koga (classe 1973) è un apprezzato autore di manuali di business e saggi. Dopo aver incontrato Ichiro Kishimi, si è avvicinato alla sua scuola di pensiero ed è tornato molte volte a Kyoto per incontrarlo. 

 

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La forma nuda di Francesco

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Aritz Díez Orono

 

La forma nuda di Francesco

 

Le forme essenziali delle architetture di Francesco di sono il risultato di un approccio trasversale, articolato e coerente che percorre tutta la sua opera. Una visione peculiare che avvia un nuovo percorso progettuale, costituisce la radice della sua architettura civile e militare, diviene strumentale allo studio delle relazioni tra forma del luogo e forma dell’edificio, al governo della coerenza spaziale e dell’efficacia espressiva del manufatto e alla costruzione di un originale dialogo con l’antico. Una forma nuda che rappresenta la principale lezione dell’architettura di Francesco e il cuore teoretico di questo saggio.

 

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The Shop is Open!

Tamara Ferioli

The Shop is Open!

 

 

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Sono lieta di annunciare che il mio negozio online è aperto!
Potrai trovare “The wide sea comes each morning” fotografie originali -in edizione limitata- delle sculture che ho realizzato con ossa di pesce selvatico pescato nell’Oceano Nord Atlantico: merluzzo (Gadus morhua), eglefino (Melanogrammus aeglefinus) e pesce lupo atlantico (Anarhichas lopus) di recente esposte a Palazzo dei Priori di Volterra.

Le fotografie sono stampate su carta Fine Art 305 gsm Photo Rag utilizzando inchiostri garantiti che non sbiadiscono nel tempo.
305gsm Photo Rag è una carta per Belle Arti di alta qualità, opaca, 100% cotone progettata per soddisfare i requisiti di longevità dei musei e garantire la coerenza delle sfumature per intere generazioni.

Ogni stampa include:
-Certificato di Qualità rilasciato dal Museum of Art Trade Guild FATG (certificato di stampa di qualità museale)
-Certificato di Autenticità
-Firma dell'artista, con numerazione, sul retro.

Spedizione gratuita in tutta Italia.

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I'm delighted to announce my web shop is open!

In my shop you can find "The wide sea comes each morning" a original photographs of my sculptures made with bones from wild fish caught in the North Atlantic: cod (Gadus morhua), haddock (Melanogrammus aeglefinus) and Atlantic wolffish (Anarhichas lopus) recently exhibited at Palazzo dei Priori, Volterra (Tuscany).

Limited prints are printed on high quality 305 gsm Photo Rag fine art paper using inks that are guaranteed not to fade overtime.
305gsm Photo Rag is premium, matte, 100% cotton fine art paper. It is designed to meet museum longevity requirements to ensure consistency of shades for generations and ship almost anywhere.

Each print includes:
-Museum of Art Trade Guild Certificate of Quality FATG (museum quality print certificate)
-Certificate of Authenticity
-Signature of the artist and numbering on the back

Please accept my invitation to browse, share, and... love!

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DANTE - un volo nella DIVINA COMMEDIA

 

Uno spettacolo che miscela recitazione, narrazione, canto e musica dal vivo. Racconteremo e leggeremo alcuni canti tratti dall’ Inferno, Purgatorio e Paradiso della Divina Commedia di Dante Alighieri, la più bella opera che sia mai stata scritta, addirittura superiore in lunghezza sia all' Eneide di Virgilio che all' Odissea di Omero. Accompagneremo lo spettatore nelle pieghe dell’ opera, di un testo troppe volte maledetto a scuola per l' eccessivo peso nello zaino. Innamorarsi di quelle pagine, o almeno riprovarci ancora, è un' urgenza alla quale diamo massima priorità in questa nuova e sentita interpretazione. Versi magici, forti di arcana bellezza per emozionarci e sorprenderci ancora attraverso i Canti da una delle più grandi opere della letteratura universale.

La cultura è un flusso, non un punto d’arrivo. Dante ha saputo concentrare, come un distillatore raffinato, l’essenza di quello che la sua epoca, conscia od incoscientemente produceva e che pulsava nelle corte del sud della Francia concentrandosi in modo particolare nelle corti di Federico II in Sicilia.

La cultura è un flusso capace di permeare uomini coraggiosi, che cercano e guardano oltre il comune vivere, capaci di accogliere il diverso o il nuovo e trasformandosi, trasformarlo, come Dante Alighieri, che ha saputo dimostrare determinazione e coraggio in battaglia, nella lotta tra Guelfi e Ghibellini, combattendo in prima linea con il ruolo di Feditore.

La cultura è un flusso che viaggia nel tempo e nello spazio attraversando popoli e generazioni ma che varca il confine materiale di questa dimensione per addentrarsi in quello divino, uno spazio interiore che non ha confini e che rende gli uomini tutti uguali, aldilà della provenienza e dell’epoca che gli è toccato vivere. Uno spazio sacro, dove l’amor cortese si confonde con l’amor divino. Dove il piano sentimentale per l’amore verso Beatrice si confonde con l’amore verso la Beatitudine che si può solo provare raggiungendo la sapienza che ci avvicina al Creatore e che Egli stesso emana perché gli uomini costruiscano virtù e seguano la retta via.

La cultura crea ponti e trasforma la diversità in ricchezza attraversando religioni, lingue e usanze e trasportando con se sguardi lontani. Questo succedeva nel Medioevo e a differenza di quanto potremo pensare, senza i mezzi di comunicazione che contraddistinguono la nostra epoca, in quel periodo i popoli vivevano in un flusso di costante contaminazione culturale. Conoscenze dell’antica Persia attraverso il mondo arabo, il Medio Oriente attraverso la cultura giudaico-cristiana, la Grecia attraverso il decaduto Impero Romano…

Oggi non sarà Virgilio ad aiutarci ad attraversare l’Inferno, il Purgatorio ed il Paradiso, ma sarà Dante ad aiutarci ad attraversare il cammino dell’interiorità e a traghettarci sarà la sua Poesia, linguaggio illuminante che viene ad incendiare il mondo.

 

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Neïl Beloufa. Digital Mourning | 17 febbraio – 18 luglio 2021 | Dal mercoledì al venerdì, 10.30-20.30

Neïl Beloufa

Digital Mourning

 

A cura di Roberta Tenconi

17 febbraio – 18 luglio 2021
mercoledì – venerdì, 10.30 – 20.30
INGRESSO GRATUITO

Pirelli HangarBicocca annuncia l’apertura della mostra “Digital Mourning” di Neïl Beloufa da mercoledì 17 febbraio 2021. Alla luce della complessa situazione sanitaria e in ottemperanza alle norme vigenti, la consueta inaugurazione non potrà essere realizzata. Saremo felici di accogliere il pubblico dal 17 febbraio nei giorni di apertura della mostra: mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10.30 alle 20.30. L’ingresso sarà, come sempre, gratuito.

 

Invitiamo a leggere le linee guida prima della visita e a seguire queste importanti indicazioni per la sicurezza di tutti. Gli ingressi sono contingentati nella quantità e nella frequenza e separati per entrata e uscita per evitare assembramenti, ma non è necessaria la prenotazione.

“Digital Mourning” è la prima grande personale dedicata a Neïl Beloufa (Parigi, 1985) in un’istituzione italiana e nasce da una riflessione sul panorama attuale e sul concetto di vita nel mondo digitale. Fin dal titolo, la mostra allude a uno dei paradossi più evidenti della società contemporanea, l’idea di esistenza in un mondo tecnologico e la sua scomparsa. L’associazione dei due termini “digital” [digitale] e “mourning” [lutto] si risolve nell’incontro tra assenza di vita e contesto artificiale, una dimensione dove la vita stessa viene simulata attraverso modelli appositamente costruiti per comprenderne l’essenza.

Neïl Beloufa è tra gli artisti più brillanti della generazione degli anni ottanta. La sua ricerca si focalizza sulla società contemporanea e sul modo in cui viene rappresentata e mediata dall’interazione digitale, spesso con l’obiettivo di metterne a nudo i meccanismi di controllo. Attraverso video, lungometraggi, sculture e installazioni tecnologicamente complesse, l’artista gioca con l’esperienza sensoriale dello spettatore invitandolo a confrontarsi con le proprie convinzioni e stereotipi su tematiche del presente che spaziano dalle relazioni di potere alla sorveglianza digitale, dal data collection alle ideologie nazionalistiche, dall’identità alla lettura post-coloniale del mondo.

Il lavoro di Neïl Beloufa, fortemente influenzato dalla dimensione del web, dei videogames, della reality tv e della propaganda politica, utilizza il vocabolario dell’era dell’informazione per svelare il sistema di valori di una società pervasa dalla tecnologia digitale dove tutto, dalle scelte alimentari alle relazioni umane, è definito in base a un algoritmo. In questo processo l’artista si definisce un editor, un montatore che assembla informazioni attingendo a ciò che già esiste per poi scomporlo e ri-presentarlo senza alcun giudizio di natura morale.

Presentando un’ampia selezione di lavori, la mostra si configura come una nuova complessa installazione multimediale che emula lo scenario di un “parco dei divertimenti” in cui le opere prendono vita in risposta a una serie di figure narranti. Nel guidare lo spettatore questi “Host”, contraddistinti da simboli e colori differenti, si contendono la sua attenzione proponendo un’esperienza diversa della mostra. Scopri di più

Pirelli HangarBicocca
Via Chiese 2
20126 Milano

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