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IL MONDO NUOVO.

IL MONDO NUOVO.

 Qualche giorno fa, celebrando il cinquantesimo anniversario dell’uscita di The Rise And Fall of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars, mi sono domandato come è stata possibile una così devastante e becera regressione dell’umanità. Il nuovo mondo moderno tecnofilo e dominato dal neoliberismo finanziario ci ha portato ad una involuzione senza precedenti. Si sono abrogati diritti che davamo per assodato, si è tornati ad una nuova versione “calda” della Guerra Fredda. Abbiamo riesumato temi come quello dello “spazio vitale” che tanti lutti e sofferenze ci avevano portato nella prima metà del secolo scorso, abbiamo abolito il dissenso a favore di un confortevole pensiero unico acritico e siamo ormai sull’orlo dell’estinzione. Il mondo non sentirà la nostra mancanza, lo so. Strano che proprio cinquant’anni fa, nel pieno della competizione tra le due superpotenze e dentro al dibattito che voleva i benpensanti per il mantenimento delle classi sociali e i loro antagonisti che ci volevano tutti uguali, qualcuno ha detto che abbiamo il diritto ad essere tutti diversi. Tutti unici. David Bowie dovrebbe essere beatificato perché ha compiuto molto più di tre miracoli. Ziggy Stardust cambia il paradigma e apre gli occhi ad una società avvitata in schemi di contrapposizione ideologica che non hanno e non avevano molto senso. Essere umani tutti ugualmente diversi è la soluzione. E’ sempre lui, con Heroes, a dare la prima picconata al Muro ed è lui che cambia per sempre la musica con la trilogia berlinese contaminando armonie e generi. Ora la domanda è: com’è possibile che cinquanta anni dopo, noi non si abbia capito nulla? Com’è possibile che non si capisca che la lotta in atto non è tra il mondo cosiddetto libero e la dittatura ma tra il capitalismo finanziario e l’autarchia? Perché la democrazia non c’entra nulla, in gioco c’è l’equilibrio geopolitico di chi governa la finanza contro chi possiede le materie prime. Quale democrazia, poi? Quella che criminalizzava i no vax per poi dover ammettere che non c’entravano nulla? Quella che ammette che i morti per la pandemia si contano in modo sbagliato (lo ha detto il nostro sottosegretario alla Salute, non io o un terrapiattista) salvo poi continuare a contarli nello stesso modo? Il diritto all’aborto fa tornare l’America agli anni Cinquanta con buona pace del fatto che fosse impossibile, in Occidente, che diritti fondamentali e libertà potessero essere solo messi in discussione! La privacy non esiste più. La tecnologia permette di rendere controllabile, controllata e condizionata la comunità umana. Lavoriamo per la finanza: per banche e fondi. La transizione ecologica è riaprire le centrali a carbone? Va bene che tanto se domani dovessimo eliminare completamente le emissioni di CO2 (cosa impossibile), per almeno altri tre decenni la temperature del pianeta continuerebbe a salire. Per una diminuzione significativa ci vogliono cinquanta anni e forse un altro disco come quello più sopra citato. Cosa si può pensare quando oggi, in ventimila, vanno a vedere una “cosa” in Piazza Duomo a Milano che è la sagra dell’autotune? Se qualche speranza me la danno i settantamila che (pagando! La “cosa” in piazza Duomo era gratuita ancorché fatta per scopo benefico e meritorio) sono stati a vedere i Maneskin a Roma, i diecimila che sono stati a vedere i Greta van Fleet e le tantissime decine di migliaia di persone che vanno a vedere concerti non “cose” devo ammettere che, oggi, la musica è dappertutto eppure è assente.

Magari qualcuno potrebbe portare quei ventimila ragazzi ad un concerto vero. Forse qualcuno potrà  assumersi la responsabilità di mettere sulla piastra The Rise And Fall Of Ziggy Stardust And The Spiders From Mars e farlo ascoltare a quei ragazzi. Magari anche spiegare quei valori su cui si dovrebbe fondare il nostro modo di pensare e di organizzare la società. E, forse, sentendo questo piccolo enorme album capirebbero che se si pronuncia la parola “musica” di cosa si tratta.

di Paolo Pelizza

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