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MUSICA E LAVORO PROFESSIONALE? Cosaaaa!!! VUOI PARTECIPARE, ADERIRE?

MUSICA E LAVORO PROFESSIONALE?  Cosaaaa!!!

Quante domande ci siamo posti prima di iniziare a capire cos’è una collaborazione professionale artistica e realizzare storie importanti, economicamente senza tagliarsi le vene.

Spendere il giusto, trovare professionisti e lavorare tra amici veri. Crew? Factory? Social? PlayList? Booking? Producer? Beat? Live? Arrangiatore? Ufficio Stampa?

Siete a conoscenza del vero significato di ciò che è stato elencato qua sopra? per poter diffondere le proprie idee e i propri contenuti, per farlo, bisogna conoscere in ogni dettaglio il loro funzionamento.

Se ritieni sia il momento di fare un balzo in avanti, di far conoscere la tua musica attraverso i nostri canali. Se hai bisogno di un etichetta che ti segua passo dopo passo, dalla stesura di un brano alla vendtà dei tuoi disch idurante gli eventi che insieme organizzeremo. Se hai bisogno di una direzione artistica per i tuoi progetti, di una figura che ti guidi in prima persona nel tuo progetto artistico, di uno studio di registrazione, di gente che ti segue e ti indirizza sui social, se hai bisogno di fare un video o di qualsiasi altra cosa necessiti, ti aspettiamo per una semplice chiacchierata che potrebbe diventare una grande avventura per noi e per te in questo grande mondo infinito e pieno di insidie. Noi siamo qui proprio per questo, aiutarti a prendere decisioni e darti consigli su come meglio sviluppare il tuo progetto.

Parliamo di musica, di attività artistica di lavoro di ambiti professionali. Hanno ancora senso le parole:  ONESTA, TRASPARENZA, SERIETÀ?

Conoscete il comparto musicale?  un mondo variegato: artisti autori compositori, musicisti. tecnici fonici, discografici, produttori, arrangiatori, promotori, organizzatori, concerti, uffici stampa, festival, rassegna, radio, televisioni, videomaker, giornali vecchi e nuovi media, social, piattaforme, canali e autostrade digitali. Non un mondo… ma un Universo spettacolare.

Volete intraprendere l’attività musicale in modo serio e professionale? Vivere storie belle e grandi passioni senza cadere nel vuoto e/o nell’anonimato? Siete soli o avete accanto chi vi aiuta?

Alioscia Arioli (Produzioni Music Aly) e Francesco Caprini (Divinazione Milano) danno vita al   Progetto Intrattenimento Creativo, ARTE Musica e Comunicazione

Professionisti che FANNO RETE, creando canali di comunicazione ad hoc, studiano strategie soluzioni programmi, arrangiamenti, registrazioni, spettacoli live, video, comunicazione stampa e social.

Insieme a voi per garantire maggiore assistenza artistica, condivisione, partecipazione, efficacia, professionalità e risultati tangibili. Un NETWORK DI IDEE FANTASIA E CREATIVITÀ al servizio del vostro talento e delle passioni per una professione credibile, disponibile e affidabile.

VUOI PARTECIPARE, ADERIRE?

PER INFORMAZIONI e CONSULENZE

 - Produzioni  MusicAly  di Alioscia Arioli

Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Tel: 346-5237672 

 

- Francesco Caprini

Divinazione Milano S.r.l. 

Ufficio Stampa, Radio, Tv, Web & Social Network 

Tel. - 393 2124576

 

  1. divinazionemilano.it
  2. rocktargatoitalia.it
  3. terzomillenniorecords.com
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CREPUSCOLI D’AGOSTO.

CREPUSCOLI D’AGOSTO.

“Il diavolo è un ottimista

se crede di poter peggiorare

gli uomini.”

Karl Kraus

Sul balconcino davanti allo spettacolo dei cieli, del lago sottostante e del verde dei boschi che culminano in nude rocce rosso-brune, assisto a tramonti bellissimi dai colori sfumati che vanno dal rosa al rosso e che dipingono la realtà di sogni e suggestioni. Ormai, è ufficiale: il Trentino è sempre più il mio Tibet, il luogo dove ricarichi le batterie in mezzo alla bellezza, una bellezza reale, anche cruda. Forse anche difficile da capire per chi fa il turista. E’ una realtà in cui ci si deve immergere, una realtà dalla quale farsi adottare.

Mentre guardo la luce lasciare il posto alle ombre della notte incombente non posso non pensare che tra quattro ore e mezza, una giovane donna in un posto molto lontano ma che, ora più che mai, ci pare vicinissimo, si siederà anche lei a guardare il crepuscolo. Intorno a lei ci sarà suo marito che le terrà la mano e gli altri suoi familiari. Lei ha ventisette anni, è donna ed è la sindaca di una cittadina dell’Afghanistan. Tutti i giorni, aspetta che la vengano a prendere e la uccidano. Perché il tema non è “se” ma solo “quando”.

E’ il crepuscolo della ragione quello di chi ha abiurato a lottare per la civiltà contro la barbarie, di chi pensa che con i tagliagole si possa ragionare, di chi ha chiesto a questi criminali “farete i bravi?” e i talebani hanno risposto “certo, signor Presidente! Parola di lupetto”. Probabilmente, si sono sbellicati dalle risate. Eppure per difendere quel diritto e quei diritti, per esportare quei principi, si è mobilitata tutta la comunità internazionale, la NATO, le Nazioni Uniti. Viene da chiedersi, cosa sia cambiato dopo vent’anni. Come si fa a spiegare a chi ha faticosamente ottenuto il riconoscimento di appartenere alla comunità degli esseri umani, che deve tornare ad avere il valore di una capra e accettarlo di buon grado, pena tortura e morte.

E’, anche, il crepuscolo cerebrale di quelli che sostengono che non sia più un problema nostro, che abbiamo combattuto contro il terrorismo e, adesso, che siamo più al sicuro non ci riguarda. Peccato, che il ricercato numero uno per terrorismo, tale Khalil Haqqani è stato acclamato dalla folla (degli studentelli coranici) mentre passeggiava per Kabul.

Bisogna, anche, discernere … lì non abbiamo più interessi. Strano che su quel paese di gente dura e di grandi montagne, ci si siano fiondati Cina e Russia senza perdere un attimo. Sembra che sia ricco da un punto di vista minerario (oltre all’oppio che è da sempre l’oro dei taleban) e, da un punto di vista geo-politico, averci un piede dentro sia strategico. Poco importa, se per ottenere qualche risultato di realpolitik si stringono le mani di conclamati assassini. Poco importa, se i talebani non sono (per la maggior parte) afgani … Quindi, il nuovo Presidente americano, quello di questa grande fuga, ha detto una cosa sbagliata: non è una guerra civile della quale ci si possa disinteressare ma una guerra di aggressione alla quale non si doveva arrivare. Magari, potevamo anche evitare  di riempire di soldi governi corrotti che hanno lasciato il popolo senza protezione, per poi scappare all’estero a godersi il malloppo. Non so se essere più indignato per la stupidità dimostrata o per la codardia acclarata.

Faccio, anche, rilevare che la prima cosa che hanno fatto gli studenti coranici entrando a Kandahar, è stato di prendere possesso della più importante emittente radiofonica della regione, per costringerli a smettere di trasmettere musica. Sembra che faccia venire una insana voglia di libertà che proprio non va bene.

E’ il crepuscolo del coraggio, il tramonto della giustizia. Se la situazione non fosse così terribile, farebbe molto ridere vedere le potenze internazionali, le più imponenti macchine belliche del pianeta scappare come cuccioli durante un temporale. Ma questo è quanto e, finito questo agosto, non ci si penserà più … abbiamo altri problemi. Tipo la pandemia che sta ripartendo, nonostante i vaccini.

E, sempre, durante uno di questi tramonti estivi, la Storia ha, purtroppo, smentito Ronnie Wood. Un paio di anni fa, commentando la pronta guarigione di Mick Jagger da un problema cardiaco aveva battezzato sé stesso e gli altri Stones, immortali. Invece, Charlie Watts ci ha lasciato. Aveva ottant’anni. Era il più “regolare” della banda, impermeabile alle lusinghe delle groupies, delle conigliette di Playboy, degli eccessi. Mick Jagger era solito dirgli che essere nei Rolling Stones e non vivere da rollingstoner era un peccato. Charlie era così. Innamorato di sua moglie e del jazz. Insomma, era un batterista in prestito alla più formidabile, longeva ed iconica band rock della storia. Efficiente, solido ed efficace faceva il suo da motore musicale del gruppo.

Oggi, che mancano pochi giorni alla fine del mese, sono costretto a darvi conto di un altro lutto. Dopo lunga malattia, si è spento Alberto Gaviglio, flautista, chitarrista, paroliere e fondatore de la Locanda delle Fate, gruppo prog piemontese. Ai suoi familiari, amici e colleghi di band, le nostre condoglianze. Alberto è stato  un grande e significativo musicista, dentro alla migliore parte della storia della nostra musica.

di Paolo Pelizza

© 2021 Rock Targato Italia 

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Gli ascolti di luglio 2021- La Municipàl, Il Cairo, Cmqmartina.Ministri Balalot

Gli ascolti di luglio 2021.
articolo di Roberto Bonfanti

I tormentoni estivi sembrano diventare di anno in anno sempre più brutti. E non parlo di gusti musicali ma di puro e semplice senso estetico. Se è vero che, come sosteneva Dostoevskij, “la bellezza salverà il mondo”, sembrerebbe che tutto torni. Nel frattempo in queste ultime settimane sono usciti una valanga di dischi, forse anche per via dell’illusione della finta libertà che ha portato probabilmente a sbloccare anche progetti magari fermi da mesi. Dunque continuiamo a concentrarci su qualcosa che merita attenzione.

Con il nuovissimo album intitolato “Per resistere al tuo fianco” La Municipàl conferma il proprio talento e il proprio stile figlio del miglior pop d’autore, dimostrandosi ancora una volta capace di scrivere canzoni immediate ma al tempo stesso eleganti, accarezzate da una personale vena di malinconia e soprattutto basate su un approccio narrativo quasi letterario che trasforma ogni brano in un affascinante racconto. Una band ormai nel pieno della maturità che appare come una delle realtà pop più interessanti all’interno dell’attuale panorama italiano.

S’intitola “Scirocco”, l’EP d’esordio de Il Cairo: un titolo che sembra fotografare il desiderio dell’artista di portare una ventata di calore mediterraneo all’interno del mondo indie contemporaneo e di raccontare anche la sua città d’origine, Milano, nelle sue venature più autenticamente multiculturali e meno patinate. Cinque canzoni che miscelano pop, indie e desiderio di staccarsi dai cliché dei generi citati per creare uno stile personale sporcandosi con ritmi, sonorità e storie dai toni decisamente più caldi.

C’è una sincerità intrigante nelle canzoni di Cmqmartina e nel suo modo di raccontare le sue fragilità, anche se a rendere tutto realmente incisivo e personale, nel nuovo album intitolato “Disco 2” così come nel lavoro precedente, è la scelta di lasciar correre questi pensieri su beat elettronici da discoteca anziché nascondersi dietro la classica chitarra acustica. Un contrasto fra voglia di ballare e desiderio di mettersi a nudo che si traduce in una sorta di particolare diario danzante di una ventenne inquieta.

Se c’è una cosa che non è mai mancata ai Ministri è la coerenza unita alla determinazione a portare avanti il loro rock ignorando le mode e le tendenze. “Cronaca nera e musica leggera”, il nuovissimo EP della band milanese, si presenta come un insieme di quattro canzoni dirette, pungenti e accattivanti che sembrano riportare il trio alla brillantezza e all’urgenza comunicativa degli esordi. Un gradito ritorno con una verve ritrovata, un’ottima energia e uno sguardo più che mai caustico sulla società.

Il nome di Babalot dirà probabilmente poco a chi non ha seguito con un minimo di attenzione la scena indipendente di inizio millennio. Per tutti gli altri invece l’artista romano è un vero e proprio culto. Un cantautore stralunato e brillante che, con il suo approccio lo-fi casalingo e i suoi testi surreali, ha aperto una strada che molti hanno poi cavalcato con risultati decisamente meno incisivi. L’etichetta Trovarobato ha deciso di mettere insieme una ventina di artisti per realizzare “Doppelgager Vol.2”: un album composto interamente da cover di brani di Babalot con l’aggiunta di un inedito dello stesso cantautore. Un modo simpatico per riaccendere la luce su un artista che avrebbe meritato maggiore fortuna.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

blog di www.rocktargatoitalia,it

 

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LA STAGIONE PIU’ CRUDELE.

LA STAGIONE PIU’ CRUDELE.

-  E la chiamano estate … Io, onestamente, sto molto meglio col freddo, la nebbia (oramai scomparsa da decenni a Milano), quella pioggerellina sottile e gelida e, se capita, la neve.

Perché, vedete l’estate è decisamente la stagione più crudele e, se ci pensate, è densa di tormenti e tormentatori. E’, per esempio, il momento di vampiri volanti che, in linea con la modernità, ti dissanguano ad ogni ora del giorno e della notte. Instancabili e sempre in baracca!  

Inoltre, ci sono “tormentatori” che colonizzano le radio con brani sedicenti musicali che prendono il nome (azzeccatissimo per noi) di “tormentoni”.

Quest’anno abbiamo, come ogni anno, quella che dopo nove mesi di letargo rinviene ed esce puntuale come la morte, con il bravo compitino tra la dance e la trap in salsa di facezie. Poi, ci sono quelli nuovi. C’è la celebrità che arruola altri due calpestatori di palchi sanremesi ed esce con una prevedibilissima hit con immancabile sponsorizzazione … si sa: business is business. Poi c’è anche l’inossidabile che, per non farsi mancare nulla, dopo aver cantato della guerra del Vietnam (lustri fa) non si nega al richiamo del tormento. A quel punto, qualcuno potrebbe dirmi, basta non ascoltare la radio… Non è così semplice. Perché questi brani con parabola di vita calcolabile in termini entomologici, in realtà, persistono come una brutta tosse. Quando prenderete un metrò, nel prossimo autunno, verranno riproposti da zigani armati di violino e base registrata. Peccato che questi ragazzi stiano alla musica come io sto alla fisica quantistica e, sicuramente, non contribuiscono ad alzare la qualità generale delle canzoni. Tra l’altro, tendono anche a riproporle e riproporle e riproporle per anni. Ottimizzano, per così dire. Un incubo infinito.

Ci credo che il grande direttore d’orchestra dichiari candidamente di volersene andare presto. Quasi quasi anche io.

Poi, però, si accende una luce in fondo al tunnel. Ogni tanto anche la multinazionale di turno fa qualcosa di meritevole… Non so se a dimostrazione che le strade dell’inferno siano lastricate di buone intenzioni oppure per dimostrare che ci sia ancora speranza.

Sia come sia, Universal Music esce con una collana sul prog rock italiano: Prog Rock Italia. Ovviamente, il genere ha ancora un nutritissimo numero di aficionados e cultori, quindi non credo nell’intento filantropico.

I dischi sono disponibili anche in vinile a 18 gr. (scelta da me personalmente consigliata, rispetto ad altri formati). La collana raccoglie noti del genere ma, anche, molte chicche. Il tutto rimasterizzato in modo molto più che decoroso. Si va da Le Orme a Sensations’Fix, da Latte e Miele a Saint Just, da l’Uovo di Colombo a Grosso Autunno in un viaggio alle origini del genere che contaminava il rock con la classica, il folk e il jazz e che, anche e soprattutto, in Italia ha trovato tra i suoi più importanti interpreti a livello internazionale (pensate solo a PFM, Banco, Area, etc.). Il tuffo nella musica che è Musica è rinfrescante e fa prudere di meno le punture delle zanzare, anche quelle che hanno fatto infezione.

Ma, alla fine, ci si gratta lo stesso indifesi da questi mostri volanti. Si suda lo stesso immersi nell’afa e poggiati sull’asfalto rovente tra un black out e l’altro causati dall’utilizzo massivo di condizionatori d’aria.

A volte, però, ci fanno un po’ d’aria i ritorni (permanenti e continui) dei “soloni” di casa nostra che dopo aver decretato la fine di un genere a favore di altri più pret a porter stanno cercando di difendere posizioni indifendibili, spiazzati dal successo planetario di una band più nostra che non si può. Un gruppo che ha spodestato gli ABBA nella permanenza da “forestieri” nella chart inglese con due brani nella top ten e che ha sbancato Spotify (attualmente) all’undicesimo posto nel mondo.

Devo dire che questi tentativi di mirror-climbing con mani intrise di olio ad alta viscosità, mi rinfrescano tanto. Non capisco perché non si limitino a dichiarare che hanno detto una sequela di cazzate per seguire la moda, per dare credito alla teoria che ci si emancipi solo potendosi permettere collanoni d’oro da 12 chilogrammi ed auto di lusso, perché hanno creduto che giovani e giovanissimi fossero così gretti e superficiali (come loro) da non capire che, nel mondo contemporaneo, loro si stanno adattando ma che c’è altro e di meglio sotto il cielo, sia per l’anima che per le orecchie, basta aspettare o cercare.

Cari soloni, ancora una volta, avete sottovalutato i ragazzi. Tranquilli, qualche volta, l’ho fatto anche io ma mi sono scusato. Perché vedete, loro hanno poco interesse per la vostra catechesi interessata, per la tecnofilia esogena, per il pensiero unico, per selfie e like. Aspettano solo per fare quel piccolo passo avanti, cambiare il mondo e governarlo. Per certo, d’autunno o inverno … adesso fa troppo caldo.

di Paolo Pelizza

© 2021 Rock targato Italia

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