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Radio Sanluchino ci racconta di Roberto Roversi

Il 21 Marzo è una data davvero speciale, oltre ad iniziare la Primavera, è la Giornata Mondiale della Poesia. Il 21 marzo inoltre è anche il compleanno della celebre poetessa Alda Merini.

Per questa occasione, Radio Sanluchino ha voluto dedicare la puntata #22 di LEGGENDE, il programma dedicato ai Grandi ed alle Grandi che hanno fatto grande Bologna, ad un grande poeta come ROBERTO ROVERSI. 

Ieri sera, martedì 30 marzo, è andata in onda la puntata. Ma non preoccuparti, potrai recuperarla scaricando e ascoltando il podcast di questo imperdibile appuntamento su https://www.radiosanluchino.it/leggende/

Blog: Rocktargatoitalia.eu

Eleonora Corso

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“IL SOGNO CANTA SU UNA CORDA SOLA” la performance di Andrea Bianconi in occasione dell’inaugurazione della nuova gestione della ‘Casa delle Arti - Spazio Alda Merini’ il 21 marzo 2021

Il 21 marzo si celebra la Giornata Mondiale della Poesia e per un'affascinante gioco del destino il 21 marzo è il giorno di un’altra ricorrenza importante: il compleanno della poetessa Alda Merini. In virtù della felice ‘coincidenza’ in questa data, primo giorno di primavera, si è scelto di dare avvio alla nuova gestione della Casa delle Arti - Spazio Alda Merini da parte dell'Associazione ‘Piccola Ape Furibonda’, ATS composta da Cetec, Ebano, Errante e Promise.

Nel pomeriggio di domenica 21 marzo, su invito del Cetec, l'artista Andrea Bianconi, in collaborazione con Casa Testori, realizzerà la performance con la collaborazione artistica di Donatella Massimilla E saranno proprio le 21 diverse voci di donne - artiste, attrici, ex detenute, cittadine – a dare vita insieme ad Andrea Bianconi a una performance libera e "on the road", studiata appositamente per potersi svolgere in piena sicurezza durante questo periodo di pandemia. 

Ne “IL SOGNO CANTA SU UNA CORDA SOLA” le 21 donne effettueranno un percorso che va dai Navigli a via Magolfa, in cui, debitamente distanziate, saranno collegate dalla corda di un lunghissimo telefono senza fili, ideato da Andrea Bianconi, attraverso il quale daranno vita ad un passaparola di versi che unisce persone con vissuti e storie differenti. «Donne per ridare voce e memoria non solo alla Poetessa, ma anche a tutte le persone amate, perdute e mai dimenticate, voci che aiutano a ritrovare se stesse. Nostalgie e desideri, versi poetici come semi di rinascita, ora più che mai, in cui avvertiamo la forte mancanza di teatro, arte, cultura e bellezza», dichiara Donatella Massimilla.

Giuseppe Frangi di Casa Testori sottolinea, accogliendo con entusiasmo la proposta del Cetec, che è proprio grazie alla performance di Andrea Bianconi, artista con il quale hanno lavorato per tante iniziative di arte pubblica, che si troveranno uniti due personaggi che hanno lasciato un profondo segno poetico sulla città in cui hanno vissuto, Alda Merini e Giovanni Testori. 

L’arte della «bambina Merini», come amava chiamarla Pier Paolo Pasolini, muoverà i primi passi sul ponte a lei dedicato con le artiste del Cetec: Elena Pilan, Dalia Nieves, Mariangela Ginetti; insieme ad altre attrici della compagnia di San Vittore e ad artiste vicine alla poetica del Cetec - da Claudia Casolaro ad Ivna La Mart, da Elisa Munforte a Kristal Mendoza - e a chi ha già interpretato pezzi di vita e poesie della Merini - da Rossella Rapisardo ad Alessia Punzo - fino a cittadine di diverse età e cultura.

A raccogliere la corda, davanti alla porta aperta della ‘Casa delle Arti - Spazio Alda Merini’ ci saranno Andrea Bianconi, Donatella Massimilla e Gilberta Crispino accompagnati dalla fisarmonica del musicista Gianpietro Marazza. Su una grande tela bianca disposta sul muro della Casa delle Arti Andrea Bianconi riscriverà a mano 90 titoli di poesie di Alda Merini - corrispondenti al numero di anni che la poetessa avrebbe compiuto proprio nel 2021 - trasformandoli in una nuova poesia e dando vita così a un'opera visiva contemporanea che sarà donata dall’artista alla ‘Piccola Ape Furibonda’ per la Casa Museo di Alda Merini.

L’inaugurazione, nel rispetto delle disposizioni anti COVID-19, potrà essere seguita in diretta streaming sulla pagina InstagramSpazioAldaMerini.

 

«Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta».

 Alda Merini

 

Blog: rocktargatoitalia.eu

Giulia Villani

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014 - Una etichetta discografica

014 - Una etichetta discografica

di Antonio Chimienti

Viene un giorno in cui ti domandi sé è più importante la tua musica, quella che fai o la musica a prescindere. Viene un giorno in cui tu cominci a contare meno, l’immagine di te sì fa ombreggiata sbalzata indietro rispetto alla realtà che hai davanti ai tuoi occhi. Le persone intorno a te cominciano a diventare amiche nella tua mente, smettono di essere avversarie, ti senti più quieto più sorridente. Quel giorno capisci che la musica esiste da sempre e per sempre e che tu la hai tenuta stretta nelle tue mani pensando di possederla ed invece Lei sì era fatta addomesticare per darti conforto ed essere una via perché tu imparassi a conoscerti. Nel cercare di perfezionarla hai imparato molte cose e scoperto tutti i tuoi difetti. La musica in questo ambito è stato lo strumento che hai scelto per fare inconsapevolmente della meditazione lungo tutto il percorso della tua vita. Tuttavia hai trascorso una vita nella musica. Da quando eri piccolino hai creduto che la musica fosse una lepre da afferrare un successo in cui incorniciare il tuo nome e magari ti è anche capitato, ma Lei , la musica aveva un altro piano nella tua esistenza: insegnarti la disciplina, l’umiltà e l’accettazione dei tuoi limiti.

Bene questa è la sublimità della musica!

Poi c’è la prostituzione della musica, tutto quello che viene ottenuto attraverso l’illusione delle emozioni che la musica a prescindere concede. E la cosa va di pari passo con la mediocre sensibilità di chi la consuma…. la musica. Sì arriva a pagare di tasca propria la realizzazione della propria gloria, sì produce e sì autocomprano i propri dischi o le proprie visualizzazioni o like o qualsiasi altra simulazione di successo. Ma in questa opzione la musica non c’entra nulla. Solo la parola del vocabolario è la stessa, ma non il suo principio.

E allora cosa può accadere in un epoca in cui a giudicare un’opera d’arte sono commercianti di copie d’autore e a fare da direttori artistici o presidenti della SIAE ritroviamo personaggi politici?

Accade che coloro che avevano la testa china su una carta da musica o sulla tastiera di un pianoforte o la mente surfeggiante su una arborea nube di magia sì ritrovano scollegati di colpo dalla loro dimensione provocati dall’urlo di aiuto invocato dalla musica e decidono di mettere ordine nel caos. Coloro che sé la sentono fondano una etichetta discografica.

Una etichetta discografica nata in questa modalità porta in grembo tutte le più alte potenzialità che una creazione possiede. Oggi come nel dopo guerra una etichetta discografica nasce su delle ceneri. Non ha velleità. E spoglia e sì erige sulla singolarità dei suoi fondatori. E’ il riflesso diretto di coloro che la animano e coloro che ne fanno parte non possono che esserne una parte midollare e preistoricamente destinata alla stessa organizzazione. Cioè intendo dire predestinati alla stessa. Non mi riferisco a coloro che sì aggiungeranno, ma a coloro presenti nelle prime ore della sua nascita.

Per ogni domicilio di spiritualità la morte non è la fine di nulla. Anche nella scienza sì afferma che nulla  sì crea e nulla sì distrugge. Ma il passo è diverso a seconda delle stagioni ed esso cambia in tutto, dai colori alle emozioni, dalle sensazioni ai pensieri. Per ogni stagione la vita prevede delle regole, per la primavera ...la rinascita.

Oggi stiamo cominciando una nuova primavera. 

I tempi sono quelli delle generazioni , non sono quelli delle stagioni annuali e pertanto sé volete seguirmi in questo ragionamento dovete usare un metro diverso. Immaginatevi di avere davanti un dinosauro e provare a spiegargli che un giorno  ci sarà il cellualre e avrete capito a cosa mi sto riferendo.

Sono fiero di aver fondato la mia etichetta discografica, oggi, ma non credo  mi appartenga più di tanto. Ho provato a realizzarla tante volte nella mia vita per capire che sé questa volta ci sono riuscito non è per merito tutto mio, sarebbe come dire che non ero riuscito a centrare con la pallina la bolla con il pesce rosso dentro le cento volte prima semplicemente perché non avevo voluto…..

No la ho centrata ora perché ora era giunto il momento, perché lei lo ha voluto.

Vi sto spronando ad intercedere verso voi stessi per ottenere oggi quello che avevate spesso immaginato. Non siate paurosi. Siete stati in fila per molto tempo ed aspettare un segnale forse fino a credere di essere sulla banchina sbagliata, forse quella di un binario morto, ma non è così.

Non era il momento del cambiamento strutturale, ma quello del risveglio. Già una volta vi ho parlato delle malattie e della loro ingerenza su questo mondo….non lo avrete letto o lo avrete letto con distacco, ma quella che sia la motivazione da voi colta….approfittate di questo momento ed intendetelo come un momento di rinascita non diverso da quello vissuto dai nostri antenati a ridosso di qualche guerra.

Non vi sentite abbastanza coraggiosi per aprire una vostra etichetta? Non importa cercatevene una qualsiasi, saliteci a bordo e fate questo viaggio. Ora è tempo di salpare.

Un consiglio: non curatevi troppo di fare dei confronti con quello che già esiste….è vecchio e nato in un’altra epoca, su altre basi ed altre regole. Oggi voi siete quelli di oggi… usate le vostre regole e lasciate che esse divengano vecchie per poi morire… altrimenti come potranno quelli che ci seguiranno a fare anche loro lo stesso gioco?

Un abbraccio a tutti ed uno speciale a Francesco Caprini.

Antonio Chimienti 

per www.rocktargatoitalia.it

 

 

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Playlist “I COLORI DELLA PRIMAVERA 2020“

Playlist “I COLORI DELLA PRIMAVERA 2020“

La musica indipendente, by Rock Targato Italia

SPOTIFY: https://spoti.fi/2wvAb5f

Realizzata da: Divinazione Milano e Roberto Bonfanti (scrittore/artista)

Primavera non bussa, lei entra sicura”, cantava De André.

Quest’anno forse dell’arrivo della primavera ce ne stiamo accorgendo meno che mai però, proprio per questo motivo, mentre il mondo impazzisce sempre di più, ci sembra doveroso mantenere salde le nostre consuetudini e proporre anche questa volta, come a ogni cambio di stagione, una playlist che provi a fotografare lo stato di salute della nostra musica. Una playlist che questa volta pesca più che mai a piene mani nel calderone della musica d’autore in ogni sua sfumatura. Roberto Bonfanti (scrittore/artista)

TRACKLIST:

Non Voglio Che Clara - Liquirizia

Un piccolo romanzo condito con malinconia, eleganza e un inconfondibile retrogusto anni ’60.

En Roco - Ho chiuso casa

La canzone d’autore più classicamente genovese va a nozze con un pizzico di acidità rock

Sudestrada - Bazar

Quando il pop sintetico incontra la canzone d’autore e il vento del Nordafrica.

Paolo Benvegnù - Pietre

Paolo Benvegnù. Basta il nome. Una delle poche certezze che continuiamo ad avere.

Olden - Aquilone

Una canzone che non fa sconti. Come un pugno in faccia dato con un guanto elegantissimo.

Lucio Corsi – Cosa faremo da grandi?

Andamento da filastrocca, giochi di parole riusciti e pensieri in fermento.

Cmqmartina – Carne per cani

Si possono raccontare pensieri e storie anche ballando sulla pista di una discoteca.

Pay - Giganti

Un nome storico del punk italiano non perde mai freschezza e ironia.

Mariposa - Licio

Un caleidoscopio di contaminazioni, creatività e desiderio di andare sempre oltre.

Il Mare Verticale - Mezzo secolo di luce

Un pugno di ricordi si rincorrono sul filo di una melodia cristallina genuinamente pop d’autore.

L’avversario - La città sta male

Fra nebbia e ombre notturne si fa largo un brano rock d’autore moderno e riflessivo.

Diodato – La lascio a voi questa domenica

Una fotografia in chave pop degli strani tempi che viviamo.

Fabrizio Tavernelli - Lune Cinesi

Senza porsi confini, si parte dal rock d’autore, si sfiora il prog e si vola verso oriente.

I Rumori Di Via Silvio Pellico - Io non so

Echi anni ’90 e lampi di poesia sussurrata in una canzone atipica e destrutturata.

Massimo Zamboni - Lunghe d’ombre

Oltre vent’anni dopo “T.R.E.” dei C.S.I., Zamboni riassapora in modo diverso la Mongolia.

 

Nel web:

  1. rocktargatoitalia.eu

 

FRANCESCO CAPRINI – FRANCO SAININI

Ufficio Stampa DIVI IN AZIONE

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Tel. 02 58310655 – 392 5970778 – 393 212456

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