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Storia Rock Targato Italia 1993/96 - Intervista di Roberto Bonfanti a Francesco Caprini (I^ Parte)

Rock Targato Italia 1993 – 1996 - ANNI STRAORDINARI

VideoIntervista di Roberto Bonfanti (Scrittore e artista) a Francesco Caprini (Ideatore e promoter di Rock Targato Italia. Postproduzione Andrea E. Di Giovanni

 Quando il riff iniziale di “Senza vento” dei Timoria risuona per la prima volta con la sua forza dirompente si ha la netta impressione di trovarsi di fronte a un vero spartiacque, non solo per la carriera della band bresciana ma per l’intero universo musicale del nostro Paese.

Corre l’anno 1993, nell’aria si respira una grande energia e i tempi sono ormai maturi perché il rock italiano possa uscire dalle cantine e proiettarsi in una dimensione diversa: i Litfiba sono una realtà ormai affermata, le major iniziano a interessarsi alle nuove contaminazioni aprendo etichette dedicate (si veda per esempio la BlackOut), le radio alternative e le riviste di settore iniziano a dare sempre maggiore spazio alle band nostrane e anche Videomusic capisce che il fermento giovanile non è da sottovalutare dando una spinta importantissima all’intero movimento.

Nel giro di quattro anni, fra il 1993 e il 1996 esordiscono band fondamentali come i Marlene Kuntz, i Modena City Ramblers, gli Estra, i Bluvertigo, i Negrita, i Radiofiera, gli Yo Yo Munde i Massimo Volume, tanto per fare solo i nomi più in vista. A queste si aggiungono gli Afterhours, che proprio in quegli anni decidono di dare una svolta alla propria carriera passando dall’inglese all’italiano, e altre realtà come i Ritmo Tribale, i Casino Royale, i Gang o gli Ustmamò che, dopo aver navigato per anni nella polvere dell’undergound, troveranno casa presso case discografiche più blasonate.

Discorso a parte meritano gli ex CCCP che, dopo essersi sciolti nel 1990 ed essere tornati fugacemente sul palco due anni dopo, in questi anni rinascono col nome di C.S.I. incarnando una delle realtà più importanti della nostra storia musicale e dando vita anche a un’enorme fucina di talenti chiamata Consorzio Produttori Indipendenti che, insieme alla neonata Mescal, diventerà una delle etichette di riferimento del mondo indipendente.

Nel 1995, mentre Ligabue impazza in tutte le radio, nel tentativo di coordinare e dare una rilevanza istituzionale alle tante piccole realtà che sgomitano nell’underground più profondo, nasce il MEI, che nel corso degli anni assumerà un’importanza sempre maggiore.

Chiudiamo questo capitolo della storia nel 1996, quando una giovanissima rocker catanese di nome Carmen Consoli sale sul palco del Festival di Sanremo compiendo così un altro passo verso il riconoscimento del movimento rock italiano anche agli occhi di un pubblico più nazionalpopolare.

di Roberto Bonfanti (Scrittore e artista)

 

vedi sul canale youtube di Rock Targato Italia

https://www.youtube.com/watch?v=lOFD5k4xiEc

ascolta la playList  su SPOTIFY: https://spoti.fi/3pem8qc

 

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  1. divinazionemilano.it

 

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Gli ascolti di febbraio 2021. Giancarlo Frigieri, Pietro Spanò, Yuri Beretta, Prevosti, Vasco Brondi a cura di Roberto Bonfanti

Gli ascolti di febbraio 2021Giancarlo FrigieriPietro SpanòYuri BerettaPrevostiVasco Brondi
articolo di Roberto Bonfanti

“Occorre essere attenti, per essere padroni di sé stessi occorre essere attenti”, cantava Lindo Ferretti diversi anni fa. Una frase che suona più importante che mai, in quest’epoca in cui persino il senso delle parole sembra mutare di giorno in giorno. Occorre essere attenti. E, guardandosi attorno, verrebbe in mente anche quell’altra frase, forse più incisiva, di De André, su cosa bisogna diventare per credere che esistano poteri buoni. Intanto però non smettiamo di concederci anche delle parentesi di bellezza e consigliamo, come ogni mese, qualche disco recente da ascoltare.

Giancarlo Frigieri, che chi ha seguito la scena indipendente di inizio millennio ricorderà come leader di Joe Leaman, sembra avere ormai raggiunto un’enorme maturità nel suo percorso solista da autentico cantautore. “Sant’Elena”, il suo nuovo album, è infatti un disco cui in il folk più cupo e dolente di matrice americana si sposa perfettamente con una serie di polaroid sincere e toccanti di una manciata di storie ambientate nella provincia emiliana più profonda. Storie strapiene di vita raccontate in modo profondo e sentito andando a comporre un disco cosparso di fuliggine pervaso da un affascinante senso di sconfitta.

Coniugare pop, raffinatezza e intelligenza è da sempre una sorta di sacro Graal per molti cantautori. Pietro Spanò, con il suo nuovo album intitolato Prospettiva cosmica, sceglie di imboccare esattamente quella strada e riesce a percorrerla in modo naturale e credibile. Nove canzoni dalle melodie pulitissime in cui suoni sintetici e pianoforte si intrecciano in modo spontaneo completando il tutto con testi che riflettono in modo personale, coniugando uno sguardo attento sul mondo e una patina di apparente leggerezza, su sfumature non banali della contemporaneità.

Il periodo di clausura generale sembra avere dato una spinta importante alla creatività di Yuri Beretta che, dopo il pop di Cara pace e le sperimentazioni di “Diario”, pubblica il terzo album in poco più di dodici mesi dando spazio questa volta alla sua vena da cantautore più intimista e puro. “Cantare l’amore” è un disco confidenziale costruito attorno alla voce di Yuri, alle sue parole e a pochi suoni a bassa fedeltà che esaltano il senso di fragilità emanato dalle canzoni, con la scrittura dell’artista lombardo che si abbandono senza remore al suo lato più introspettivo, malinconico e sensibile.

Il varesino Prevosti si presenta come il nuovo pupillo di Giorgio Canali, che non a caso si è occupato della produzione artistica del suo album d’esordio intitolato “Le gabbie dei tori”, pubblicato già da qualche mese ma di cui arrivo colpevolmente a parlare solo adesso: un disco dallo stile immediato, figlio del lato più cantautorale degli anni ’90 rock del nostro Paese ma capace di guardare anche oltre accarezzando il pop e concedendosi qualche apertura folk. Canzoni dirette ed essenziali incentrate su una scrittura eclettica ma decisamente incisiva capace di unire sensibilità, cinismo, lucidità, rabbia, disillusione, richiami alla storia della miglior canzone d’autore italiana e slanci poetici.

È un album live registrato durante i concerti della scorsa estate e intitolato Talismani per tempi incerti”, il primo lavoro musicale firmato da Vasco Brondi con il proprio nome di battesimo. Un live la cui scaletta spazia fra classici de Le Luci Della Centrale Elettrica, qualche cover (quattro delle quali tratte dal repertorio dei CCCP\CSI\PGR o comunque curiosamente già interpretate anche dalla voce di Giovanni Lindo Ferretti) e intermezzi dedicati alla lettura di poesie. Un progetto che non sposta le coordinate del Vasco Brondi solista rispetto a quanto già mostrato nell’ultima fase del progetto Le Luci Della Centrale Elettrica ma che comunque risulta un piacevole momento di transizione in attesa di scoprire il futuro dell’artista.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

blog rocktargatoitalia.it

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Intervista/videodialogo tra Francesco Caprini (Promoter/Rock Targato Italia) e Roberto Bonfanti (artista scrittore)

ROCK TARGATO ITALIA - Ep.3 - L'ALBA DEGLI ANNI 90: L'ORGANIZZAZIONE

Intervista/videodialogo tra Francesco Caprini (Promoter/Rock Targato Italia) e Roberto Bonfanti (artista scrittore) - Post produzione a cura di Andrea Ettore Di Giovanni.
 
vedi il video dell'intervista nel canale youtube di Rock Targato Italia 
 
In un’annata così particolare abbiamo deciso di fare qualcosa in più, trasformando la compilation in un vero e proprio viaggio nella nostra storia. Inauguriamo una serie di compilation che proveranno a raccontare la storia di Rock Targato Italia e, di riflesso, di ciò che è successo nel mondo del rock italiano dagli anni ’80 ad oggi. Il primo volume parte dal lontano 1987 e si conclude nel 1992 ma, in segno di continuità con il presente, si arricchisce con 3 brani extra firmati da altrettante band vincitrici dell'ultima edizione del concorso. Rock Targato Italia 1987 – 1992
Questa storia parte negli anni ’80. Certo, anche prima di allora nella musica italiana erano successe molte cose: c’era stata una delle scene Prog più fervide a livello mondiale, c’erano stati i primi vagiti punk, le avanguardie, il teatro canzone e un pugno di cantautori che avevano inconsapevolmente già le stimmate della rockstar. Però è negli anni ’80 che, grazie a una serie di esplosioni apparentemente slegate fra loro, inizia a prendere forma l’idea del rock alternativo italiano così come l’abbiamo vissuto e conosciuto. L’esplosione più evidente parte da Firenze dove alcuni manipoli di ragazzi folgorati dalla new-wave inglese, dal dark e dal rock americano sperimentano strade nuove per far sposare quelle sonorità con la tradizione della miglior canzone d’autore nostrana. Nascono così i Diaframma, I Moda di Andrea Chimenti e Barbacci, i Neon, i Litfiba (Piero Pelù, Gianni Maroccolo,. Ghigo Renzulli, Aiazzi, Ringo) e tutte le realtà lanciate dalla IRA Records. La seconda esplosione vitale avviene più a nord: a Berlino, dove due ragazzi reggiani s’incontrano per caso in una serata anonima e decidono di ripercorrere il Brennero a ritroso per ritornare a casa e sconvolgere le regole del punk dando vita ai CCCP: un’esperienza musicale unica che apre però la strada anche a tutto il movimento post-punk emiliano, dagli Ustmamò ai Disciplinatha. Accanto a queste grandi esplosioni se ne susseguono altre come il movimento dei centri sociali torinesi dove iniziano a farsi le ossa alcuni dei personaggi chiave del decennio successivo e si cominciano a contaminare sonorità di ogni parte del mondo (dal rap alla musica etnica), oppure le posse, destinate ad avere rilevanza principalmente nel centro-sud ma attive lungo gran parte dello stivale e capaci di concentrare fortissime energie creative. Nel frattempo nelle Marche i Gang iniziano a miscelare punk, folk e impegno sociale, in Sicilia i Denovo di Luca Madonia e Mario Venuti pongono le basi per il rinnovo della fertile scena catanese, tanto per fare solo qualche altro nome particolarmente significativo. E Milano? Milano non fa eccezione e si prepara a diventare uno dei fulcri creativi del movimento: fra le sale prove del capoluogo lombardo nasce la Vox Pop e iniziano a muovere i primi passi artisti come gli Afterhours, i Ritmo Tribale, gli Underground Life di GianCarlo Onorato, i La Crus, mentre prendono vita i primi locali dedicati alla musica live e sul palco del Magia Music Meeting si mischiano teatro canzone e sperimentazioni rock ospitando le prime esibizioni di Elio E Le Storie Tese. È in questo contesto e per l’esigenza di provare a dare una sorta di coordinamento a tutte queste energie che nel 1987 Francesco Caprini e Franco Sainini danno vita a Rock Targato Italia. Un festival che già l’anno successivo, per la curiosità di andare a scovare sempre nuovi talenti, si evolve in concorso con una prima edizione vinta da dei giovanissimi bresciani: i Timoria. Gli anni ’80 però finiscono ben presto. Nel 1990 Ringo De Palma, fino a un paio d’anni prima batterista dei Litfiba, lascia questo mondo, poco dopo aver ultimato le registrazioni delle parti di batteria di quello che è destinato ad essere l’ultimo album dei CCCP ma anche la scintilla primordiale di qualcos’altro. Nello stesso anno Vasco Rossi calca per la prima volta il palco di San Siro e Ligabue esordisce sbancando il Festivalbar: due eventi che danno vigore anche a un rock italiano più improntato al mainstream e che aprono le porte delle grandi radio anche ad altri. Artisti e brani Rock Targato Italia 2020: Apnea – “Poco prima di dormire” Da Pesaro, un susseguirsi di ricordi, confidenze e desiderio di rinascita si intrecciano all’interno di una canzone sincera ed elettrica in pieno stile rock d’autore. VRF Project – “C’eravamo tanto amati” La fine di un matrimonio e la rovina di un uomo vengono raccontate in modo ironico attraverso una marcetta sghemba che, da Bari, prova a riabbracciare la tradizione del teatro canzone più pungente. La Stazione dei pensieri – “Arrivi tu” Fra chitarre rock, melodie genuinamente pop e aperture orchestrali, arriva da Milano una canzone d’amore ombrosa e immediata dal buon potenziale radiofonico.
 
 
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