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Gli ascolti di luglio 2021- La Municipàl, Il Cairo, Cmqmartina.Ministri Balalot

Gli ascolti di luglio 2021.
articolo di Roberto Bonfanti

I tormentoni estivi sembrano diventare di anno in anno sempre più brutti. E non parlo di gusti musicali ma di puro e semplice senso estetico. Se è vero che, come sosteneva Dostoevskij, “la bellezza salverà il mondo”, sembrerebbe che tutto torni. Nel frattempo in queste ultime settimane sono usciti una valanga di dischi, forse anche per via dell’illusione della finta libertà che ha portato probabilmente a sbloccare anche progetti magari fermi da mesi. Dunque continuiamo a concentrarci su qualcosa che merita attenzione.

Con il nuovissimo album intitolato “Per resistere al tuo fianco” La Municipàl conferma il proprio talento e il proprio stile figlio del miglior pop d’autore, dimostrandosi ancora una volta capace di scrivere canzoni immediate ma al tempo stesso eleganti, accarezzate da una personale vena di malinconia e soprattutto basate su un approccio narrativo quasi letterario che trasforma ogni brano in un affascinante racconto. Una band ormai nel pieno della maturità che appare come una delle realtà pop più interessanti all’interno dell’attuale panorama italiano.

S’intitola “Scirocco”, l’EP d’esordio de Il Cairo: un titolo che sembra fotografare il desiderio dell’artista di portare una ventata di calore mediterraneo all’interno del mondo indie contemporaneo e di raccontare anche la sua città d’origine, Milano, nelle sue venature più autenticamente multiculturali e meno patinate. Cinque canzoni che miscelano pop, indie e desiderio di staccarsi dai cliché dei generi citati per creare uno stile personale sporcandosi con ritmi, sonorità e storie dai toni decisamente più caldi.

C’è una sincerità intrigante nelle canzoni di Cmqmartina e nel suo modo di raccontare le sue fragilità, anche se a rendere tutto realmente incisivo e personale, nel nuovo album intitolato “Disco 2” così come nel lavoro precedente, è la scelta di lasciar correre questi pensieri su beat elettronici da discoteca anziché nascondersi dietro la classica chitarra acustica. Un contrasto fra voglia di ballare e desiderio di mettersi a nudo che si traduce in una sorta di particolare diario danzante di una ventenne inquieta.

Se c’è una cosa che non è mai mancata ai Ministri è la coerenza unita alla determinazione a portare avanti il loro rock ignorando le mode e le tendenze. “Cronaca nera e musica leggera”, il nuovissimo EP della band milanese, si presenta come un insieme di quattro canzoni dirette, pungenti e accattivanti che sembrano riportare il trio alla brillantezza e all’urgenza comunicativa degli esordi. Un gradito ritorno con una verve ritrovata, un’ottima energia e uno sguardo più che mai caustico sulla società.

Il nome di Babalot dirà probabilmente poco a chi non ha seguito con un minimo di attenzione la scena indipendente di inizio millennio. Per tutti gli altri invece l’artista romano è un vero e proprio culto. Un cantautore stralunato e brillante che, con il suo approccio lo-fi casalingo e i suoi testi surreali, ha aperto una strada che molti hanno poi cavalcato con risultati decisamente meno incisivi. L’etichetta Trovarobato ha deciso di mettere insieme una ventina di artisti per realizzare “Doppelgager Vol.2”: un album composto interamente da cover di brani di Babalot con l’aggiunta di un inedito dello stesso cantautore. Un modo simpatico per riaccendere la luce su un artista che avrebbe meritato maggiore fortuna.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

blog di www.rocktargatoitalia,it

 

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Knives, l'ultimo grido dei Red Roll

Knives” è il nuovo singolo dei Red Roll in uscita venerdì 18 giugno, un brano registrato a Monza e prodotto da Pietro Foresti.
 

Presente la sensazione di un grande buco nero? Di qualcosa che non puoi controllare? Quel senso di sconfitta?


Kinives è una canzone scritta in un momento personale di grande difficoltà, uno di quei momenti in cui ti domande se il mondo se la sia presa con te e soprattutto se e quando si riuscirà a vedere la luce di nuovo. E così il grido di una chitarra, di una voce e di una batteria cresce in un climax fino alla sua rottura, veloce e inaspettata come quella di un vaso, contenitore di una delicata rosa bianca.  

Le "Knives" sono infatti le lame che senti dentro in un momento difficile, sono il rumore metallico, pungente e stridulo che ti invade e ti riempie in quel momento di solo silenzio. Solo una ragazza, giovane ballerina, riesce a muoversi delicata come quella rosa bianca, sulle corde di questo dolore, per poi cadere lasciandosi rialzare dalla musica. 

I Red Roll sono una band Alternative Rock band della provincia di Bologna, composta da Passo (voce e chitarra), Jhonny (batteria), Leo (chitarra e voce), and Cesi (basso), che emerge nella scena musicale per il suo suono eclettico.

Ispirati da band come Biffy Clyro, Foo Fighters, Muse, Placebo e con tanti anni di musica alle spalle i Red Roll fanno confluire nel progetto le loro personali influenze stilistiche fondendole in un nuovo tutto, difficilmente etichettabile in modo netto all’interno dei confini di un solo genere.

 

Blog: Rock Targato Italia

Giulia Villani

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recensioni giugno 2021 di Roberto Bonfanti

Gli ascolti di giugno 2021.
articolo di Roberto Bonfanti

Cerco di saltare i preamboli, questa volta. Si avvicina una nuova estate, il maestro Battiato ci ha lasciato e il mondo continua a galleggiare su promesse palesemente false a cui tutti ormai fingono rassegnati di credere, per cui non c’è molto da dire. Limitiamoci a parlare di qualche bel disco da ascoltare prima che tornino le zanzare.

“Reset” dei Bachi Da Pietra ci dimostra che non sempre semplificare il discorso significa fargli perdere di qualità o di mordente. L’ex duo guidato da Giovanni Succi e Bruno Dorella, diventato un trio con l’aggiunta di Marcello Batelli, sforna un disco decisamente compatto, caustico e soprattutto tremendamente attuale costruito su un rock cupo e moderno che non rinuncia però a quella vena di quel blues primordiale che è da sempre nell’anima della band. Un album diretto, amaro, provocatorio e dolente che sa come colpire e lo fa senza remore.

C’era molta curiosità su cosa avrebbe potuto fare Vasco Brondi dopo avere chiuso in soffitta il marchio Le Luci Delle Centrale Elettrica. La prima risposta arriva con “Paesaggi dopo la battaglia”: un bel disco in cui l’artista ferrarese non rinnega assolutamente le sue origini ma cerca di valorizzare più che mai la sua vena da cantastorie sensibile cresciuto nella nebbia e negli anni ‘90. Un disco intimo, dilatato e colmo di malinconia in cui lo sguardo del cantautore gioca sui dettagli e le sfumature per ricamare quadretti umani dal sapore tanto trasognato quanto agrodolce.

Se c’è una cosa che non manca a Motta è la spontaneità. Sbarcato ormai da tempo in una dimensione che travalica i confini della musica indipendente, con “Semplice” il cantautore toscano prosegue il proprio percorso fatto di canzoni pop incentrate sulla sua voce aspra con cui continua a raccontare le sue insicurezze, i suoi affetti e il suo sguardo obliquo sul mondo. Un disco venato da un senso di inaspettata serenità ma anche da un fondo di piacevole fragilità.

Chiudiamo con un progetto molto particolare: “Non c’è verso” di Piume, una sorta di collettivo ideato da Giuliano Dottori e Paolo Marrone che hanno chiesto a dieci scrittori di origine diversa fra loro di scrivere dei testi che i due artisti hanno poi musicato, prodotto e cantato. Il risultato è un esperimento interessante, che sul piano musicale naviga sapientemente nelle acque dell’indie-pop d’autore più contemporaneo e delicato ma che al tempo stesso prova ad accostare fra loro storie, sensibilità, mondi e contenuti diversi.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

Blog www.rocktargatoitalia.eu

 

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Quattro chiacchere con naima

Naima è il nome del progetto musicale di Lorenzo Rocca e Nader Ismail, nonché il titolo del loro primo EP. Disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 31 marzo, il disco presenta tutte le diverse anime del duo: jazz, indie, elettronica, dance, pop e tanto altro.

Abbiamo deciso di intervistarli per conoscere meglio la loro visione:

Come vi siete avvicinati al mondo della musica?

Veniamo entrambi, come tutti, da una miriade di gruppetti delle superiori, compagni di classe o amici di amici con cui muovere i primi passi nell’ambito della musica suonata, più o meno ingenuamente.

Come vi siete conosciuti? E come è nato il vostro progetto?

Io e Nader ci siamo conosciuti al corso di letteratura francese in università, sotto il segno di Mallarmé, ed è stato amore a prima vista. Abbiamo fondato un primo gruppo dove cantavamo canzoni in inglese, i Name your daughter. Le canzoni erano belle e noi eravamo bravi, il tempo di registrare il primo EP e ci siamo sciolti ancora prima di pubblicarlo.

Perché NAIMA?

Naima è un nome che nasce quasi per caso, davanti all’omonima catena di profumi. Mi piaceva lo spazio che esisteva tra Naima il negozio di profumi e Naima la bellissima ballata di John Coltrane, un po’ un congiungimento tra il superficiale e il sacro, la leggerezza e la profondità. Quando l’ho detto a Nader mi ha risposto che Naima era anche il nome di sua nonna. Un segno più chiaro di così…

Come nasce un vostro brano? A cosa vi ispirate?

La maggior parte dei pezzi nascono al piano o alla chitarra nella solitudine della mia camera a Lodi. Parto sempre da riflessioni, pensieri o pezzi di frase che mi segno sul telefono mentre sono in macchina, a lavoro, al ristorante… sperando che l’ispirazione tornerà per poterci lavorare in seguito. Scrivo molto, poesie, racconti, riflessioni… poi tutto quello che riesco a macinare e rielaborare finisce in canzoni, che poi sottopongo al severo giudizio di Nader, che le screma e ne valuta il valore. L’EP è stato creato partendo da demo autoprodotte che sono state fornite a Patrizio, batterista. Con lui abbiamo registrato da capo basso, chitarra, piano e batteria a La Sauna, un bellissimo studio a Varano Borghi (VA).

Il vostro EP è composto da tante anime diverse: quali sono le influenze principali?

Le influenze sono tante e varie, non solo perché io personalmente ascolto di tutto con piacere, ma perché quello che non ascolto io lo ascolta Nader, complementarmente. Per questo nelle nostre canzoni si trova il cantautorato di Battiato e De André, gli arrangiamenti elettronici da The 1975 e Bon Iver, il funk di Prince e Vulfpeck, etc.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Abbiamo un migliaio di canzoni finite che teniamo in serbo, e tante idee un po’ confuse sul destino che dovrebbero avere. Abbiamo cominciato in quest’ultimo anno a collaborare con Metello, un bravissimo batterista nonché grande artista di musica elettronica sotto il moniker di Metcalfa (ascoltate il suo EP che è davvero emozionante, per altro so che ha anche ulteriore musica in arrivo). Il suo arrivo ha spostato l’equilibrio del gruppo verso una dinamica più suonata, più “da saletta”, e così alcune canzoni nuove sono nate direttamente sul posto, da piccole idee jammate fino a completarne la scrittura. Qualsiasi cosa decideremo di pubblicare prossimamente sarà quello che ci convince e ci rappresenta di più, voi tenete aperte le orecchie perché abbiamo nello zaino alcune delle nostre canzoni più belle.

I naima pubblicano il primo album - Corriere Nazionale

Biografia

Lorenzo Rocca è nato a Milano il 3 marzo 1995 e Nader Ismail è nato a Angera (VA) il 13 ottobre 1994. Insieme sono naima. Il progetto del duo nasce in Francia durante un viaggio (mal)organizzato all'ultimo, quando Nader e Lorenzo partono per Lione con un paio di zaini, una chitarra, un ukulele e qualche motivetto. Così, se muore ogni ambizione di diventare consulenti di viaggio, nasce invece l'idea di dare spazio a quei piccoli quadretti musicali che punteggiano le strade lionesi in un progetto artistico coerente. Il nome naima. vuole celebrare le varie anime della musica del gruppo, racchiudendo in sé riferimenti al jazz, alla cosmetica, e alla nonna di uno dei componenti.

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Blog: Rocktargatoitalia

Di: Nadia Mistri

 

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