Menu

LA TERZA DOSE. di Paolo Pelizza

LA TERZA DOSE.

Ci sono mattinate che partono male.

Diciamo che da, ormai, sedici mesi conviviamo con bollettini di guerra, arresti domiciliari, varianti varie ed eventuali di un’apocalisse di cui nessuno ha capito molto se non quelli che ci stanno accumulando enormi fortune … Peccato che ancora si parli di fine dell’emergenza da una parte, dall’altra di ripartenza di lockdown, di colori con sfumature profonde, di efficacia e di inefficacia dei vaccini, di preparati salvifici e di sieri killer

Insomma, un gran casino.

Un giorno, un grande e stimato medico trapiantologo, mi disse che la frase che un medico o uno scienziato non dovrebbe dire mai che “è certo”.

Da parte mia, la mattina, cerco di stare il più possibile lontano dalle notizie. Questo perché, al novanta per cento, le news se non sono inesatte, sono “doppate” per mantenere status quo convenienti o per modificare comportamenti di cui qualcuno si avvantaggia sempre. Pensate alla grande sbronza del giornalismo per i social media: gratis, nuove professioni, una nuova socialità, etc.

Invece, non sono altro che il sistema con cui sono riusciti a mettere gli individui su uno scaffale del loro enorme supermercatone globale. Il modo in cui hanno trasformato gli esseri umani in prodotti che si possono comprare e vendere, controllare e condizionare.

Poi, ci sono mattine che partono peggio di altre. Oggi, ad esempio, scopro appena bevuto il primo caffè della giornata che Robby Steinhardt ci ha lasciato a seguito di complicazioni di una pancreatite.

E’ la terza dose di disgrazia … quella che non vorremmo mai inoculare.

Fondatore, voce e violino della band prog americana Kansas, aveva al suo attivo anche una collaborazione con i Jethro Tull, nell’ultimo periodo stava preparando un lavoro da solista, a testimonianza del fatto che un vero musicista ha bisogno di creare, di affrontare nuove sfide e provare nuove strade.

Io scopro i Kansas in una estate del 1980. Sono in montagna e un ragazzo più grande mi fa ascoltare dalla sua autoradio Carry On My Wayward Son. E’ un’epifania. A Domodossola trovo solo il 45 giri. Ma, appena torno a Milano, compro l’album: Leftoverture. L’opera è un viaggio ispirato tra AOR, folk e progressive rock. La qualità di composizioni e scelta dei suoni è altissima… Forse troppo per un gruppo americano, tanto che l’album precedente vende sotto le aspettative della Epic. Il singolo apre il disco e lo “trascina” con una sua facilità di ascolto che, pure, rimane di straordinaria fattura ed evolve con le tessiture più complesse di Miracles Out of Nowhere, Cheyenne Anthem e Magnum Opus.

Mentre una lacrima increspa il liquido scuro nella tazzina, penso a quanto oggi ci sia bisogno di ribelli e di esortazioni a ribellarci.

Grazie Robby.

di Paolo Pelizza

© 2021 Rock targato Italia

Leggi tutto...

Terraferma: un fine settimana dedicato alla musica

Terraforma è il manifesto della convinzione che nuovi aspetti possano essere modificati. Con lo scopo di innovare il concetto di esperienza musicale dando enfasi al confronto tra evento e impatto, il festival si pone l’obiettivo di creare un innovativo concetto di ascolto che possa racchiudere tutto ciò che la musica esprime.

L’evento è ospitato da Villa Arconati a Milano, al quale prenderanno parte artisti che mirano a ridurre il distacco tra la dimensione artistica e la vita reale. Terraforma è organizzata seguendo la logica delle pratiche sostenibili, la quale struttura integra l’aspetto musicale con installazioni create, a mano, da artisti e artigiani. L’ascoltatore si ritroverà, così, coinvolto all’intero di un intreccio composto dall’unione delle dimensioni musicale, artistica e ambientale.

Il festival si svolgerà durante il fine settimana del 3 e 4 luglio. Nella giornata di sabato verrà presentato il live “Il Quadro di Troisi”: un progetto di genere synth-pop che unisce le sonorità elettroniche proprie del produttore Donato Scaramuzzi, in arte Donato Dozzy, alla spirituale voce di Andrea Noce, nota come Eva Geist. Collocato a metà strada tra la canzone d’autore e l’elettronica vintage, il live si configura come un viaggio attraverso le credenze occidentali e le tradizioni orientali, con l’impiego di testi dedicati alla condizione mondiale contemporanea. Il percorso dei due artisti nasce dalla comune passione per l’attore e regista Massimo Troisi.

Domenica, invece, l'ospite di punta sarà Remo Anzovino: autore prolifico di colonne sonore di importanti documentari culturali e vincitore del premio Nastro D’Argento. In parallelo al suo percorso discografico ha intrapreso un’intensa carriera concertistica in Italia e nel resto del Mondo. Remo Anzovino, grazie alle sue capacità apprezzate dalla critica internazionale, trasporterà lo spettatore in un’esperienza musicale collettiva e irripetibile.

Per Partecipare sarà necessario acquistare i biglietti al seguente link. Per l’evento di sabato il costo sarà di 22 euro, mentre per quanto riguarda la giornata di domenica il prezzo è di 7 euro.

 

Stefano Romano: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Blog: Rock Targato Italia

Leggi tutto...

LA STAGIONE PIU’ CRUDELE.

LA STAGIONE PIU’ CRUDELE.

-  E la chiamano estate … Io, onestamente, sto molto meglio col freddo, la nebbia (oramai scomparsa da decenni a Milano), quella pioggerellina sottile e gelida e, se capita, la neve.

Perché, vedete l’estate è decisamente la stagione più crudele e, se ci pensate, è densa di tormenti e tormentatori. E’, per esempio, il momento di vampiri volanti che, in linea con la modernità, ti dissanguano ad ogni ora del giorno e della notte. Instancabili e sempre in baracca!  

Inoltre, ci sono “tormentatori” che colonizzano le radio con brani sedicenti musicali che prendono il nome (azzeccatissimo per noi) di “tormentoni”.

Quest’anno abbiamo, come ogni anno, quella che dopo nove mesi di letargo rinviene ed esce puntuale come la morte, con il bravo compitino tra la dance e la trap in salsa di facezie. Poi, ci sono quelli nuovi. C’è la celebrità che arruola altri due calpestatori di palchi sanremesi ed esce con una prevedibilissima hit con immancabile sponsorizzazione … si sa: business is business. Poi c’è anche l’inossidabile che, per non farsi mancare nulla, dopo aver cantato della guerra del Vietnam (lustri fa) non si nega al richiamo del tormento. A quel punto, qualcuno potrebbe dirmi, basta non ascoltare la radio… Non è così semplice. Perché questi brani con parabola di vita calcolabile in termini entomologici, in realtà, persistono come una brutta tosse. Quando prenderete un metrò, nel prossimo autunno, verranno riproposti da zigani armati di violino e base registrata. Peccato che questi ragazzi stiano alla musica come io sto alla fisica quantistica e, sicuramente, non contribuiscono ad alzare la qualità generale delle canzoni. Tra l’altro, tendono anche a riproporle e riproporle e riproporle per anni. Ottimizzano, per così dire. Un incubo infinito.

Ci credo che il grande direttore d’orchestra dichiari candidamente di volersene andare presto. Quasi quasi anche io.

Poi, però, si accende una luce in fondo al tunnel. Ogni tanto anche la multinazionale di turno fa qualcosa di meritevole… Non so se a dimostrazione che le strade dell’inferno siano lastricate di buone intenzioni oppure per dimostrare che ci sia ancora speranza.

Sia come sia, Universal Music esce con una collana sul prog rock italiano: Prog Rock Italia. Ovviamente, il genere ha ancora un nutritissimo numero di aficionados e cultori, quindi non credo nell’intento filantropico.

I dischi sono disponibili anche in vinile a 18 gr. (scelta da me personalmente consigliata, rispetto ad altri formati). La collana raccoglie noti del genere ma, anche, molte chicche. Il tutto rimasterizzato in modo molto più che decoroso. Si va da Le Orme a Sensations’Fix, da Latte e Miele a Saint Just, da l’Uovo di Colombo a Grosso Autunno in un viaggio alle origini del genere che contaminava il rock con la classica, il folk e il jazz e che, anche e soprattutto, in Italia ha trovato tra i suoi più importanti interpreti a livello internazionale (pensate solo a PFM, Banco, Area, etc.). Il tuffo nella musica che è Musica è rinfrescante e fa prudere di meno le punture delle zanzare, anche quelle che hanno fatto infezione.

Ma, alla fine, ci si gratta lo stesso indifesi da questi mostri volanti. Si suda lo stesso immersi nell’afa e poggiati sull’asfalto rovente tra un black out e l’altro causati dall’utilizzo massivo di condizionatori d’aria.

A volte, però, ci fanno un po’ d’aria i ritorni (permanenti e continui) dei “soloni” di casa nostra che dopo aver decretato la fine di un genere a favore di altri più pret a porter stanno cercando di difendere posizioni indifendibili, spiazzati dal successo planetario di una band più nostra che non si può. Un gruppo che ha spodestato gli ABBA nella permanenza da “forestieri” nella chart inglese con due brani nella top ten e che ha sbancato Spotify (attualmente) all’undicesimo posto nel mondo.

Devo dire che questi tentativi di mirror-climbing con mani intrise di olio ad alta viscosità, mi rinfrescano tanto. Non capisco perché non si limitino a dichiarare che hanno detto una sequela di cazzate per seguire la moda, per dare credito alla teoria che ci si emancipi solo potendosi permettere collanoni d’oro da 12 chilogrammi ed auto di lusso, perché hanno creduto che giovani e giovanissimi fossero così gretti e superficiali (come loro) da non capire che, nel mondo contemporaneo, loro si stanno adattando ma che c’è altro e di meglio sotto il cielo, sia per l’anima che per le orecchie, basta aspettare o cercare.

Cari soloni, ancora una volta, avete sottovalutato i ragazzi. Tranquilli, qualche volta, l’ho fatto anche io ma mi sono scusato. Perché vedete, loro hanno poco interesse per la vostra catechesi interessata, per la tecnofilia esogena, per il pensiero unico, per selfie e like. Aspettano solo per fare quel piccolo passo avanti, cambiare il mondo e governarlo. Per certo, d’autunno o inverno … adesso fa troppo caldo.

di Paolo Pelizza

© 2021 Rock targato Italia

Leggi tutto...

Sosteniamo il progetto di crowdfunding promosso dal NoLo Fringe Festival: TEATRO IN GIRO

E' attiva su Produzioni dal Basso la campagna di crowdfunding per

sostenere il progetto di un teatro su ruote che animi le piazze di Milano

TEATRO IN GIRO

un progetto del NoLo Fringe Festival
da realizzarsi durante la terza edizione - dal 7 al 12 settembre - Milano

L’idea di Teatro in giro nasce dal NoLo Fringe Festival, la rassegna di arti performative che da due anni porta il teatro a NoLo, il quartiere milanese a Nord di piazzale Loreto.

Durante il festival le esibizioni avvengono in luoghi non convenzionali, come bar, coworking, palestre e perfino per strada, come nel caso di Romeo e Giulietta, uno spettacolo itinerante lungo via Padova. Le prime due edizioni del Festival sono state l'occasione per molte persone - che di solito non vanno a teatro - di accostarsi a questo tipo di arte in modo nuovo, fresco e senza pregiudizi.

L’idea di lanciare una campagna di crowdfunding su Produzioni dal Basso - prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation - nasce dalla volontà di realizzare uno spettacolo su un vero palco su ruote e girare per le piazze cittadine per la rappresentazione. La raccolta fondi servirà per affittare un Porter Piaggio, l’acquisto delle attrezzature tecniche, i costi organizzativi e di produzione.

“Da due anni organizziamo una festival che porta il teatro in luoghi non teatrali. Nel 2021 vogliamo portare il teatro nelle piazze, ancora più vicino agli spettatori. Trovare uno spettacolo sottocasa, dopo questo lungo periodo di chiusura forzata, ci sembra il modo migliore per ricominciare a frequentare i luoghi della cultura, un modo gioioso per tornare a teatro”.

Il direttivo del NoLo Fringe Festival

Per tutti coloro che decideranno di sostenere l’iniziativa e contribuire con una donazione sono previste delle ricompense, come la locandina dello spettacolo, t-shirt in edizione limitata, una cena insieme ai membri della compagnia e tante altre esperienze teatrali uniche.

Cos’è NoLo Fringe Festival

Il Fringe è un festival di teatro che nasce a Edimburgo nel 1947 e oggi arriva a Milano. Il NoLo Fringe Festival è nato nel 2019 a Milano ed è organizzato dall’associazione culturale Bardha Mimòs. NoLo è l’acronimo di un quartiere milanese che significa “a Nord di piazzale Loreto”, e delimita un’area, particolarmente attiva e multietnica, alla periferia nord della città.

Per maggiori informazioni sulla campagna:

https://www.produzionidalbasso.com/project/teatro-in-giro/

INFORMAZIONI

www.nolofringe.com
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
facebook @nolofringefestival
instagram NoLo Fringe Festival

 

 Rock Targato Italia sostiene Il NoLo Fringe Festival  da www.rocktargatoitalia.it

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Contatti

ROCK TARGATO ITALIA
c/o Divinazione Milano Srl
Via Palladio 16 20135 Milano
tel. 02.58310655
info(at)rocktargatoitalia.it

Log In or Sign Up

Password dimenticata? / Nome utente dimenticato?