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LA VISIONE DI FILIPPO, ovvero quattro chiacchiere con Filippo dei Nylon.

LA VISIONE DI FILIPPO,

ovvero quattro chiacchiere con Filippo dei Nylon.

Visio: Ciao Filippo, intanto grazie per aver accettato il nostro invito. Innanzitutto chiedo scusa a te e a tutti i Visionari, visto che l’intervista non è il mio forte, non essendo un giornalista.  Allora, noi siamo stati incuriositi dalla bella iniziativa che avete portato avanti e dalla provocazione che ne è seguita. Ci racconti come è nata l’idea e perché vi siete domandati dov’era, dov’è e dove sarà quel pubblico che oggi sta sui balconi? Tornerà nei club, nei locali e nei teatri a sentire i live?

Filippo: Il fatto è che adesso c’è questa moda dei flash mob, della musica sui balconi. Noi l’abbiamo fatto in modo molto scherzoso (più sotto il link) ma anche per far riflettere. Noi ci siamo stati e abbiamo smesso quando la situazione è diventata drammatica. Anche per rispetto. Leggevo che Nick Cave ha “scalato la marcia” su questo tipo di iniziativa, ritenendo che è il momento (per gli artisti) di riappropriarsi del proprio spazio, per tornare ad una riflessione introspettiva. Comunque, quel tipo di situazione è già finito.

Visio: Sull’assenza del pubblico nei locali, tu ti sei dato delle risposte?

Filippo: Se tu prendi le persone che vanno in un locale, spesso se c’è musica dal vivo, sono infastidite perché c’è “casino”. La musica ha perso di valore quando è diventata gratis. Nessuno segue più le band. La gente rimane a casa a guardare Netflix sul divano in panciolle, e poi c’è tanta musica ovunque. Troppa, probabilmente. Così perde di interesse e di valore percepito. In più, ci sono moltissime persone che “fanno” musica anche nel buio della loro cameretta e poi lavorano sui followers con i social. Aggiungiamo pure che il mercato è in mano alle grandi multinazionali tecnologiche che hanno occupato quello spazio senza competenze e senza che nessuno glielo abbia chiesto e scalzando chi c’era prima a buon titolo.

Visio: Quindi un sacco di musicisti e poco pubblico. In realtà, esistono le tecnologie, e basta. Non è che chi sa usare word è un romanziere.

Filippo: E’ vero che la musica e gli artisti di oggi sono “digitali” e la fruizione è, anch’essa, digitale. In quel mondo bisogna esserci, purtroppo. Noi siamo felici se comprano i dischi perché lo vogliono avere. Tra l’altro, dovevamo entrare in studio, prima che scoppiasse l’Apocalisse. Noi testiamo sempre i brani nei nostri live, prima di metterli nel disco. Ci affidiamo al supporto fisico perché ci serve per produrre altra musica! E, per il pubblico, è un modo di portarsi a casa un ricordo e un pezzo della band. Adesso stiamo scrivendo nuovi pezzi che testeremo dal vivo.

Visio: Lo scoop è che uscirà un triplo dei Nylon quando finita l’emergenza?

Filippo: Cercheremo di centellinare le uscite. Per concludere il discorso, alcuni ci dicono che lo comprerebbero, il disco… ma non hanno modo di sentirlo! Infatti, i devices non hanno più il lettore CD. Molti comprano i dischi perché nella serata abbiamo toccato delle corde, a volte abbiamo fatto nascere degli amori. Faccio in modo di incrociare lo sguardo degli altri e, a volte, incidiamo nel momento di quelle persone e lasciamo che succeda qualcosa.

Visio: Quindi avete fatto nascere degli amori? E’ questo quello che succede nei live che impatti nella vita delle persone, no? Nel mondo virtuale, non può succedere. Perché è un’esperienza mediata. Vissuta da altri, non da se stessi. Comprare il biglietto per il concerto o il disco, sono atti deliberati… E nella parola c’è la radice del sostantivo ‘libertà’.

Filippo: Li abbiamo anche fatti finire, gli amori (ride). Oggi sembra che si sia persa anche la dinamica di aggregazione. I locali sono vuoti e fuori è pieno di gente che si sbronza ai distributori con le birre a tre euro, con i telefonini in mano. Nei locali c’è solo gente della nostra età. Ma è un discorso molto complicato. Non spetta a noi fare un’analisi sociologica… sarebbe molto interessante ma lunghissima!

Visio: Figuriamoci, noi facciamo solo delle riflessioni. Cosa succederà dopo?

Alla fine dell’emergenza, le cose cambieranno. Sono già nate delle iniziative. Noi abbiamo aderito, ad esempio, ad un’iniziativa su Facebook. Si tratta di postare la propria pagina Youtube e di potersi scambiare le iscrizioni. Questo crea un amalgama di progetti musicali importanti. Io ho ascoltato molti di questi artisti e sono tutti molto bravi. E’ un modo per risolvere il problema della visibilità. Poi, al di là delle cose positive… la domanda è: quanti locali sopravviveranno? La voglia di tornare alla normalità riporterà la gente nei locali?

Visio: Sicuramente all’inizio ci sarà una spinta aggregativa importante. Tuttavia, gli esseri umani hanno scarsa memoria e gli italiani anche meno. In più, anche grazie alla tecnologia, viviamo dimensioni meramente esistentive, restiamo sulla superficie senza scendere mai in profondità.

Filippo: La forza dei Nylon è il live. Come facciamo a portare la gente? Perché l’esperienza ci insegna che se uno ci vede una volta, torna e porta gli amici. Ora tutti facciamo dei live streaming che vanno molto bene. Anche i nostri colleghi del Caravan (Magnificent Flyng Caravan, N.d.R.) li stanno facendo con ottimi risultati. Ma il contatto con il pubblico manca. E’ la differenza tra una band e una band da karaoke. Cosa avremo di fronte, poi?

Visio: Più che una bella domanda, questa è la domanda!

Filippo: La trasmissione dei dati è diversissima dalla trasmissione di vibrazioni, emozioni, suggestioni. Si dà molto sul palco ma si riceve anche molto dal pubblico.

Visio: Avrei due curiosità. La prima è questa: nelle due ultime edizioni di Rock Targato Italia vincono due band pavesi. Nel 2018 i Nylon e nel 2019 i Il Pesce Parla. Ma sarà che a Pavia e provincia ci sia un fermento, un movimento?

Filippo: A Pavia c’è un grandissimo fermento. Sia di musica italiana, sia di musica internazionale.  Perché c’è anche un filone rock folk, con artisti come Christian Draghi e Riccardo Maccabruni che si rifanno ai Sessanta e Settanta con testi e musica loro. A livello italiano ci sono, appunto, Il Pesce Parla e ci siamo noi che siamo bravissimi (ride). C’è Beatrice Campisi, una siciliana naturalizzata pavese (una volta arrivata a Pavia se ne è innamorata ed è rimasta). Ha fatto uscire un album molto bello dal titolo Il Gusto dell’Ingiusto che l’ha fatta conoscere. C’è Alosi, il cantante dei Il Pan Del Diavolo, che nella sua esperienza solista sta facendo progetti molto interessanti, molto rock. Ci sono molte altre realtà interessanti come I Malavoglia e Massaroni Pianoforti, con i loro progetti di cantautorato. Sai cosa manca? Si fatica a muoversi in gruppo.

Visio: Cosa che nell’hip hop, invece, mi dicono che succeda…

Filippo: E’ la loro forza. Non so perché qui ci sia la dinamica dell’orticello. E’ un peccato perché se esiste un movimento è giusto organizzarlo e renderlo forte e visibile. E’ un po’ quello che abbiamo fatto con il Caravan.

Visio: Qui, anticipi la mia seconda curiosità. Ci racconti del Magnificent Flying Caravan?

Filippo: A un certo punto un manipolo di artisti pavesi ha deciso di andare a fare un tour in Germania. E sono partiti. E’ andato molto bene. A parte che da loro c’è meno diffidenza. Abbiamo fatto un concerto in un paese che si chiama Luhe (grande come Opera). I concerti dovevano durare due ore e mezza… A Luhe è durato cinque ore… Ci siamo mischiati e abbiamo proposto il movimento, per l’appunto.

Visio: Poi mi mandi dei link. Ho pochi lettori ma buoni e interessati.

Filippo: Assolutamente sì. Dicevo… Così si creano i movimenti. Contaminandosi, in modo che chi vuole sentire te senta anche gli altri e viceversa. Lo abbiamo fatto anche a Milano, portando in apertura delle band che ci piacevano.

Visio: Ringrazio Filippo. Per poter raccontare tutto il nostro interessante dialogo, ci vorrebbero dieci pagine… Magari faremo un’altra intervista. Mi dispiace di non aver inserito alcune delle cose astruse che ho scoperto… Ma non le rivelerò nemmeno sotto tortura. Per chi vuole approfondire i Nylon, più sotto trova i link dedicati.

Nylon:

http://www.nylonproject.com/

https://www.facebook.com/nylonproject

https://www.instagram.com/nylonofficial/

https://www.youtube.com/nylonproject

Questa la canzone sul balcone:

 https://www.youtube.com/watch?v=H9wwyjuXP88&feature=youtu.be

I Magnificent Flyng Caravan, oltre ai Nylon:

https://www.facebook.com/campisibeatrice/

https://www.facebook.com/Winetellersband/

https://www.facebook.com/francescomontesantipavia/

https://www.facebook.com/Richard-Lindgren-309694235383/

 

di Paolo Pelizza con Filippo Milani

© 2020 Rock targato Italia

 

 

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detto FERRANTE ANGUISSOLA Dal 15 aprile in radio e nei digital store “IL FIORE DI VENEZIA”

detto FERRANTE ANGUISSOLA

Dal 15 aprile in radio e nei digital store

“IL FIORE DI VENEZIA”

il nuovo singolo

“Il fiore di Venezia”, una ballata che racconta una storia d’amore nata nella cornice della splendida Piazza San Marco, nel periodo del Carnevale veneziano. Un fiore che non solo rappresenta la bellezza e l’amore, ma anche Venezia stessa, che fa emergere la poesia che è dentro ciascuno di noi.

Questa canzone d’amore è l’ultima della tracklist che compone il disco A OCCHI APERTI”, pubblicato dall’etichetta discografica Terzo Millennio Records

L’album è disponibile in tutti i webstore nella versione digitale e con un CD a tiratura limitata acquistabile sul sito web: www.terzomillenniorecords.com

Ferrante Anguissola (detto) è un Artista, un Poeta da scoprire: i brani dell’album “A occhi aperti” raccontano con garbata ed elegante ironia storie, aneddoti, viaggi e metafore. I testi e le musiche sono di Ferrante Anguissola esclusa “Il Dromedario e il Cammello”, il cui testo è tratto dal “Libro degli errori” ediz. 1964 di Gianni Rodari.

La produzione artistica è di Alessandro Boriani.

…a proposito di…  detto FERRANTE ANGUISSOLA

“… Un disco a 88 anni… Detto Ferrante Anguissola il decano dei cantautori… Un disco intenso e insolito con ironia mitteleuropea… (Mario Luzzatto Fegiz Corriere della Sera)

“… echi di filastrocche alla Branduardi, cronache di vite vissute dal sapore gaberiano, quadretti dal quotidiano di amori chissà quanto lontani, si rincorrono nel cd di Ferrante… ” (Enzo Gentile – il Sole 24 Ore)

“… Un disco artigianale di una bellezza cristallina dove la poesia sposa la nostra esistenza e l’ironia riesce a farci sopportare tutto con maggiore serenità. A coloro che hanno amato il cantautorato sincero, prodotto con passione, amore e grande qualità questo è un disco che non possono farsi sfuggire…” (Luca PaoliMusicalmind.altervista.org)

“… Canzoni semplici, dall'approccio quasi naif, ma garbate, che ti ricordano quelle che sentivi da bambino in autostrada mentre andavi al mare. Piccole storie che toccano i grandi temi che sono forse più attuali ora che mai…”  (Lorenzo Montefreddo - MusicMap)

detto Ferrante Anguissola nel web:

Facebook: https://www.facebook.com/ferrante.aanguissola

 

FRANCESCO CAPRINI

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“NON SI PUÒ” ritorna STEFANO SANTORO

Dal 15 aprile con un nuovo singolo

“NON SI PUÒ”

ritorna STEFANO SANTORO
In Radio e In Tutti I Digital Store

L’artista Stefano Santoro propone in questi giorni un nuovo singolo dal titolo “Non si può”. Il brano, energico e deciso, mostra però tra le righe la profonda debolezza che la fine di una storia d’amore irrisolta può generare dentro ognuno di noi.

Il singolo racconta, infatti, di un vecchio amore finito che torna a tormentare la mente di un uomo nel presente, rischiando di compromettere la sua attuale relazione.

I ricordi del passato spesso rimangono indelebili nella mente e a volte ritornano. Certe relazioni, finite ma irrisolte, possono ripresentarsi nei pensieri, rischiando di danneggiare una nuova coppia consolidata, che però soffre di qualche sporadico momento di nostalgia da parte dell'uomo, che pensa: "…Stringo forte le mani a chi ora è con me...perdonerà se rivivo quei giorni e la mente è con te, nel riprendere un brivido perso nel tempo..." 

E così l'attuale compagna si ritrova, almeno momentaneamente, a dover condividere mentalmente il suo amore con le ombre del passato. Tutto questo, chiaramente, è solo un ricordo e niente di più, ma quella passione non è del tutto svanita.

BIOGRAFIA:

Stefano Santoro nasce a Milano nel 1984. Sin da piccolo muove i suoi primi passi con la musica iniziando a suonare pianoforte e chitarra all'età di 6 anni. Molte sono state le sue influenze musicali, dai Pooh a Battisti, ai Beatles, Queen, Michael Jackson, Red Hot Chili Peppers fino ai Muse. Grande appassionato anche di cinema segue compositori come Ennio Morricone, John Carpenter e Hans Zimmer.

Inizia ad esibirsi molto presto grazie all'amico Mario Tessuto e a soli 16 anni canta periodicamente nello storico locale "Lisa dagli occhi Blu", avendo l'opportunità e la fortuna di poter condividere l'ambiente e il palcoscenico con artisti del calibro di Don Backy, Jimmy Fontana, Loredana Bertè e moltissimi altri.

Nel 2014 registra in un album tributo ai Pooh insieme a Red Canzian.

Inizia a creare molto presto, compone, arrangia i suoi brani e ne scrive i testi, e all'età di 13 anni fu uno dei pochi ad incidere un intero concept album registrandone tutti gli strumenti, dalle voci alle tastiere e pianoforte, chitarra elettrica e acustica fino a basso e batteria.

Quello che contraddistingue Stefano è la sua puntigliosa ricerca nella sperimentazione del suono, eseguendo lui stesso ogni parte musicale con ogni strumento, dando ai suoi dischi nel bene e nel male la sua totale impronta personale.

Ora è in fase di pre-produzione l'album "Infinito non è" in uscita nel 2020, disco che tratterà molto spesso il tema profondo dell'esistenza, con sfumature cariche ed eleganti che da sempre si porta con sé. La pubblicazione dell’album è anticipata dai singoli “Vivi” (novembre 2019), “Quando inizia un Amore” (gennaio 2020) e “Non si può” (aprile 2020).

Sito web: https://www.stefanosantoro.net/

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“Another Brick in the Wall” Interpretata da THE CRIMINAL CHAOS

Dal 15 aprile la nuova straordinaria

Another Brick in the Wall

Interpretata da THE CRIMINAL CHAOS

 In radio e nei digital store

THE CRIMINAL CHAOS tornano con il nuovo singolo, interpretando a loro modo la cover dell’indiscusso capolavoro dei PINK FLOYDAnother Brick In The Wall”.

Dal 1979, anno in cui è uscito, il brano rimane uno dei più celebri ed entusiasmanti successi della storia della musica.

Il testo è denso di significati, alcuni anche molto nascosti. Si tratta di creazione e distruzione: ogni concetto espresso non è casuale.  Le negazioni si annullano producendo un’affermazione che demolisce il vecchio per costruire il nuovo.

Another Brick in the Wall” è un’opera incredibile ed è stata scelta dalla band per dare vita ad un’originalissima cover firmata The Criminal Chaos. La band, infatti, crea una nuova versione della canzone modificando alcuni suoni di strumenti utilizzati, generando così un forte senso di smarrimento.

Another Brick in the Wall” racchiude una riflessione sul mondo dell’educazione, sui sentimenti e le emozioni dei ragazzi, sull’atteggiamento degli insegnanti che si sentono portatori del mondo dei valori che la scuola dovrebbe trasmettere.

CREDITS

Produced by Fulvio Ferrari and The Criminal Chaos

Mastered by Roberto Barillari

Mixed by Roberto Barillari, Fulvio Ferrari and The Criminal Chaos

Music and Vocal Arrangements, Keyboard programming by Fulvio Ferrari

Recording engineer Roberto Barillari @Cambusa Wave – Reggio Emilia – Italy

Studio Assistant Nicolò Romani

Studio manager Giovanni Pigino

Pre-production by Giovanni Pigino and Roberto Barillari @ Criminal Chaos Studio – Felino PR - Italy

Art and design by The criminal chaos

THE CRIMINAL CHAOS

Originaria di Parma, la band The Criminal Chaos” è formata da Nik Bergogni (voce), Pablo Chittolini (basso), Helder Stefanini (batteria) e Mirco Caleffi in arte “Keffia” (chitarra), Ivan Chittolini (sonorità elettroniche).  Il sound ha un forte impatto rock, caratterizzato dallo strumento musicale suonato, magico, sudato e ricercato.

Il debutto ufficiale dei “The Criminal Chaos” avviene con la pubblicazione del singolo “Smalltown Boy” - rivisitazione della celebre hit dei Bronski Beat.

La collaborazione con l’ingegnere del suono Roberto Barillari, grazie alla sua esperienza con importanti artisti (Lucio Dalla, Negramaro, Gianmaria Testa, Samuele Bersani, Stadio, Paolo Conte, Zucchero, Francesco Guccini), ha permesso ai “The Criminal Chaos” una forte crescita sonora e artistica.

Nel novembre 2019 viene pubblicato l’album “Surreal Reality”. Il disco, contenente sette brani, è prodotto in collaborazione con Fabrizio Grossi – produttore italoamericano dalle collaborazioni altisonanti con artisti del calibro di Steve VaiBilly Gibbons/ZZ Top, Joe Bonamassa, Ice TDave NavarroSteve Lukather e molti altri artisti della scena mondiale. 

Durante le sessioni in studio, la band si è avvalsa anche della collaborazione di Fulvio Ferrari, arrangiatore e compositore, nonché tastierista di Luca Carboni, che ha contribuito alla composizione di armonie corali, creando un sound sognante e psichedelico. Il disco è stato mixato da Fabrizio Grossi nel suo studio di North Hollywood e masterizzato da Pete Doell all’Aftermaster Studios in California.

Surreal Reality” è stato anticipato dall’uscita dei singoli con videoclip “Light Vibrations” e “Chemical Days”.

Nel web

Sito: http://thecriminalchaos.com/

 

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