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Verdena tour e nuovo disco

VERDENA annunciata la tournee e alcune date di presentazione del nuovo disco "Endkadenz Vol.1", in uscita il 27 Gennaio per Universal:

show case

26/01 Milano - piazza Piemonte, 2
27/01 Roma - via Appia Nuova, 427
28/01 Napoli - via Santa Caterina a Chiaia, 23
29/01 Bari - via Melo, 119

le date del tour

27/02/2015 Rimini Velvet Club & Factory
28/02/2015 Marghera (VE) RivoltaPvc
02/03/2015 Milano Alcatraz
03/03/2015 Firenze Obihall Teatro di Firenze
05/03/2015 Bari Demodè Disco Club
06/03/2015 Catania Barbara Disco Lab
08/03/2015 Napoli Casa della Musica "Federico I" - c/o Teatro Palapartenope
09/03/2015 Roma Atlantico Live!
10/03/2015 Bologna Estragon Club

www.verdena.com

 

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MAI CONTENTI - IL CAVALIER SERPENTE

IL CAVALIER SERPENTE

Perfidie di Stefano Torossi
12 gennaio 2015

MAI CONTENTI

Mai contenti
La settimana scorsa ci siamo lamentati: prima a Piazza Navona c’erano troppe bancarelle per la Befana; poi troppo poche e misere. Bruttissimi spettacolini su un bruttissimo palcoscenico. Oggi, 9 gennaio, c’è un bel sole, finalmente se ne sono andati tutti, però…
Però, siccome siamo a Roma, dove è improbabile fare qualcosa di normale in tempi normali, se ne sono andati tutti, sì, ma hanno lasciato indietro questo solitario albero di Natale, che con la sua pendenza mette in dubbio la competenza del Cavalier Bernini quando decise di infilare l’obelisco sulla Fontana dei Quattro Fiumi.
Perché è rimasto? Forse era di pertinenza di un servizio comunale diverso da quello che si occupa delle bancarelle (si sa, tra Befana e Natale c’è sempre stata un po’ di ruggine). Forse è scattata una nuova contestazione contro Marino proprio quando gli operai stavano per spostarlo, e così si sono bloccati. C’è da aspettarsi di tutto da queste parti. Forse c’entra addirittura il racket delle feste. Vediamo quanto ci mettono a portarlo via.


Caravaggio e i francesi (anzi, i francesi e Caravaggio)
Nella chiesa di S. Luigi de’ Francesi i Caravaggio sono addirittura tre, fra cui quello celeberrimo della vocazione di S. Matteo. Stanno infognati nel buio di una cappella risicata, messi in castigo dai committenti, probabilmente insoddisfatti o addirittura scandalizzati, come quasi tutti i clienti del pittore per la eccessiva umanità e verismo dei suoi quadri.
A noi naturalmente piacciono proprio per questo. Però per vederli illuminati bisogna sborsare un euro, che non è poco, anche perché dopo non troppi secondi la luce inesorabilmente si spegne e le tenebre calano di nuovo.
Ma non sono i quadri che ci interessano, è la magnifica indifferenza, propria dei francesi, verso tutto quello che non è français: in questo caso la lingua italiana.
Intorno alla cappella Contarelli ci sono parecchi cartelli di spiegazione, naturalmente in francese e, probabilmente nella traduzione di qualche sprovveduto sacrestano, anche in italiano.
Vorremmo richiamare la vostra attenzione su “Matteo che con l’altra mano esita a presentarsi”, su “questo personnaggio sia bene quello di Matteo”, “sull’instante dove passa la grazia”, “su gli uomini coi piedi nudi che esprimono la loro povertà (gli uomini o i piedi?)”.
Mica male, no? In fondo abitiamo in una insignificante cittadina dove per caso la Francia ha la più bella ambasciata del mondo a Palazzo Farnese, e la più sontuosa Académie dell’universo a Villa Medici.

Al risparmio di accordi
Chiariamo subito: il concerto ci è molto piaciuto, quindi questa nostra punzecchiatura non ha nulla a che fare con la qualità dell’esecuzione. Vogliamo solo divertirci a fare le pulci alla musica mediterranea contaminata, a quella araba, alla pizzica, eccetera.
26 dicembre 2014, concerto all’Aracoeli. Una ecumene musicale. Mesolella, Raiz, De Sio, Sepe, Cinque, Coen hanno eseguito una quantità di brani multietnici e non. Ci ha colpito un “’O sole mio” con Mesolella da solo alla chitarra, eccezionalmente bravo, intercalato a un canto arabo suggestivamente ipnotico, ma, come è tipico di quella musica, al risparmio armonico: trovi un accordo, gliene metti vicino un altro e, avanti e indietro, hai risolto il pezzo. Niente complicazioni alla Mozart. Certo, c’è il ritmo, ma forse non basta. Stiamo scherzosamente banalizzando, eh! Non vorremmo vedere qualcuno sotto casa nostra con il kalashnikov.
Strana chiesa l’Aracoeli, una delle più antiche di Roma, e anche delle più importanti. Ma sembra tirata su in economia e di corsa: colonne e capitelli diversi uno dall’altro, il pavimento: una confusione di pietre tombali, di frammenti di lapidi romane, di parti cosmatesche, eppure, data l’antichità dell’edificio, la scelta del materiale di spoglio doveva essere ancora abbondante.
Basterebbe fare il confronto con la chiesa di S. Pietro in Vincoli, più o meno dello stesso peri-odo, che ha una fila di venti colonne tutte uguali e di una bellezza senza pari. Magari, anzi di sicuro i ruderi da cui rapinarle erano più vicini, più comodi per il trasporto. Perché, davvero, con i mezzi di allora (siamo all’epoca dello sfacelo dell’Impero Romano) anche trascinare una colonna su per un colle doveva essere un’impresa quasi impossibile.

PS. Imbarazzante
La trasmissione di RaiTre “Che fuori tempo che fa”, in passato e con un titolo leggermente più sintetico, ci aveva tratti in inganno presentandosi come l’incontro di una rete intelligente con i suoi spettatori intelligenti. Sabato sera hanno gettato la maschera servendoci, alternati a dosi massicce (prima erano solo omeopatiche) delle pillole di saggezza di Gramellini, una scalcinata serie di sipa-rietti da Trieste.
Si trattava della cronaca dei festeggiamenti organizzati da un’imbarazzante banda di fans di Fantozzi in onore di Paolo Villaggio (che non sappiamo neanche se era presente, perché poi abbiamo spento). Un’imbarazzante recita da oratorio durante la quale il parroco Fazio, per niente imbarazzato, dirigeva ridacchiando l’imbarazzata performance del sagrestano Fabio Volo al comando dei suddetti fans nell’imbarazzante imitazione delle scene più famose dei film del Rag. Fantozzi.
Un esempio di bassissima televisione. Imbarazzante. Ci mancava.

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L’archivio del Cavalier Serpente, o meglio la covata di tutte le sue uova avvelenate, sta al caldo nel suo blog. Per andare a visitarlo basta un click su questo link:  http://blog.libero.it/torossi

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“Vdb23/Nulla è andato perso” di Fausto Pirito

Martedì 13 gennaio è stato un giorno importante per la musica italiana: è uscito “Vdb23/Nulla è andato perso”, il cd prodotto dal bassista Gianni Maroccolo (ex Litfiba, CSI, PGR, oggi con i Deproducers) e da Claudio Rocchi, pioniere del “rock progressivo” targato Anni '70, scomparso nell’estate del 2013.

L'album, pubblicato nel 2013 in tiratura limitata (mille copie) grazie a una operazione di “crowdfunding” (finanziamento collettivo), finalmente oggi ha anche una distribuzione tradizionale e capillare curata da Alkemi/Ala Bianca e Kiver.
Un disco davvero unico e importante, l’ultimo a cui ha lavorato Rocchi... in pratica, il suo testamento artistico.

Numerosi i musicisti di rango che hanno collaborato a questa opera e tutti legati alla storia di Maroccolo: dai Litfiba Piero Pelù e Ghigo Renzulli a Massimo Zamboni, Cristina Donà, Franco Battiato, fino al cantante, chitarrista e scrittore Cristiano Godano.

Collegandovi al link qui sotto, potrete vedere e ascoltare tutti i videomessaggi che una serie di artisti e amici ha dedicato a questa iniziativa e al ricordo di Rocchi: https://www.youtube.com/user/maroccologianni.

Troverete i “contributi” di: Francesco Caprini (ideatore di Rock Targato Italia), Giorgio Canali (chitarrista), Mario Luzzatto Fegiz (giornalista), Bruno Casini (giornalista, scrittore, promoter e primo manager dei Litfiba), Eugenio Finardi, Alberto Fortis, Tito Schipa Jr (cantautore, compositore, regista, attore e produttore), Alice, Massimo Zamboni, Ernesto Assante (giornalista), Peppo Delconte (giornalista), Mauro Pagani, Franco Battiato, Giordano Casiraghi (giornalista), Stefano Senardi (discografico), Beppe Brotto (musicista) e tanti altri ancora.


Fausto Pirìto

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I punkreas celebrano i 25 anni di attività

I PUNKREAS celebrano i 25 anni di attività con una tournee e un cofanetto "XXV Paranoia domestica" che contiene i primi quattro album della band.

Il Paranoia Domestica tour parte il 17 gennaio 2015 dal Leocavallo di Milano, per l'occasione tanti amici come ospiti: Gerson Gerson, Sebi dei Derozer, Morgana Dj e molti altri. Evento unico e grande festa per celebrare i 25 anni di palchi, festival, poghi, stage diving, autogrill, birre della Band imprescindibile del Punk/Rock italiano!

Le date

17 gennaio – Milano, Leoncavallo
22 gennaio – Catania, Industrie
24 gennaio – Marghera (Ve, Rivolta
31 gennaio – Brindisi, Dopolavoro
14 febbraio – Firenze, Flog
28 febbraio – Perugia, Urban
7 marzo – Cesena, Vidia
14 marzo – Genova, Zapata
20 marzo – Fontaneto d’Agogna (No), Phenomenon
21 marzo – Brescia, Magazzino 47

Nel web: https://www.facebook.com/punkreasofficial

 

 

 

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Le strane guerre di Chris e Alan.

BENTROVATI ALLE VISIONI.
Amici visionari, oggi parliamo di due film che abbiamo visto per voi. Sono l'eastwoodiano "AMERICAN SNIPER" e "THE IMITATION GAME" di Morten Tyldum. Si tratta di due biopic.

Bradley Cooper (anche produttore) mette in scena il personaggio di Chris Kyle, il più letale cecchino dei Navy Seals e della storia bellica americana. Il film tratto dalla biografia di Kyle è esattamente come ce lo si aspetta: lineare e ben girato. Cede pochissimo a idee avanguardiste e a guizzi artisticio presunti tali. Perfetto nella struttura e straordinario da un punto di vista cinematografico, il lungometraggio si sviluppa attraverso la storia del protagonista e delle sue vicende dentro e fuori l'Iraq più recente. Due note di merito: una per l'inossidabile Michael Owens (supervisore agli effetti speciali già utilizzato da Eastwood per Hereafter e da Spielberg per il suo sbarco a Omaha Beach di Save Private Ryan), l'altra per l'interpretazione intensa e misurata di Cooper. Sia gli effetti più veri e credibili del vero, sia la bravura dell'attore impreziosiscono un film americano che qualche volta ti viene di scriverlo con la kappa!
Non sempre, per fortuna. Perché fuori dalle vicende belliche (durissima la sequenza delle prime due uccisioni) è la storia di un uomo che, convinto dall'educazione che gli è stata impartita e dal patriottismo un po' pret-a-porter della provincia sudista, parte per la guerra con l'idea di essere un cane da pastore e di proteggere il suo gregge dai lupi. La guerra (nella pellicola) è la vera e indiscussa protagonista. Si insinua sotto pelle e diventa un grave sull'anima di protagonisti e spettatori. Ci arrivi dentro e non riesci ad uscirne. Neanche quando torni a casa. Neanche quando giochi con i tuoi figli.
Kyle diventa una sorta di "war addicted" assuefatto a pericolo e violenza, incapace di uscire dal vortice. Nella pace di casa, tornare ad occuparsi di altri reduci meno fortunati ed integri di lui diventa la chiave per un ritorno alla vita. Ultima nota per la co-protagonista Sienna Miller. L'abbiamo trovata in forma soprattutto quando appare per la prima volta. Una classica ragazza della provincia degli USA molto bella e un po' tamarra. Dove dovrebbe farci entrare nella sua angoscia per la sorte del marito che parte per l'ennesimo turno di servizio, lascia la porta socchiusa. Ci invita ma nonriesce a farci varcare la soglia. Un piccolo neo per un film perfetto.

THE IMITATION GAME è il biopic del matematico britannico Alan Turing. Lui e un pool di cervelli vengono chiamati per decifrare il codice della macchina Enigma: missione impossibile per il numero di combinazioni che si devono provare. Così Turing progetta e costruisce una macchina per processarlo e trova la chiave permettendo agli alleati di vincere la guerra contro il nazismo.
Il regista nordico ci consegna una ricostruzione senza sbavature, né frills. La struttura è asimmetrica ma assolutamente comprensibile anche nei passaggi temporali tra le età e i periodi della vita di Turing. Il film ha ritmo ed è emozionante. Molto del merito va all'attore protagonista Benedict Cumberbatch. Lontano dalle atmosfere e dal mood insensibile e misantropico di Holmes nella riuscita serie TV "Sherlock", il Turing di Cumberbatch è da stropicciarsi gli occhi: tridimensionale, gioca tra stati emotivi, stravaganza e un vago e leggero autismo. Sarebbe una vera ingiustizia non dargli l'Oscar! come da Oscar è Keira Knightley: la sua Joan Clarke è tantissima roba e la parte non è facile. I due protagonisti sono certamente aiutati da tutto il cast che funziona come un orologio svizzero. THE IMITATION GAME è un organismo complesso che gira impeccabilmente.
I dialoghi sono sempre sagaci e interessanti e la vicenda che sulla carta potrebbe essere noiosa (cinque geni che costruiscono una macchina) è un mix di ironia, disperazione, disagio esistenziale e gioia sullo sfondo della più grande tragedia della Storia umana.
Una piccola divagazione sul regista, concedetemela. Tyldum è nordico di nascita e statunitense di formazione cinematografica (New York non L.A.). L'unico altro suo film che il sottoscritto è riuscito a vedere è Headhunters, tratto dall'omonimo romanzo di Jo NesbØ. Il libro è uno dei più riusciti thriller della storia della letteratura di genere e lo scrittore e musicista norvegese che ne è l'autore è probabilmente il più grande di sempre dopo il maestro Ellroy. Insomma, il materiale c'era. Tuttavia, (seppur ci rendiamo conto che l'intreccio fosse complicato da tradurre in immagini in movimento) il film era venuto fuori un po' algido e stanco. Questo ultimo è talmente riuscito da farci urlare al capolavoro e, già che ci siamo, diamo un Oscar pure a lui! Crepi l'avarizia.

Due guerre diverse e due personaggi diversissimi e di epoche diverse. Una cosa in comune ce l'hanno: sono guerrieri che combattono in modo strano, non canonico. Uno, la guerra (e la morte che provoca) la vede da molte centinaia di metri di distanza attraverso il mirino telescopico di un fucile di alta precisione. L'altro dentro un laboratorio tra una modifica e l'altra alla macchina.
Tutti e due hanno ucciso. Hanno ucciso per vincere la guerra. Uno senza essere visto, da lontano e al sicuro. Un colpo, un morto. L'altro per non dare alcun vantaggio al nemico, ha lasciato che molte persone morissero, senza fare nulla. Si sono assunti responsabilità che nessuno dovrebbe assumersi e ne hanno pagato il prezzo. Tutti e due scomparsi: Kyle è stato ucciso da un reduce che cercava di aiutare e che soffriva della sua stessa sindrome, Turing (sembra ...) muore suicida dandoun morso ad una mela avvelenata con il cianuro. In particolare, pensando alla parabola dell'eroico matematico non posso fare a meno di darvi conto del fatto che Turing è davvero il padre dell'intelligenza artificiale e che dovrebbe essere studiato nei corsi di filosofia avendo superato l'assioma cartesiano per il quale le macchine non possano pensare. Penso, quindi sono una macchina. Le sue scoperte sono paragonabili a quelle di Darwin e Freud, ma più importanti per come hanno cambiato il nostro modo di vivere.
Il matematico britannico è stato oggetto di molti libri e di qualche pellicola. Consentitemi di rivelarvi che c'è stata anche una rappresentazione in teatro qualche anno fa (Stagione 2012/2013 al Teatro Piccolo di Milano): TURING STAGED CASE HISTORY. Per chi volesse approfondire: www.turingcasehistory.net Lo spettacolo di Maria Elisabetta Marelli è (per quanto concerne la mia esperienza) il miglior esempio di arte multimediale. Il matrimonio tra tecnologia e mezzi espressivi ha reso con la dignità drammaturgica necessaria, l'essenza del lavoro e del pensiero del matematico.
Ma, anche, debolezze e paure senza cedere mai ad una freddezza che (spesso) questo genere di rappresentazioni hanno intrinsecamente. Sarebbe bello poterlo rivedere in scena, vista anche la spinta che questo film sta ridando al personaggio e i riconoscimenti che la pellicola ha avuto e quelli che (ne sono certo) arriveranno.

Un'ultima nota di servizio per i "visionari". Molti mi hanno sollecitato a scrivere un pezzo su PINO DANIELE che tutti abbiamo amato e amiamo. Qualcuno vorrebbe che scrivessi, anche, un ricordo della EKBERG. Non voglio nemmeno provare a giustificarmi sono argomenti che meritano cura,
attenzione e spazio anche alle Visioni ... tuttavia, tutti questi eventi sono capitati in un momento terribile. L'attacco vigliacco a CHARLIE HEBDO e alla libertà di espressione, stampa e pensiero ci hanno scossi intimamente. Alla fine su Pino Daniele ha scritto una canzone un suo amico talentuoso e credo che fare meglio di ERIC CLAPTON sia difficile!

Je suis Charlie.

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VASCO - L'album più venduto dello scorso anno

VASCO
“SONO INNOCENTE”
L’ALBUM PIU’ VENDUTO DELL’ANNO 2014


Da quando è uscito, il 4 Novembre, il nuovo album di Vasco - “Sono Innocente” – è sempre ai vertici delle classifiche e il video del singolo “Come vorrei”, top air play, girato in bianco nero presso la diga di Ridracoli, viaggia oltre le 3.500.000 visualizzazioni.
Già 4 volte di Platino per aver superato le 200.000 copie di vendita è, in meno di due mesi, l’album più venduto dell’anno!

Il 2014, un’annata d’eccezione per Vasco Rossi che, dopo 3 singoli di Platino (“L’uomo più semplice”, “Cambia menti” e “Dannate Nuvole”), ha trionfato l’estate scorsa con i 7 pluripremiati concerti evento tra Roma, stadio Olimpico e Milano, stadio SanSiro.

“Sono Innocente”, 17esimo album di studio per Vasco che, nell’ultima recente intervista con Red Ronnie, lo ha definito “L’album più bello della mia vita. Ricco di chiaroscuri e soprattutto di canzoni una diversa dall’altra”.
Come nella sua migliore tradizione, un album sorprendente che i fan hanno accolto con grande entusiasmo.

In tour la prossima estate con il Live Kom ‘015 nei maggiori stadi italiani.
I biglietti messi in vendita da Live Nation si sono esauriti in così poco tempo da richiedere il raddoppio in 6 città su 8 con un totale di 14 concerti a oggi.
Dopo i raddoppi degli stadi di Bari, Bologna, Milano, Torino, Padova e Firenze.

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Alessandro Grazian nuovo disco

Distribuito da Audioglobe, il CD "L'Età più forte" di Alessandro Grazian. Da oggi nei negozi di dischi.

Il disco è il quarto della sua carriera, vede la luce due anni dopo l’apprezzato “Armi”. Tutte le canzoni (testi e musiche) sono state scritte e curate negli arrangiamenti da Grazian, alla realizzazione del disco hanno contribuito Enrico Gabrielli, Rodrigo D'Erasmo, Leziero Rescigno e Antonio 'Cooper' Cupertino.

Il disco esce per l’etichetta Lavorare Stanca e sarà distribuito da Audiglobe.

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Le visioni di Paolo

Je suis Charlie.

Non torneremo oggi.

Avevamo tante cose di cui parlare ma, di fronte alla barbarie non c'è niente da dire.
Non abbiamo recensioni da fare.
Pensieri da condividere.
Non abbiamo niente di così importante di cui parlare.
Non scriveremo nulla oggi perché è il momento del dolore, dell'incredulità e del cordoglio.

Torneremo, però.
A scrivere, a leggere, a condividere idee e suggestioni.
Torneremo perché è giusto.
Torneremo anche per il rispetto che portiamo alle vittime, al loro mestiere e alla loro essenza. E non solo a loro.
Lo faremo per tutti i liberi pensatori che non hanno paura di esprimersi.
Lo faremo perché vogliamo che questi fatti non si ripetano più e combatteremo per questo.
Combatteremo con la nostra umanità e i nostri pensieri. Combatteremo restando uguali a noi stessi e coerenti con i nostri valori.
I valori della libertà e della non violenza.
Lo faremo e lo rifaremo.
E poi lo faremo ancora e ancora.

Lo faremo perché non abbiamo paura.

Je suis Charlie.

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Tornano in concerto in Italia gli AC/DC, 9 luglio Imola

Tornano gli AC/DC per un unico concerto in Italia il 9 luglio 2015 a Imola + Special Guest

La band - leggenda del rock mondiale all’Autodromo Internazionale "Enzo e Dino Ferrari" per il più grande evento open air dell’estate 2015

Dopo il sold out dell’ultimo concerto in Italia nel 2010 a Udine, in uno Stadio Friuli invaso da 50.000 fan in delirio, tornano gli AC/DC per un unico e imperdibile concerto nel nostro Paese (organizzato da Barley Arts) il 9 luglio all’Autodromo Internazionale "Enzo e Dino Ferrari" di Imola.

La band-leggenda del rock mondiale infiammerà così, con la sua energia e i suoi riff inconfondibili, una location storica per la musica live in Italia, per il più grande evento open air dell’estate 2015 dedicato ad un unico artista internazionale.

Le prevendite per il concerto degli AC/DC partiranno dal 17 dicembre, il prezzo del biglietto (posto unico) è di 75 euro (più 11,25 euro di prevendita). Non sono previsti VIP packages, early entry o simili iniziative.

Quello di Imola è l’unica data in Italia di un tour mondiale, il "ROCK OR BUST WORLD TOUR", con cui gli AC/DC porteranno live i loro più grandi successi e presenteranno per la prima volta dal vivo i brani del loro ultimo album di inediti ‘Rock Or Bust’, in testa alle classifiche in Italia e in tutto il mondo! Sarà inoltre il primo tour senza Malcom Young, che ha recentemente lasciato la band per motivi di salute. Al suo posto Stevie Young, nipote dei membri fondatori Angus e Malcolm Young, che ha suonato la chitarra ritmica in ‘Rock or Bust’ e che accompagnerà la band sul palco.

Pubblicato il 1 dicembre scorso, ‘Rock Or Bust’ contiene 11 brani inediti e viene pubblicato a sei anni di distanza da “Black Ice”, album del 2008 che ha riscosso un grandioso successo mondiale. Il disco, registrato nella primavera del 2014 al Warehouse Studio di Vancouver, prodotto da Brendan O’Brien e mixato da Mike Fraser, ha ricevuto recensioni molto positive da tutta la stampa mondiale, che lo ha già definito ‘uno dei punti più alti raggiunti dagli AC/DC nella loro lunghissima e gloriosa carriera’.

Il concerto degli AC/DC a Imola rappresenta per Barley Arts un grande ritorno ai raduni rock internazionali in Emilia Romagna, regione dove ha sempre portato la grande musica rock, già dagli anni ’80, con lo storico festival Monsters of Rock, fino al più recente Flippaut Rock Festival.

L’evento si svolgerà nel Paddock Rivazza, una delle zone più verdi e accoglienti dell’autodromo e, come tutti gli eventi Barley, sarà caratterizzato dalla massima attenzione verso le migliaia di fan che accorreranno da tutta Italia e Europa.

www.acdc.com

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Da gennaio 2015 il disco "Vdb23/nulla è andato perso" di Gianni Maroccolo e Claudio Rocchi

Dal 13 gennaio 2015 sarà nei negozi di dischi “Vdb23/nulla è andato perso” di Gianni Maroccolo e Claudio Rocchi su label Alkemi/Ala Bianca Group - distribuzione Warner/Kiver

È un disco speciale “Vdb23/Nulla è andato perso” di Gianni Maroccolo con Claudio Rocchi, che esce a gennaio ufficialmente dopo una prima pubblicazione limitata nel 2013, prodotta grazie al crowdfunding.

Innanzitutto perché non era automatico vedere due musicisti con un passato così impegnativo superare retroterra e logiche di appartenenza e aprirsi l’uno all’altro, artisticamente ma prima ancora umanamente. Non era automatico che il grande psichedelico del rock italiano si trovasse a interagire con il pilastro di Litfiba e CSI nonché deus ex-machina di molto indie del nostro paese.

Non che i rispettivi retroterra o il leggero gap generazionale portassero elementi di incompatibilità musicalmente, tutt’altro. È che questo tipo di collaborazioni accadono e accadono felicemente solo se prima c’è un’intesa umana che permette di andare al di là di barriere personali e capricci dell’ego. L’album assume un valore preciso poi se si considera che è l’ultimo a cui ha lavorato Rocchi prima di morire nell’estate del 2013 per il veloce aggravarsi di una malattia degenerativa. E ascoltandolo non si può non rimanere colpiti dall’inevitabile valore testamentario delle canzoni scritte e cantate da Claudio, che in cuor suo avrebbe voluto sopravvivere ma sentiva probabilmente che quella in corso era una session estrema e particolarmente importante. Parole che guardano in faccia la morte con la luce che ha sempre illuminato la sua poetica, cantate con tutta la forza possibile in una fase già di grande sofferenza, e che trovano perfetto completamento nell’architettura sonora levata da Gianni, spigolosa e battagliera, intensa nell’intimo di un tessuto rock intriso di trame psichedeliche ma mobile nel suo regno in territori tra wave, elettronica e industrial.

Un lavoro che parla di transiti, terreni e ultraterreni, di cambiamenti e di tappe, di morte che si trasforma in vita, di energie che sembrano scomparire per rinascere in un boom di luce forte. E tutto avviene senza retorica e con mirabile asciuttezza, anche nella lunga Rinascere Hugs Suite che occupa la parte centrale del disco, venti minuti dove sfilano i contributi tanto numerosi quanto sobri e funzionali di Franco Battiato, Piero Pelù, Cristina Donà, Massimo Zamboni, Cristiano Godano, Emidio Clementi, Ivana Gatti, Monica Matticoli, Alessandra Celletti, Beppe Brotto, in un momento che sembra sviscerare l’idea di “viaggio” come esperienza di tutti, come percorso di condivisione umana.

Un passaggio di umanità in definitiva, ed è un cerchio che si chiude, a ripensare all’esordio di un Rocchi diciannovenne nel 1970, nel suo classico primo album “Viaggio”.

Un disco poi che segna una pietra miliare nel lavoro solista di Gianni, che in accordo con i contributori del crowdfunding iniziale ora lo rende disponibile a tutti, e che arriva sopra ogni altra cosa come una viscerale espressione di qualità e serenità, requisiti oggi difficilmente rintracciabili nella gran parte dei prodotti musicali di un’industria discografica sempre più virtuale e chiusa in sé stessa.

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