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CIRCOLO ARCI BELLEZZA: IL LIVE DI FRANCESCO SACCO

Il 23 giugno 2021, grazie al contributo dell’associazione culturale Arci Bellezza, Francesco Sacco avrà la possibilità di esibirsi sul palco in un suo personale concerto. L’Arci Bellezza è un’organizzazione molto attiva in campo ricreativo, culturale e sociale, in particolar modo nel campo della promozione di eventi, concerti e corsi di spettacolo.

Francesco Sacco è cantautore e polistrumentista. Influenzato dal cantautorato italiano, in particolare da Guccini, Tenco e Battiato, ma anche da quello internazionale (Cohen, Serge Gainsbourg). Per quanto riguarda i generi fonte d’ispirazione sono il blues e il rock, in particolare quello degli anni '70. Dopo anni di produzioni per altri, esordisce nel 2020 con i singoli “Berlino Est” e “A Te”, seguiti dalla pubblicazione del suo primo LP “La Voce Umana” (ArtistFirst), di cui ha curato, sotto ogni punto di vista, composizione, arrangiamento e produzione. Oltre che nel campo musicale Francesco è attivo anche come compositore nel contesto del teatro contemporaneo con il collettivo Cult of Magic, del quale è co-fondatore. Recentemente ha pubblicato il singolo Pioggia d'Aprile.

Ospiti speciali al concerto di Francesco Sacco sono “Le Corse più Pazze del Mondo”, un’idea di Kuschimaru Sama, pseudonimo di Luca Pasquino, e Pit Coccato nata davanti ad un camino spento: uno co-autore e collaboratore assiduo di ETT e co-fondatore della band Ku.da, l’atro già attivo con un progetto solista avviato. Trovano un punto di incontro tra elettronica, progressive, post-rock e folk, sfociato nel loro primo singolo “Viaggi in Europa” (uscito per Altererebus il 18 giugno). Una formazione fuori dagli schemi, eclettica e a tratti imprevedibile.

Il concerto di Francesco Sacco si terrà presso la sede di Arci Bellezza a Milano, in Via Bellezza 16/a. Sarà possibile recarsi all’evento dalle ore 20.00, ma per avere la possibilità di accedervi sarà necessario essere in possesso della Tessera Arci.

 

Blog: Rock Targato Italia

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COMA_COSE: CINQUE NUOVE DATE DEL NOSTRALGIA TOUR

Dopo il grande successo riscontrato al Festival di Sanremo, con il brano "Fiamme negli occhi", i Coma_cose tornano sul palco con il loro nuovo tour NOSTALGIA. Fausto Lama (pseudonimo di Fausto Zanardelli) e California (pseudonimo di Francesca Maesiano), a grande richiesta, annunciano l'arrivo di altre cinque nuove e imperdibili date, in seguito ai sold out ottenuti a Bologna, Gardone Riviera (BS), Perugia, Milano (6 luglio) e Codroipo (UD). Un appuntamento tutto dal vivo per abbracciare i fan di nuove città e festival estivi italiani. 

"Finalmente possiamo annunciare che anche noi saremo sui palchi di tutto lo stivale a portare dal vivo le canzoni di Nostalgia e di tutto il resto del nostro repertorio. La formazione con cui suoneremo sarà allargata e inedita, canteremo, grideremo e ci commuoveremo insieme." - Coma_cose.

Il duo musicale pop/rap italiano ha sempre avuto un'impronta evocativa, in grado di trasformare semplici attimi in spettacoli iconici e emotivamente coinvolgenti, come il gioco di sguardi portato sul palco dell'Ariston lo scorso marzo. Dopo tanto tempo potremo tornare ad essere nuovamente sorpresi dalle loro esibizioni dal vivo. 

"Fiamme negli occhi" è stato uno dei brani più apprezzati della manifestazione musicale sanremese e certificato Disco di Platino. Sulla scia di questo strepitoso successo, i Coma_cose, porteranno sul palco il loro nuovissimo album Nostalgia, un live potente e innovativo, ma soprattutto inedito. Non mancheranno, però, in scaletta, i brani che hanno segnato la storia d’amore e di rivalsa di Fausto e California - quel formidabile viaggio che li ha portati in soli tre anni a imporsi come riferimento cardine del nuovo panorama cantautorale italiano

Da location dal sapore di gradito ritorno a suggestive venue immerse nella natura, tutte le date del NOSTRALGIA TOUR - prodotto da Vertigo - si svolgeranno nel pieno rispetto delle linee guida e dei protocolli atti a prevenire la diffusione del contagio da Covid-19.

 

Blog: Rock Targato Italia 

IRENE INZAGHI 

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APOLOGIA DI UN VISIONARIO.

APOLOGIA DI UN VISIONARIO.

  Hanno ragione. Hanno ragione, cantava Roberto Vecchioni nell’incipit della sua bellissima Luci A San Siro. Devo dirlo anche io e chiedere venia per la mia arroganza intellettuale. Quando si sbaglia, lo si deve ammettere. Quindi, vestito di sacco e con il capo cosparso di cenere chiedo scusa.

Ho scritto milioni di volte, sul fatto che la musica rock non solo esistesse ancora ma fosse vivissima e vitale. Niente di più errato. Ho anche avuto la tracotanza di sostenere che ai giovani non solo il rock “parlasse” ancora ma, addirittura che abbiano bisogno di una scena di quel genere.

Ora, è venuto il momento di fare un bagno di umiltà. Perché vedete come è possibile che succeda che una band di ragazzini venuti dalla provincia grassa degli Stati Uniti possano fare un tour mondiale con all’attivo solo tre singoli, due EP e un album? Chi pagherebbe il biglietto? Nessuno, ovviamente. Se poi facessero anche un altro disco, ovviamente, non entrerebbero in nessuna classifica da nessuna parte … Davvero, non può succedere! E io che mi accanivo … Ho avuto le fette di un prosciutto tagliato particolarmente spesso, sugli occhi!

Ho anche scritto dei pezzi parlando di un particolare fermento sia negli Stati Uniti che nella vecchia Europa … Non so se ho voluto illudermi o vi ho deliberatamente mentito. Il rock è morto ed in avanzato stato di decomposizione, pure! Lo riesumano i vecchietti … è roba fatta da anziani e consumata da anziani.

Pensate che possa succedere una roba favolistica tipo che una rock band di buskers, possa essere presa in un talent show importante, faccia musica rock stramorta, lo perda e poi vada a Sanremo, nel tempio del faceto nazional popolare e vinca grazie ai voti del pubblico? Non può accadere …

Esageriamo, magari, vanno anche all’Eurovision Song Contest e pur facendo un glam non particolarmente originale finiscono per sembrare quelli più diversi dagli altri? Quelli più “nuovi”? Quelli meno omologati? Giochiamoci anche il carico da cento: lo vincono, ancora una volta col voto del pubblico! Quando mai …

Immaginate se poi finissero nelle prime venti posizioni della classifica britannica … se ricevessero endorsement e lodi da musicisti di fama planetaria … e poi? Siamo alla follia! Pure Billboard vuole la traduzione della loro intervista?  Impossibile! Fantascienza! Balle!

Si vede che, davvero, ho le visioni ma nel senso di traveggole.  Andrò a farmi vedere da uno bravo sul serio! Prometto, che non vi angustierò più su questo tema. Anzi farò ammenda, mi scuserò con tutti gli addetti ai lavori che cercavano di mettermi sulla buona strada e io non ho ascoltato.

Giuro che ci sto provando … ma non trovo più nessuno! Vuoi dire che stanno cercando di aggiustare il tiro?

Vabbé, da parte mia me ne starò zitto e buono.

di Paolo Pelizza

© 2021 Rock targato Italia

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recensioni giugno 2021 di Roberto Bonfanti

Gli ascolti di giugno 2021.
articolo di Roberto Bonfanti

Cerco di saltare i preamboli, questa volta. Si avvicina una nuova estate, il maestro Battiato ci ha lasciato e il mondo continua a galleggiare su promesse palesemente false a cui tutti ormai fingono rassegnati di credere, per cui non c’è molto da dire. Limitiamoci a parlare di qualche bel disco da ascoltare prima che tornino le zanzare.

“Reset” dei Bachi Da Pietra ci dimostra che non sempre semplificare il discorso significa fargli perdere di qualità o di mordente. L’ex duo guidato da Giovanni Succi e Bruno Dorella, diventato un trio con l’aggiunta di Marcello Batelli, sforna un disco decisamente compatto, caustico e soprattutto tremendamente attuale costruito su un rock cupo e moderno che non rinuncia però a quella vena di quel blues primordiale che è da sempre nell’anima della band. Un album diretto, amaro, provocatorio e dolente che sa come colpire e lo fa senza remore.

C’era molta curiosità su cosa avrebbe potuto fare Vasco Brondi dopo avere chiuso in soffitta il marchio Le Luci Delle Centrale Elettrica. La prima risposta arriva con “Paesaggi dopo la battaglia”: un bel disco in cui l’artista ferrarese non rinnega assolutamente le sue origini ma cerca di valorizzare più che mai la sua vena da cantastorie sensibile cresciuto nella nebbia e negli anni ‘90. Un disco intimo, dilatato e colmo di malinconia in cui lo sguardo del cantautore gioca sui dettagli e le sfumature per ricamare quadretti umani dal sapore tanto trasognato quanto agrodolce.

Se c’è una cosa che non manca a Motta è la spontaneità. Sbarcato ormai da tempo in una dimensione che travalica i confini della musica indipendente, con “Semplice” il cantautore toscano prosegue il proprio percorso fatto di canzoni pop incentrate sulla sua voce aspra con cui continua a raccontare le sue insicurezze, i suoi affetti e il suo sguardo obliquo sul mondo. Un disco venato da un senso di inaspettata serenità ma anche da un fondo di piacevole fragilità.

Chiudiamo con un progetto molto particolare: “Non c’è verso” di Piume, una sorta di collettivo ideato da Giuliano Dottori e Paolo Marrone che hanno chiesto a dieci scrittori di origine diversa fra loro di scrivere dei testi che i due artisti hanno poi musicato, prodotto e cantato. Il risultato è un esperimento interessante, che sul piano musicale naviga sapientemente nelle acque dell’indie-pop d’autore più contemporaneo e delicato ma che al tempo stesso prova ad accostare fra loro storie, sensibilità, mondi e contenuti diversi.

Roberto Bonfanti
[scrittore e artista]

www.robertobonfanti.com

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Quattro chiacchere con naima

Naima è il nome del progetto musicale di Lorenzo Rocca e Nader Ismail, nonché il titolo del loro primo EP. Disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 31 marzo, il disco presenta tutte le diverse anime del duo: jazz, indie, elettronica, dance, pop e tanto altro.

Abbiamo deciso di intervistarli per conoscere meglio la loro visione:

Come vi siete avvicinati al mondo della musica?

Veniamo entrambi, come tutti, da una miriade di gruppetti delle superiori, compagni di classe o amici di amici con cui muovere i primi passi nell’ambito della musica suonata, più o meno ingenuamente.

Come vi siete conosciuti? E come è nato il vostro progetto?

Io e Nader ci siamo conosciuti al corso di letteratura francese in università, sotto il segno di Mallarmé, ed è stato amore a prima vista. Abbiamo fondato un primo gruppo dove cantavamo canzoni in inglese, i Name your daughter. Le canzoni erano belle e noi eravamo bravi, il tempo di registrare il primo EP e ci siamo sciolti ancora prima di pubblicarlo.

Perché NAIMA?

Naima è un nome che nasce quasi per caso, davanti all’omonima catena di profumi. Mi piaceva lo spazio che esisteva tra Naima il negozio di profumi e Naima la bellissima ballata di John Coltrane, un po’ un congiungimento tra il superficiale e il sacro, la leggerezza e la profondità. Quando l’ho detto a Nader mi ha risposto che Naima era anche il nome di sua nonna. Un segno più chiaro di così…

Come nasce un vostro brano? A cosa vi ispirate?

La maggior parte dei pezzi nascono al piano o alla chitarra nella solitudine della mia camera a Lodi. Parto sempre da riflessioni, pensieri o pezzi di frase che mi segno sul telefono mentre sono in macchina, a lavoro, al ristorante… sperando che l’ispirazione tornerà per poterci lavorare in seguito. Scrivo molto, poesie, racconti, riflessioni… poi tutto quello che riesco a macinare e rielaborare finisce in canzoni, che poi sottopongo al severo giudizio di Nader, che le screma e ne valuta il valore. L’EP è stato creato partendo da demo autoprodotte che sono state fornite a Patrizio, batterista. Con lui abbiamo registrato da capo basso, chitarra, piano e batteria a La Sauna, un bellissimo studio a Varano Borghi (VA).

Il vostro EP è composto da tante anime diverse: quali sono le influenze principali?

Le influenze sono tante e varie, non solo perché io personalmente ascolto di tutto con piacere, ma perché quello che non ascolto io lo ascolta Nader, complementarmente. Per questo nelle nostre canzoni si trova il cantautorato di Battiato e De André, gli arrangiamenti elettronici da The 1975 e Bon Iver, il funk di Prince e Vulfpeck, etc.

Quali sono i vostri progetti futuri?

Abbiamo un migliaio di canzoni finite che teniamo in serbo, e tante idee un po’ confuse sul destino che dovrebbero avere. Abbiamo cominciato in quest’ultimo anno a collaborare con Metello, un bravissimo batterista nonché grande artista di musica elettronica sotto il moniker di Metcalfa (ascoltate il suo EP che è davvero emozionante, per altro so che ha anche ulteriore musica in arrivo). Il suo arrivo ha spostato l’equilibrio del gruppo verso una dinamica più suonata, più “da saletta”, e così alcune canzoni nuove sono nate direttamente sul posto, da piccole idee jammate fino a completarne la scrittura. Qualsiasi cosa decideremo di pubblicare prossimamente sarà quello che ci convince e ci rappresenta di più, voi tenete aperte le orecchie perché abbiamo nello zaino alcune delle nostre canzoni più belle.

I naima pubblicano il primo album - Corriere Nazionale

Biografia

Lorenzo Rocca è nato a Milano il 3 marzo 1995 e Nader Ismail è nato a Angera (VA) il 13 ottobre 1994. Insieme sono naima. Il progetto del duo nasce in Francia durante un viaggio (mal)organizzato all'ultimo, quando Nader e Lorenzo partono per Lione con un paio di zaini, una chitarra, un ukulele e qualche motivetto. Così, se muore ogni ambizione di diventare consulenti di viaggio, nasce invece l'idea di dare spazio a quei piccoli quadretti musicali che punteggiano le strade lionesi in un progetto artistico coerente. Il nome naima. vuole celebrare le varie anime della musica del gruppo, racchiudendo in sé riferimenti al jazz, alla cosmetica, e alla nonna di uno dei componenti.

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Di: Nadia Mistri

 

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Dimora Artica: Siamo venuti per guardare

Dimora Artica presenta Siamo venuti per guardare, prima mostra personale di Lorenzo D’Alba. La mostra, che si tiene dal 31 maggio al 2 luglio, indaga il tema dell'atto creativo e del suo rapporto con la diversità rispetto al canone.
La ricerca nasce dalla consapevolezza del potenziale dormiente dell’atto creativo umano. La relazione con il mondo fuori di sé, l’assimilazione e la comprensione dell’altro vivono per lui nella contrattazione costante tra superficie e spazio, tra plastica e sperimentazione dei materiali. La pratica dell’artista parte da un immaginario soggettivo nel quale le suggestioni si mescolano a fascinazioni di un altrove misterioso, per dare luogo a paesaggi sconosciuti ma in un certo modo familiari, dove il mondo dell’immaginazione si tramuta in forme plastiche e narrazioni visive. Il nome della mostra trae ispirazione da Storia della tua vita di Ted Chang, racconto secondo il quale il rapporto con l’altro può avvenire a pieno solo se si è in grado di guardare il mondo anche dal suo punto di vista. Allo stesso modo l’artista plasma ed educa le proprie storie per farle diventare realtà autonome, paesaggi abitati e abitabili che insegnino a chi le esperisce a immedesimarsi in un altrui prima sconosciuto.
Presso Dimora Artica sono esposti un ciclo di acquarelli e alcune sculture realizzate da Lorenzo D’Alba, i quali convivono con un’installazione che occupa tutto l’ambiente espositivo, trasformandolo in una natura grottesca. Infine un wall drawing si sviluppa lungo le pareti in volute e pittogrammi di ascendenza preistorica. L’intervento dell’artista non viene effettuato su un punto specifico, ma è pensato per colonizzare qualsiasi spazio gli venga concesso, sia esso una parete bianca o un interno domestico, dove spalancare nuove dimensionalità.

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Rimandato al 2022 il concerto di William Duvall

A seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, il tour di WILLIAM DUVALL (cantante di Alice In Chains), inizialmente previsto il 10 aprile 2020, poi riprogrammato al 18 marzo 2021 e successivamente schedulato per il 29 settembre 2021 è stato ulteriormente posticipato al 2022.

La nuova data è prevista per il 10 maggio 2022 sempre a Santeria Toscana 31, Milano. 

I biglietti rimangono validi.

Blog: Rocktargatoitalia.eu

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ROBERTA GIALLO è in tutte le librerie Web Love Story

Da Giovedì 20 Maggio 2021 è disponibile in tutte le maggiori librerie italiane "Web Love Story", il primo romanzo di Roberta Giallo, edito da Pendragon.

"Web Love Story"
 è un romanzo autobiografico che racconta la storia di R. una ragazza allegra e solare che per mantenersi lavora come commessa in un negozio di mobili. Scrive canzoni e grazie a questi sacrifici riesce ad autofinanziarsi e incidere il suo sogno: vivere della sua musica. I suoi primi follower sono i suoi amici, una famiglia che la sostiene sempre e un fidanzato con cui ha un rapporto stabile e tranquillo, forse troppo. 

E poi c'è G., uno studente francese di medicina, bello e misterioso: corpo statuario, occhi magnetici e sorriso ammaliante. 

Un casuale e fugace incontro, un gioco di sguardi, poche battute e il mondo di R. si capovolge. Emozioni e sensazioni mai provate prima, il cuore che batte all’impazzata: avrà finalmente trovato l’Amore maiuscolo che tanto cercava?

Riccardo De Stefano, giornalista e critico musicale che ha curato la prefazione di Web Love Story ha dichiarato:

"Questo Web Love Story, come il suo fratellino musicale L’Oscurità di Guillaume, è un intero mondo in cui state per immergervi. E più che un’opera di fantasia, è un’opera sulla fantasia
[...]
Che lo leggiate tutto di un fiato, o lo centelliniate gustandolo lentamente, quasi a seguirne i tempi e le attese cristallizzate in queste pagine, questa Web Love Story rimarrà vicino a voi, con i suoi personaggi talmente vivi, forti e fragili al tempo stesso, che non potrete dimenticare facilmente."


Roberta Giallo, nata a Senigallia e trasferitasi a Bologna, dove si Laurea in Filosofia e Scienze Morali con 110 e lode, aveva infatti pubblicato nel 2017 un concept album intitolato "L'Oscurità di Guillaume", giudicato miglior disco dell'anno da All Music Italia, in cui ripercorreva le vicende che ora sono narrate in questo romanzo. Come Roberta Giallo ha più volte dichiarato, la storia che si nasconde dietro alle canzoni de "L'oscurità di Guillaume" aveva ispirato in modo particolare Lucio Dalla, che insieme a Mauro Malavasi, ha prodotto l'album lo spettacolo teatrale "Web Love Story", che ha visto la sua prima al Teatro Astra di Bellaria nel 2019.
 

All’improvviso persi una lacrima. Mi scappò dall’occhio destro, per cadermi sulla mano. La osservai inumidirle il dorso, fino a che la pelle l’assorbì, o l’aria l’asciugò. Non saprei. Mi dissi: “Perché mi sto facendo coinvolgere così tanto dalla storia di uno sconosciuto che mi scrive da lontano?”.

Roberta Giallo è una cantautrice poliedrica di fama internazionale.

Inizia la sua carriera aprendo i concerti di Carmen Consoli, Edoardo Bennato, Alex Britti, etc. fino ad aprire il concerto di Sting in piazza del Plebiscito a Napoli. Viene notata da Mauro Malavasi che la presenta a Lucio Dalla. Insieme lavorano al disco intitolato “L’oscurità di Guillaume”. Il disco ottiene un grande successo di pubblico e di critica venendo riconosciuto come migliore disco del 2017 da All Music Italia.

Esce il 20 Maggio 2021 il suo primo romanzo "Web Love Story".

Attualmente sta lavorando al progetto "Canzoni da Museo" in cui Roberta musicherà le liriche dei poeti Giovanni Gastel (nipote di Luchino Visconti), Davide RondiniRoberto Roversi, con il patrocinio del Comune di Bologna, Bologna UNESCO città della musica.

 

Blog: Rock Targato Italia

Giulia Villani

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Da oggi disponibile in Radio e nei Digital Stores "Il giorno di ieri" degli Apnea

Da venerdì 21 maggio è disponibile in Radio e in tutti i Digital Stores “Il giorno di ieri”, il nuovo singolo della band Apnea che sancisce la collaborazione con l’etichetta Terzo Millennio Records. Il brano fa parte di un album di inediti che uscirà nel prossimo autunno.

Lontana dall’essere una canzone malinconica, “Il giorno di ieri” nasce dal desiderio di gridare ad alta voce ho bisogno di te come il giorno di ieri, ho bisogno di te, baciami adesso.

Il videoclip, che ha anticipato l’uscita del singolo nei digital stores, racconta la storia di una coppia che dopo molti anni passati insieme si ritrova in una quotidianità fatta di silenzi che fanno rumore.

Nell’estremo tentativo di riconciliazione, i due protagonisti del video vengono catapultati in un teatro dove assistono all’esibizione di due ballerini. Nella leggerezza e nella bellezza dei movimenti dei due danzatori, la coppia ritrova l’essenza del loro rapporto originale e quello stesso amore che li aveva uniti e a cui decidono di non voler più rinunciare.


BIOGRAFIA


Apnea è una band attiva da tre anni e formata da Alessandro Guarandelli (Voce), Francesco Antonelli (Basso), Luca Magrini (Chitarra), Andrea Molinari (Batteria / Cori) e Marco Molinari (Chitarra / Cori).

Nell’estate 2019 registrano un EP di 6 tracce, “Private confidenze”, che racchiude l’essenza primordiale della band, un mix di forti emozioni che passa da brani alternativi, come “Aria 8”, “Ossigeno”, fino a raffinate ballad come “Amara”, “E’ tutto vero“.

Estate 2020 pubblicano il videoclip del loro primo singolo ufficiale “Erotica Venere”.

Ad ottobre 2020 Rock Targato Italia li decreta vincitori della 32° edizione; a dicembre esce la Compilation “ROCK TARGATO ITALIA 1987/1992” che, insieme a brani di grandissimi artisti italiani come Vasco Rossi, Litfiba, Afterhours, contiene anche il loro secondo singolo “Poco prima di dormire”.

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IL MAESTRO E LA LEGGERA.

  “Quando incontri qualcuno

Ricorda che è un incontro sacro

Come lo vedi, ti vedi

Come lo tratti, ti tratti

Come lo pensi, ti pensi

Ricorda che attraverso di lui

O ti perderai o ti ritroverai”

Franco Battiato

  Ho sempre avuto una sincera avversione per chi vuole mettere etichette a tutto e tutti. Questa, poi, raggiunge il picco quando si aggiunge alla parola “musica” la desinenza “leggera”. Già, perché io credo fermamente che esista solo la musica. Semmai ne esistono di due tipi: quella di valore e quella che ne ha meno.

Così mentre mi preparo a celebrare il quarto anniversario della tragica scomparsa di Chris Cornell, apprendo la notizia della morte del Maestro Battiato. Un altro vuoto incolmabile.

Ci sarebbe molto da dire sulla parabola artistica di Franco Battiato. Mi limiterò a consegnarvi una riflessione.

In un paese dove codici e linguaggi si copiano, si importano e poi ci si giustifica dicendo che ci si è ispirati (mentendo sapendo di mentire) il Maestro quei linguaggi e quei codici li ha creati mescolando con sapienza e autenticità quello che conosceva.

Anche e soprattutto questo, ci mancherà. Quella sua vena espressiva colta, raffinata, lirica e autentica. Esperienza che ha portato nella musica che, senza alcun senso, si ostinano a chiamare leggera.

La creazione del Maestro non è “leggera”: è originale, ispirata e di altissimo livello. Le sue incursione nella popular music non sono altro che pezzi di straordinario pregio, gioielli preziosissimi.

Battiato, siciliano, viene scoperto artista pop nella mia meravigliosa città, nientemeno che dal più milanese dei milanesi: Giorgio Gaber (un altro che ci manca moltissimo). Si destreggia con la canzone d’autore, la musica classica, con il progressive rock, in una sperimentazione continua. Oltre ad essere un grande compositore si scopre paroliere di talento: molto più di altri che vengono incensati quando si parla di testi di canzoni in Italia, scrive “perle” di filosofia, di sagace ironia  e di grande profondità.  

Seppure ha voluto fare una netta distinzione tra il suo essere un artista e l’attività politica, sostenendo di non voler essere un artista impegnato, non si è astenuto dall’esprimere pensieri e opinioni. Scrive anche della canzoni sul tema.

Il Maestro era, comunque, più interessato a filosofia, alle religioni orientali e all’esoterismo in una visione più spirituale della realtà e della vita.

Franco Battiato è stato un Maestro di musica. Ascoltate il suo lavoro e poi ditemi, in coscienza, se vi viene voglia di aggiungerci “leggera”.

Grazie, Maestro

di Paolo Pelizza

© 2021 Rock targato Italia

 

 

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